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Partecipiamo alla redazione del Codice, del 10.12.2013, martedì

Dicembre 10, 2013 in Contributo da fedro

Nel post … News istituzionali, del 09.12.2013, lunedì … abbiamo dato conto dell’Avviso della Bozza del codice di comportamento predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica e del personale con il quale si invitano tutti i portatori di interesse ad avanzare delle proposte di modifica e di integrazione.

Anche la nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” può presentare delle proposte e quindi vi invitiamo a segnalarci ciò che vi piacerebbe cambiare o inserire nel codice … c’è tempo fino al 16 dicembre p.v. … tempi un pò stretti!

Nella bozza di codice ci sono dei passaggi che mi hanno fatto riflettere … ma più che riflettere direi che mi hanno fatto avvertire qualche nota stonata … si chiede ai dipendenti (che peraltro già ritengo che lo facciano) di mettere in atto dei comportamenti per i quali non si riceve certo il buon esempio da chi il buon esempio dovrebbe dare.

Interessante inoltre il riferimento allo svolgimento dell’attività lavorativa secondo gli standard di qualità e di quantità fissati “anche” nelle apposite carte dei servizi … ma chi le ha viste mai le carte dei servizi!

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Tanti auguri a tutti da “Perchè no…”, del 08.12.2013, domenica

Dicembre 10, 2013 in Contributo da fedro

Care amiche, cari amici,

con l’incontro del 9 dicembre e con l’invio della newsletter del 10 dicembre si conclude l’attività 2013 dell’associazione.

Noi continueremo ad alimentare il blog e soltanto se si verificheranno eventi straordinari provvederemo all’invio di newsletter.

Riprenderemo l’invio periodico della newsletter a partire dalla prima domenica di gennaio 2014 e speriamo di riprendere i nostri incontri dal secondo lunedì di gennaio. Al momento siamo in contatto con diverse personalità politiche e della società in genere con le quali vorremmo continuare a confrontarci sulle idee per il futuro della nostra Sicilia e del nostro Ente Regione.

Colgo l’occasione per ringraziarvi tutti, siate voi associati, semplici simpatizzanti, pazienti lettori e osservatori delle nostre attività.

Il 2014 sarà per la nostra Associazione un anno impegnativo e spero che in tanti possiate darci una mano secondo le modalità che riterrete più opportune.

Tanti auguri per le prossime festività natalizie e per il nuovo anno e l’auspicio di sempre … tanta serenità a voi e alle vostre famiglie.

Un abbraccio da

Paolo Luparello, Giovanna Maria Abruscato, Totò Aiello e dal resto dello staff che preferisce operare nell’anonimato ma che qui ringrazio … in particolare Lillo e Romeo.

mafalda2014

 

 

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Anche il garagista lo sa!, del 06.12.2013, venerdì

Dicembre 6, 2013 in Contributo da fedro

Anche il garagista lo sa!, del 06.12.2013, venerdì

di Paolo Luparello “Fedro”

La mia famiglia consuma alcuni alimenti biologici. Li andiamo a comprare in un negozio che offre ai clienti che usano l’auto la possibilità di posteggiare in un garage a ore lì vicino. Come tutti i venerdì sono andato a fare la solita spesa e ho posteggiato nel garage a ore. Mentre attendevo che il garagista mi desse il ticket da far siglare al negozio di alimenti biologici convenzionato la mia attenzione è stata attratta da un cartello appeso a uno dei tanti pilastri del garage. Il cartello recita “Il successo di una organizzazione è frutto della collaborazione di tutti i suoi lavoratori”. Ho pensato … se il presidente della Regione frequentasse questo garage forse sarebbe un presidente migliore!

 

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L’uomo ed il territorio, di Michele S.Lonzi, del 01.12.2013, domenica

Dicembre 1, 2013 in Contributo da fedro

Riceviamo e volentieri pubbichiamo

“Cari amici, vi giro la nota che ho sentito il dovere di scrivere, e di mandare agli organi di stampa. Un affettuoso saluto

Michele Salvatore Lonzi

L’uomo ed il territorio

La straordinaria bellezza della natura è il risultato dell’opera del Creatore che ci ha consegnato il paesaggio in cui viviamo, in tutta la sua magnificenza, e dell’opera dell’uomo al quale tutto questo è stato consegnato, non per essere deturpato e/o consumato, ma perché se ne curi lo preservi e lo migliori.

La nostra Italia, è una nazione che sia per motivi di assetto idrogeologico, sia per trascuranza congenita a tutto ciò che è cultura dell’ambiente, soffre da sempre per i danni provocati dal degrado dei suoli, da qui il pericolo di desertificazione, e dall’alterazione degli ecosistemi preesistenti, di conseguenza le frane e le alluvioni.

Ora, dopo l’ennesimo disastro avvenuto in Sardegna, mi succede di Leggi il resto di questa voce →

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Testimonianze dagli uffici … Raccontaci la tua storia, del 31.10.2013, giovedì

Ottobre 31, 2013 in Contributo, Prima Pagina da fedro

 

Care amiche, cari amici,

come state? Lasciamo perdere.

Vorrei provare a smuovervi. Non tutti naturalmente. Soltanto quelli che sono un po’ stanchi di ricevere sempre bastonate nonostante svolgano il proprio lavoro con impegno e con profitto. Naturalmente parlo di bastonate virtuali, quelle che riceviamo per il solo fatto di lavorare per la Regione Siciliana.

Non sembra che siamo capaci di fare nulla di buono. Tutto quello che non va è colpa nostra. Tutto quello che invece c’è di buono è naturalmente merito di chi ve lo lascio immaginare.

Ma è proprio così?

Vi chiedo di provare a aiutarmi a dimostrare che c’è una Regione che funziona … quanto meno una parte. Fatta di uffici che erogano servizi, che producono risultati e in cui ci sono colleghi che nonostante tutto si sforzano di andare avanti … anche a costo di sacrifici personali. So di colleghi che anticipano le spese postali, le spese per la benzina, altre spese di funzionamento degli uffici, che lavorano senza guardare l’orologio anche se non c’è straordinario, e chissà cos’altro pur di fare quello che ritengono il proprio dovere.

Vi chiedo di raccontarci la vostra storia. Di raccontarci quello che di buono fa il vostro ufficio e che i più sconoscono.

Mi piacerebbe dedicare una rubrica del blog della nostra Associazione alle testimonianze dei colleghi e dagli uffici … vi va?

Se avete una storia da raccontare o se vorreste far conoscere quello che di buono ha prodotto e produce il vostro ufficio saremo lieti di poterlo fare conoscere. Se a scrivere non vi ci trovate o non avete il tempo chiamateci e ne parliamo. Inviate i vostri riferimenti all’indirizzo info@perchenosicilia.org o lasciateli chiamando al telefono dell’Associazione 0916195582 o inviando un fax al 0916197764 … saremo noi a contattarvi.

Colgo l’occasione per informarvi che abbiamo ripristinato i link del blog attraverso i quali ci si può iscrivere alla newsletter dell’Associazione o ci si può cancellare … non affollatevi però!

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Quello che chiedo a un dirigente generale, del 30.10.2013, mercoledì

Ottobre 30, 2013 in Contributo, Prima Pagina da fedro

A un dirigente generale chiedo di fare il dirigente generale.

A un dirigente generale chiedo di fare il burocrate.

A un dirigente generale chiedo di utilizzare al meglio le risorse di cui dispone.

A un dirigente generale chiedo occuparsi dell’organizzazione cui è preposto.

Un dirigente generale è come l’allenatore di una squadra. Lui è lì per allenare la squadra e per provare a vincere il campionato. Il campionato non lo vince il dirigente generale da solo, e non lo vince nemmeno se si occupa soltanto di un settore della squadra. Se una squadra gioca con un certo numero di giocatori, ci sarà un motivo? Se decido di giocare soltanto con alcuni, anche se dei fuoriclasse, potrò vincere?

Ci sono dirigenti generali che non conoscono i lavoratori che lavorano al servizio della propria organizzazione, con i quali non hanno mai parlato e con i quali non hanno neanche la minima intenzione di parlare. Non è che un dirigente generale deve necessariamente parlare con il dipendente dell’ufficio accettazione dell’ultimo avamposto sul territorio della propria organizzazione, ma provare a far giungere anche a questi un proprio messaggio può fare la differenza. Troppi lavoratori sono “dimenticati” … è anche vero che alcuni di essi preferiscono “farsi dimenticare” … ed è ora che si provi a coinvolgere tutti nel risollevare le sorti di questa nostra Regione.

A un dirigente generale chiedo quindi di occuparsi del proprio personale. Che non consideri la questione una “camurria” e la deleghi a qualcuno dei suoi collaboratori, non sempre il più adatto e il più lungimirante, al quale delega anche il rapporto con i sindacati.

Il dirigente generale certamente non ha la possibilità di esaudire tutte le richieste che gli provengono dai lavoratori, e dai sindacati che li rappresentano, ma è pur vero che comunque gestisce risorse importanti. Non dimentichiamo che, complessivamente, il fondo per la dirigenza ammonta a circa 34 milioni di € e che quello del comparto a oltre 50 milioni di €.

Di cose con queste cifre se ne potrebbero fare, solo se si decidesse di utilizzarle con intelligenza e recuperando il ruolo di datore di lavoro nella Pubblica Amministrazione.

Ma per fare questo è necessario che il dirigente generale faccia il dirigente generale.

Il dirigente generale non è stato messo a capo di una organizzazione perchè è il massimo esperto mondiale di una qualche materia … avrebbero fatto meglio a dargli una consulenza … è stato messo a capo di una organizzazione perchè la guidi con taglio manageriale e perchè metta in campo tutte le competenze manageriali che un manager deve possedere.

A me non interessa se il dirigente generale è un “interno” o se è un “esterno”, a me interessa lavorare con un dirigente generale che conosca il proprio mestiere, che venga da esperienze nelle quali ha dato prova di saper gestire strutture complesse, che sia stato capace di raggiungere risultanti importanti, che sia capace di fare crescere professionalmente il gruppo dirigente dell’organizzazione in modo che questo faccia crescere, in cascata, tutto il resto del personale dell’organizzazione.

A un dirigente generale chiedo di essere autonomo e chiedo che per lui parli quello che sarà in grado di costruire giorno dopo giorno.

Questo è quello che chiedo a un dirigente generale … anche se viene da chiedersi se nella Regione Siciliana il nominato e il nominante abbiano contezza di tutto ciò … o sono soltanto i miei voli pindarici nel mondo di Walalla.

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Questo post lo scrissi oltre un anno fa. Lo ripropongo perchè mi sembra ancora molto attuale e sempre più onirico … dopo le gesta del governo Crocetta in materia di incarichi dirigenziali!

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Il sindaco con “esperienza dirigenziale” soffia l’incarico al dirigente!, del 28.10.2013, lunedì

Ottobre 29, 2013 in Contributo da fedro

Non so se queste cose succedano soltanto in Sicilia … ma se ci si mette in mezzo anche la magistratura siamo senza speranza!

Un collega mi ha fatto pervenire l’ordinanza di un giudice del lavoro che boccia il suo ricorso avverso la nomina di un direttore in un ERSU. La cosa singolare è che il ricorrente è un dirigente, l’unico dirigente in servizio, mentre il “neo” direttore è un funzionario direttivo.

E’ pur vero che il fatto di essere l’unico dirigente in servizio non obbliga l’Amministrazione, nella fattispecie il vicepresidente dell’ERSU (ma è proprio a lui che spetta l’affidamento dell’incarico di direttore o al dirigente generale del dipartimento competente?), a conferirgli l’incarico di direttore dell’ERSU, incarico che ha ricoperto fino alla nomina del “funzionario direttivo”, ma il buon senso così vorrebbe.

E che cosa è andato a escogitare il giudice del lavoro per giustificare la nomina di un funzionario direttivo al quale si contesta di non avere la qualifica dirigenziale? Il giudice si rifà alla legge regionale 19 del 1997 secondo la quale l’essere stato sindaco di un comune con popolazione superiore a 15 mila abitanti per almeno 4 anni equivale a “esperienza dirigenziale” e quindi giustifica l’operato del vicepresidente dell’ERSU.

Anche a un povero agronomo quale io sono, questa ordinanza lascia tante perplessità che forse tra qualche anno sarà la Procura della Corte dei Conti a fugare … sempre che il vice presidente dell’ERSU giunga alla contrattualizzazione del funzionario … ma nel frattempo l’ex sindaco con esperienza dirigenziale godrà dell’incarico dirigenziale.

Oramai gli incarichi dirigenziali non saranno più soltanto alla mercè degli amici e degli amici degli amici … dopo questa ordinanza anche dei trombati della politica … ma forse soltanto entro i confini di una sola provincia siciliana!

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La consultazione pubblica sulle “100 procedure da semplificare”

Ottobre 26, 2013 in Contributo da fedro

Riceviamo dall’amico Virgilio Bellomo e volentieri divulghiamo e una domanda ci poniamo … perchè iniziative di questo tipo non vengono proposte dai nostri uffici? In questa era “rivoluzionaria” perchè non porsi la domanda se le procedure di nostra competenza non possono essere semplificate? E invece aspettiamo sempre che qualcuno ci venga a raccontare il conto da Roma e magari aderiamo poco convintamente … tutto è adempimento!

“Il Ministro per la Funzione Pubblica e la Semplificazione ha avviato la consultazione pubblica sulle “100 procedure più complicate da semplificare”. Per partecipare basta compilare il questionario on line disponibile sul sito della Funzione Pubblica www.funzionepubblica.gov.it, il link diretto alla consultazione è www.magellanopa.it/semplificare/default.asp

Si potrà indicare la complicazione e fare una proposta per semplificarla.

La consultazione resterà aperta fino al 15 dicembre 2013. Al termine, saranno pubblicate le graduatorie delle complicazioni più segnalate e un rapporto di sintesi sui risultati.

Formez PA nell’ambito del progetto PON GAS Semplifica Italia, cantieri regionali per la semplificazione, elaborerà per le Regioni dell’Obiettivo convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) destinatarie del progetto le segnalazioni e le proposte a livello regionale. Potranno quindi essere predisposte apposite proposte di semplificazione di quelle procedure direttamente gestite dall’amministrazione regionale e/o regolate dalla disciplina regionale.

Vi segnaliamo che è stata predisposta una “Guida alle semplificazioni del decreto del Fare”, www.funzionepubblica.gov.it/media/1082357/decretofare_guida_web.pdf, oltre a quella sul decreto Semplifica Italia www.funzionepubblica.gov.it/media/970067/semplificaitalia_opuscolo.pdf.

Vi invitiamo pertanto a partecipare e a promuovere la consultazione e a diffondere le guide alle semplificazioni.

Distinti Saluti

Francesca Ferrara, Responsabile del progetto “Semplifica Italia. Cantieri regionali per la semplificazione”

 

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Albo formatori, una bella esperienza alla Regione, del 24.10.2013, giovedì

Ottobre 24, 2013 in Contributo da fedro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

“Ciao Paolo

Ti seguo sempre in quello che fai attraverso la newsletter che mandi e apprezzo tantissimo la tua forza di volontà e il desiderio di andare avanti con i tuoi ideali senza lasciarti scoraggiare dall’indifferenza.

In effetti anche chi, all’interno dell’amministrazione regionale, continua ogni giorno a remare a favore, trova sempre maggiori ostacoli e lo sforzo per compensare chi rema contro  è veramente notevole.

Non dobbiamo abbatterci però. Noi siamo degli eletti, possiamo dirlo tranquillamente, in questo momento di crisi e dobbiamo far di tutto per meritarci il nostro stipendio e la stima (cosa ancor più difficile) della gente.

Ho deciso di scriverti, non per aggiungermi al lungo coro di chi si lamenta … ma si adegua,  ti scrivo per parlarti  di una iniziativa che funziona: la formazione interna. Mi sono iscritta all’Albo dei formatori con tanti dubbi e timori, oggi però posso dire che in 24 anni di servizio le uniche vere soddisfazioni mi sono arrivate dalle manifestazioni di apprezzamento e stima dei miei corsisti.

In un anno  ho già svolto 6 edizioni (più 2 già programmate per novembre ) del mio corso (contabilità e bilancio della regione siciliana) con una media di 26 corsisti ogni edizione. Ogni volta che proponiamo una data riceviamo una caterva di adesioni. Ormai mi conoscono sanno che sono due giorni spesi bene. Sanno che non è il solito corso tenuto da Professori esterni: bello ma del tutto inutile. Sanno che sono puntuale alle 8:00 in aula e che me ne vado solo quando in classe non c’è più nessuno.  Alla fine delle due giornate è un tripudio di apprezzamenti per la Formazione Interna. I questionari di feedback parlano chiaro!

Il successo di questa iniziativa, per quanto mi riguarda, non sta tanto nel fatto che  riesco “con parole semplici a rendere chiari concetti che altri riescono solo a complicare”  come mi ha detto una corsista, ma soprattutto nella passione che metto nell’attività che svolgo e negli stimoli  che  cerco di ottenere fornendo ai corsisti oltre alle nozioni di contabilità proprie del corso, anche dei suggerimenti di buona prassi. Il fatto che una collega decida di fare formazione interna, senza compenso ma con grandissimo impegno e dedizione, credendo fermamente in quello che fa è un ottimo esempio per ridare fiducia anche a chi si sente fortemente demotivato.

Ti cito una frase emblematica che mi ha scritto una collega:

– Volevo ringraziarti per avermi ridato la speranza che l’Amm.ne non è tutta da cestinare, ma che ancora esistono persone che credono che ciascun componente della P.A. abbia ricevuto una missione da svolgere nella società per le persone che si rivolgono a noi.

Ti ringrazio per l’attenzione”

Grazie a te, Rita, per la testimonianza che è una conferma del motivo per cui la nostra Associazione è nata. Alla Regione non tutto è negativo e ci sono donne e uomini in grado di rispondere alle sfide se messi nelle condizioni di farlo.

La cosa che mi dispiace un po’ della tua testimonianza è che c’è voluta questa esperienza, nella quale credo e anch’io sono iscritto all’albo anche se non ho ancora avuto la possibilità di proporre un corso, per farti sentire come avresti dovuto sentirti fin dalla tua assunzione … gratificata per il lavoro che svolgi.

Un’altra tua affermazione che mi sento di non condividere è quella relativa al doverci considerare degli eletti. Si tratta di un atteggiamento che rischia di consolidare l’idea che noi lavoriamo dove lavoriamo per grazia ricevuta. Sicuramente ci sono persone che oggi sono nostri colleghi attraverso percorsi che non sono quelli canonici per l’accesso alla Pubblica Amministrazione. Chi ha partecipato a un concorso e una volta vinto ha deciso di servire il Paese non può considerarsi un eletto. Sicuramente dobbiamo sentire tutto il peso della responsabilità nei confronti degli utenti dei nostri uffici ma non mi sento di dover provare disagio per il posto che occupo … così come sono convinto che anche tu non lo provi affatto perchè svolgi il tuo lavoro con una professionalità che ti consente di affrontare un’aula di colleghi e trasferire loro le tue conoscenze.

Detto questo non posso che farti i miei complimenti e quelli della Associazione per il tuo impegno che sono sicuro trasmette un messaggio positivo destinato a incidere sulla coscienza dei tanti colleghi che hanno avuto la fortuna di trascorrere un po’ di ore in aula con te.

Rotto il ghiaccio spero di ospitarti ancora su questo blog.

Paolo Luparello

da fedro

Di Crocetta critichiamo il metodo, di più non sappiamo!, del 23.10.2013, mercoledì

Ottobre 23, 2013 in Contributo da fedro

Riceviamo, pubblichiamo e commentiamo

“GENTILISSIMO,
CROCETTA E’ UN’ICONA NON HA NESSUN POTERE E’ LO SLOGAN PUBBLICITARIO DI UNA RIVOLUZIONE CULTURALE CHE NN POTRA’ MAI ATTUARSI IN SICILIA ALMENO FINCHE’ DIETRO DI LUI E SCUSA SE USO DI PROPOSITO QUESTA IMMAGINE, SE DIETRO DI LUI CI SARANNO FANTASMAGORICI ANTIMAFIOSI…PEGGIORI DEI VERI MAFIOSI…TUTTI SANNO DI TUTTI, E NESSUNO OSA DENUNCIARLI…METTERLI IN SORDINA, EVITARE LORO DI DARE INCARICHI PERICOLOSI….CROCETTA E’ UN MEGAFONO,APPUNTO, COLUI CHE PROCLAMA A VOCE ALTA QUELLO CHE SAREBBE GIUSTO FARE MA TU SAI BENE CHE TRA IL DIRE ED IL FARE C’E’ DI MEZZO…. IL CANALE DI SICILIA ED IL SUO MARE…..
A BUON INTENDITORE POCHE POCHISSIME PAROLE….UNA BELLA STRETTA DI MANO, PAOLO A PRESTO”

In questo blog ci siamo trovati molto spesso a commentare le gesta dell’attuale presidente della Regione. Gesta consistenti nella continuità con i suoi predecessori nell’utilizzare i poteri di cui dispone per promuovere soggetti nella maggioranza dei casi sconosciuti ai più ma non al presidente. Cosa c’è di diverso in ciò rispetto alle critiche mosse al suo predecessore? Il fatto che il presidente sia un esempio dell’antimafia giustifica la spregiudicatezza con la quale ha conferito tanti incarichi? Proprio perchè è un soggetto che ha denunciato la mafia e quella che lui spesso definisce la “manciugghia”, ci saremmo aspettati dei comportamenti diversi. La pubblicizzazione degli incarichi da conferire, la possibilità di partecipare, la motivazione dei provvedimenti. Quante volte è successo questo? Mi sembra di ricordare che qualcosa del genere è stato fatto per il suo ufficio stampa … ma a oggi non sembra che la selezione sia stata ancora effettuata!

Del presidente, ripeto, contesto il metodo che se invece fosse stato ispirato alla massima trasparenza e partecipazione avrebbe certamente portato aria nuova nel nostro mondo asfittico!

Di mafia e di antimafia invece non so proprio che cosa raccontarvi in termini di conoscenza diretta e quando parli di  “fantasmagorici antimafiosi” non so proprio a chi tu ti possa riferire. Mi spiace soltanto che su di un tema di questo tipo, che deve essere sicuramente al centro della nostra attenzione per evitare qualsiasi tipo di infiltrazione, si finisca per costruire la carriera di qualcuno. Quello che deve essere un dovere civico rischia di diventare una professione … e così non va … secondo me!

 

da fedro

E adesso siamo 48!, del 19.10.2013, sabato

Ottobre 19, 2013 in Contributo da fedro

E con grande piacere che stamattina ho ricevuto la domanda di adesione n°48. Nel consiglio direttivo del prossimo lunedì 28 ottobre valuteremo la domanda di adesione e mi sento di dire, conoscendo personalmente A.V., che dal 28 ottobre raggiungeremo quota 48. Diceva una vecchia canzone “uno più uno fanno tanti” e vi assicuro che è proprio così e con il numero degli associati cresce anche la responsabilità che sentiamo come Associazione per non perdere questa fiducia che tanti amici ci stanno accordando.

La domanda di adesione era allegata a una mail il cui testo mi fa piacere socializzare …

“Caro Paolo, Ti invio in allegato l’adesione all’Associazione.

Mandami le coordinate per il versamento.

Sono impegnato in tante attività oltre il normale lavoro in Ufficio, pertanto non posso collaborare per lo sviluppo dell’Associazione.

Comunque ritengo che l’Associazione sia utile per contribuire a cambiare le sorti della nostra categoria e quella della Sicilia.

Continuate a lavorare !!!!

Ciao

A. V.”

Ancora grazie A.V. e anche se non ho motivo di dubitare, conoscendoti, che sei super impegnato non ci fare mancare il tuo supporto … anche con qualche riflessione o suggerimento affidato a una e-mail!

Paolo Luparello

da fedro

Non siamo certo ai tempi di Auschwitz ma …, del 18.10.2013, venerdì

Ottobre 18, 2013 in Contributo da fedro

 

Ricevo e volentieri divulgo

“buongiorno Paolo, è chiaro che a una proposta così decente non si può che rispondere “presente”, anche per i suoi contenuti etici, culturali, di buon principio e probabilmente cristiani (ahi che parola inflazionata e compromettente!). forse non stiamo tutti i giorni lì a correre dietro a Fedro che pealtro è anche un buon maratoneta. Conviviamo anche con quotidiani affanni e nonostante tutto cerchiamo di capire come difendere quel poco di presente e di democrazia, e di contratto, che ci ancora ci resta, e soprattutto il futuro dei nostri figli che vorremmo e che affidiamo alla speranza che sia sereno anche in questo caso almeno tanto quanto quello che ancora ci resta. ma neanche di questo si può essere sicuri, ribadisco lo si può sperare. oggi tra le 7,30 e le 9.00 già sei o sette persone mi avevano chiesto l’elemosina …. non so fino a stasera a quanti arriveremo! continuano gli sbarchi. ah, ma almeno adesso ci sono i droni, e che DRONI!
che la Regione sia il conteso dove possa maturare l’Uomo che abbia la forza e la coscienza per considerare il dolore degli altri il primo dei doveri da affrontare quando la mattina parte il clic sul PC della propria scrivania …. che i giovani non li vorremmo alcolizzati e incazzati o peggio ancora apatici e demotivati … che la gioa di una società e delle famiglie dovrebbe venire molto prima e stare molto più in alto del PIL … che i tracchiggi della politica sono ormai un evidente e consolidato male dal quale solo un intervento divino potrebbe salvarci ….. o come tristemente è già accaduto nella storia, il sangue….scusami se rischio un tono tragico, proprio oggi che è venerdì e c’è una gran bella giornata di sole ma la medicina del “futtitinni” che ogni giorno ci viene proposta a me proprio non fa effetto … sai com’è. ed è sotto gli occhi di tutti che la situazione non è proprio quella che avevamo un tempo proiettato negli scenari possibili della nostra esistenza. Che se ne parli è comunque una chance intelligente che stai mantenendo viva. Sai proprio ieri pensavo a tutti quegli ebrei che assistevano impauriti allo spettacolo della loro stessa tragedia, e quando qualcuno mentre lo caricavano su un treno, magari per auschwitz, chiedeva ai vicini ma dove ci stanno portando, gli veniva risposto ” ma no dai, certamente sarà per poco, giusto il tempo di qualche lavoro straordinario, di risolvere un evento straordianrio, stanno solo facendo le cose necessarie perchè c’è un momento di crisi, poi torneremo a casa, a noi, a quello che eravamo e che ci sembrava la realtà …. E mi chiedevo e mi chiedo, ma se erano in tanti perchè non hanno provato a reagire … perchè …… perchè ….. perchè no, allora.
AUGURI Paolo! io comunque la tua posta deve proprio essere che non ho il tempo di sedermi a tavola, se la butto via senza leggerla, e sicuramente in quei casi mi perdo il buono e saggio consiglio quotidiano di una persona che merita tutta la mia più sincera stima.

ciao Dario Di Bernardi”

Grazie Dario per il contributo e la stima. Mi rendo conto che ognuno di noi è assorbito in tante faccende e che spesso questo non permette di fare quel che piacerebbe e immagino che il dialogo con la nostra Associazione non è certamente in testa alla classifica. Noi siamo qui. Ci faranno piacere i tuoi contributi, magari anche quelli che potrai fornire partecipando ai nostri incontri. A presto

Paolo Luparello

da fedro

Come si mortificano le intelligenze!, del 18.10.2013, venerdì

Ottobre 18, 2013 in Contributo da fedro

 

Riceviamo e volentieri divulghiamo

“Gent.mo Paolo,

con riferimento alla mail dal titolo “Ci sei?….” mi sembra doveroso, considerato il buon ed impegnativo lavoro tuo e dell’associazione, “battere un colpo” e dire che io apprezzo la tua attività (e quella di coloro che ti stanno accanto) e leggo con interesse i vari post.
Per il momento, per una serie di motivazioni personali, mi limito ad osservarvi e a leggervi un pò da lontano, chissà che in futuro non mi convinca ad entrare in maniera più diretta nell’Associazione….
Con  altrettanta franchezza devo però affermare che sono un pò stanco dell’andazzo della nostra amministrazione, forse un pò troppo rassegnato, disilluso, deluso e soprattutto pessimista nel non vedere vie d’uscita, nel non vedere la luce in un tunnel in cui sono entrato nel lontano 1986 e che consideravo una galleria che mi avrebbe portato, dopo averla percorsa velocemente, verso il successo, l’appagamento lavorativo ed economico, verso un impegno sociale con cui avrei contribuito al miglioramento della mia terra.
Dopo essermi laureato, dopo aver insegnato nel privato, dopo essermi abilitato e vinto un concorso a cattedre per zero posti, dopo aver lavorato presso un dipartimento del Ministero di Grazia e Giustizia a Milano, ho vinto un concorso presso l’Amministrazione regionale accettando di partire dal basso e fiducioso che con i miei titoli di studio e con la mia esperienza nel giro di pochi anni avrei fatto carriera.
Invece sappiamo tutti che cosa l’Amministrazione regionale ha offerto da allora fino ad oggi, sappiamo tutti lo schifo e lo scempio che i vari politici insieme ai vari burocrati hanno creato.
Ho cercato di lottare combattendo i vari sindacati collusi e iscrivendomi al Movimento per il diritto alla carriera dei Cobas Inkazzati, ma con il passare degli anni si sono alternati gli attori ma il film è rimasto sempre lo stesso.
I vari potenti si sono arricchiti sempre di più, sono usciti dal portone principale dell’Amministrazione e sono rientrati da quello opposto!
Niente concorsi interni, inserimenti nell’Amministrazione delle più svariate tipologie di lavoratori (LSU, ASU, PIP, EX DETENUTI, CUOCHI, RESAIS etc. etc) per creare ad hoc un bacino elettorale dei vari politici che si sono succeduti, e negli anni si è assistito ad un lenta e progressiva distruzione della dignità dei dipendenti regionali, soprattutto quelli del comparto.
Tutte cose note sia a te che ai vari colleghi, cose contro cui si è cercato di combattere ma non è mai cambiato nulla perchè siamo sempre  in pochi quelli che vogliamo cambiare la storia e siamo sempre emarginati, ricattati e isolati.
La maggior parte dei colleghi è felice del contentino che il direttore, il dirigente di turno gli dà, è pure disposta a fare da schiavetto e da tuttofare per loro e per le loro consorti (basta chiedere a qualche autista di assessore cosa è disposto a fare pur di non perdere le ore di straordinario), così è difficile lottare per cambiare.
Chi denuncia, chi si espone viene ignorato se tutto va bene, altre volte viene isolato ed annientato.
La torta se la devono spartire sempre i vari potenti, agli altri è consentito solo raccogliere le briciole,….. quando rimangono….
Francesco”

Caro Francesco, grazie per la tua testimonianza che crediamo sia molto simile a quella di tanti altri colleghi. Noi ci sforziamo di non farci risucchiare nell’impotenza, quanto meno quella intellettuale, nella quale ci vorrebbero. Noi siamo una semplice Associazione che vuole dire come stanno le cose e che vuole avanzare delle proposte su come dovrebbero andare. Noi vogliamo che si discuta, che si maturino sensibilità e che un giorno si possa respirare un’aria nuova che consenta di “ossigenare dei muscoli stanchi  e stressati”. Chissà che attraverso un comune sentire non si possa riuscire a determinare quel cambiamento che tanto servirebbe ma che ben sappiamo quanto sia difficile. Ancora grazie e speriamo di poter ospitare ancora le tue riflessioni … magari anche ai nostri incontri tematici.

Paolo Luparello

da fedro

S.O.S. Beni culturali … storie di “ordinaria Regione”!, del 15.10.2013, martedì

Ottobre 15, 2013 in Contributo da fedro

Ricevo, divulgo e commento

“Capo Paolo,

tre flash

1) a proposito di Agronomi……

Palazzo Abatellis : U.O. 3 – Responsabile – Inventario, catalogo, depositi esterni e laboratorio di restauro

C.P.: Assunto con la qualifica di Dirigente Tecnico Agrario Dirigente … Merito o competenze?????????

2) contratti dirigenziali BB.CC. : scaduti  il 31/12/2012

  • I proroga al 28 feb
  • II proroga al 30 aprile
  • III proroga  al 30 giugno
  • IV proroga al 30 set

ad oggi nessuna nuova  … tutto questo è normale? il D.G. dov’è? a chi risponde del Suo operato? attività lavorativa ferma o quasi!

3) Risorse finanziarie

Capitolo 376528 – SPESE PER INIZIATIVE DI CARATTERE CULTURALE, ARTISTICO E SCIENTIFICO DI PARTICOLARE RILEVANZA.  € 445,00  (quattrocentoquarantacinque/00 euro) (gestione assessore)

i capitoli concernenti i restauri quasi tutti P.M. (per memoria) o ridotti all’osso n.b. : l’ass. BB.CC nasce per la tutela e la fruizione del beni culturali!

non ci resta che piangere!”

Caro Ninni, quello che descrivi con tre semplici “pennellate” è lo stato in cui versa la Regione Siciliana da anni, stato critico che in questo particolare momento sembra accentuarsi ancora di più nonostante i modi e le “belle parole” di un presidente rivoluzionario e di alcuni assessori parimenti “inoccupabili” che, forse, in altri momenti avrebbero avuto maggior fortuna (in tempi di vacche grasse tutto aiuta) ma che oggi stanno semplicemente registrando l’affondamento della Regione stessa.

Viviamo un momento in cui ci vorrebbe realmente un programma rivoluzionario, un programma che scuotesse dalle fondamenta la politica regionale e che rimettesse in discussione le tante rendite di posizione, piccole e grandi,di tanti miracolati della politica nostrana. E anzichè una vera rivoluzione non si fa altro che mantenere lo status quo … parola d’ordine “non facciamo e non faremo macelleria sociale”. La macelleria sociale la si fa con i tanti e troppi disoccupati che non hanno avuto la ventura di imbarcarsi su qualche “treno” … per loro, per una parte di loro, c’è solo un pezzo di pane per tre mesi e tanta speranza che anche per loro parta l’ennesimo treno di precari e vittime del disagio sociale.

Nel merito delle “pennellate” di Ninni.

1) Anch’io sono un agronomo, assunto come dirigente tecnico agrario, e mi barcameno tra incarichi vari  lontani dalla mia professionalità di origine da oltre 15 anni. Ho sempre creduto, e continuo a credere, che un dirigente deve dirigere e per far ciò deve possedere capacità di dialogo (saper ascoltare e saper parlare con le persone), capacità di problem solving, capacità di programmazione e soprattutto deve saper guidare gruppi di lavoratori. Lavoratori che devono possedere le necessarie competenze di merito siano esse nel settore dei beni culturali, dell’istruzione, dell’agricoltura, della programmazione e di qualsiasi altro settore, Un dirigente non si può sostituire ai professionisti del ramo e a parte l’eventuale “esercizio abusivo” di specifiche professioni rischia di fare danni. Posto ciò, il collega a cui fai riferimento è stato preferito a qualcun altro? Oppure in assenza di candidati si è affidato l’incarico a chiunque si sia reso disponibile? Non conosco il caso ma in linea di principio non c’è dubbio che per ogni incarico dirigenziale, e non solo, andrebbe previsto il tipo di “skill” che il candidato deve possedere … specifico o generalista!

2) Nella storia dell’applicazione della legge 10/2000 credo che sia la prima volta che per un così lungo lasso di tempo un gran numero di dipartimenti non abbiano provveduto a contrattualizzare i dirigenti. La cosa potrebbe sembrare una mera questione di soldi legati agli incarichi. Non è così. La certezza di un contratto significa disporre di un orizzonte temporale certo nell’ambito del quale si possono programmare e tentare di realizzare obiettivi di importanza fondamentale per l’economia e per il benessere della Sicilia. Non comprendere ciò significa voler gestire la cosa pubblica come un mercatino abusivo nel quale si vive alla giornata. Alla Regione Siciliana qualcuno ha dimenticato che è alla Regione Siciliana, un Ente che fa parte della Pubblica Amministrazione e che è soggetto a leggi che vanno da quelle di rango costituzionale a scendere. Oggi vige la legge “ru zu Sariddu”! Fortunatamente i dipartimenti sono pieni di manifesti di protesta con i quali i sindacati denunciano questo andazzo … scusate … questo è un altro film!

3) Caro Ninni, ma secondo te il taglio del bilancio 2013, che non ben capito se è stato di 1 o di 2,5 miliardi di euro, a scapito di che cosa è avvenuto? Hanno tagliato tutto e non sappiamo quale santo dobbiamo ringraziare se alla Regione continuiamo a percepire uno stipendio … nelle province (ex?) e nei comuni sembra che abbiano finito i soldi … ma il nostro Governo non farà “macelleria sociale”!

Caro Ninni, noi dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” non ci rassegniamo e vogliamo continuare a lavorare perchè la Regione possa rendere quei servizi che servono e per i quali si è pagati. A noi la lotta alla “macelleria sociale” di facciata non interessa. Ai lavoratori va dato un lavoro e se di lavoro non si tratta si deve dire chiaramente che si tratta di un “aiuto” … aiuto che non va negato a nessuno! … e poi i politici che politica faranno? E questo è vero! Ma questo è un problema loro … noi proviamo a pensare ai nostri problemi!

Grazie Ninni per avermi dato la possibilità di queste riflessioni e per averci fornito questo spaccato di “ordinaria Regione”!

 

 

da fedro

La Regione non mi vuole … storia di P., del 15.10.2013, martedì

Ottobre 15, 2013 in Contributo da fedro

Riceviamo, divulghiamo e rispondiamo

“Ciao Paolo sono P.  mi hai chiesto di risponderti ed io sono qui pronta. Io leggo sempre il tuo post, tutto quello che fai è eccellente , rendi ai colleghi un ottimo servizio culturale e professionale.
Tu  come ti professi sei una persona che ha dei valori positivi, credi fermamente in una PA efficiente e basata sul merito, credi nella possibilità di invertire la rotta per la regione Sicilia, io
no, non più.
La mia storia è simile a quella di molti altri con una ironia in più.
Io mi posso definire una vittima dei parenti delle vittime della mafia.
In tutta la mia vita ho sgobbato per studiare ho una laurea con il massimo dei voti, master universitari, corsi di eccellenza alla scuola superiore della P.A e Formez , Corsi di perfezionamento universitari,
abilitazioni professionali, ho superato concorsi pubblici nello stato e neglli Enti locali nell’area della dirigenza , sono avvocato, ho superato il concorso alla regione Sicilia senza raccomandazioni. Sono
una persona perbene, non ho padrini politici , non ho mai commesso reati , Ho sempre lavorato al massimo delle mia possibilità. In ogni campo lavorativo assegnatomi  anche a costo sacrifici personali
levando tempo alla mia famiglia e a me stessa ho costruito uffici efficenti che hanno ottenuto altissimi risultati come customer satisfaction da parte dell’utenza, ho sempre avuto encomi , altissime
valutazioni ( dal 2010 al 2012  sempre 100 ). Tutto questo non è contato nè conta nulla: sono stata sbattuta fuori in malo modo per fare posto ad un fratello delle vittime dalla mafia con meno titoli sia di
lavoro che professionali rispetto a me. E meno male che c’è un governo di sinistra che si batte per la lotta alla mafia e per eliminare i favoritismi nella PA che sono secondo loro la causa delle cancrene e
del malo affare della regione! Sono stata per mesi senza un incarico , Il mio ex Dirigente Generale  ha risposto alle mie richieste di conferimento incarico, ho partecipato all’atto di interpello del mio
dipartimento  non mi è stato conferito nessun incarico senza nessuna motivazione,( anzi la motivazione c’era  il Dirigente Generale per come affermato aveva avuto questo mandato), mi è stato negato l’accesso agli
atti e devo fare ricorsto al TAR  per ottenerlo Costo 1500 Euro. Ho partecipato a decine di atti di intepello, nessuno aveva bisogno della mia professionalità. Oggi sulla carta ho un incarico di UOB presso un
altro dipartimento, però non ho una stanza ne personale, nè telefono. malgrado le mie continue richieste, sempre ignorate  Ho solo un tavolo in una stanza con altri colleghi del comparto, un computer e ti scrivo.
Caro Paolo, da quando sono entrata nella regione Siciliana  per difendere i miei diritti ho sempre dovuto lottare, mi sono sempre sentita e sono un corpo estraneo. Mi sono convinta che la Regione
siciliana che non accetta persone come me , anzi la mia presnza è deleteria e oltremodo dannosa per la sua sopravvivenza. Oggi mi sento stanca. Dopo 38 anni di lavoro l’unica cosa a cui aspiro è andare in
pensione ogni giorno guardo il calendario  come un prigioniero che conta i giorni per uscire dal carcere. Anche tu però Paolo penso che sei un pò stanco se è vera l’ occupazione desiderata che hai messo nel
curriculum vite : Vorresti fare il quadro superiore nella PA. I quadri non sono dirigenti fanno parte del comparto. Anche tu non credi più nella dirigenza e nei dirigenti’ delle regione Siciliana nè nella sua
classe politica? La tua è solo amara ironia?
Un forte abbraccio  dalla tua sempre amica P.”

Cara P. la mia aspirazione è continuare a fare quello che faccio e non quello che per errore ho indicato nel cv. Fino a oggi non ho incontrato le difficoltà che hanno invece costellato la tua carriera, ma conoscendoti so che non poteva essere altrimenti. Essere preparati, non avere peli sulla lingua e non avere un minimo di diplomazia in un ambiente come il nostro non permettono di farsi tanti amici, anche se probabilmente anche in altri ambienti sarebbe stato così. Apprezzare persone con le tue qualità, e con i tuoi difetti (perchè qualche difettuccio lo hai!!!), non è da tutti e oggi chi occupa certe posizioni non si può permettere di avere delle teste pensanti che non sono disposte a fare tutto ciò che viene chiesto loro … ma non per capriccio … perchè non si può fare!!! Le teste di legno che invece vengono scelte per certi incarichi la frase “non si può fare!” non ce l’hanno nel loro DNA … se qualcuno dice loro di fare una cosa loro la fanno … e poi può però succedere che un magistrato non sia d’accordo e il fatto che l’ordine sia venuto da Tizio o da Caio non mette l’incauta “testa di legno” al riparo dalle conseguenze.

Cara P. nonostante la tua amarezza continuo a leggere in te tutta l’ironia di cui sei capace e sono certo che se ti venisse chiesto di impegnarti in un progetto ti ci butteresti con tutta la generosità di cui sei capace nel superiore interesse di questa nostra Regione. Vedere sprecate risorse come te mi convince sempre di più nel nostro progetto di Associazione e dobbiamo fare quanto è nelle nostre possibilità affinchè queste cose non accadano.

Paolo Luparello

 

da fedro

Sul merito la penso così, di Francesco Grimaldi, del 10.10.2013, giovedì

Ottobre 10, 2013 in Contributo da fedro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo dell’amico Francesco Grimaldi in previsione del prossimo incontro del 14 ottobre nel corso del quale proveremo a confrontarci sul tema del riconoscimento del “merito” alla Regione Siciliana. (Incontriamoci il 14 ottobre per parlare di … merito!, del 06.10.2013, domenica)

Il merito deve essere riconosciuto nella nostra Regione?

…Prima di affrontare la questione sul “merito”, occorrerebbe parlare d’ “altro”…

…Anzitutto, di “diritti e doveri”… li conosciamo tutti e ne siamo pienamente consapevoli; ma c’è un diritto/dovere che sta alla base della questione sul “merito”: ciascun dipendente deve essere messo nelle condizioni di operare nel rispetto di quella professionalità per la quale è stato “assunto”, ovvero per la quale è chiamato a svolgere un servizio per la “comunità” regionale.

Assistiamo piuttosto alla continua “mortificazione” , non solo della professionalità, ma anche della dignità personale: molti vorrebbero dare il proprio contributo, ma non sono messi nelle condizioni di farlo; vorrebbero adoperarsi per migliorare il proprio ambiente di lavoro e le “prestazioni” che rendono, ma l’Amministrazione non se ne preoccupa affatto; ad essa non interessa l’efficienza e l’efficacia, quanto piuttosto il rispetto di procedure formali, nella migliore delle ipotesi.

Un’Amministrazione in cui il personale è complessivamente sovradimensionato e mal distribuito, rispetto alle funzioni che svolge, in cui le procedure sono spesso “pletoriche” e “ridondanti”; un’Amministrazione “sclerotica”, chiusa in se stessa, incapace di vedere al di fuori delle proprie mura.

In questo tipo di Amministrazione parlare di “merito” mi pare che possa essere fuorviante.

Parliamo piuttosto di “risultati”, di quelli che riguardano la misurazione della qualità del lavoro all’interno della stessa e di quelli che è chiamata a conseguire nei confronti della collettività regionale.

Individuare i risultati rispetto ai quali mobilitare le risorse umane e le professionalità interne rappresenta il primo gradino per ridefinire un’Amministrazione organizzata per “programmi e progetti” e non per “procedure”. Allora, parliamo di come l’Amministrazione nel suo complesso e nelle sue articolazioni possa essere più efficiente e più efficace; di come possa garantire qualità del lavoro e rispetto delle professionalità; di come, ciascuno possa trovare le giuste motivazioni (non tanto e non solo di carattere economico) per dare il proprio contributo alla “causa comune”.

Ciascuno deve potere dare una risposta alla domanda: a chi e a che cosa serve il mio lavoro quotidiano? Per quale Amministrazione sto lavorando?

Se vogliamo parlare di “merito” dobbiamo anche parlare di metodi e sistemi di valutazione che nel caso specifico non possono che essere di ordine qualitativo. Sappiamo tutti delle difficoltà, anche teoriche, di individuazione e definizione di criteri di valutazione di questo tipo, ma anche delle difficoltà della loro applicazione.

Un esempio lampante delle difficoltà insite in tali sistemi di valutazione è quello relativo alla valutazione dei risultati delle attività dei dirigenti, al fine della corresponsione della relativa indennità.

E poi, chi è il soggetto che valuta: l’Assessore, il Dirigente generale, un organismo indipendente?

Più che parlare di “merito personale”, occorrerebbe, a mio avviso, parlare di organizzazione di gruppi di lavoro e di responsabilità singole e collettive, di capacità operative e di impegno gestionale, nel raggiungimento dei risultati di efficienza ed efficacia che l’Amministrazione intende perseguire.

Ciascun operatore, a seconda del livello in cui si colloca, dovrebbe contribuire (e il suo contributo dovrebbe essere “tracciabile”) al perseguimento di questi risultati.

Esiste, poi, a livello individuale, un problema di “progressione” di carriera, che va intesa come riconoscimento, da parte dell’Amministrazione, dei risultati conseguiti, mediante l’affidamento di compiti e funzioni di più elevata professionalità, cui corrisponde evidentemente un adeguato corrispettivo economico. Si tratta, ovviamente, di un diritto ineludibile, ma anche di un’opportunità per l’Amministrazione stessa che ha bisogno di personale “motivato” e “qualificato”.

Questo diritto potrà essere garantito soltanto se c’è un’Amministrazione che funziona, altrimenti si corre il rischio che prevalga, più che il “merito”, la “meritocrazia”, cioè una “selezione mirata” di soggetti, funzionali al mantenimento dello “status quo”.

 

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