Siamo stupidi noi o sono furbi i politici?, del 08.12.2014, lunedì
Dicembre 8, 2014 in Rassegna stampa
Stiamo molto più attenti alla nomina del capocondominio, per il timore che possa “maleamministrare” qualche centinaio di euro, che non all’affidare i cordoni della borsa pubblica a persone che non delegheremmo mai nemmeno per il pagamento delle bollette dell’acqua … è il caso di riflettere bene sul sistema di controllo dei cittadini sull’operato degli amministratori pubblici … eletti o selezionati dagli eletti!
Perchè questa riflessione?
In un commento alle Letture consigliate da quelli di Noisefromamerika … Letture per il fine settimana 6-12-2014 … leggo il testo che segue …
“Oggi sono incappato nella seguente osservazione, fatta da uno svizzero che ha scritto un libro sul perchè la Svizzera funziona meglio di altri paesi a lei vicini. Mi è capitato essere io stesso oggetto di osservazioni simili dai parenti svizzeri di mia moglie. In sostanza, “come potete lasciar fare certe cose ai vostri politici?” era la domanda.
… La Svizzera appare come un paese ben gestito, ma lo stesso non può dirsi per molti altri paesi europei come l’Italia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo o la Francia, che hanno accumulato dei debiti pubblici drammatici. Questi bilanci statali disastrati non meritano nessuna compassione. Secondo il professor François Garçon, autore del libro “Conoscere la Svizzera. Il segreto del suo successo” (Dadò editore), gli sperperi enormi che hanno generato questi debiti sono rivelatori della mancanza di civismo della massa di cittadini, per la loro rinuncia al dovere di vigilanza sui propri eletti. Il popolo che scambia i propri eletti per Babbo Natale, ironizza Garçon, viene sempre gabbato. La crisi del debito riflette la noncuranza del popolo sovrano, incapace di prevedere le inevitabili derive cleptomani dei propri dirigenti, e di impedirle. La spiegazione della passività di tanti popoli europei di fronte allo sperpero pubblico e della facilità con la quale gli eletti di qualsivoglia colore politico li hanno raggirati risiede nel fatto che in questo debito, in questa gigantesca depredazione, molti hanno trovato il proprio sporco tornaconto: finti impieghi nell’amministrazione statale, pensioni senza aver versato contributi, e così via. L’accumulo di burocrazia parassitaria e costosa, scrive Garçon, non è la causa, bensì il sintomo del generale putridume.
Mentre gli italiani, i greci, gli spagnoli o i francesi hanno concesso ogni libertà ai loro eletti trasformatisi in predatori, gli svizzeri sono stati vigilanti. Lo sono stati a maggior ragione poiché le istituzioni di cui si sono dotati permettono loro di sorvegliare i propri eletti e di tenerli al guinzaglio. Gli svizzeri in effetti si sono muniti di istituzioni che consentono ai cittadini di far valere in maniera pacifica e civile la loro voce, senza passare dalle violenze di piazza, dai cortei che bloccano le strade, dagli scioperi continui o dalle risse televisive. Da oltre un secolo e mezzo gli svizzeri hanno forgiato degli strumenti politici la cui utilità specifica è quella di ricordare agli eletti che, a differenza di quanto avviene nella pratica di molti paesi a “democrazia rappresentativa” come l’Italia, il mandato di cui dispongono non è assimilabile a un permesso di saccheggio concesso per un periodo di quattro o cinque anni.”
Noi italiani siamo proprio strani … per non parlare dei siciliani!

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