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Riflessioni del viandante … 27 giugno 2015, di Paolo Luparello

Giugno 27, 2015 in Contributo, Prima Pagina da fedro

Paolo Maratona di Sicilia 2015

Le riflessioni di un viandante

L’estate è oramai esplosa e le abitudini si adeguano alla stagione. Se ne parlerà nella seconda metà di settembre a riprendere le camminate su per Montepellegrino … chiacchierando del più e del meno con chi gradirà la mia compagnia. Io continuerò le mie riflessioni e di tanto in tanto le posterò sul blog e anche su Facebook … a beneficio di chi non vuole staccare la spina e che anche durante questi mesi si vorrà gravare di questa pena.

Oggi primo bagno di sole e di mare stagionale. Il mare di Mondello era stupendo questa mattina. Una località che non ho mai frequentato per il mare e che invece merita veramente, per di più a pochi chilometri da casa. Dopo il bagno mi sono voluto concedere anche una corsetta ristoratrice e contro tutte le regole del buon senso ho corso dalle 13,15 alle 14,30 … ce l’ho fatta ma non emulate! Come ho più volte scritto la corsa è il momento durante il quale riesco a riflettere e ad approfondire questioni che in altri momenti non riesco a mettere a fuoco. Due sono le cose sulle quali oggi si sono concentrate le mie riflessioni. Una più filosofica e una più politica.

Partiamo da quella filosofica. Spesso mi trovo a riflettere sulle sensazioni che mi provocano incrociare delle persone che possono essere uomini o donne, adulti o bambini … persone che non appartengono a una categoria specifica. Naturalmente sono soltanto mie sensazioni ma incrociare queste persone mi fa provare una grande tristezza e riesco a scrollarmi di dosso questa tristezza soltanto razionalizzando il fatto che il mio “incrocio” è come una istantanea scattata in un frangente ma che nulla mi può dire sul prima e sul dopo di quel momento. La tristezza deriva dalla sensazione che queste persone che incontro mi sembrano vivere un disagio tra ciò che sono e ciò che vorrebbero essere, tra l’essere lì, soli, che camminano quando dovrebbero avere al loro fianco qualcuno al quale tengono o che li faccia sentire importanti. Spesso certi sguardi sono determinati dalla stanchezza, dalla contrarietà del momento, chissà! Oggi poi riflettevo sul fatto se queste persone, noi tutti, viviamo una vita che merita di essere vissuta. Una vita nella quale ci sono persone che tengono a noi e che ci apprezzano per quello che siamo e non per ciò che possiamo rappresentare. Persone nella vita delle quali riusciamo a portare un briciolo di poesia, di buon umore, di attenzione. Spesso provo tristezza perchè in certi incontri fugaci non riesco a cogliere qualcosa del genere. Chissà se succede anche a voi.

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Passiamo alle riflessioni di politica. Riflessioni che naturalmente sono dettate dalle recenti vicende del governatorato Crocetta. Oramai si è perso il numero degli assessori e delle versioni dei governi Crocetta. Staccarsi da una poltrona sappiamo che è cosa difficilissima e pochi sono coloro che sono passati alla storia per tale atto eroico. Crocetta sembra essere fortunato anche in questo e nel suo governo oramai si spreca il numero degli eroi … anche per una notte … assessori dei quali non si è avuto il tempo di vedere asciugarsi l’inchiostro sul decreto di nomina. Nelle ultime 48 ore poi addirittura due assessori di peso (Funzione pubblica e Agricoltura) hanno gettato la spugna, uno fiaccato dalle estenuanti trasferte da Siracusa a Palermo ai tempi del crollo del viadotto dell’autostrada Palermo Catania, l’altro da patente di indesiderato affibbiata a una new entry nel governo Crocetta. In queste 48 ore Crocetta ha mostrato un decisionismo apprezzabile … dimenticando forse che è a capo di una coalizione un po’ malmessa che non si sa fino a che punto gradisce certe fughe. Ma non è dei nomi e dei cognomi e dei padrini e della massoneria che riflettevo mentre correvo. Riflettevo sul senso di assumere un incarico come quello di assessore sapendo di far parte di una compagine governativa che non è propriamente una orchestra diretta da un maestro quanto piuttosto un gruppo di musicanti, di alcuni dei quali non si comprende bene quale strumento suonino, diretti da un posteggiatore … un po’ abusivo per giunta! Quale è il progetto che un assessore può portare avanti in questo contesto? Potrà fare la voce grossa in Giunta? Sulla base di che … di quale consenso personale … di quale partito politico? Un assessore in una tale situazione può limitarsi a un profilo basso … bassissimo … limitarsi a percepire un discreto appannaggio, a realizzare qualche iniziativa che non richieda eccessivo concerto con altri assessori e men che meno con il presidente, a vivere alla giornata insomma. E’ di questo che ha bisogno la Sicilia … e i siciliani? … e mentre riflettevo su questo la app del mio smartphone che segue i miei allenamenti mi segnalava che ero arrivato … anche alla fine delle mie riflessioni!

Alle prossime riflessioni!

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Riflessioni del viandante … 20 giugno 2015, di Paolo Luparello

Giugno 22, 2015 in Contributo, Prima Pagina da fedro

Riflessioni del viandante, del 20.06.2015Paolo Maratona di Sicilia 2015

Tra maggio e giugno Siracusa acquisisce un ulteriore fascino. Mi riferisco alle rappresentazioni delle tragedie nella stupenda cornice del Teatro greco. Non sono un amante del teatro, ma questo appuntamento è un po’ tante cose. Il confronto con temi antichi ma sempre attuali, il piacere di godere del fascino di uno spettacolo che affonda le sue origini a quando la Sicilia era qualcosa di altro ed era la terra di uomini di valore, la curiosità di osservare un pubblico vario e cosmopolita dai tanti dialetti e dalle tante lingue che raggiunge questo luogo come fosse un salmone che ritorna nei luoghi di riproduzione. Ma non vi voglio narrare delle tragedie o recensire la loro edizione … se il pubblico torna ogni anno, sempre più numeroso, è segno che la qualità di ciò che viene messo in scena soddisfa. Vi voglio parlare del contorno del venire a Siracusa per le tragedie. Dopo tanti anni che uno viene a Siracusa ha avuto modo di visitare tutte le bellezze di questa città. La grande area archeologica (questa estate visitabile di sera con l’illuminazione artificiale e con ingresso libero … un mare di gente la sera del 19 giugno!), le diverse catacombe, le chiese, le latomie, i castelli (o quel che ne rimane), la Galleria Bellomo, e naturalmente il Museo archeologico Paolo Orsi. Quest’ultimo museo lo avevo visitato tanti e tanti anni fa e ne ricordavo poco o nulla. Negli ultimi anni avevo provato a visitarlo ma è stato chiuso per un certo periodo per lavori di ristrutturazione. Quest’anno sono riuscito a visitarlo. Camminare per i suoi “settori” ti da l’idea di che cosa è stata Siracusa e la Sicilia nel passato, da quello più antico di milioni e milioni di anni fa a pochi secoli prima di Cristo. Verosimilmente grazie a una figura mitica come quella di Paolo Orsi, il museo raccoglie oggi una collezione di reperti provenienti da ogni angolo della Sicilia. Il museo probabilmente costituisce per studiosi e archeologi una fonte ricchissima. E quanto più mi rendo conto della immensità del valore di questo museo quanto più vengo colto da un senso di malinconia. Malinconia per quello che potrebbe essere e per quello che riesco a vedere. Il mio non è un occhio ne di studioso ne di archeologo, ma di fronte a ciò che vedo non posso che registrare che il museo sembra come un qualcosa di dimenticato e fuori dal tempo. Mi da l’idea della sensazione di ciò che ho provato in quelle pochissime esperienze di visite in paesi dell’Est dopo la caduta del muro di Berlino. La sensazione di una povertà dignitosa. Il museo archeologico Paolo Orsi sembra vivere quell’aria da “deserto dei Tartari” che oramai da anni vive la Sicilia tutta. Il museo sembra in attesa. In attesa di qualcosa ma non si sa bene cosa. Una istituzione simile, se ne esistono, dovrebbe essere un’autentica fucina di iniziative. Dovresti essere accolto da bacheche digitali e da cartelloni nei quali vieni informato delle iniziative realizzate e in corso di realizzazione. Dovresti essere guidato, tu che non sei un esperto, da dei “supporti” grazie ai quali comprendere la grandiosità di ciò che vedi e di ciò che è stata questa città e quest’Isola. Dovresti essere ammirato dalla cura con la quale noti che ogni angolo del museo è oggetto di attenzione vuoi per manutenzione o per pulizia. La sensazione è proprio quella di un dignitoso (ma il dignitoso dipende dalla soggettività di ognuno di noi) abbandono. I pannelli illustrativi e la descrizione dei diversi reperti (in italiano e in inglese) pur mantenendo la loro attualità (sempre di storia, di geologia e di archeologia stiamo parlando) danno la sensazione di antico … è una forma di rispetto nei confronti di Paolo Orsi o degli studiosi che si sono succeduti alla guida del Museo? In due sale, al centro delle stesse, si possono notare dei secchi destinate alla raccolta di acqua … in un caso che piove dal tetto (da dopo l’Expo comincia a diventare una abitudine?) … in un altro che cade da un condizionatore. Non tutte le sale hanno il condizionamento funzionante. I bagni forniscono i loro servizi senza infamia e senza lode … come quelli di un autogrill poco frequentato dai grandi flussi. Il visitatore qualora avesse sete o un piccolo languore potrà soddisfare i suoi desideri con due distributrici automatiche ubicate nei pressi dei bagni al piano inferiore.

Quali sono le potenzialità di una istituzione come il Museo archeologico Paolo Orsi?

Uscendo ho letto le annotazioni dei visitatori sul “guest book”. Alcuni sono veramente entusiasti e si limitano ad alcuni suggerimenti … come sono buoni!

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Riflessioni del viandante … 13 giugno 2015, di Paolo Luparello

Giugno 13, 2015 in Contributo, Prima Pagina da fedro

Oggi non ero certo che sarei risalito a Montepellegrino. Pensavo che la famiglia avrebbe voluto andare al mare. E invece, il cielo velato di questi giorni ha fatto scartare il primo appuntamento con il mare … e acchianata è stata.

Paolo Maratona di Sicilia 2015

Questa volta, quindi, non ne ho dato l’annuncio su Facebook e l’acchianata l’abbiamo fatta in due. Io e mia figlia, la compagna perfetta … segue tutte le andature, basta non correre, e ti ripaga sempre con un sorriso che ti allarga il cuore.

La passeggiata oggi è iniziata prima del previsto, ma solo di un quarto d’ora e alle falde di Montepellegrino non abbiamo atteso le 8,30 … visto che non mi aspettavo che qualcuno potesse esserci a quell’ora e oggi.

Palermo in questo sabato è sembrata una città in vacanza. Possibile che la chiusura delle scuole faccia crollare il movimento? Capisco che è sabato, ma sembrava già di essere in una di quelle giornate dell’assolata estate palermitana in cui non incontri nessuno … neanche a pagarlo.

Abbiamo fatto la prima fermata al bar Alba di piazza Don Bosco per un caffè, … buono! …, e poi di nuovo in marcia verso la meta.

Durante l’escursione di oggi ho potuto avere la conferma che a Palermo il significato delle strisce pedonali non è lo stesso che nel resto d’Italia. Nel breve volgere della camminata cittadina odierna ho avuto modo di notare che ci sono persone che scientificamente posteggiano sulle strisce. Sono stato testimone delle gesta di un tizio che in via Imperatore Federico è arrivato e ha posteggiato sulle strice pedonali da un lato della strada, è sceso dall’auto e dopo averla chiusa ha attraversato sulle strisce per andare ad aprire un’altra auto posteggiata sul lato opposto della strada, sulle medesime strisce, e andarsene via. Le strisce per questo tizio devono essere quindi una sorta di area riservata … anchio voglio una simile area riservata!

Anche sulla vecchia scala per Santa Rosalia il traffico dei viandanti si è ridotto di molto. Pochissime le persone che abbiamo incontrato sia in salita che in discesa. I luoghi sono quelli di sempre, e come potrebbe essere diversamente, cataclismi a parte, e anche la munnizza è sempre quella … chissà chi si deve occupare della pulizia e chissà con quale frequenza, me lo chiedo sempre e aspetto sempre una risposta … da chi? Quando siamo giunti al cippo per scollinare verso il santuario mi è venuto in mente di proporre agli amici palermitani di Facebook una pulizia straordinaria della scala vecchia e delle zone antistanti … chissà se la soprintendenza ai beni culturali ci darebbe il nulla osta … si tratta di rifiuti assimilabili sicuramente a reperti storici!

Lasciata la non tanto caotica città, l’acchianata concilia riflessioni che prendono spunto da pensieri che vagano per la mente ma anche da recenti fatti di cronaca.

I diecimila suicidi che dal 2011 a oggi si sono registrati in Grecia è una realtà che mi ha scosso molto. Persone che verosimilmente conducevano una vita simile alla nostra, fatta di esigenze che venivano soddisfatte con il reddito fornito da un impiego o da un esercizio commerciale o da una impresa. Persone che di fronte al crollo del mondo che stava loro attorno, non sono riuscite che a trovare una soluzione finale … la soluzione finale che è certamente un libero arbitrio (io sono a favore dell’eutanasia) ma che in questi casi è stata determinata dalla mancanza di una via d’uscita. Essere sfrattati dalla propria casa, vedersi precipitare, insieme ai propri cari, nella indigenza, vedere venire meno tutte le certezze sulle quali si era immaginata la propria vita. Anche in Italia succede tutto questo … ma se ne scrive poco. Il messaggio che deve passare è che la crisi sta finendo e che la ripresa è oramai avviata … quanti morti sono rimasti sul campo?

Temo la povertà. Per me la povertà non è non potermi permettere l’ultimo I-phone. Non è dover rinunciare all’abbonamento Sky “All-inclusive-che-più-inclusive-non-si-può”. Non è non poter fare il viaggio che tutti gli altri fanno. Per me la povertà è non aver un tetto, non avere cibo a sufficienza per i miei cari, non poter assicurare loro le cure necessarie, non poter far studiare i miei figli. Ci sono tante cose alle quali si può rinunciare, anche se ci sono persone che si sentono nel bisogno per quello che ad altri appaiono come “minchiate”, ma al di sotto di una certa soglia non si può proprio andare … salvo appunto cadere nell’indigenza e soprattutto perdere l’autostima che ti porta ad avere la certezza che sei un fallito.

Le società moderne non sfuggono alle leggi della biologia. Certe popolazioni si sviluppano fino a quando ci sono risorse sufficienti alla loro crescita. Quando le risorse non sono più sufficienti a tutta la popolazione o si hanno le migrazioni o la popolazione muore o si hanno entrambi i fenomeni. Le società degli umani non dovrebbero arrivare a questi estremi, almeno non hai nostri tempi in cui certi fenomeni si conoscono ed esistono gli strumenti per governarli.

Ma i sistemi di controllo non sempre funzionano e quando a governare le società sono persone che pensano prima al superfluo piuttosto che all’essenziale e che pensano a rubare piuttosto che a interessarsi del bene comune, viene messa in discussione la sicurezza sociale.

Facebook è uno strumento potentissimo, che a detta di Umberto Eco a dato voce a un popolo di imbecilli (mi riservo però di apporfondire la lettura degli articoli sulla faccenda perchè stimo Eco scrittore), che ha di buono che lascia intravedere le emozioni vissute dagli “amici” attraverso i loro post, i loro commenti … e tramite Facebook è chiaro quanto siano invisi i ladri e i politicanti attaccati alle poltrone, quanto siano indigesti i ricchi appannaggi di chi occupa care pubbliche … non so però se tutti gli amici si rendano conto che questi ricchi appannaggi, e le ruberie, hanno portato al fallimento il nostro Paese, la nostra Regione, il nostro Comune … il cui fallimento poi viene pagato da tutti noi … quello che è successo in maniera più evidente in Grecia, in parte anche in Spagna, e in maniera più strisciante anche da noi.

Chi ruba, chi sperpera, è un cancro che distrugge la carne viva della comunità fatta da me, da Ignazio, da Dario, da Enzo, da Silvia, da Alessandro, da ognuno di noi.

E se fossimo noi i veri colpevoli di tutto questo sfascio?Vai a votare

Meno male che siamo arrivati al santuario. Solite foto di rito … anche un selfie con la mia stupenda Silvia. Le spremute di arancia con granita ci attendono in piazza. I cattivi pensieri vengono per il momento relegati in qualche spazio profondo della mia mente e mi godo questi pochi minuti di ristoro.

Ci avviamo verso la discesa e di buon passo raggiungiamo casa … cosa scriverà oggi il viandante?

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Riflessioni del viandante … 6 giugno 2015, di Paolo Luparello

Giugno 6, 2015 in Contributo, Prima Pagina da fedro

Paolo Maratona di Sicilia 2015Una città tra mare e natura e storia che non riesce a conquistare una sua dimensione che ne faccia una meta ambita e che invece si dibatte in un degrado generalizzato nel quale emergono poche eccezioni frutto dell’iniziativa di singoli … un territorio in attesa di un conquistatore, l’ennesimo che la faccia grande come fu nel passato.

Ore 7,30. Si parte. Meta l’erta di Montepellegrino e il santuario di Santa Rosalia. Previsione di tre ore di camminata, ma dipenderà dai compagni di viaggio che incontreremo per strada. L’obiettivo è comunque di tornare a casa per le 11,00 … la famiglia ha i suoi diritti!

Il cielo oggi è un po’ velato e il tasso di umidità è un po’ più alto di quello di questi ultimi giorni.

Ancora ho nella mente la presentazione del libro dell’amico Aldo Penna alla quale ho partecipato ieri sera alla Galleria di Arte Moderna nel complesso di Sant’Anna a Palermo nell’ambito della manifestazione “Una marina di libri” … ce ne vorrebbero di più di simili eventi. Ma nella mente non ho soltanto la piacevolezza di alcuni momenti trascorsi con persone votate al piacere della lettura e dell’ascolto quanto l’immagine della capacità di certi luoghi e di certe iniziative di attrarre tanta gente … e dire che ieri sera a Palermo c’era anche l’evento della Partita di beneficenza organizzata dal duo palermitano Ficarra e Picone … un successo anche quello. Ma torno alle immagini di ieri sera. Piazza Croce dei Vespri è una piazza che mi è entrata nel cuore e ieri sera è stata forse la prima volta che la vedevo in versione serale illuminata dalle luci artificiali. In quella piazza mi potrei perdere in quanto a dimensione temporale.

Cosa potrebbe essere Palermo! Solo se tutti si remasse dalla stessa parte. Nonostante il suo degrado attrae tanti visitatori … chissà cosa potrebbe diventare se fosse più accogliente e più attenta ai fruitori piuttosto che agli erogatori dei servizi.

Mentre rifletto sugli eventi della sera prima siamo già arrivati a Piazza Don Bosco, il momento giusto per un caffè.

Da lì muoviamo per il luogo dal quale inizia “l’acchianata”. Arriviamo con 10 minuti di anticipo. La regola è quella del “chi c’è c’è” … se uno vuole camminare insieme si fa trovare lì! Da Facebook apprendo che l’amico Gianpaolo marcherà visita causa influenza. Alle 8,30 partiamo.

Anche oggi il passo è buono, non veloce come la settimana scorsa. In breve raggiungiamo una coppia che abbiamo visto partire mentre attendevamo. Finite le prima 13 rampe procediamo con il tratto che interseca per più tornate la strada carrozzabile. Qui “l’acchianata” dà dimostrazione dell’uso al quale alcuni adibiscono questi luoghi. Mucchi di salviette detergenti, fazzoletti di carta e qualche profilattico e relative bustine e scatole … basterebbe poco per non costringere il viandante a pensare in maniera lusinghiera a cotanti eroi di tali gesta, ma non voglio farmi condizionare questo tempo da umani che non meritano tempo e rispetto.

Sono bastati pochi minuti per essere usciti dal clamore di una città come Palermo per immergersi nella quiete di Montepellegrino, una riserva naturale attorno alla quale la città e le sue borgate si sono sviluppate. Da alcuni punti riesci ad ammirare una Palermo che vista in lontananza non puoi che amare, con il suo porto, le sue banchine e i suoi palazzi e monumenti che riesci ancora a distinguere. Siamo su un monte che riuscì a inebriare anche Goethe che per il suo “Viaggio in Italia” non mancò di farvi visita. Ma da questo monte e dal mare i palermitani non sembrano trarre particolare ispirazione, i palermitani si ricordano di Montepellegrino il 3 settembre alla vigilia del giorno dedicato a Santa Rosalia e in occasione degli “schiticchi” comandati (Pasquetta e Primo maggio) … giorni che sarebbe meglio cancellare per lo stato in cui lasciano quei luoghi. Del mare i palermitani si ricordano quando il caldo comincia a far desiderare il rinfrescante effetto di un bagno tonificante e ristoratore. Per tutto il resto dell’anno la stragrande maggioranza dei palermitani dimenticano queste preziose risorse che altrove, probabilmente, godrebbero di ben altre attenzioni.

Ma pensando a Goethe non si può non pensare a un più nobile e antico “tedesco” … lo Stupor Mundi … Federico II di Svevia, del quale le spoglie sono conservate nella Cattedrale di Palermo. Una figura che da sola dovrebbe attirare verso Palermo gli interessi di tantissimi studiosi, curiosi, estimatori e semplici turisti. Ma cosa fa Palermo per onorare e valorizzare colui che fece di Palermo una capitale mondiale … a parte utilizzare i luoghi che lui costruì e nei quali visse?

Forse già si fa tanto, ma un giorno mi piacerebbe approfondire se quello che si fa è effettivamente tanto o se rispetto alle potenzialità non riusciamo a fare che pochi punti percentuali.

Di riflessione in riflessione siamo giunti al cippo dopo il quale si scollina verso la piazza del santuario.

Nella grotta si celebra messa … il rito è quello nostro ma l’officiante parla una lingua diversa … di qualche paese dell’est, il tempo di un Pater noster e lasciamo la grotta.

Il solito bar è chiuso e per un rinfresco andiamo dalla “concorrenza”, da Costantino. La spremuta è egualmente buona e costa pure di meno.

E’ tempo di tornare, sono quasi le 9,30. Avrei voglia di correre, ma ho promesso che avrei camminato … e camminata è fino all’arrivo qualche minuto prima delle 11,00 … chissà se la mia compagna di viaggio di oggi avvertirà gli stessi dolori che ho accusato io la settimana scorsa. Correre e camminare non sono la stessa cosa, lavorano muscoli diversi e te ne accorgi solo dopo lunghe camminate. Oggi mi ha accompagnato mia figlia. Abbiamo camminato fianco a fianco ma ognuno immerso nella sua personale colonna sonora. Io ho ascoltato Enya, Gilles Servat e Francesco Guccini … lei non so, ma durante la camminata abbiamo scambiato alcune battute a commento di alcuni scorci panoramici o sulle regole da seguire quando ci si astrae dal contesto e ci si cala in un proprio mondo di riflessioni … la vita è sempre lì e la poesia di Guccini “Canzone per una amica” ce lo ricorda con parole che non hanno eguali.

Mi reputo fortunato ad avere i figli che ho … mi hanno regalato stupende emozioni (anche il solo camminare per più di tre ore al mio fianco) e mi piacerebbe che la vita potesse riservare loro ciò cui aspirano … e ciò cui aspirano mi piace … ma questa è un’altra storia!

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Riflessioni del viandante … 30 maggio 2015, di Paolo Luparello

Maggio 30, 2015 in Contributo da fedro

Care amiche, cari amici, dobbiamo essere una squadra e per essere squadra dobbiamo condividerePaolo a Marina di Cottone tante cose. Io non so quanti di voi mi conoscono personalmente e conoscono il mio lavoro e quello che è il mio impegno in ciò che ho fatto e che faccio. Per coloro i quali non mi conoscono, o che mi conoscono superficialmente, propongo delle riflessioni che sono soprattutto dei resoconti di vita quotidiana dove si formano le idee che vi propongo Leggerli è un modo per conoscermi meglio e per decidere se possiamo formare una squadra.

Riflessioni del viandante … 30 maggio 2015

Un giorno lo farò. Avrò bisogno di trovare un intero mese da dedicare a me stesso, e anche 2,5 o 3 mila euro, ma forse anche meno, e partirò per il mio “cammino di Santiago. Prima di allora mi accontento di salire a Montepellegrino e di andare a rendere omaggio alla “santuzza” di Palermo. Montepellegrino è parte dei miei allenamenti abituali in preparazione delle maratone, ed è mia intenzione farlo diventare parte del mio percorso di formazione della squadra di amiche e amici con i quali arrivare all’appuntamento delle prossime elezioni regionali. Lungo le rampe di questo monte, tra una vista mozzafiato e un tuffo nella memoria suscitato da un qualsiasi flash che scatta nella mia mente lungo il percorso, elaboro idee che sorgono spontanee e che poi rivengono inghiottite dall’oblio dal quale sono arrivate … con l’aiuto dei compagni di viaggio voglio cominciare a fissarle e a riflettere anche su quelle che verranno a chi si accompagnerà con me in questi scorci di tempo dedicati all’esercizio fisico ma anche a quello mentale.
I flash non sono soltanto relativi a questioni che possono avere una traduzione politica. I flash riguardano tutti gli aspetti della vita.
Provo a descrivere i flash di oggi.
Ogni volta che comincio a salire il pensiero va a Santiago di Compostela e a uno dei suoi tanti cammini … quello che vorrei fare io è quello francese e che parte dai Pirenei francesi, da Saint-Jean-Pied-de-Port, e che porta a Santiago dopo circa 800 km … e già adesso mi pongo il tema di arrivare a Finisterre, sull’oceano, o meno … e ogni volta mi dico che deciderò quando sarò arrivato a Santiago!
Raggiungo un anziano viandante. Cammina piano con passo incerto e si appoggia a un bastone. Il rumore dei miei passi lo coglie di sorpresa, si gira e mi scruta … e continua con il suo andare. Lo supero. Il mio passo è veloce. Il passo di un uomo allenato a quel tipo di percorso. Ma tra 10 o 20 anni l’andare di quell’uomo anziano sarò in grado di emularlo? E da qui rifletto sul senso della vita e sull’alternarsi delle stagioni. Arrabbattarsi per costruire, per mettere da parte, e poi lasciare tutto senza che nessuno si possa più ricordare di te. Ma quale importanza ha il fatto che quando tu non ci sarai più qualcuno si debba ricordare di te? Nessuna. Ma oggi penso che mi piacerebbe essere ricordato. Mi piacerebbe essere riuscito a fare qualcosa per la quale altri possano trovare fonte di ispirazione per condurre una vita migliore … quantomeno a provarci.
C’è una bellissima citazione di Ralph Waldo Emerson che parla di cosa sia avere veramente successo. Non riuscirò mai a ricordarla a memoria e quando la ritroverò la citerò qui … ricordo solo alcuni passaggi che parlano del sorriso di un bambino e di una aiuola sistemata … piccoli episodi che sono potuti accadere solo grazie a te … in questa citazione c’è intera una filosofia di vita alla quale mi piace ispirarmi.
Le rampe si succedono una dopo l’altra. Le percorro a una andatura che non mi sarei aspettato. Se mi accompagnassi con altri viandanti non mi potrebbero seguire. Oggi avrei dovuto correre ma una sindrome dolorosa che di tanto in tanto mi coglie quando la temperatura ha degli sbalzi repentini me lo ha impedito, e quindi ne è uscita fuori questa camminata accelerata … grazie anche al fatto che alla salita di oggi sono solo … leggo un commento su Facebook al post della salita di oggi … un amico si dice dispiaciuto per avermi abbandonato per un’altra performance (ciclistica) … gli rispondo … “Chi sta bene con se stesso non può essere abbandonato!”.
Idealizzo questa salita come il percorso che voglio fare con un gruppo di persone. Ci sono delle difficoltà. Ci sono dei tratti duri durante i quali si devono stringere i denti e impegnarsi e ci sono tratti più dolci in cui può essere piacevole chiacchierare. Ma al termine della salita si sarà imparato qualcosa. Si saranno maturate delle esperienze. Il cammino in se è il viaggio che voglio proporre ai miei amici. La meta la raggiungeremo. Non so se arriveremo primi, secondi, a metà classifica, ultimi. L’importante è che ci avremo provato e al termine saremo più ricchi. Non avremo soltanto detto cosa andava fatto comodamente seduti su di un divano. Avremo provato a fare quello che andava fatto e se poi non saremo riusciti a convincere il popolo ad avere fiducia in noi … pazienza … ci riproveremo, perchè sarà stato bello averci provato e aver fatto questo percorso insieme.
Arrivo al cippo oltre il quale si scollina e si scende verso la piazzetta del santuario di Santa Rosalia e da lì iniziano alcune rampe di scale che portano alla grotta del santuario.
Scatto qualche foto a testimonianza dell’evento per gli amici di Facebook che ogni tanto mettono in dubbio che quello che dico normalmente lo faccio … anche oggi l’ho fatto.
Ridiscendo alla piazzetta e la signora del bar ai piedi della scalinata mi vede e comincia a prepararmi l’oramai solita “spremuta della santuzza” … come la chiama Gianpaolo … spremuta d’arancia con un po’ di granita di limone … dopo la salita ci vuole.
Mentre finisco di bere la spremuta osservo altri viandanti che arrivano e che vanno … chissà quali sono le motivazioni che li portano in quel luogo.
Mi avvio per il ritorno.
La prospettiva è diversa. La fatica è minore. Il mio sguardo può divagare su alcuni particolari che salendo non avevo attenzionato. Mi domando chi sia responsabile della pulizia di Montepellegrino e della “scala vecchia”. In alcuni tratti i reperti di “munnizza palermitana” sembrano sufficientemente datati. Chissà se il presidente Mattarella avesse l’abitudine di salire a piedi da Santa Rosalia le autorità competenti non si occuperebbero dell’igiene e della pulizia di questi luoghi. Mi domando anche quante siano le multe che i Vigili Urbani elevano ai contravventori delle norme in materia di abbandono di “munnizza”. Nella considerazione che Palermo non è un tracciato di Formula 1 e che Palermo è verosimilmente una delle città con il più basso senso civico in assoluto, chissà perchè i Vigili Urbani contrastano (sarebbe forse più corretto scrivere “multino”) maggiormente coloro che superano i limiti di velocità (senza peraltro riuscire a impedire le troppe morti per crimini stradali legate forse anche alla velocità ma soprattutto al dispregio di tutte le norme del codice stradale!) piuttosto che gli inquinatori dell’ambiente?
Il tema della pulizia oramai mi ha preso. Ho finito la scala vecchia e adesso cammino verso via Montepellegrino costeggiando il muro di cinta della fiera. Stranamente la strada e il marciapiedi sono puliti. C’è voluta la resurrezione della fiera campionaria del Mediterraneo per convincere la ex municipalizzata ha fare una pulizia straordinaria, e dire che dall’altro lato della strada c’è una caserma ancora attiva … ma il comandante di questa caserma avrà mai sollecitato le autorità competenti a occuparsi della pulizia di quei luoghi … o anche lui a ben altro di cui occuparsi?
Costeggio il mercato ortofrutticolo. Anche oggi è stata giornata di mercato. Munnizza da tutte le parti. Ci sta. O forse no? In effetti si ha l’impressione che la munnizza venga raccolta superficialmente. Guardando sotto il ciglio del marciapiede si nota che la munnizza è stratificata come in una sorta di sistema di compostaggio … sarà un effetto voluto? Lo chiederò al mio amico Totò Aiello!
Oramai sono vicino casa. Resetto il tema munnizza. Domani proverò a correre. Martedì 2 giugno onorerò la festa della Repubblica partecipando a una mezza maratona (21,095 km) che si correrà a Palermo in zona Stadio della Palme con percorso interamente in Favorita … una noia mortale … ma la corsa mi chiama!
Spero per sabato prossimo di essere meno solo con i miei pensieri e più in compagnia con quelli di chi deciderà di farsi una salita a Montepellegrino.
Partenza da casa camminando (zona Politeama), salita al santuario, pausa spremuta, discesa da santuario e arrivo zona Politeama il tutto in 3 ore con partenza 7,30.

Ho trovato la citazione  … “… Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto da una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo. …” Ralph Waldo Emerson 

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DEF e Legge di Stabilità siciliana 2015: il sogno e la realtà Renzi alza la voce e Crocetta risponde … “obbedisco”!, del 07.05.2015, giovedì

Maggio 7, 2015 in Contributo, Prima Pagina da fedro

Ricevo dall’amico Riccardo C. e come non divulgare … comiche

DEF e Legge di Stabilità siciliana 2015: il sogno e la realtà Renzi alza la voce e Crocetta risponde … “obbedisco”!

Forse l’uomo della strada non lo sa, ma la programmazione finanziaria della Regione avviene, oltre che con il bilancio, con due strumenti: uno di medio periodo (3 anni) che si chiama DEF (che sta per Documento di Economia e Finanza), e uno annuale (1 anno) che si chiama “Legge di Stabilità” (quella che fino a qualche anno fa si chiamava la “finanziaria”).
Forse l’uomo della strada non lo sa, ma il secondo documento è una legge vera e propria, cioè ha effetti immediati; il primo documento, invece, il DEF, può restare anche un “libro dei sogni”, non ha cioè alcun effetto immediato. E allora a che serve? Serve, perché la Legge di Stabilità dovrebbe essere lo sviluppo del DEF e lo dovrebbe quindi rispettare.

Ora cosa è successo in Sicilia? È successo che nel DEF c’è scritta una cosa, “quello che dico”, nella legge di stabilità invece ce n’è scritta un’altra, completamente diversa, “quello che faccio”.

Nel DEF, in una parola, c’è scritto che la Sicilia deve rivendicare ed ottenere tutte le risorse che le spettano (tanto, dirlo non costa niente).
Nella Legge di stabilità siciliana, invece, c’è scritto che non se ne fa niente, che Roma può prendersi tutto quello che vuole dalle nostre tasche, perché “così si vuole dove si puote”.

Tra i 102 articoli del DEF, approvato nei mesi scorsi, si può leggere quanto segue:
“Spettano alla Regione Siciliana, tra le altre, tutte le entrate tributarie erariali riscosse nell’ambito del suo territorio e… anche quelle che affluiscono, per esigenze amministrative, ad uffici finanziari situati fuori dal territorio della Regione”.

Sempre, leggendo dal DEF:
“Sulla base del criterio del maturato, il riconoscimento delle imposte deve prescindere dal luogo fisico in cui avviene l’operazione contabile della riscossione. Ciò tenderebbe ad assicurare alla Regione il gettito derivante dalla “capacità contributiva” che si manifesta nel territorio della Regione stessa, con riferimento ai rapporti tributari che hanno in tale territorio il loro radicamento, sia in ragione della residenza fiscale del soggetto produttore del reddito colpito, che in ragione della collocazione nell’ambito territoriale regionale del fatto cui si collega il sorgere dell’obbligazione tributaria. Detta interpretazione in favore della Regione Siciliana, peraltro già sposata dalla Corte Costituzionale precedentemente alla sentenza n. 116/2010, risulta di recente affermata dalla Corte stessa nella sentenza n. 207/2014, concernente fattispecie relative a riserve all’Erario di maggiori entrate”.

Per inciso si tratta di somme che, variamente stimate, vanno da un minimo di 10 a un massimo di 15 miliardi l’anno.

Sempre nel DEF si parla di “revisione del riparto degli accantonamenti tributari per il contributo al risanamento della finanza pubblica”. Si tratta di altre somme che, sommando quelle dovute dai vari enti locali, ammontano a più di un miliardo e mezzo l’anno che lo Stato, in spregio a Statuto e norme attuative, illegittimamente “rapina” alla Sicilia dal 2013 ad oggi. Questo accantonamento diventa particolarmente iniquo per la Sicilia perché il livello delle entrate tributarie pro-capite è il più basso tra tutte le Regioni e, nell’attuale momento di recessione, è praticamente insostenibile. Quest’ultima affermazione non è nostra, o di qualche protervo sicilianista, ma è pure tratta dal DEF, da cui traiamo anche il successivo passo:
“Pertanto al fine di dare valore alle azioni che la Regione intraprenderà sul fronte della riduzione delle spese, e rendere possibile una ripresa effettiva dell’economia dell’isola verrà richiesta la revisione dei contributi nella misura e nella durata, nonché l’esclusione totale, dal patto di stabilità delle spese, finanziate con i fondi extraregionali”.

Ancora, sempre il DEF, denunciava che lo Stato, pur essendosi impegnato già con la propria finanziaria del lontano 2007 a garantire una compartecipazione delle accise a fronte dell’aumento dell’accollo delle spese sanitarie sulle spalle dei siciliani dal 42,5 al 49 %, in tutti questi anni si è limitato ad accollare la maggiore spesa alla Regione, senza attribuire il gettito dovuto alla Regione, con un aggravio annuo dei conti sanitari di circa mezzo miliardo l’anno.

In un ritrovato orgoglio siciliano la Regione, nel proprio DEF, sostiene anche che:
“Il contributo alla finanza pubblica che lo Stato chiede sempre più insistentemente alle Regioni si traduce, per la Regione Siciliana, nella sottrazione di risorse di sua spettanza, che mette a dura prova il rispetto dei necessari equilibri di bilancio. Il venir meno dei principi di certezza delle entrate, di affidamento e di corrispondenza tra risorse e funzioni da assicurare, si pone in contrasto con i principi di coordinamento della finanza statale e regionale disciplinati dalla legge delega sul federalismo fiscale, laddove è previsto per le regioni a statuto speciale che il concorso al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica avvenga secondo criteri e modalità stabiliti da norme di attuazione dei rispettivi statuti che tengano conto, nel caso della Sicilia, della dimensione della finanza della regione rispetto alla finanza pubblica complessiva, delle funzioni da essa effettivamente esercitate e dei relativi oneri, anche in considerazione degli svantaggi strutturali permanenti, dei costi dell’insularità e dei livelli di reddito pro-capite che caratterizzano il territorio regionale”.

Insomma, chi legge questo DEF si trova un Governo Regionale ritto in piedi, con la spada sguainata a difesa delle risorse dei Siciliani. Bravi!

Poi, però, non appena dalle parole si passa ai fatti, tutto svanisce e il leone si trasforma in coniglio. Il governo nazionale alza la voce e Crocetta risponde “obbedisco”.
La Legge di Stabilità appena approvata che dovrebbe dare attuazione a questo DEF è totalmente agli antipodi dello stesso. Nulla di tutto quello che si chiedeva in restituzione dallo Stato è stato ottenuto (probabilmente nemmeno richiesto) e il risultato è quello di una finanziaria rinunciataria e regressiva, che allontana la Sicilia dalla politica antirecessiva “predicata” da tempo da tutti coloro che sanno un minimo di economia.
Soltanto chi pensa che qualche taglio qua e là alla spesa corrente, come la riduzione di emolumenti a sindaci e consiglieri o l’adeguamento delle pensioni regionali o il risparmio sui forestali, possa aiutare a modificare la realtà può plaudire a questa manovra.
Ma chi sa un po’, ma proprio poco poco, di economia sa che questi e altri tagli, oltre che incoerenti con il DEF, alla fine allontaneranno la Sicilia dall’Italia, peggiorando nel frattempo i conti della Regione con i suoi debiti crescenti.

A questo punto sorge spontaneo un dubbio: ma questo DEF e questa Legge di stabilità sono stati sottoscritti dallo stesso Presidente e dallo stesso Assessore?

Si tratta di schizofrenia o di cosa?

No, non è schizofrenia. Il DEF è il sogno, la Legge di Stabilità è la realtà. E infatti, per riconciliare due cose impossibili, l’art. 33 della Legge di Stabilità dice che le disposizioni si attuano “nelle more della definizione dell’accordo” con lo Stato…..
Ecco, questa è la finanziaria “delle more”. Forse per ricordarci che siamo arrivati alla frutta…

6 maggio 2015

da fedro

Pronta la class actions per il viadotto della A19 crollato? di Massimo Greco, del 14.04.2015, martedì

Aprile 14, 2015 in Contributo da fedro

Ricevo e volentieri divulgo la riflessione dell’amico Massimo GrecoMASSIMO-GRECO-350

Pronta la class actions per il viadotto della A19 crollato?

di Massimo Greco

Mi chiedo cosa stiano aspettando le Associazioni dei consumatori nazionali e regionali a promuovere una o più class actions contro l’ANAS per i gravissimi danni che quotidianamente subiscono contribuenti, utenti, consumatori e cittadini tutti a seguito della chiusura dell’autostrada Palermo-Catania. I diritti individuali omogenei dei consumatori e degli utenti nonché gli interessi collettivi sono infatti tutelabili anche attraverso l’azione di classe, secondo le previsioni di cui all’art. 142-bis del Codice del Consumo. A tal fine ciascun componente della classe, anche mediante Associazioni cui dà mandato o comitati cui partecipa, può agire per l’accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni.
L’azione di classe ha per oggetto l’accertamento della responsabilità dell’ANAS e la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni in favore degli utenti consumatori.

L’ANAS, in quanto ente che ha in concessione dallo Stato l’autostrada A19, avrebbe dovuto prevenire un siffatto evento inserendo nella periodica programmazione degli interventi strutturali quelle opere di presidio idrogeologico necessarie per arginare una frana che non solo non risultava affatto imprevedibile ma che, al contrario, era stata diagnosticata e monitorata da diversi anni. In tale contesto, l’elemento della culpa in vigilando, necessario a saldare la connessione trifasica tra condotta, evento e danno, è tanto evidente quanto tristemente reale.

Mi auguro che questa volta i siciliani (e non solo loro), già puniti dalla cronica assenza di infrastrutturazione ferroviaria alternativa a quella stradale, non si accontentino delle annunciate dimissione del Dott. Ciucci che, ancorchè dovute, non servono certo a ristorare gli enormi danni individuali e collettivi causati.

 

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Forse bisognerebbe far sapere …, di Bruno L., del 18.03.2015, mercoledì

Marzo 18, 2015 in Contributo da fedro

Ricevo e divulgo la lettera che l’amico Bruno L. ha voluto indirizzarmi all’indomani del sit-in del 17 marzo 2015 … lettera che condivido pienamente in quanto rappresenta il mio stato d’animo … grazie Bruno!

“Caro Paolo,

condivido quanto scrivi e manifesti, ma forse dovremmo avviare una nuova stagione di comunicazione, di rinnovamento vero.

Dovremmo forse entrare più nel merito e far sapere alla gente, dal vicino di casa, all’imprenditore e pure al politico neofita di M5S, cosè e cosa è stata la L 10 per la riorganizzazione della Regione; quali i meccanismi contrattuali (forse perversi) hanno portato all’attuale situazione della dirigenza e del comparto, probabilmente l’un contro l’altro armato, ma tutti in un caos dettato da regole volute da questa politica, che nello spirito della legge doveva essere corresponsabile in un meccanismo di programmazione e di attuazione, e che, invece, ne è diventata ancora una volta e ancor di più, artefice unica e burattinaia di un sistema di favore a scapito degli interessi generali della collettività.

Caos che non fa altro che nascondere i veri problemi di questa Regione, quelli della gente comune e quelli interni alla Regione (quali disorganizzazione, assenza di piante organiche vere, efficaci e non frutto di esigenze specifiche, causa di disequilibri nella distribuzione di competenze, carichi di lavoro e personale; assenza totale di meritocrazia; tagli della politica a presunti sprechi, nel nome di una falsa spending review, effettuati con metodi a mannaia, senza alcuna logica; sprechi veri che, invece, rimangono tali, perchè frutto di accordi bipartizan; Dirigenti Generali ingessati, impossibilitati ad agire, perchè sprovvisti dell’accordo politico, ecc.).

Forse bisognerebbe far sapere alla gente come i sindacati, ormai tutti da rinnovare anch’essi, nelle idee e nelle persone, hanno in questi anni lavorato in accordo con questa politica e che solo da poco cominciano a muoversi, forse perchè finalmente consci e quindi preoccupati da cambiamenti pesanti e nuovi all’orizzonte, che li potrebbero coinvolgere da vicino.

Forse dovremmo far sapere che non è logico, nè giusto fare politica demagogicamente sparando a zero contro “l’impiegato regionale” in qualche caso ritenuto fannullone, in altri corrotto, senza fare distinzioni con quanti da sempre si impegnano, lavorano al meglio, sopperendo a tutte le carenze di un sistema colabrodo, magari mantenendo pure alti i livelli di spesa dei fondi comunitari .

Forse dovremmo far sapere alla gente che le nostre lotte non sono solo finalizzate ad evitare ulteriori tagli ai nostri “privilegi” (forse tagli in parte anche giusti, per un sistema sperequato), ma mirano solo ad ottenere un sistema migliore in cui lavorare bene e in cui anche la gente comune possa credere e riconoscersi.

Forse dovremmo far sapere che i tagli proposti da questa finanziaria potrebbero nascondere meccanismi assai diversi, probabilmente miranti a garantire (con i nostri soldi) la stabilizzazione di una categoria, quella del “precario” vessata da sempre, ma che raccoglie persone non sempre adeguatamente preparate, entrate senza concorso; categoria figlia di fallimenti di società e progetti regionali voluti anche da questa mala politica, ma che all’interno annovera anche fior fiori di professionisti e di persone che da decenni è stata mantenuta in situazione di precarietà con l’intento becero di mantenerne i consensi e i voti e che forse, invece, meriterebbe una strutturazione vera nei ruoli di questa Regione malata, senza ulteriori rinvii e prese in giro.

Forse dovremmo far sapere che questa Regione malata ha bisogno di essere riformata in maniera seria, forse ripensata totalmente, nell’organizzazione, nelle tecnologie e perfino nelle logiche, cercando realmente di tenere a mente che ogni nuova idea o nuovo progetto debba avere al centro l’esigenza della collettività, il bene comune e non di lobbies di potenti.

Solo così si può tornare ad essere competitivi con il resto d’Europa ed a far splendere il sole in questa splendida terra, assicurando un futuro per i nostri figli.

La gente comune paga i nostri stipendi e noi, da gente comune, questo non lo dobbiamo mai dimenticare!”

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Viva il Capo dello Stato … chiunque esso sia?, del 25.01.2015, domenica

Gennaio 25, 2015 in Contributo, Prima Pagina da fedro

Viva il Capo dello Stato … chiunque esso sia?
—
di Paolo Luparello
—
Sono settimane, se non mesi, che si lanciano come dadi sul tavolo i nomi di chi dovrà succedere a Giorgio Napolitano nella più alta carica istituzionale, quella di Presidente della Repubblica.Paolo a Marina di Cottone

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da fedro

Per riflettere, del 11.01.2015, domenica

Gennaio 11, 2015 in Contributo da fedro

In nome del proprio Dio l’uomo ha commesso i crimini più efferati  … e non da ieri … forse da sempre! Oggi il ricorso alla violenza viene condannato da tanti, quantomeno dai costruttori di pace, e di fronte alla violenza si deve essere uniti … ma quanta violenza può esserci nel fare oggetto di satira simboli e figure care a popoli, a parti di popoli, a singole persone?

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Beni culturali … un tesoro da scoprire! Gli auguri di Claudio Paterna, del 22.12.2014, lunedì

Dicembre 22, 2014 in Contributo da fedro

Ricevo e divulgo i graditi auguri del vulcanico e instancabile amico e collega Claudio Paterna che con gli auguri ci lancia una serie di stimolanti riflessioni!

“QUANTO HO RIPORTATO SOTTO RELATIVAMENTE AI FONDI EUROPEI NON SPESI DALLA SICILIA-CHE AVREBBERO POTUTI ESSERE IN GRAN PARTE INVESTITI NELLA viabilità,nelle infrastrutture turistiche e nel RECUPERO DEI BENI CULTURALI-FA IL PAIO CON LE DICHIARAZIONI DI VITTORIO SGARBI -CHE CON TUTTI I SUOI LIMITI CARATTERIALI CONOSCE COMUNQUE LA SICILIA:”Solo una classe politica di imbecilli può tenere chiusi i musei” e più avanti nell’intervista al Giornale di Sicilia del 17 dicembre scorso-“Il governatore Crocetta non ha risolto il problema e questa è una sconfitta per la Sicilia, IL LUOGO Più BELLO DEL MONDO:avrei portato l’esercito pur di aprire i musei,o i carabinieri in pensione o i volontari… ma avrei garantito l’apertura!  Paterna Leggi il resto di questa voce →

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A Natale Crocetta pensa ai dipendenti della Regione …, del 18.12.2014, giovedì

Dicembre 18, 2014 in Contributo, Prima Pagina da fedro

Un lettore del nostro blog ci ha fatto pervenire quello che dovrebbe essere l’articolato del disegno di legge di stabilità 2015 riguardante il personale regionale in servizio e in quiescenza. Non saprei dire se si tratta della prima o dell’ultima versione ne se questo articolato vedrà mai la luce … basterà attendere qualche giorno o qualche mese.Fortune teller

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Trivellazioni offshore nel Mediterraneo … un affare per chi?, del 02.12.2014, martedì

Dicembre 2, 2014 in Contributo da fedro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo inviatoci dall’amico Calogero Gambino che affronta un tema di attualità e che forse è stato trattato con troppa faciloneria … a leggere certi resoconti giornalistici! Sicuramente il governo regionale avrà preso in considerazione tutti gli aspetti che l’amico Calogero esamina nel suo articolo e non saranno state, certamente, le solite pulsioni “pecuniare” ad aver guidato l’azione del governo. L’articolo mette in luce una serie di pro e contro, più i secondi per la verità, che possono costituire la base per un interessante confronto … anche in un prossimo incontro di “Perchè no…qualcosa si muove” … per il momento ringrazio Calogero per il suo contributo, buona lettura!

Trivellazioni offshore nel Mediterraneo – Spunto per una riflessione, di C.Gambino

  1. Interessi contrapposti

Nell’aprile 2012 la Commissione Ambiente dell’UE, pubblicò l’articolo “Offshore exploration and exploitation in the Mediterranean – Impacts on marine and coastal Environments” (1)  nel quale, tra l’altro, si riferiva che molti degli impatti delle attività offshore sull’ambiente marino sono incerti, dovuti alle complesse interazioni tra le differenti specie dell’ecosistema marino e le difficoltà associate con la conduzione di ricerche scientifiche nelle profondità marine.piattaforme_petrolifere

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Crocetta non conosce lo Statuto regionale e non solo lui!, del 26.10.2014, domenica

Ottobre 26, 2014 in Contributo da fedro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo dell’amico Massimo Greco a proposito del fatto che il tetto retributivo dei dirigenti della Regione Siciliana non può essere inferiore a quello dei dirigenti dello Stato … per leggerlo clicca su … http://liberamente-enna.it/il-tetto-retributivo-dei-dirigenti-della-regione-siciliana-non-puo-essere-inferiore-a-quello-dei-dirigenti-dello-stato.php

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Politica è anche immaginare cosa fare in Sicilia, del 18.10.2014, sabato

Ottobre 18, 2014 in Contributo, Incontri, Noi la pensiamo così da fedro

Nel corso dell’ultimo incontro dedicato al confronto sulla possibilità di far nascere un movimento politico all’insegna de “La Regione che vorrei, esercitazioni di buona amministrazione” del 13 ottobre, gli amici che sono intervenuti hanno esposto le proprie idee e su quelle abbiamo discusso. Sinteticamente dei contenuti dell’incontro ho già riferito nel post dedicato e qui desidero soltanto evidenziare alcuni documenti che mi sono stati segnalati e che possono costituire spunto per delle interessanti iniziative destinate a intercettare specifiche fasce di turismo.terra bellissima

Un primo documento segnalato da Dario D. è la tesi di laurea dal titolo “Valorizzazione del paesaggio agrario di pertinenza della Valle del Simeto del neo dottore Pasquale Sinatra

nella quale viene proposto un interessante modo di fruizione del territorio sull’esempio delle “Greenway”. Il lavoro realizzato dal dott. Sinatra è veramente interessante e dovrebbe costituire la base per un progetto conoscenza diffuso su tutta la Sicilia e l’avvio della realizzazione di una serie di interventi progettuali in grado di rendere gli itinerari veramente fruibili e in grado di valorizzare tutte le potenzialità. Veramente utile e molto puntuale la descrizione dei diversi itinerari individuato in quel territorio.

La tesi è pubblicata sul blog http://www.valledelsimeto.it/ e per raggiungere il documento basta cliccare sul link che segue http://goo.gl/wUPD4b

Un altro documento è segnalato da Calogero G. è riguarda le tante “opere di sbarramento” (dighe) presenti in Sicilia, alcune vecchie anche di secoli, a partire dalle quali potrebbe essere portato avanti un progetto di valorizzazione, in termini di fruzione, che dovrebbe essere coniugato con le opere di manutenzione e di gestione per quelle dighe che ancora esercitano la loro indispensabile funzione (acqua potabile, irrigazione, regimazione delle acque). L’invito alla lettura dell’articolo “Tracce di antiche opere di sbarramento nei giardini paradiso” (“Per lungo tempo la letteratura tecnica di settore ha ritenuto la Sicilia esente da dighe antiche. Occorre precisare che l’ambiente tecnico classifica come antiche tutte le dighe costruite in epoca pre-romana e romana, fino a quelle antecedenti l’ultimo quarto del XIX secolo, in cui ebbe principio il dimensionamento del corpo di ritenuta su basi scientifiche.”) che è disponibile sull’interessante sito web http://www.salvarepalermo.it/ al seguente link http://goo.gl/4FC0TY .

Calogero G. mi ha fatto pervenire un altro interessante documento dal titolo “TRACCE DI ANTICHI MANUFATTI IDRAULICI MINORI IN SICILIA (VESTIGES OF ANCIENT MINOR HYDRAULIC ARTIFACTS IN SICILY)” pubblicato sulla rivista dell’Associazione Idrotecnica Italiana, L’Acqua, è per il quale mi farà sapere se è possibile pubblicarlo o renderlo disponibile sul blog della nostra Associazione.

Gli incontri de “La Regione che vorrei, esercitazioni di buona amministrazione” sono un arricchimento e l’occasione di approfondire temi che non avremmo immaginato!

Grazie a Dario D. e a Calogero G..

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La Regione che vorrei, Io ci sto!, del 30.09.2014

Settembre 30, 2014 in Contributo da fedro

Riceviamo e pubblichiamo

“Caro Paolo e cari amici,

la evoluzione dell’associazione verso un movimento politico che, oltre a discutere, vuole impegnarsi a costruire la Sicilia che vogliamo, mi ha fatto superare ogni ulteriore remora circa l’opportunità di aderire alla Vostra Associazione. I miei changeattuali impegni di componente del coordinamento della dirigenza regionale  della xxx  e nel movimento politico SICILIA “SI”, mi avevamo suggerito un attimo di riflessione prima di decidere di venire anche da voi. La stima personale nei confronti di Paolo, conosciuto ai tavoli di contrattazione sindacale, e la condivisione totale delle vostre idee, progetti e programmi per contribuire a costruire una Sicilia migliore, più moderna e più trasparente, insomma LA SICILIA CHE VOGLIAMO, mi hanno oggi fatto decidere l’adesione. Quindi, se vorrete, da oggi farò parte della Vostra associazione per dare il mio modesto contributo di impegno e di idee.
Io credo che la contaminazione delle idee positive sia l’antidoto migliore per combattere la mala politica e l’anti politica. Un dovere civico nei
confronti dei nostri figli e delle giovani generazioni.
Cari Saluti e Buona Settimana

Franco S.”

Che dire … grazie Franco!

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Dedicata a un podista, del 27.09.2014, sabato

Settembre 27, 2014 in Contributo da fedro

“Le cose cambiano”

di Adele Musso

Sono uno sportivo, un funzionario pubblico con il pallino della corsa e dopo aver macinato 24 km e sei di risalita poco ci manca che non mi appaiano l’arcangelo Gabriele e una schiera di Santi che suonano le trombe del giudizio; d’abitudine entro nel santuario più per riprendere fiato che per devozione prima di affrontare la discesa. Siedo su una delle panche in fondo per non disturbare, anche se oggi non c’è nessuno … è ancora presto. Bevo un sorso dalla mia borraccia rilasso le gambe e chiudo gli occhi. Delle voci inaspettate interrompono il mio riposo. –

Io me ne vado!
No, ma dove vai? Non puoi farlo!
Un coro metallico come di campanellini risuona argentino nell’antro poco illuminato. Dirigo lo sguardo in direzione del suono e vedo un agitarsi di nastrini azzurri e rosa attaccati a centinaia di piastrine sulle quali cuori, polmoncini, occhi, teste gambine e gambone fanno mostra di se sulle umide pareti. E’ un crescendo vibrante. L’anatomia del dolore sanato si fa unico corpo, unica voce, avverto anche un piccolo spostamento d’aria che spezza l’immobilità sacrale, l’atmosfera da rarefatta si fa densa. Per un istante mi chiedo se forse l’ictus che sta dietro l’angolo dei freschi cinquantenni, non stia bussando alla mia teca cranica o se non stia esagerando con queste cronoscalate come spesso mi rimprovera mia moglie, il dubbio sparisce subito perché la curiosità soverchia la ragione e voglio capire cosa accade.
Non è possibile, non si può fare, non è previsto, non è mai accaduto! La voce sembra provenire da un polmone gigante in argento sbalzato che usa tutto il fiato che gli è rimasto.
Io mi rannicchio nella panca troppo spaventato perché muova anche un solo muscolo e mi rendo conto che sotto la mia bandana gialla, i pochi capelli rimasti, si sono messi sull’attenti.
Ebbene accadrà adesso, le cose cambiano, e poi ormai ho deciso. Nulla potrà farmi recedere da questa posizione. Io sono una che quando si mette in testa una cosa difficilmente cambia idea. – E così dicendo la vedo strapparsi con veemenza la coroncina di rose che porta sui capelli sin dalle prime immaginette. Mi stropiccio gli occhi, li chiudo, li riapro, la scena non è mutata.
– Via queste rose appassite! Qualcuno avrebbe dovuto comprendere che sarebbe finita così. Ma qui questo qualcuno o è sordo o finge di non sentire, o è cieco o finge di non vedere. E come si possono concedere grazie a chi non ne ha bisogno? E dire che io non sono una che si fa pregare troppo, avrei restituito udito e vista, sono una brava, non ho iniziato con una cosetta mica da poco. La peste miei carucci e me la sono cavata alla grande, ma questi qua non sono interessati ai miracoli, non li riconoscono neanche se ci sbattono contro. Al giorno d’oggi ci sono medici che operano miracoli, quelli compiacenti ed è un fioccare di pensioni, molto meglio invalidi che sani come pesci.
A me erano rimaste le vecchine che si mettevano qua a litaniare, uno scassamento che non vi dico, che poi anche voi ormai siete sempre gli stessi e non avete più argomenti di conversazione. Vi state arrugginendo.
La sento parlare confusamente mentre infila in una sacca di stoffa un abito scuro, la coroncina alla quale in fondo è parecchio affezionata e il vecchio teschio che la fissa stupito dalle orbite vuote, il compagno di tutta una vita.
Rosalia ma dove andrai? Altra vibrazione metallica. Che ne sarà di loro? Ci hai pensato?
Altroché se ci ho pensato questa città non ha più bisogno di me. Ci sono altri santi da pregare, di quelli che non stanno in Paradiso. Santi da poltrona, altro che San Giovanni decollato, Sant’Onorevole incollato all’ Assemblea. Anch’essi ricevono gli ex-voto, anzi voti e li ripongono in altri santuari. Ma dove è il mio bastone? Ah eccolo, questo me lo porto sono troppo acciaccata dall’umidità di questa grotta e dalla posizione demente che mi hanno imposto, io che da viva ho sempre riposato a pancia sotto, ho il gomito ingrippato.
Afferra un altro sacco, e in quello la vedo riporre alla rinfusa l’oro e i gioielli donati negli anni dai devoti panormiti e limitrofi.
Alcuni avevano un gusto pessimo in fatto di gioie, posso finalmente dirlo, mi sento libera. Mi portavano il loro ciarpame, gli scarti del monte di pietà.
Penseranno che siano venuti i ladri! – stavolta la vocina proviene da una bocca d’argento. –
Ah, ah! Certo che sono venuti i ladri, delinquenti d’ogni risma, i più laidi quelli che si battevano il petto con la pistola in tasca, in combutta con i colletti bianchi che hanno fatto sacco della mia città, che i pirati erano brava gente a confronto, predoni senza coscienza loro. Non è rimasto nulla.
Nessuno si stupirà della teca vuota e della sparizione dei gioielli, penseranno a un furto e in breve mi sostituiranno, non abbiate timore, non rimarrete soli a lungo. Si farà una gara, un bando per trovare un nuovo Patrono, per questa città allo sbando. Vincerà qualche raccomandato, chi saprà fare la migliore offerta, prometterà lavoro per tutti, ripulirà l’aria e le vasche di Bellolampo, ricresceranno gli alberi tagliati in sacrificio del Dio Tram, e torneranno in piedi tutte le palazzine fatiscenti così nessuno si farà male al prossimo crollo. Io ho chiuso.
E la processione? Quando si è detto mai di un carro vuoto senza la sua Santa? Non ci pensi ai babbaluci che non usciranno più dai gusci, ai mulunari senza clienti, alle strade pulite perché nessuno mangerà calia e semenza? E i fuochi, i fuochi d’artificio?
Zitti state! Andateci voi per le strade con il caldo che fa il quindici luglio solo perché il sindaco di turno possa pavoneggiarsi istupidire il popolino e permettere a quattro ricconi di fare un giro in barca per vedere i fuochi dal mare che fa tanto chic. Ed io sballottata come un naufrago a destra e a sinistra che poi ormai sono la stessa cosa.
Vorrei dire qualcosa anch’io, unirmi a questo coro dimentico dell’assurdità della situazione, improvvisamente consapevole dell’imminente fuga della Santuzza. Ma resto muto. In fondo so che ha ragione. Mi vergogno dei miei concittadini, mi vergogno e basta.
Per un istante sembra che Rosalia rifletta sulle parole appena pronunciate che la colga la nostalgia, che si possa riaccendere la speranza, ma è donna di sostanza e di rigore, rivolge un ultimo sguardo alla sua casa adottiva, alza la mano in segno di saluto agli ex voto che le rispondono vibranti di rassegnazione. A me si accappona la pelle. Un’unica ardita bocca piccolina affranta le chiede ancora: dove andrai? Lei sistema bene le sacche sulle spalle: per prima cosa andrò in uno di quei negozi Compro- vendo oro quelli che sono spuntati come funghi velenosi in tutta la città, ho bisogno di contante, quelli non ti guardano in faccia e ti pagano subito. Agata ha prenotato una crociera per i fiordi norvegesi, è allergica alle ceneri laviche e non ne può più del caldo, ha cercato di farlo capire in tutti i modi ai catanesi, ma loro duri sono. Se il clima ci piace, restiamo là.
Mi do una manata sulla fronte improvvisamente illuminato. Minchia ora che ci penso anch’io ho diversi giorni di ferie arretrate! Credo di avere bisogno di una vacanza.

Una riflessione dell’amico Massimo Greco su ‘Il “Piano Giovani” per obbligo istituzionale andava affidato alla società e-Servizi, non esternalizzato ad Italia Lavoro. L’operazione non è legittima e si profila il danno erariale’, del 12.08.2014

Agosto 12, 2014 in Contributo da Giovanna Maria Abruscato

Riceviamo dall’amico Massimo Greco e divulghiamo …

 

‘Il “Piano Giovani” per obbligo istituzionale andava affidato alla società e-Servizi, non esternalizzato ad Italia Lavoro. L’operazione non è legittima e si profila il danno erariale’

( http://www.ilcaleidoscopio.info/Notizie_il_piano_giovani_obbligo_istituzionale_andava_affidato_alla_societ__e_servizi_non_esternalizzato_ad__italia_lavoro_l_operazione_non___legittima_e_si_profila_danno_erariale?idNews=def72e7b-04cb-4825-ae99-4e295cb9dfa5#.U-m8SuOqlgt )

 

“Neanche la calda estate siciliana riesce ad assopire le polemiche settimanali che infiammano l’agire politico ed amministrativo del Governo Crocetta. La vicenda della gestione del “Piano Giovani” e del connesso “click-day” rappresenta la cartina al tornasole di un “fare politico” che non riesce più ad incanalarsi sui binari del buon governo…”

 

MASSIMO-GRECO-350

da fedro

Filippo Basile, noi lo ricordiamo volentieri!, del 06.07.2014, domenica

Luglio 6, 2014 in Contributo da fedro

Filippo Basile. Sono passati già 15 anni da quel 5 luglio del 1999. Non sempre ho partecipato agli eventi che di anno in anno ne hanno ricordato il sacrificio. Da alcuni anni partecipo al momento di raccoglimento che alcuni di quelli che furono i suoi collaboratori più stretti organizzano sul luogo dell’omicidio che oggi è a lui dedicato … ore 15,30, 5 luglio, Largo Filippo Basile. Credo che sia uno degli eventi più sentiti e carico di emozioni al quale avrei mai immaginato di partecipare. Lontano da microfoni e da riflettori. Solo persone che hanno conosciuto Filippo Basile personalmente o per il tramite di chi lo ha conosciuto. Sole alto nel cielo. Caldo asfissiante. Non un angolo d’ombra.lutto La macchina di Filippo Basile che lì posteggiava doveva essere un forno. Non credo che si possano avere preferenze sul dove finire la propria esistenza … ma sono certo che non sono quelle che l’assassino ha scelto per Filippo Basile. Il ricordare alla stessa ora, nello stesso giorno e nello stesso luogo la morte di Filippo Basile è un modo per rivivere quelli che furono gli ultimi momenti della sua esistenza.

Nella mattinata del 5 luglio si succedono negli anni le commemorazioni “ufficiali”!

Quest’anno la ricorrenza è caduta di sabato, sarà successo anche negli anni passati. Quest’anno il collega Nino Cangemi ha fortemente voluto che anche di sabato 5 luglio si sarebbe dovuto commemorare ufficialmente Filippo Basile. C’era molta preoccupazione sulla risposta che sarebbe venuta soprattutto dai colleghi.

E’ andata bene. La Sala gialla di Palazzo dei Normanni si è riempita. Il Governo regionale era presente con l’assessore alla funzione pubblica e con un delegato dell’assessore all’economia. Era presente anche il dirigente generale della funzione pubblica. Erano presenti anche alcuni rappresentanti sindacali. Erano anche presenti dei simboli importanti delle vittime della violenza mafiosa … la vedova di Libero Grassi e i genitori dell’agente Agostino. Filippo Basile non avrebbe potuto avere migliore riconoscimento.

Di Filippo Basile ricordo la voce. Prima ancora che ci conoscessimo conoscevo la sua voce perchè ascoltavo sprazzi di conversazioni tra lui e una collega con la quale svolgeva insieme alcuni incarichi ispettivi … le nostre stanze erano confinanti. Poi ci conoscemmo per la comune adesione all’associazione dirigenti … io ero il suo sindacalista. Collaborammo a un progetto formativo che butto le basi per la creazione del sistema informatico dell’assessorato agricoltura … formammo amministratori di rete e sviluppatori di software … fu una bella esperienza. Con lui parlavo spesso della legge di riforma della dirigenza e del recepimento del d.l.ivo 29/93 … non riuscì a conoscere la legge regionale 10 del 2000 … probabilmente non gli sarebbe piaciuta.

Noi dipendenti della Regione Siciliana e della Pubblica Amministrazione in generale dobbiamo essere orgogliosi di colleghi come Filippo Basile … una persona perbene … non era un funzionario grigio … era simpatico e “giocava” con la sua aria seriosa. Al prossimo anno Filippo!

da fedro

Lettera aperta “Le nuove nomine dei Beni Culturali in Sicilia”, di Agata Villa

Luglio 3, 2014 in Contributo da fedro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la Lettera aperta “Le nuove nomine dei Beni Culturali in Sicilia” dell’amica e collega AGATA VILLA, Dirigente Archeologo Classico dell’Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana … il cui contenuto condividiamo in toto!

“Le recenti nomine ai vertici degli Istituti dell’ Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia offrono lo spunto per tornare a riflettere su un tema non indifferente, legato al ruolo, alle responsabilità e alla continuità dei dirigenti dei Beni Culturali. acroliti

Mentre nello Stato è garantita in linea generale una continuità nell’espletamento delle attività connesse al proprio incarico, nella regione Sicilia -come dimostrano le recenti nomine- in virtù di un avvicendamento considerato opportuno, tale continuità è stata messa in crisi.
In merito a ciò si ritiene di dovere segnalare alcune criticità derivanti da questa prassi, nell’ottica di apportare un contributo costruttivo al dibattito sul ruolo della dirigenza dei Beni Culturali.
La durata così breve del precedente incarico (due anni, con una proroga di un altro anno) non ha consentito ai dirigenti responsabili di portare a compimento la gran parte di progetti e iniziative che, in molti casi, hanno comportato complessi, difficili e lunghi procedimenti di avvio. In realtà il periodo è comunque troppo breve per concludere qualsiasi tipo di programma. Vorrei sottolineare che, nell’ambito dei Beni Culturali, prima di elaborare un progetto o intraprendere un’azione di tutela, conservazione o valorizzazione, quasi sempre è necessario un lungo lavoro di studio, di ricerca, di contatti con studiosi e specialisti, di elaborazione di dati e di aggiornamento delle proprie conoscenze.
Non si è tenuto conto, in alcuni casi, di una continuità che era opportuno garantire ai fini del buon andamento delle attività in corso e quindi dei vantaggi per l’Amministrazione in termini di risparmio di tempi e di energie.
Le continue variazioni ai vertici degli Istituti si ripercuotono negativamente sulle relazioni intrattenute con enti, uffici, partners esterni, i quali perdono improvvisamente i loro punti di riferimento e sono costretti inevitabilmente a ricominciare tutto ex novo. Tali cosiddette “rotazioni”, infatti, non costituiscono un valore in sé, ma dovrebbero essere prese in considerazione nei casi di criticità, di palesi inefficienze e, comunque, valutando le specificità delle attività in corso e, dunque, decidendo caso per caso.Maresole
Riguardo ai dirigenti ” over 60” ci si aspetterebbe una politica tesa a favorire la conclusione, il compimento di attività e di percorsi intrapresi, mettendo a frutto l’esperienza accumulata e non una brusca interruzione, con conseguente mortificazione sul piano professionale.
Non sono chiari e trasparenti i criteri di scelta adottati per le singole assegnazioni (gli articoli apparsi sulla stampa hanno ampiamente segnalato le nomine fatte sulla base di appartenenza politica). Per la direzione di un museo o di un parco archeologico, ad esempio, ci si aspetterebbe che venissero privilegiati dirigenti con un curriculum compatibile con gli incarichi da svolgere. Il criterio che bisognerebbe applicare sopra ogni altro è sicuramente quello del merito, che va riconosciuto e valorizzato, considerando la professionalità, la competenza, la preparazione specifica, le esperienze pregresse, la qualità delle prestazioni effettuate e delle attività in corso di svolgimento.
Va stigmatizzata una evidente confusione di ruoli (che invece vanno chiaramente distinti secondo quanto prevede la normativa vigente) fra Assessore, che in questo caso può solo manifestare un indirizzo da adottare in linea con una esigenza di rinnovamento e di cambiamento, e Dirigente Generale, al quale si attesta l’atto di scelta e di nomina dei dirigenti.

Palermo, 3/7/14 “

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