Quasi quasi li mando a ffan…, del 29.04.2014, martedì
30 Aprile 2014 in Post ad hoc
Sono il primo a dire che la Regione così come è non funziona e non serve ai bisogni dei siciliani. Ben vengano le idee di chi immagina una Regione diversa. Diversa nei compiti, nella struttura, nella modalità di funzionamento.
Si costituisca una commissione di alto profilo con consulenti di chiara fama e di certa professionalità e gli si dia l’incarico di disegnare la nuova Regione.
Si valutino le dotazioni organiche necessarie, si avviino i percorsi formativi necessari, si mandino in pensione coloro che non sono più utili alla causa, sia reclutata un po’ di nuova linfa … giovani diplomati e laureati desiderosi di fare il bene della propria terra … e nel giro di 3-4 anni si riparta con una nuova Regione.
Questo ci si aspetterebbe da un Governo, non necessariamente rivoluzionario ma dotato di buon senso, che comprende quali sono i problemi e che si fa aiutare nel trovare le soluzioni.
E invece no!
Abbiamo a che fare con Governi e politicanti che al di là del “facite ammuina” non sanno fare. Interessati soltanto ad arruolare sotto i propri stendardi quanti più mercenari possibili … in barba a ogni amor proprio e a giuramento su Costituzione o Statuto che sia.
E’ sempre la stessa storia. Si tenta di giocare sempre la stessa partita. Ai precari si fa vedere il barlume di una stabilizzazione. Ai lavoratori stabili si lascia dubitare che il destino sia da precario. E tutti a correre a cercarsi un protettore.
Ma lo sapete che vi dico? Andate pure a ffan…!
Non vi ho cercato ieri e non vi ho cercato oggi e verosimilmente non vi cercherò domani.
Fate pure i vostri giochi e fate di questa Regione quello che volete … purtroppo nessuno si accorgerà di niente!
La nostra generazione è stata condannata e nessuno è disposto ad ascoltare. Quando anche chi ti dovrebbe difendere non lo fa e chi dovrebbe sapere come stanno le cose dimostra di non saperlo che cosa ci resta da fare?
Arrendersi? Lasciarsi andare allo sconforto e alla disperazione?
No.
Quello che stiamo vivendo è il frutto della malapolitica. Si è lasciato che i professionisti della politica e i costruttori di carriere personalissime prendessero il sopravvento sul bene comune e sull’interesse di tutti.
L’unica strada possibile è cambiare questa politica … dobbiamo adoperarci affinchè soltanto persone perbene possano arrivare al governo della cosa pubblica.
Torniamo al dialogo e all’ascolto.
Basta con i chiacchieroni e con i millantatori!
Basta con i narcisi e con i depositari unici del verbo!
Basta con i professionisti dell’anti-qualcosa!

Bravo, Paolo.
Sottoscrivo.
Di questa gente non se ne può più.
E’ vero, la nostra generazione è condannata. Ma neanche per i nostri figli la vedo tanto bene (basti pensare al livello di sfascio sociale e di indebitamento che erediteranno).
Purtroppo, in questo momento non vedo grandi possibilità di (re)agire con successo.
Temo che qualunque iniziativa venisse assunta dagli “ingenui” ancora convinti dell’esistenza di un bene “superiore” si presterebbe, fatalmente, ad essere distorta e ridicolizzata, se non additata quale estremo tentativo di conservazione di anacronistici privilegi.
Credo che il corpo sociale in cui viviamo abbia bisogno ancora di qualche momento di malattia e di febbre prima che gli anticorpi riescano ad avere la meglio sugli aggressori del bene pubblico.
Solo quando lo schifo e il disprezzo avranno raggiunto la giusta maturazione presso la maggior parte dei siciliani potremo veramente apprezzare il profumo di pulito e di fiducia che solo il rispetto vero della “legalità” (senza se e senza ma, senza distorsioni camuffate da rifiuto di “macellerie sociali” e simili) può dare.
Qualche saggio diceva “Salus rei publicae suprema lex esto”.
Occorrerà ancora un periodo di compressione (spero mesi, non anni) prima che la molla dello sdegno sia sufficientemente carica per liberare la voglia di cambiamento.
Credo che la funzione di catalizzatore sarà assunta dalla situazione di stallo e di crisi finanziaria regionale, che pian piano eroderà l’humus di clientela e opportunismo su cui prosperano i “ladri di futuro” della nostra terra.
Certo, in teoria, un aiutino potrebbe darlo anche ciascuno di noi, nell’imminente tornata elettorale. Purtroppo, però, ancora non vedo grandi file di “persone perbene” in grado di “arrivare al governo della cosa pubblica”.
Ribadisco fermamente il dovere (morale prima ancora che giuridico), incombente su ciascuno di noi, di continuare a fare al meglio, ogni giorno, il proprio lavoro, quello sì nell’interesse pubblico.
Per il resto credo che, questo giro, mi limiterò ad un “Vaffa” liberatorio, per poi riprendere ad accumulare indignazione.
Fra qualche mese, quando la crisi sfocerà nel naturale ritorno alle urne per elezioni regionali, allora sarà il momento di produrre il massimo sforzo per far sì che, come dici tu, “soltanto persone perbene possano arrivare al governo della cosa pubblica“.
Mi viene, infine, una tentazione.
Se, per qualche mese, in attesa che i nostri “ladri di futuro” si cuociano a puntino nel loro stesso brodo, provassimo ad ignorarli (in TV, sui giornali, alle riunioni, alle manifestazioni pubbliche, etc.)? Il Mondo, certo, non sarebbe, ma almeno ci apparirebbe più bello.
“Chiacchieroni e millantatori”, “narcisi e depositari unici del verbo”, hanno bisogno di esibirsi su un palco, di fronte al grande pubblico.
L’insignificanza e l’oblio potrebbero forse depotenziarli e accelerarne l’uscita di scena.
Ad maiora!