Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Fabio Crapitti, il 12 maggio 2014, lunedì

Aprile 29, 2014 in Incontri

 

Incontriamoci il 12 maggio 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana, a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

“Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Fabio Crapitti”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Fabio Crapitti è un formatore che ha maturato una lunga esperienza all’interno della Regione Siciliana nella quale è stato docente di corsi di formazione che vertevano sul “change management”  … sulla gestione di quel cambiamento che dovrebbe essere una delle principali caratteristiche di chi è oggi chiamato a ruoli di responsabilità all’interno di una organizzazione.

Un breve profilo del dott. Crapitti. Bancario – Responsabile filiale di Palermo Direzione U.O.Institutional Services – Ufficio U.O.Gestione Anagrafe Finanza (Iccrea Banca Spa). Formatore AIF (Associazione Italiana Formatori). Componente Albo collaboratori FORMEZ (assegnazione primo livello). Componente Albo permanente dei docenti CEFPAS ( fascia A). Membro ISDE Italia Network – International Society of Doctors for the Environment. Già docente SSPAL (Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale), e docente/consulente CERISDI (Centro di Ricerche e Studi Direzionali). Formatore/esperto in tema di “Change Management” nella P.A./Sanità e sistema del Credito. Tra le sue pubblicazioni istituzionali P.A.: “Change management e formazione comportamentale” Archivio istituzionale SSPAL  (Scuola Superiore Pubblica Amministrazione Locale) Roma, data di edizione 8 maggio 2010, autore Fabio Crapitti

Sulla base della sua esperienza, Fabio Crapitti ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo il dott. Crapitti per la disponibilità a incontrarci.

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Resoconto dell’incontro con Gigi Caracausi, segretario generale Cisl-Fp Sicilia, del 28.04.2014, lunedì

Aprile 28, 2014 in Incontri

 

Oggi pomeriggio abbiamo incontrato Gigi Caracausi, segretario generale della Cisl-Fp Sicilia, con il quale ci siamo confrontati con il suo modello di Regione. L’incontro si è tenuto nell’ambito del ciclo di incontri “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” organizzato da “Perchè no…qualcosa si muove”

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Gigi Caracausi, il 28 aprile 2014, lunedì

Aprile 21, 2014 in Incontri

 

Incontriamoci il 28 aprile 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso la sala riunioni  della CISL-FP Sicilia, a Palermo,
Piazza Castelnuovo, 35 (Piazza Politeama) per …

“Quale Regione per quale Sicilia …
le idee di Gigi Caracausi”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione
“Perchè no…qualcosa si muove”.

Incontreremo il dottor Luigi “Gigi” Caracausi,
segretario generale della
Federazione della Funzione Pubblica della CISL della Sicilia

 …

Gigi Caracausi per tanti anni ha seguito le vicende del comparto dei dipendenti della Regione Siciliana e ancora oggi, nonostante la sua responsabilità sindacale si sia estesa a tutto il mondo del pubblico impiego in Sicilia, segue le vicende della Regione.

Si tratta certamente di una personalità che deve necessariamente confrontarsi ogni giorno con i problemi della Pubblica Amministrazione e insieme alla sua sigla sindacale, la Cisl, è tra i protagonisti di ogni progetto di riforma e di ripensamento della macchina burocratica.

Sulla base della sua esperienza, Gigi Caracausi ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione e … perchè no … del ruolo del sindacato e in particolare del suo!

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo Gigi Caracausi per la disponibilità a incontrarci.

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Perchè no…, il calendario dei prossimi incontri, del 16.04.2014, mercoledì

Aprile 16, 2014 in Incontri

 

Abbiamo aggiornato il calendario dei prossimi incontri per il ciclo “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” promossi dall’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” … consultatelo e fateci sapere se siete interessati a partecipare a uno degli incontri!

Per consultare il calendario vai alla pagina ” Quale Regione per quale Sicilia ” al link che segue … http://www.perchenosicilia.org/quale-regione-per-quale-sicilia/

 

21nov2013

 

Resoconto dell’incontro con il dott. Dario Di Bernardi, del 14.04.2014, lunedì

Aprile 14, 2014 in Incontri

 

Oggi 14 aprile 2014 abbiamo incontrato il dott. Dario Di Bernardi, dirigente in servizio presso l’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia, con il quale ci siamo confrontati sul ruolo dell’agricoltura e della produzione vinicola siciliana, ma non solo, in un processo di sviluppo dell’economia siciliana. Un incontro intenso e con tanti spunti interessanti dai quali i decisori politici dovrebbero attingere a piene mani … ma non perchè lo dice l’amico Dario Di Bernardi … perchè lo dice la Sicilia e anche le analisi economico-sociali.

Conosco Dario Di Bernardi da diversi anni e la conoscenza nasce in ambito sindacale. Ma tra una problematica e l’altra ogni tanto c’era spazio per qualche battuta sulla sua attività all’interno dell’ex Istituto regionale per la vite e il vino, oggi IRVO (hanno aggiunto anche gli oli) e oggi è stata l’occasione per dedicare un paio d’ore esclusivamente alla sua esperienza pluriennale in agricoltura e in particolare nel settore enologico. Ma Dario Di Bernardi non è persona che guarda soltanto al proprio ambito ristretto e ha la capacità di guardare oltre e lasciarsi affascinare dalle suggestioni che gli incontri, anche occasionali, nei quali è incorso gli provocano.

Ascoltarlo è stato un piacere perchè mi sono trovato davanti una persona che conosce il mestiere e non teme il confronto e l’arricchimento reciproco, cosa non comune all’interno dell’ambito regionale, e non solo, ove ognuno si sente titolare unico della materia che pretende di conoscere e governare come nessun altro … soprattutto se con alle spalle i soliti noti del settore.

La relazione di Dario Di Bernardi è iniziata con una puntuale collocazione del valore del settore vinicolo in Sicilia rispetto al PIL regionale e ponendolo a confronto con quello che invece deriva dall’attuale settore turistico. Un connubio enogastronomia-turismo che secondo il dott. Di Bernardi è imprescindibile, ma non perchè lo dice lui ma perchè lo gridano le analisi dei flussi turistici e le indicazioni degli esperti del settore. Sicuramente c’è una parte della produzione agricola ed enologica in particolare che si confronta con il mercato e che può avere buone chance di affermarsi nel mondo ma accanto a questa non va trascurato l’importantissimo abbinamento con il turismo attraverso il quale si possono portare in Sicilia ben più importanti numeri di presenze rispetto a quelle attuali (si pensi soltanto alle Baleari che hanno uno sviluppo costiero simile a quello della Sicilia ma che riescono a vendere in un anno oltre 40 milioni di notti di presenze turistiche rispetto alle appena 4 milioni della Sicilia!).

Le produzioni agricole e agroalimentari siciliane sono certamente una risorsa importante ma si ha una possibilità formidabile di piazzarle sul mercato soltanto se si riusciranno a mettere a rete tutta una serie di inziative in grado di far diventare la Sicilia una meta desiderata, cosa che già lo è, ma che viene percepita negativamente, a partire dai principali buyer turistici, per la mancanza di una vera governance dell’offerta turistica che sempre più è richiesta che sia organizzata e in grado di accogliere il turista e fargli vivere delle emozioni da quando arriva in Sicilia fino a quando viene accompagnato alla partenza.

Il vino che è certamente uno dei prodotti più conosciuti e il cui consumo è più diffuso in tutto il mondo è il prodotto attorno al quale si può costruire un modello di turismo, ma non va dimenticato che il turista, specialmente di provenienza asiatica o appartenente alle fasce più abbienti, non è soltanto attratto dal vino o dalle buona tavola, che non sempre è in grado di apprezzare per cultura, ma è attratto dalle bellezze naturali dell’Isola, dai siti archeologici, dalle bellezze architettoniche e finanche dalle componenti sociali e antropologiche della Sicilia.

Se tutto ciò potesse essere messo a sistema, in un unico contenitore nel quale il turista o il tour operator potesse trovare tutti gli elementi per costruire il proprio prodotto ci troveremmo di fronte a un tesoro che in tantissimi vorrebbero venire a scoprire.

Ma non possiamo immaginare che soltanto per il fatto che abbiamo cultura e tradizioni queste siano sufficienti per attirare orde di turisti. Il turista è oramai un consumatore esigente, che pretende servizi di qualità e grande professionalità e su questo c’è tanto da lavorare ancora.

Andrebbe portato avanti un progetto di accoglienza attraverso il quale formare schiere di giovani da specializzare in tutti i settori dei servizi legati al turismo e a tutto quello che gravita nel suo indotto, così come andrebbe creato o consolidato un percorso di elevazione qualitativa dei servizi dalla ristorazione alla ricettività alberghiera.

Non è un progetto da mordi e fuggi ma un progetto che richiede una programmazione di lungo periodo che dovrebbe traguardarsi a quello che vorremmo che sia la Sicilia nel 2030. In un tale orizzonte temporale si potrebbero costruire le condizioni strutturali per offrire una accoglienza di qualità per far vivere delle emozioni indimenticabili che soltanto in Sicilia si potrebbero far vivere e al contempo si potrebbero consolidare quelle alleanze in grado di innescare importanti flussi turistici verso la Sicilia … i voli low cost.

Il settore dei servizi è quello che produce maggiore ricchezza nei paesi sviluppati ed è su questo che si deve puntare e il connubio enogastronomia-turismo può costituire un elemento sul quale avviare una nuova stagione.

Un catalizzatore potrebbe essere rappresentato da un importante investimento fatto con i fondi del POR Sicilia 2000-2006 il circuito delle enoteche regionali e delle strade del vino. Su questo investimento si potrebbe costruire un progetto di promozione importante che potrebbe vedere coinvolti gli assessorati del turismo e delle risorse agricole e agroalimentari ma non solo, andrebbe coinvolto anche l’assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana … una volta tanto si potrebbe costituire una cabina di regia che sotto il coordinamento del Presidente della Regione potrebbe finalmente far cogliere la Regione non come l’insieme di tante “verticalità” rigidamente separate ma come un sistema orientato a produrre ricchezza e benessere per i propri cittadini.

Le idee ci sono e la loro traduzione in fatti concreti è soltanto una questione di buona volontà e di dare fiducia ai professionisti più capaci … e Dario Di Bernardi certamente lo è.

Un grazie calorosissimo a Dario per il tempo che ci ha dedicato e che ci ha promesso che ci farà pervenire un po’ di bibliografia e di riferimenti a risorse di rete per farsi un’idea su che cosa potremmo fare e che da troppo tempo non facciamo.

Colgo l’occasione per rinnovare gli auguri per una Buona Pasqua e per darvi appuntamento al prossimo incontro che terremo il 28 aprile p.v., sempre di lunedì, con un altro ospite di eccezione … l’amico Gigi Caracausi, il segretario generale della CISL Funzione pubblica Sicilia con il quale ci confronteremo sulle sue idee e del suo sindacato per il futuro della Sicilia e della Regione.

 

perchenologo

 

Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Dario Di Bernardi, il 14 aprile 2014, lunedì

Aprile 8, 2014 in Incontri

Incontriamoci il 14 aprile 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana, a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

“Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Dario Di Bernardi”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Dario Di Bernardi è dirigente all’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia e di seguito riportiamo un suo breve profilo …

” … Agronomo ed Enologo mi occupo da 25 anni di vite e vino, prima come vincitore di concorso pubblico un posto presso l’IRVV nel ruolo di sperimentatore di innovazione nei processi produttivi. Attività che si è arricchita con un generoso uso della penna e della macchina fotografica. Ho scritto parecchie cose sulla vitivinicoltura e sul suo processo di trasformazione, cosa che mi capita ancora oggi di fare, tipo Rotary, convegni etc. Lavorando tra i vivai, (curai direttamente la realizzazione del Nucleo di Premoltiplicazione Federico Paulsen), i vigneti e la cantina sperimentale coprii e mi venne riconosciuta una discreta capacità di conoscere e far conoscere una straordinaria testimonianza culturale legata al mondo vitivinicolo, che a poco a poco io stesso scoprivo. Ideai nel 2007 la Guida dei Vini di Sicilia edizione 2007 che per la prima volta associò le etichette del vino al territorio inteso nella sua ricchezza culturale e antropologica. Successivamente la cartina geografica “Carta dei Territori dei Vini di Sicilia” dove ho associato attrattori materiali ed immateriali della Sicilia. Quest’ultima cosa forse da considerare come una naturale conseguenza dell’avere introdotto all’IRVV il sistema cartografico GIS con i fondi del POR 2000-2007, convinto che fosse un grande mezzo per fare pianificazione, programmazione e comunicazione integrata. Soltanto dopo vennero Google map, le app e i network. Ho svolto docenza in numerosi corsi di formazione rivolti alla specializzazione di guide turistiche sull’enoturismo e presso il master post-universitario cultura e comunicazione del gusto. Ero presente e diedi un personale contributo alle prime idee che portarono alla nascita dell’ormai affermato festival del cous cous di san Vito, o quando si declinò la settimana enogastronomica del noto Ristorante del Gattopardo a Vinitaly, abbinando vini e cucine territoriali; fu un bel successo! Ho poi scritto parecchie cose, su carta stampata e poi sui social, mi è sempre piaciuto. Oggi, all’interno del progetto APQ, che vede affiancati l’IRVO, l’Ass.to Turismo e la Segreteria Tecnica del MISE, lavoro per favorire lo start up del network delle enoteche regionali e pubbliche, che può rappresentare un impianto fisico strategico (internet viene dopo il lavoro umano, mai prima), per avviare reali processi di sviluppo e crescita dell’incoming nelle aree rurali della nostra regione.”

Sulla base della sua esperienza, Dario Di Bernardi ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia,  dell’Ente Regione e dello stesso IRVOS.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo il dott. Di Bernardi per la disponibilità a incontrarci.

Perchenologo02

Resoconto dell’incontro con il dott.Giuseppe Briuccia di PWC, del 07.04.2014, lunedì

Aprile 8, 2014 in Incontri

 

Un altro incontro si aggiunge alla serie di “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” che oggi ha visto protagonista il dott. Giueppe Briuccia, Director di PricewaterhouseCoopers – Senior Economist.

Un altro incontro si aggiunge alla serie di “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” che oggi ha visto protagonista il dott. Giueppe Briuccia, Director di PricewaterhouseCoopers – Senior Economist.
Il dottore Briuccia ha trascorso in nostra compagnia più di due ore durante le quali, oltre che parlarci della società per cui lavora (PricewaterhouseCoopers – www.pwc.com/it) e dei servizi nei quali la stessa opera (revisione, consulenza (advisory) e tax e legal), ci ha parlato della sue esperienza maturata in importanti progetti per conto di P.A. regionali e nazionali rispetto ai quali ha applicato le metodiche della pianificazione, della programmazione e del controllo.
In particolare ci ha illustrato l’esperienza maturata:

  • nella introduzione del controllo di gestione e della pianificazione strategica in diverse aziende sanitarie e ospedaliere siciliane nonche’ presso l’Assessorato alla Salute
  • nella predisposizione di un piano strategico integrato per la valorizzazione di un’area “vasta” territoriale
  • nella elaborazione di un progetto di sviluppo per l’aeroporto di Trapani

Riguardo alla introduzione del controllo di gestione nella sanità, il dottore Briuccia ci ha parlato del passaggio dalla contabilità finanziaria a quella generale al fine di avere una conoscenza più puntuale dei fatti gestionali, questione di importanza fondamentale per una realtà della complessità dell’ASP di Palermo paragonabile a quella di una azienda come la FIAT!
Una ASP cura tantissime attività che vanno dalla gestione degli ospedali alla assistenza territoriale (spesa farmaceutica per esempio e ambulatori) ed alla prevenzione.
Se non si conoscono i costi e le attivita’ svolte dai diversi servizi non si può governare un’organizzazione.
Per arrivare ai risultati odierni, che vedono un fortissimo ridimensionamento del deficit sanitario che oramai si valuta nell’ordine delle poche decine di milioni di euro a fronte delle centinaia di milioni di alcuni anni fa, si è dovuto portare avanti un progetto culturale in grado di far cogliere l’importanza della allocazione delle spese e dei ricavi ai diversi servizi forniti. Il processo ha proceduto per gradi e inizialmente si è partiti dalle grandi macro categorie (il costo di un ospedale per esempio piuttosto che l’assistenza territoriale), passando alla implementazione della contabilità analitica (costi e ricavi per centri di costo (ufficio)), alla costruzione dell’albero dei centri di costo, e individuando i centri di responsabilità (persone) ai quali afferiscono più centri di costo.
Il processo di determinazione dei costi e ricavi è quindi proseguito stimando i costi sostenuti per valutare un centro di costo, per poi passare dal costo di un ospedale al costo di un singolo reparto. Ai costi sono stati associati la valorizzazione delle attivita’ svolte.
Ci ha spiegato il dottore Briuccia che non si può parlare di costi ed attivita’ se non si parla di pianificazione strategica (cosa sarà l’azienda tra 10 o 20 anni) e come con la programmazione si stabiliscano i passi da seguire anno dopo anno per giungere a ciò che si era immaginato.
All’attività di pianificazione e programmazione non può non seguire l’attività di controllo con la quale si verifica lo scostamento sul programmato e la previsione delle azioni correttive.
Un esempio virtuoso di questo modello è stata l’azienda sanitaria di Sciacca … da ospedale che perdeva da 20 miliardi di lire all’anno a un utile (piano strategico che prima ha definito il bacino di utenza e le patologie più diffuse tra i potenziali utenti, poi ha attivato nuovi servizi (oculistica per esempio … emodinamica … i settori che mancavano e per i quali c’era una domanda). Per far ciò è stato introdotto il circuito di pianificazione e programmazione attraverso la attribuzione di budget, e attraverso il controllo dei risultati gestionali si sono potute fornire delle valutazioni oggettive delle performance … cosa che ha portato, in alcuni casi, all’avvicendamento dei soggetti responsabili degli sforamenti.
Si tratta di attività che oramai possono contare sul supporto di sistemi informativi sempre più sofisticati ma che nell’esperienza siciliana non sempre sono stati resi disponibili per diverse motivazioni … non ultima l’introduzione di “tagli lineari” che hanno limitato le risorse a disposizione. Nonostante tutto passi avanti sono stati compiuti e oramai in tante ASP la metodica è divenuta una realtà anche se ancora può succedere che una minore sensibilità gestionale da parte di alcuni vertici può determinare un blocco dello sviluppo del sistema.
Metodiche definite a livello Nazionale presso il Ministero della Salute tramite il progetto Mattoni sono state introdotte in Sicilia sia a livello regionale ( Assessorato Salute, sia in tutte le aziende sanitarie pubbliche ( ASP, Aziende Ospedaliere e Policlinici) con il Progetto articolo 79 …progetto svolto da una RTI che vede coinvolte KPMG e PwC . Il progetto prevede la definizione di un modello di controllo di gestione comune a tutte le aziende sanitarie pubbliche siciliane ed all’Assessorato alla Salute . Si e’ proceduto alla deinizione di flussi informativi dalle aziende verso l’assessorato ed il ministero sulle grandi voci di spesa (i pilastri) dei costi di gestione:
il personale
l’acquisizione di beni e servizi
la medicina convenzionata
…………
Potrebbe sembrare facile ma disporre dei dati di costo del personale e dei costi dei beni e servizi non è stato facile e oggi si può disporre di una situazione puntuale anche se ancora migliorabile.
Una volta che si è potuto cominciare a disporre di dati di costo sempre più dettagliati è stato possibile avviare un confronto con gli addetti ai lavori per ricondurli a un uso più accorto delle risorse pubbliche (la gestione del buon padre di famiglia che risparmia e che ricorre alla spesa in casi di necessità o giustificati).
Spesso, il dottore Briuccia ha avuto modo di verificare che non si incontravano resistenze alla introduzione di questi strumenti manageriali per malafede ma per carenze organizzative che si sono dovute o si sarebbero dovute approcciare attraverso una reingegnerizzazione dei processi.
Oggi il sistema sanitario siciliano può considerarsi migliore di quello di alcuni anni fa e anche attraverso l’azione della joint commission si sta cercando di migliorare la qualità della sanità nel rispetto di standard igienico sanitari internazionali.
Attraverso il progetto articolo 79 sembra che la Sicilia si possa collocare all’avanguardia rispetto al panorama nazionale riguardo alla conoscenza dei costi e delle prestazioni sanitarie erogate che potrebbe sembrare cosa da poco ma che di fatto permette di effettuare un salto culturale importante in quanto troppo spesso si è guardato alle attività da svolgere senza guardare ai costi, che certo non devono condizionare l’attività di merito ma che è bene conoscere anche in termini di analisi costi-benefici.

Altra esperienza interessante che ha visto impegnato il dott. Briuccia è stata quella della programmazione territoriale. Ogni ente territoriale produce una sua pianificazione strategica senza tenere conto di quanto viene pianificato dagli enti vicini o sovraordinati. In presenza di più pianificazioni strategiche di enti territoriali che non comunicano, il ministero delle infrastrutture ha diviso l’Italia in aree “vasta” e la Sicilia è stata divisa in quattro aree, per le quali è stato chiesto di elaborare un piano strategico integrato. Nell’esperienza di PWC, che ha riguardato l’area vasta che va da Termini Imerese a Palermo, Trapani e Marsala, è stato costituito un gruppo di lavoro integrato composto da economisti, urbanisti, architetti, ingegneri trasportisti e altre professionalità ancora che ha prodotto un progetto denominato “Territorio snodo 2”, che può essere scaricato dal sito web del Comune di Palermo, la cui bontà è stata confermata dall’assegnazione del Premio Urbanistica presso UrbanPromo per ben due anni.

Una metodologia analoga a quella seguita per “Territorio snodo 2” è stata seguita da PWC per la progettazione che ha portato l’aeroporto di Trapani a conseguire la Concessione Globale trentennale. Un progetto che conta di accompagnare l’aeroporto nella sua evoluzione da uno scalo da 400 mila passeggeri all’anno degli albori agli attuali 2 milioni per poi poter arrivare ai valori attesi, tra qualche anno, di 3,5 milioni di passeggeri. Flusso che già oggi ha garantito un significativo incremento del PIL provinciale, destinato a ulteriormente incrementarsi.

Ascoltando e interagendo con il dottore Briuccia il tempo a disposizione è letteralmente volato, e tanti sono gli spunti e le suggestioni che sono scaturiti da questo confronto che speriamo possa ripetersi a beneficio dei tanti amici che avrebbero voluto partecipare e per la elaborazione del nostro documento programmatico “La Regione che vorrei”.
Come al solito mi scuso con il dott. Briuccia per la grossolanità del resoconto e resto a disposizione per qualsiasi correzione/integrazione che volesse apportare al testo di questo post.
Ancora un grazie al dottore Briuccia e a PWC e vi do appuntamento a lunedì prossimo, 14 aprile, per l’incontro con il dottore Dario Di Bernardi dell’IRVOS con il quale parleremo di vino, di strade del vino e di cultura enogastronomica … a lunedì!

Perchenologo02

La Regione che vorrei, del 06.04.2014, domenica

Aprile 6, 2014 in Noi la pensiamo così

La Sicilia che vorrei sento che ha bisogno di un Ente Regione in grado di agevolare tutto ciò che possa favorire il suo armonioso sviluppo. Armonioso nel senso di coniugare il bene comune dei siciliani con quanto ancora offre la Sicilia nel rispetto dei principi di sostenibilità.

Per fare questo l’Ente Regione non può lavorare a compartimenti stagni ma deve mettere in rete tutte le sue risorse indipendentemente dagli ambiti di competenza.

Non ci può essere sviluppo in Sicilia senza che ci sia valorizzazione dei beni culturali nella loro accezione più ampia, e valorizzazione dei beni culturali vuol dire anche turismo, e turismo vuol dire anche eno-gastronomia, ed eno-gastronomia vuol dire ambiente e agricoltura … e tutto questo può fare della Sicilia un posto nel quale venire a fare impresa è un piacere.

Ha ancora un senso investire in grandi opere infrastrutturali che richiedono decenni per essere realizzate e che oltre a deturpare il territorio non si comprende a chi potranno servire se realizzate in un orizzonte temporale lontanissimo rispetto a quello in cui furono ideate e progettate?

E allora perchè non investire le risorse che si hanno in interventi destinati a rimanere nel territorio, che creino occupazione e che facciano della Sicilia il più bel posto nel quale vivere?

Perchè non dare fiducia ai siciliani ? … Sicilia, le start up simbolo dell’energia imprenditoriale dell’isola

Perchè non immaginare forme di attrazione diverse … Il turismo della sostenibilità L’esempio di Friburgo Guarda …  Presentato l’itinerario dei luoghi di Santa Rosalia

Perchè non lanciare un progetto di Sicilia e di Regione Siciliana diverso e sul quale far convergere le migliori energie?

La Sicilia che vorrei è questa!

scaglione maredinverno

Foto di Eugenio Scaglione (https://www.facebook.com/eugescaphoto)

 

Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Giuseppe Briuccia, il 7 aprile 2014, lunedì

Aprile 1, 2014 in Incontri

Incontriamoci il 7 aprile 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana, a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

“Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Giuseppe Briuccia”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Giuseppe Briuccia Director di PricewaterhouseCoopers – Senior Economist, lavora in PwC dal 1995.  Dal 1997 Iscritto all’Albo dei Revisori Contabili e dal 1998 all’Albo dei ragionieri Commercialisti oggi Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Già amministratore e procuratore institore di società finanziarie e di servizi.  Ha maturato un’ esperienza ultra decennale sia in attività di revisione, sia in attività di consulenza strategico direzionale e di revisione dei processi, sia in attività di formazione, in progetti integrati  nel settore della Pubblica Amministrazione, Industriale e dei Servizi.

A titolo esemplificativo alcuni dei recenti incarichi svolti in qualità di Direttore e Coordinatore di Progetto:

·        Asl (oggi ASP) Palermo, Catania, Messina, Trapani, Agrigento, Siracusa, Caltanissetta (tra le più grandi ASL Italiane sia per struttura organizzativa sia per bilancio) progetti pluriennali per l’introduzione della contabilità analitica, la pianificazione strategica, la programmazione pluriennale e annuale (bilanci di previsione pluriennali e annuali, budget operativi e sistemi di reportistica direzionale, settoriale, dipartimentale e per unità operativa, reingegnerizzazione dei processi amministrativi e sanitari, attività di project management su progetti complessi di reingegnerizzazione e  riorganizzazione aziendale, implementazione di software amministrativi, gestionali e sanitari;
·        Assessorato Salute Regione Siciliana formazione e sviluppo modelli di report per le aziende sanitarie siciliane, nonchè attualmente nel progetto ex art. 79 per l’introduzione del Controllo di Gestione in Assessorato ed in tutte le Aziende sanitarie pubbliche della Regione Siciliana;
·        ASP Palermo reingegnerizzazione del ciclo passivo relativo al personale dipendente (oltre 3.500 unità);
·        AIRGEST (società digestione dell’Aeroporto di Trapani Birgi)  Piano Industriale e l’assistenza che ha permesso alla società di ottenere la Gestione Totale trentennale dell’aeroporto;
·        Comune di Palermo –  Territorio Snodo II – pianificazione strategica integrata del territorio tra Termini Imerese – Palermo – Trapani -Marsala.

Sulla base della sua esperienza, Giuseppe Briuccia ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo il dott. Briuccia per la disponibilità a incontrarci.

Perchenologo02

Resoconto dell’incontro con il dott. Claudio Paterna del 28 marzo 2014 a Palermo

Aprile 1, 2014 in Incontri

Ho conosciuto Claudio Paterna alcuni anni fa quando venne chiamato a occuparsi di controllo di gestione nel dipartimento dei beni culturali. Oggi ho avuto modo di conoscerlo nella sua vera veste di ex professore di storia e filosofia e di studioso. Claudio Paterna ci ha dedicato più di due ore del suo tempo durante le quali ci ha intrattenuto con il racconto del suo percorso professionale all’interno della Regione Siciliana e le sue idee per valorizzare uno dei giacimenti culturali più ricchi e meno sfruttati del mondo.

Claudio ha esordito manifestandoci la sua sorpresa per il fatto che per la prima volta qualcuno gli chiede quali siano le sue idee per il futuro della Sicilia e della Regione. In quanto funzionari non sembra che qualcuno si aspetti da noi che si possa pensare e che si possano avere delle idee, che invece sembrano essere appannaggio esclusivo di politici e loro fidi collaboratori e sponsor. Detto ciò Claudio ci ha parlato di un progetto di didattica museale al quale si dedico fin dai primi anni di servizio, progetto che nacque dalla consapevolezza di come nella scuola non si avesse la necessaria attenzione per la valorizzazione dei beni culturali e per la loro fruizione. Fu così che nacque il progetto “l’educazione ai beni culturali” consistente in stage di insegnanti dentro i musei, progetto che muove i primi passi nel 1993 e che continua ancora oggi. Il progetto si realizzò in tutta la Sicilia e la finalità era anche quella di creare i presupposti per un futuro percorso lavorativo che gravitasse attorno alla cultura (laboratori di restauro, trasferimento di competenze in laboratori artigianali nei quali artigiani e studenti potessero vivere una esperienza irripetibile di staffetta generazionale nel recupero degli antichi mestieri ancora richiesti).

Secondo Claudio si deve sfruttare il bene culturale come una risorsa per creare occasioni di sviluppo e di lavoro.

Quella iniziativa però non ebbe la necessaria attenzione da parte della politica che allora sottovalutò l’iniziativa, distratta dalle ingenti risorse finanziarie che a quei tempi venivano elargite a profusione ma non per creare occasioni durevoli di sviluppo.

I beni culturali hanno conosciuto un lungo periodo di anonimato e soltanto durante l’esperienza dell’assessore Granata il settore conobbe un certo risalto.

L’assessorato beni culturali è stato visto, purtroppo, come un bacino occupazionale piuttosto che come occasione di sviluppo e di fonte di reddito e nonostante i circa 100 musei presenti in Sicilia i ritorni, specialmente economici, sono assolutamente modesti.

La Sicilia avrebbe dovuto investire sulla creazione di servizi educativi territoriali … creazione di una rete sul territorio fatta di musei biblioteche siti archeologici … all’interno della quale impostare una forma di formazione continua da utilizzare anche come forma più dignitosa di cassa integrazione.

La mancanza di risultati da parte del settore dei beni culturali sono anche da ricondurre al sovradimensionamento della macchina burocratica e alla sottovalutazione del “contatto con il bene culturale”, che non viene colto nella sua esatta dimensione da uffici troppo distanti da esso sia fisicamente sia soprattutto culturalmente.

Altra causa di mancata valorizzazione dei beni culturali, e non solo, è legata alla ignoranza, o non corretta analisi, dei flussi turistici i cui dati raccolti sistematicamente sono alla base della progettazione di qualsiasi iniziativa di valorizzazione del patrimonio a disposizione.

Una seria e intelligente politica di valorizzazione dei beni culturali non può non tenere conto della stagionalità del turismo (in Sicilia quasi tutto l’anno può considerarsi attrattivo, salvo forse i primi due o tre mesi dell’anno) della tenuta di un registro del patrimonio materiale e immateriale dei beni culturali che rappresenta la base per programmare una offerta di servizi di fruizione di “emozioni”. Emozioni dettate dal connubio di beni culturali, di riti folkloristici e religiosi, di veri e propri giacimenti eno-gastronomici. In Sicilia ci sono le condizioni che per ognuna delle 52 settimane dell’anno si potrebbero programmare “settimane organizzate” durante le quali si potrebbero far vivere a studiosi e turisti emozioni ed esperienze uniche.

Il ruolo della Regione dovrebbe essere quello di promuovere il marchio Sicilia e far scoccare la scintilla imprenditoriale di veri e propri animatori del territorio in grado di accogliere e non far dimenticare ciò che di bello e di buono c’è ancora.

Mettere a reddito i beni culturali deve essere oramai un “must” e per far ciò c’è la necessità di una guida certa e duratura. Soltanto dei governi di legislatura e degli uffici guidati per orizzonti temporali congrui possono portare alla realizzazione di progetti seri e destinati a lasciare il segno.

Nello specifico sarebbe anche necessario che la gestione dei siti di interesse potesse godere di una certa autonomia soprattutto nella allocazione delle entrate da destinare alla migliore fruizione e valorizzazione dei siti stessi.

Un investimento da non trascurare potrebbe anche essere quello di provare ad attrarre in Sicilia docenti e studenti delle più prestigiose università e istituti internazionali ai quali potrebbe essere offerta la possibilità praticare ciò che nei loro paesi non è possibile per mancanza di “materia prima” … millenni di popoli e civiltà che si sono succeduti in Sicilia … naturalmente sotto la regia delle istituzioni deputate alla tutela del nostro patrimonio.

Naturalmente solo turismo, cultura ed enogastronomia non possono rappresentare l’unico pilastro sul quale fondare il rilancio di una economia di oltre 5 milioni di siciliani, ma possono rappresentate elementi di attrazione che insieme al clima e a investimenti in connettività e in incubatoi di imprese contigui ai centri di ricerca delle università siciliane potrebbero rappresentare elementi unici di un cocktail “vulcanico”.

Come consuetudine mi scuso con il nostro ospite, Claudio Paterna, per la non puntualità e per le “interpretazioni” di questo resoconto, ma resto a sua disposizione e degli intervenuti all’incontro per eventuali rettifiche e integrazioni.

Anche questo è stato un bel pomeriggio di ascolto e di confronto … un grazie a Claudio Paterna.

Ricordo che il prossimo incontro si terrà lunedì 7 aprile e il nostro ospite sarà il dott. Giuseppe Briuccia di PriceWaterhouse&Coopers.

diruto

Foto di Eugenio Scaglione (https://www.facebook.com/eugescaphoto)

Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Claudio Paterna, il 31 marzo 2014, lunedì

Marzo 22, 2014 in Incontri

Incontriamoci il 31 marzo 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana, a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

“Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Claudio Paterna”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Claudio Paterna, discendente da una antica famiglia di maestri artigiani Paratori palermitani (tra cui gli avi costruttori dei carri del Festino e il nonno Eugenio partecipante all’Esposizione Nazionale del 1891), è dirigente presso il Dipartimento regionale Beni culturali, occupandosi attualmente del Laboratorio di restauro e delle attività didattiche della Galleria Abatellis.
Prima di entrare come dirigente tecnico Esperto al Dip. Reg.le BBCC, era docente di ruolo di Storia e Filosofia nei licei, oltrechè giornalista pubblicista, prima per il l’Ora, poi per il Giornale di Sicilia (e oggi collabora con Repubblica).
Ha conseguito il Dottorato di ricerca in discipline etnoantropologiche (1984) ed è stato nominato Cultore della Materia all’Università (2006). Ha realizzato numerose pubblicazioni tra cui “Persistenze e ritualità arcaiche”(2010), Le feste di san Giuseppe in Sicilia e in Puglia(2011), Eredità Immateriali nei centri ennesi(2009) ecc..
Negli ultimi anni ha approfondito tematiche di carattere storico secondo la metodologia antropologica della “Storia orale” e della “Storia Quantitativa”

Sulla base della sua esperienza, Claudio Paterna ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo l’amico Claudio Paterna per la disponibilità a incontrarci.

leibniz20140217

Resoconto dell’incontro con il dott.Corrado Vigo del 21 marzo 2014 a Catania

Marzo 22, 2014 in Incontri

 

Pomeriggio catanese per l’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” per incontrare il dott. Corrado Vigo, imprenditore agricolo, agronomo e presidente dell’ordine degli agronomi di Catania con il quale abbiamo parlato di agricoltura, di territorio e di rapporto con la Regione Siciliana.

L’incontro, al quale hanno preso parte dieci amiche e amici, è iniziato alle ore 17,00 circa ed è durato due ore durante le quali il dott. Corrado Vigo ci ha parlato della sua esperienza e delle sue idee.

Corrado Vigo ci ha parlato della sua esperienza di rapporti con l’Amministrazione regionale nella quale ammette di Leggi il resto di questa voce →

Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Corrado Vigo, il 21 marzo 2014, venerdì

Marzo 13, 2014 in Incontri

Incontriamoci il 21 marzo 2014, venerdì, con inizio alle ore 16,30,
presso la sala riunioni
dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Catania,
in  Via Don Giacomo Alberione n.4, 95121 CATANIA per …

“Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Corrado Vigo”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione
“Perchè no…qualcosa si muove”

Il dott. Corrado Vigo così si presenta … laureato in scienze agrarie a fine 1984 (con 110/110 e lode), con tesi di laurea su “cedri e limoni cedrati e possibilità di sviluppo industriale in Sicilia”, ho vinto il premio IRFIS per la tesi, che conseguentemente è anche stata pubblicata. Da oltre trent’anni agrumicoltore nell’azienda agricola di famiglia. Agricoltore di tradizione familiare. Dal 1985 faccio l’agronomo a tempo pieno, dopo uno stage formativo presso lo studio del dott. Vito Sardo di Catania, uno dei migliori agronomi d’Italia (apprezzato in Israele ed anche in Cina), stage che dura ben quattro anni e mezzo. Opinionista su LA SICILIA Scrivo su terra e Vita, Orticoltura Protetta, Agrisicilia. Dal 1997 al 2007 fa nascere un sito prettamente tecnico “Vigo.it” che raggiunge 3.000 visitatori/mese Dal 2007 animatore di un blog Vigopensiero, che tratta di agricoltura e non solo, che oggi conta 4.000/4.500 visitatori/giorno! Per anni o dato contributi tecnici ad Onorevoli Regionali e Nazionali, relativi alle problematiche agricole. Ad aprile 2013 decido di “correre” per l’Ordine degli Agronomi di Catania, formo una squadra con i migliori professionisti catanesi e faccio 4 mesi di campagna elettorale; vinciamo a fine settembre le elezioni e dal 3 ottobre 2013 sono Presidente dell’Ordine degli agronomi di Catania. Inaspettatamente il 21 ottobre 2013 vengo eletto Presidente della Federazione Regionale degli Agronomi, ovvero Presidente dei Presidenti degli Ordini.

Sulla base della sua esperienza, Corrado Vigo ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo l’amico Corrado Vigo per la disponibilità a incontrarci e l’amico e collega dott. Ninni Lodico per l’ospitalità presso l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Catania.

Scogli 20140313

Foto di Eugenio Scaglione (https://www.facebook.com/eugescaphoto)

Il resoconto dell’incontro con Riccardo Compagnino, del 10.03.2014, lunedì

Marzo 10, 2014 in Incontri

Un grazie al dott. Riccardo Compagnino per il tempo che ci ha dedicato oggi pomeriggio. Riccardo Compagnino ha trascorso più di due ore con noi illustrandoci le sue idee su che cosa dovrebbe fare la Regione Siciliana per intraprendere un cammino di sviluppo. E’ stato interessante e spero che l’incontro sia stato gradito ai 5 amici che hanno partecipato all’incontro e che hanno avuto la possibilità di ascoltare il nostro ospite del giorno dal vivo.

Per i temi trattati da Riccardo Compagnino non mi sarà facile riassumerli in questo resoconto ma ci proverò.

Riccardo Compagnino ha esordito affermando che Leggi il resto di questa voce →

Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Riccardo Compagnino, il 10 marzo 2014, lunedì

Marzo 4, 2014 in Incontri

 

Incontriamoci il 10 marzo 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana, a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

“Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Riccardo Compagnino”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Riccardo Compagnino è un sessantaduenne che nel 2003 , dopo quasi trent’anni di lavoro in banca ( dei quali ventiquattro – eccezionalmente formativi – in Cassa di Risparmio), decise di cambiare ed accettare l’invito di un amico commercialista, dedicandosi così interamente a quella professione per la quale aveva acquisito l’abilitazione nel 1983, indotto a quella ulteriore qualificazione dalla stessa banca.

Negli anni di “ bancario” iniziò l’attività di docenza presso la scuola di formazione della Cassa, all’Isida , in altre scuole di formazione e alla Facoltà di Economia di Palermo, oltre ad essere distaccato presso altre società italiane. Dal 2003 ha ricoperto incarichi di amministratore e sindaco presso società private e pubbliche, ed ha ricevuto incarichi consulenziali da enti locali e dalla Regione siciliana. Per anni è stato docente in una università privata ed è stato componente sia di nuclei di valutazione nonché sia di commissioni per gli esami di abilitazione .E’ autore di libri e collabora da anni con riviste specializzate nazionali; pubblicista dal 1988 è direttore responsabile di un periodico. Ha rivestito cariche politiche pubbliche ed è volontario unitalsiano del 1977.

Sulla base della sua esperienza, Riccardo Compagnino ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo il dott. Compagnino per la disponibilità a incontrarci.

Il resoconto dell’incontro con Massimo Greco, del 03.03.2014, lunedì

Marzo 4, 2014 in Incontri, Prima Pagina

 

Nonostante la giornata tipicamente invernale, oggi a Enna abbiamo trascorso un bel pomeriggio! Un pomeriggio nel corso del quale ci siamo confrontati con Massimo Greco, con i suoi graditissimi ospiti e con alcuni amici della nostra Associazione che hanno approfittato della trasferta ennese per incontrarci.

Una quindicina gli intervenuti che hanno animato il confronto che è avvenuto sui temi che ha esposto Massimo Greco e sulla sua idea di sviluppo del territorio. Importanti le testimonianze degli intervenuti che in parte mi hanno imbarazzato quando hanno inteso riconoscere alla nostra iniziativa un valore rivoluzionario. I dipendenti della Regione Siciliana che decidono di aprirsi al confronto e che vogliono essere partecipi di un processo di rinascimento della nostra regione intesa sia come istituzione (la Regione) sia come comunità (la Sicilia). Un primo sentito ringraziamento va a questi amici che non conoscevamo ma che hanno colto l’essenza di questa nostra iniziativa.

Ma andiamo alla “cronaca” dell’incontro.

Massimo Greco ci ha ospitati presso la sede della Associazione onlus CISI di Enna e dalle 16,30 a poco oltre le 19,00 ha animato un confronto interessante sul tema di “Quale Regione per quale Sicilia”.

Anche Massimo Greco ha voluto tributare lodi, immeritate pensiamo noi (abbiamo tanta strada da fare!), alla nostra attività e ci ha invitato a pensare ancora più in grande non limitando l’iniziativa all’organizzazione Regione Siciliana ma estendendola al resto degli enti pubblici, così come ci ha spinto a immaginare anche un ripensamento del ruolo della politica e in particolare al suo ruolo di indirizzo e non di gestione. Massimo Greco ha evidenziato che l’impegno civico del quale la nostra associazione si vuole rendere protagonista non comporta un generico cambiamento ma il cambiamento dei Siciliani che è quanto dire … sfida certamente titanica ma che merita di essere raccolta.

Massimo Greco ha sviluppato le sue riflessioni partendo da un dato del recente rapporto Svimez, quello relativo al Leggi il resto di questa voce →

Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Massimo Greco, il 3 marzo 2014, lunedì

Febbraio 25, 2014 in Eventi

 

Incontriamoci il 3 marzo 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30, presso la sede dell’Associazione di Volontariato CISI ONLUS sita in Enna in Via Roma n. 414,  … per “Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Massimo Greco”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Incontreremo Massimo Greco, che oltre ad essere un Funzionario Direttivo della Regione Siciliana attualmente in servizio presso la Soprintendenza BB.CC. di Enna, è un Cultore di Diritto Pubblico presso l’Università Kore di Enna ma soprattutto uno studioso della Pubblica Amministrazione locale con particolare riferimento alla fase decisoria. Non esita a definirsi un pubblicista amministrativista. Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali negli enti locali essendo stato eletto quattro volte consecutive al Consiglio Provinciale di Enna. Nell’ultima consiliatura ha rivestito la carica di Presidente del Consiglio Provinciale. Vasta è la sua attività pubblicistica di rilievo scientifico avendo già prodotto circa 80 saggi puntualmente pubblicati su riviste di settore. Al momento ha deciso di sostituire totalmente la militanza politica con lo studio delle politiche pubbliche. In sostanza è passato dalla pratica politica alla teoria politica e questo gli consente di avere una visione completa dei processi che caratterizzano non solo l’attuale momento storico ma anche la prospettiva.  Volendo metaforizzare possiamo dire che Massimo Greco è dotato di idonea strumentazione culturale e formativa per affrontare le fitte nebbie che impregnano la società contemporanea, preda di un cronico disorientamento.
Siamo certi che sarà un incontro molto stimolante oltre che essere l’occasione per la nostra Associazione di incontrare gli amici e simpatizzanti di Enna e dintorni!

 

Il resoconto dell’incontro con il prof. Chella, del 24.02.2014, lunedì

Febbraio 25, 2014 in Eventi

Chella

“Perchè no…qualcosa si muove” ha incontrato oggi Antonio Chella, professore di Robotica e responsabile del Laboratorio di Robotica presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica dell’Università di Palermo.

Nel corso di tre ore il prof. Chella ci ha accompagnato lungo un percorso che si è snodato tra prove di funzionamento di alcuni prototipi di robot ai quali lavora il suo laboratorio e clip video che testimoniano il loro l’impegno in alcuni contesti quali beni culturali, manifestazioni di settore, prove dimostrative, nei quali vengono evidenziati i progressi compiuti. Interessante anche l’iniziativa a supporto di uno staff medico impegnato ad affrontare alcuni casi di sindromi di natura neurobiologica.

Ricordiamo che il tema di questi incontri è “Quale Regione per quale Sicilia” e il prof. Chella ha declinato il tema illustrando come il settore della robotica è destinato in un orizzonte di medio-lungo periodo sia destinato a una forte crescita a livello mondiale sia per quanto riguarda l’impiego nell’industria dell’intrattenimento sia in quello della cura della casa … e non solo.

Il prof. Chella ha fatto riferimento all’esperienza della Regione Toscana. La robotica è uno degli assi strategici che sono stati posti alla base del documento di programmazione per l’innovazione e la ricerca adottato da quella Regione che si avvale di una “Conferenza regionale per la ricerca e l’innovazione” della quale non sembra esserci traccia in Sicilia.

Uno strumento come quello della “Conferenza” potrebbe essere di grande utilità al fine di tracciare le linee per lo sviluppo della ricerca e per stimolare la messa a sistema delle non poche eccellenze che anche in Sicilia ci sono ma che sono disseminate tra gli ambienti universitari e le aree di ricerca e innovazione di quelle imprese che ancora operano in Sicilia.

La robotica potrebbe essere applicata in tanti settori che vanno dall’agricoltura ai beni culturali, dalla cura della casa alle attività ludiche, senza trascurare naturalmente i processi di automazione nell’industria o in altri settori produttivi.

La robotica, così come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), potrebbero sembrare a prima vista delle attività destinate a far crescere le schiere di disoccupati nel momento in cui rendono inutili le prestazioni di lavoro rese da lavoratori sostituiti dalle stesse. Ma il progresso è inarrestabile e le occasioni vanno colte. E se si ha la fortuna di possedere dei punti di forza in discipline destinate al successo queste opportunità non devono essere trascurate. Così come è successo nel passato le nuove iniziative sono destinate a creare posti di lavoro in settori direttamente connessi alle stesse ma anche in quelli tradizionali nel momento in cui attorno a queste iniziative si crea un humus tale da attirare nuove imprese e talenti. La messa a punto di nuovi servizi e la realizzazione di nuove idee non necessitano più di grandi investimenti, ma sarebbe sufficiente mettere a disposizione dei talenti che decidono di vivere in Sicilia alcuni elementi di base consistenti in modesti investimenti (nell’ordine delle poche migliaia di euro) e nella disponibilità di servizi e infrastrutture che consentano a questi talenti di potersi concentrare esclusivamente sulla realizzazione delle loro idee.

Il connubio tra ricchezza del territorio siciliano (ambiente, agricoltura, beni culturali, turismo) e l’applicazione di discipline fortemente innovative (tra queste anche la robotica) potrebbero determinare le condizioni per fare della Sicilia una specie di Silicon Valley.

All’incontro hanno partecipato oltre una ventina persone alcune delle quali hanno animato un interessante dibattito che è seguito all’intervento del prof. Chella e alla mia presentazione dell’iniziativa della nostra Associazione.

Due le criticità che sono state avvistate e che meriterebbero una attenta riflessione da parte della Regione e della Politica.

La prima è stata individuata nella continua perdita di occasioni in ambito comunitario nel momento in cui la Regione non partecipa ai tavoli di Bruxelles nei quali si decidono le strategie di investimento nei settori della ricerca e dell’innovazione e che vede le strutture di ricerca siciliane, pubbliche e private, costrette a rincorrere e a subire. Ci viene chiesta una maggiore attività di presidio dei tavoli nei quali si decide il futuro dell’utilizzo delle risorse comunitarie.

La seconda criticità è stata individuata nell’onere burocratico che grava sulle imprese che operano in Sicilia e non solo. Le imprese che hanno ancora voglia di produrre chiedono di potersi concentrare esclusivamente sul proprio lavoro e apprezzerebbero che la Burocrazia ribaltasse il suo modo di agire. Da mero regolatore “interdittore” a “propulsore dello sviluppo” attraverso una piena assistenza a chi vuole fare impresa … l’impresa mette le idee e le realizza e la Pubblica Amministrazione si occupa di tutto il resto (finanziamenti, agevolazioni, autorizzazioni) … una vera Pubblica Amministrazione al servizio del cittadino.

Non sarebbe neanche male che anche la Sicilia si dotasse di sedi permanenti di confronto settoriali e intersettoriali nelle quali i diversi soggetti si confrontano (Pubblica Amministrazione, politica, mondo universitario, organizzazioni di categoria, imprenditori, innovatori, stakeholder vari) e dai quali possano uscire dei documenti di programmazione attraverso i quali utilizzare le risorse finanziarie a disposizione provenienti da varie fonti.

Questo quinto incontro è stata una occasione per confrontarci con una realtà che non conoscevamo e che ci ha permesso trascorrere alcune ore parlando del futuro della Sicilia … del nostro futuro!

Un grazie sentito al prof. Chella e a tutti coloro che sono intervenuti e che si sono intrattenuti con noi fin oltre le ore 19!

Come al solito mi scuso per le omissioni e le imprecisioni e resto a disposizione per apportare le eventuali correzioni e integrazioni!

Abbiamo incontrato il dott. Busalacchi, del 10.02.2014, lunedì

Febbraio 11, 2014 in Incontri

 

 

Questa volta è stato il turno del dott. Francesco Paolo Busalacchi, il mitico direttore regionale … nel bene o nel male a seconda dell’esperienza maturata … sicuramente una figura che ha lasciato un segno in chi ha avuto modo di interagire con lui.

L’incontro con il dott. Busalacchi si è tenuto difronte alla platea dei “soliti” 20 amici e amiche che hanno il piacere di trascorrere insieme a noi di “Perchè no…qualcosa si muove” qualche ora dei lunedì pomeriggio parlando dei temi di cui nessuno parla se non occasionalmente ma dei quali ci sarebbe tanto bisogno di discutere.

Dopo una brevissima presentazione dell’Associazione e delle ragioni di questo ciclo di incontri (“Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …”) ho passato la parola al dott. Busalacchi che ha esordito con Leggi il resto di questa voce →

Continua l’impegno di “Perchè no…”, del 06.02.2014, giovedì

Febbraio 7, 2014 in Noi non facciamo sindacato

 

Continua la programmazione degli incontri promossi dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”. Con un febbraio già pieno di impegni, dopo l’incontro con Giancarlo Cancelleri del M5S seguiranno quelli con il dott. F.P.Busalacchi e con il prof. A.Chella, si preannuncia un marzo altrettanto ricco con in calendario già 3 incontri distribuiti tra Palermo con Riccardo Compagnino, Enna con Massimo Greco e Catania con Corrado Vigo, ospiti di cui vi diremo di più appena avremo definito tutti i dettagli. E aspettiamo altre conferme da amici che sarà un piacere ascoltare come Claudio Paterna, Fabio Crapitti e altri ancora.

Da questo post rilancio l’invito ai tanti amici e amiche, che per la posizione che occupano o che hanno occupato e per la voglia che hanno di parlare di futuro della Sicilia e della Regione Siciliana, a farsi avanti e a darci la disponibilità per un incontro loro dedicato.

Scrivete ad associazione@perchenosicilia.org … un grazie a tutti voi!

 

 

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