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Il prossimo incontro di Perché no… “L’illegittimità al vertice della Regione?” … un caso di studio, del 12.10.2014, domenica

Ottobre 12, 2014 in Incontri, Prima Pagina da fedro

 

Affermare che si è contro ogni forma di illegalità e di illegittimità quando si è una organizzazione, privata o pubblica, troviamo che sia una banalità … tranne che l’organizzazione di cui si parla non sia dedita al crimine. Ma se parliamo di una impresa o di una Pubblica Amministrazione come si può immaginare che i principi di legalità e di legittimità non siano i cardini del normale agire? L’imbattersi in fenomeni contrari alle leggi e ai codici, in questo tipo di organizzazioni, perchenologo_grappresentano, o lo dovrebbero rappresentare, degli episodi isolati avverso i quali vanno adottati i provvedimenti del caso. Provvedimenti che dovrebbero colpire i fenomeni di violazione delle leggi e dei codici e porre in essere, nel caso di fenomeni diffusi, degli interventi di controllo interno in grado di verificare le ragioni della loro insorgenza e di evitare che si possano ripetere.

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Insieme possiamo, di Paolo Luparello, del 05.10.2014, domenica

Ottobre 5, 2014 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

In questi giorni ho rivisto le risposte che mi sono pervenute a seguito della provocazione che ho lanciato a fine maggio sulla idea di mettere in campo un movimento politico per il bene comune e per la buona amministrazione.

Rileggere quelle risposte è stato positivo e mi ha confortato nel voler portare avanti i miei propositi.Paolo a Marina di Cottone

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Il progetto “La Regione che vorrei” è partito … partecipa anche tu!, del 29.09.2014, lunedì

Settembre 30, 2014 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Oggi pomeriggio abbiamo cominciato a parlare di politica. Insieme a poche amiche e amici ci siamo riuniti in una caffetteria palermitana e abbiamo cominciato a confrontarci sulle ragioni del percorso politico che ci accingiamo a intraprendere. Siamo perfettamente consci del fatto che non sarà facile ma siamo stanchi di assistere allo spettacolo che la politica regionale da di sé. Peggio non potremo fare, quantomeno sul piano della proposta.positivo

Siamo dei cittadini che hanno maturato delle esperienze professionali di un certo rilievo e che potrebbero dedicare il proprio tempo libero alla famiglia e agli hobbies. Ma ci rendiamo conto che troppi cittadini hanno preferito non occuparsi di politica e i risultati sono che della cosa pubblica si occupano troppi carrieristi e narcisi che del bene comune non importa molto.

A noi del bene comune invece importa e vorremmo provare a proporre un progetto e una visione di Sicilia che possa dare occasioni e opportunità a chi non accetta che occasioni e opportunità debbano essere trovate lontano dalla Sicilia e che siano determinate soltanto da padrinaggi e sponsorizzazioni e non dall’esercizio legittimo di un proprio diritto.

La Sicilia non è una landa desolata. La Sicilia è una terra ricca di risorse che è stata mortificata da troppi amministratori che hanno pensato soltanto al potere e al consenso piuttosto che alla creazione di ricchezza attraverso la valorizzazione del proprio potenziale.

Ci aspetta tanto lavoro. Un lavoro fatto di analisi e di confronto, di ascolto e di dialogo, di elaborazione e di sintesi. Abbiamo tante idee e tante idee ci piacerebbe che ci venissero suggerite da chi vorrà partecipare a questo percorso.

Oggi siamo pochi. Molti preferiscono stare alla finestra e osservare quello che facciamo. Ogni momento sarà buono per farsi avanti … vi aspettiamo.

Oggi abbiamo parlato di assetto istituzionale e di fiscalità … alcuni amici approfondiranno questi temi. Speriamo che altri amici accettino di approfondire altri temi!

Lunedì prossimo sarò disponibile per un altro incontro e così tutti i lunedì a seguire fino a quando saremo pronti per un evento pubblico nel corso del quale cominceremo a presentare le prime elaborazioni.

Chi fosse interessato a partecipare agli incontri di “La Regione che vorrei” scriva a info@perchenosicilia.org

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Perché no, E se valutassimo noi il Governo regionale?, del 28.09.2014, domenica

Settembre 28, 2014 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Ci avviamo ai primi due anni del mandato di presidente della Regione Siciliana dell’on.le Crocetta. Non sarebbe ora di fare qualche bilancio?palette

Il personale della Pubblica Amministrazione dovrebbe essere valutato ogni anno.

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A proposito del Segretario generale della Regione Siciliana, di Paolo Luparello, del 03.09.2014, mercoledì

Settembre 3, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Qualche tempo fa si parlò sulla stampa della vicenda dell’attuale Segretario generale della Regione Siciliana, dott.ssa Monterosso, riguardo al ricorso presentato da due ex dirigenti generali in ordine alla legittimità della sua nomina e al pronunciamento del TAR che, di fatto, bocciò il ricorso.

Quello che però sfuggì ai più, e questo lo si può anche desumere dai commenti all’articolo di LinkSicilia (http://www.linksicilia.it/2014/05/dirigenti-generali-della-regione-illegittimi-la-sentenza-del-tar-sicilia-testo-integrale/), fu il fatto che il ricorso respinto dei due dirigenti regionali non comportava automaticamente che la nomina della dott.ssa Monterosso fosse legittima, merito nel quale il TAR non entrò.

Probabilmente la materia attirò l’attenzione da parte degli addetti ai lavori, ma non certo dell’opinione pubblica “generalista” che  probabilmente classificò la materia come “beghe tra dirigenti aspiranti a un posto al sole”!

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La Sicilia che vogliamo, di Paolo Luparello, del 22.08.2014, venerdì

Agosto 22, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Care amiche, cari amici,
perchè dedicare le proprie energie alla realizzazione di un progetto politico?Paolo a Marina di Cottone

Bella domanda.

Proviamo a trattare questa domanda come un bilancio, da un lato le uscite e dall’altro le entrate.

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La newsletter di Perchè no…, del 03.08.2014, domenica

Agosto 4, 2014 in Newsletter, Prima Pagina da fedro

Per cancellarti dalla lista di distribuzione clicca QUI (http://www.perchenosicilia.org/cancellazione-newsletter/)

Newsletter a diffusione limitata

In fondo alla newsletter gli ultimi post pubblicatiperchenologo

Care amiche, cari amici,
l’estate spero vi abbia distratti dal seguire le vicende nel nostro governo regionale … seguirne le gesta non è certo edificante. Aspettiamo adesso di conoscere cosa passerà indenne dal Commissario dello Stato di quella che doveva essere la solita finanziaria rivoluzionaria e che alla fine si è trasformata nel solito conto della serva … pazienza!
Buona continuazione di ferie o di lavoro … fate voi!
Paolo Luparello

P.S. Se apprezzate il nostro impegno fate girare questa mail tra i vostri amici sperando che possano diventare anche i nostri amici!

P.P.S. Abbiamo bisogno che ognuno di noi faccia qualcosa e questo qualcosa può partire da … “Perchè no…qualcosa si muove” vi chiede un aiuto!, del 01.12.2013, domenicahttp://lnkd.in/dyqwKMG … contiamo anche su di voi!

P.P.P.S. Vi chiediamo un favore … partecipate al sondaggio che trovate sulla home page del nostro blog, sotto il titolo nella colonna di destra … fino a questo momento hanno votato 175 persone e il giudizio sembra unanime … ma voi potrete fare la differenza!.

Gli ultimi post

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La spending review di Perchè no…, del 29.07.2014, martedì

Luglio 29, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Tentare di capire quale sia il disegno strategico del governo Crocetta non è facile. Soltanto menti sopraffine possono essere in grado di intuire cosa si cela dietro quelle frasi volutamente criptiche e infarcite di improbabili soluzioni grammaticali utilizzate bellapposta per distrarre gli interlocutori … e di menti sopraffine in giro, di questi tempi, ce ne sono proprio poche!trinacria

Professionisti esterni

Una delle tante cose sulle quali le menti non sopraffine si arrovellano è quale sia il motivo per cui si ricorre a tre

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Noi di “Perché no…” facciamo politica, del 08.07.2014, martedì

Luglio 8, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

All’invito-provocazione che ho lanciato alcune settimane fa continuano ad arrivare delle risposte. Prevale lo scetticismo ma c’è anche una disponibilità a comprendere in che modo una associazione come la nostra possa fare politica.
Molti di noi fanno già politica. Politica la si fa attraverso il confronto quotidiano, anche tra di noi, sui tanti temi che ci riguardano come cittadini e come funzionari della Pubblica Amministrazione, la si fa nell’esercizio delle nostre Paolo a Marina di Cottonefunzioni nella misura in cui esercitiamo quei margini di discrezionalità nella programmazione e nell’attuazione delle politiche pubbliche e della erogazione dei servizi, la si fa se si è impegnati nel sindacato. La nostra quotidianità è permeata di politica, ma a molti questo sfugge.
Una parte di noi fa anche quella che viene canonicamente riconosciuta come politica attraverso l’adesione a partiti o movimenti. Diversi sono o sono stati consiglieri comunali o provinciali, deputati regionali o nazionali, sindaci, presidenti e assessori, dirigenti di partito, qualcuno anche portaborse. Questo impegno politico non è però stato indirizzato al contesto istituzionale della Regione Siciliana. Ognuno ha guardato alla Regione, se vi ha guardato, come un possibile serbatoio di potenziali elettori o come un terreno di conquista nel quale scalare posizioni di rilievo.
Noi guardiamo alla Regione Siciliana come a una organizzazione dalle notevoli potenzialità. Una organizzazione che non aspetta altro che liberare le proprie migliori energie per provare a far crescere la comunità siciliana.
Noi guardando alla Regione Siciliana pensiamo a cosa possiamo fare per utilizzare al meglio tutti gli asset di cui dispone nell’interesse comune di tutti i siciliani.
Tranne brevissime parentesi che hanno visto alla guida della Regione e di alcuni assessorati figure di autentico valore, per troppi decenni hanno prevalso figure mediocri non all’altezza dei ruoli di governo ricoperti. I risultati sono sotto i nostri occhi! Pochi si sono arricchiti. Tanti continuano a pietire con il cappello in mano.
Ci può essere un futuro diverso? La strada che stiamo seguendo è destinata inesorabilmente a condurci al fallimento?
Come possiamo rassegnarci a un destino fatto di povertà, di emigrazione e di nuovo feudalesimo composto dalle caste dei nostri giorni (politici, mafiosi, alta burocrazia, magistrature di ogni ordine e grado, pseudo imprenditoria, organizzazioni di categoria, professionisti … e ne dimentico qualcuna!).perchenologo
Se oggi Crocetta è al governo e il Movimento 5 Stelle è la principale forza d’opposizione in Sicilia non lo si deve alla volontà di tutto il popolo siciliano che è andato a votare ma alla sua maggioranza che non si è recata alle urne e che ha permesso l’affermazione del voto di protesta.
La politica che noi proponiamo è una politica fatta di progetti semplici, progetti fatti per le persone, progetti in grado di far tornare la voglia di credere in qualcosa. Progetti che non si arenino per i veti delle troppe lobbie che bloccano qualsiasi attività produttiva e sociale.
Noi vorremmo provare a elaborare questi progetti. Vorremmo che chi ha delle idee le tiri fuori e provi a costruire insieme a noi un modello nuovo di sviluppo. Un modello che si faccia carico di tutti e non soltanto di pochi.
Che senso ha spendere cifre da capogiro in centri medici di alta specializzazione quando in tanti presidi ospedalieri manca il minimo indispensabile?
Che senso ha immaginare l’alta velocità quando non si hanno i soldi per manutenere le infrastrutture esistenti che poi collassano (forse anche perchè realizzate dovendo mettere in conto tangenti e pizzo)?
Qualcuno potrà dire “Ma allora immaginate una Sicilia arretrata e destinata all’emarginazione”? Noi diciamo che in 60 anni si sono sperperati miliardi e miliardi, prima di lire e oggi di euro … con quali risultati? E se cambiassimo registro? E se provassimo a immaginare un nuovo modello di sviluppo? Troppa fatica … vero?
Ma noi siamo quelli di “Perchè no…” e ci vogliamo provare!

 

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Corte dei Conti, Sicilia, E se leggessimo bene la “parifica 2013”?, del 06.07.2014, domenica

Luglio 6, 2014 in Cronache dal Governo, Prima Pagina da fedro

Leggere i documenti prodotti dalla Corte dei Conti siciliana a corredo del giudizio di parifica per il bilancio 2013 non è una attività da poco. Si tratta di centinaia e centinaia di pagine non tutte di facile comprensione per i non addetti ai lavori. Eppure per alcuni giorni la stampa si concentra solo su alcune notizie … quelle più gradite ai lettori siciliani e cioè le solite valutazioni sul costo del personale regionale e sul numero di dipendenti e dirigenti in particolare.CORTE-DEI-CONTI

Noi proveremo a fare una analisi più ragionata, cosa che ci prenderà un po’ più di tempo ma che ci permetterà di comprendere meglio cosa non funziona nella gestione delle risorse pubbliche da parte di tutti i diversi attori del sistema, siano essi la Regione, gli Enti locali, le strutture sanitarie e altro ancora. Ci piacerebbe che anche su questi attori si concentrasse l’attenzione della magistratura contabile … ma forse la stampa ama soltanto i “regionali”.

Sicilia, 100 milioni di buco nella sanità. Corte Conti: “Bilancio incongruente”

Corte dei Conti 4/ La doppia morale di Crocetta: vuole penalizzare i dirigenti dell’Ars e ‘premiare’ gli uomini del suo ‘cerchio magico’!

Corte dei Conti 3/ Una Regione sempre più indebitata. Che perde soldi con operazioni finanziarie temerarie…

Parifica, ok della Corte dei Conti Ma troppe “zone d’ombra”

Corte dei Conti 1/ Da cancellare subito 750 milioni di euro di residui attivi

Corte dei Conti 2/ Sanità, la ‘grande abbuffata’ delle forniture con ‘affidamento diretto’

In questa sede, oltre a segnalare alcuni articoli sulla “parifica” 2013, riporto qualche dato:

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Perchè ci dobbiamo rassegnare alla sporcizia e al brutto?, del 06.07.2014, domenica

Luglio 6, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Perchè ci dobbiamo rassegnare alla sporcizia e al brutto?

di Paolo Luparello

Paolo a Marina di Cottone

“- Ciao Arturo!

– Ciao!

– Sei contento di essere a Palermo?

– Si!

– Ma preferisci Palermo o Belluno?

– Palermo … ma Belluno è più pulita!”

Arturo ha 7 anni e già a quell’età è in grado di sintetizzare in una battuta la differenza sostanziale tra quelli che sembrano essere due mondi e non due città di uno stesso Paese.

Noi palermitani, non so se i siciliani in generale, sembra che abbiamo la fissa per la pulizia. Tornando da qualsiasi viaggio fuori dalla terra di Sicilia dedichiamo molto spazio alla pulizia e alla educazione civica che abbiamo notato nei Paesi che abbiamo visitato. Siamo dei provinciali?

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Corte dei Conti, Loro non si dimenticano di noi!, del 04.07.2014, venerdì

Luglio 4, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Troppi, privilegiati e con stipendi d’oro La Sicilia è il paradiso dei dirigenti … un personaggio di Camilleri direbbe “s’amminchiaru” con i dipendenti della Regione.

Non so se è per mancanza di argomenti o perchè è un tema che tutti si aspettano, la Corte dei Conti anche quest’anno ha evidenziato la situazione dei dipendenti della Regione e in particolare dei dirigenti. In questo articolo è interessante l’analisi parziale che viene fatta dei dati riportati … la nota positiva riguarda il personale CORTE-DEI-CONTIdel comparto il cui trattamento economico non desta alcuno scandalo considerandolo addirittura ai limiti della modestia … forse qualcuno ha dimenticato che oltre 5 mila dipendenti delle categorie A e B non arrivano a mille euro di stipendio mensile e concorrono a diminuire significativamente il trattamento economico medio del personale con qualifica non dirigenziale.

Cosa diversa il trattamento dei dirigenti le cui medie sembrano un po’ troppo generose! Notevole il passaggio sulla famigerata “clausola di salvaguardia” … ma quelli della Corte li leggono i giornali? Sanno che oramai alla Regione il diritto è un optional? Hanno saputo che le indennità di posizione dei dirigenti sono state tagliate del 20 % e in alcuni casi del 40%? Hanno saputo che in diversi dipartimenti la “clausola di salvaguardia” viene considerata “superata di fatto” … perchè lo dice la Corte dei Conti? Hanno notizie della risoluzione unilaterale dei contratti in dipartimenti quali quelli dell’ambiente e della formazione voluta dal presidente Crocetta?

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La “questione forestale”, Presidente Crocetta, questi sono i fatti!, del 30.06.2014, lunedì

Giugno 30, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Per scrivere queste righe ho interpellato diversi colleghi con esperienza diretta dei fatti che vengono narrati. Non si tratta quindi di mere riflessioni. Colgo l’occasione per ringraziare ognuno di loro. Invito inoltre chi leggerà questo articolo a segnalare gli altri episodi che hanno determinato perdita di vite umane dovute agli incendi ma anche ai fenomeni di dissesto.

ANNO 1993 – 18 agosto –  incendio boschivo in Castiglione di Sicilia (CT). Perdono la vita 3 operai forestali ed un brigadiere del Corpo Forestale – (travolti dalle fiamme e carbonizzati)

ANNO 2007 – 28 agosto –  incendio boschivo in Patti (ME). 3 le vittimelutto

Mi limito a questi due episodi ma il numero di vittime è certamente più lungo.

Quando si parla di incendi boschivi si dimenticano i fatti di cronaca.

Si parla di incendi, di forestale, di elicotteri, di Canadair. La storia si ripete, dopo il primo incendio stagionale tutti divengono esperti, dicono la loro, lamentano disservizi, addossano colpe, scaricano colpe ma tutti, ancora una volta, dimenticano le vittime che hanno perso la vita nelle fiamme. Dimenticano che incendio è sinonimo di distruzione ambientale, di perdita di flora e fauna, di perdita di biomassa, di carenza di emissione di ossigeno, di rottura della catena alimentare e talora di perdite di vite umane.

Tutti, politici compresi, non hanno ancora ben chiaro che l’incendio è un sistema dinamico che si muove verso l’operatore e si muove in modo imprevedibile.

Tutti ancora una volta non hanno ben chiaro che può spegnere un incendio boschivo solo chi è addetto ai lavori, chi si è specializzato in questa attività.

Il coordinamento delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi è competenza del Corpo Forestale e per far fronte ai numerosi incendi, in una regione particolarmente calda durante la stagione estiva, si avvale di un contingente di operai che nel tempo sono stati formati e specializzati nell’attività antincendio.

La campagna antincendio comprende ogni anno il periodo stagionale più caldo ovvero dal 15 giugno al 15 ottobre, pertanto dalla data del 15 giugno tutta la struttura antincendio deve essere perfettamente funzionante. Ciò significa che il Corpo Forestale, tramite gli ispettorati ripartimentali delle foreste provinciali, deve aver effettuato sin dalla conclusione della campagna antincendio dell’anno precedente una serie di manutenzioni propedeutiche all’avvio della struttura AIB (Antincendio boschivo).

Per comprendere la tipologia dei lavori si elencano alcune attività:

  • ritiro automezzi – manutenzioni ordinarie e straordinarie – lavaggi – interventi di carrozzeria – controllo e sostituzione di pneumatici – manutenzione pompe dei moduli antincendio  – revisioni.

  • ritiro dei dispositivi di protezione individuali (DPI) – riparazione e ricondizionamento delle tute ignifughe – acquisto di nuovi DPI.

  • manutenzione degli apparati radio e pannelli solari.

  • acquisto di attrezzature antincendio (naspi – manichette – raccordi – pale – roncole – flabelli – bonze – vasche mobili – lampade da caschi – bidoni)

  • smontaggio box mobili in legno e manutenzione mediante levigatura e impregnante.

  • programmazione visite mediche

  • controllo cassette mediche

  • manutenzione estintori.

E’ fuor di dubbio che eventuali ritardi nella logistica determinano grosse difficoltà nell’attività antincendio.

Orbene per la prima volta nella storia del Corpo Forestale della Regione alla data del 30 giugno la campagna antincendio non è stata ancora avviata e non è ipotizzabile una data certa di avvio.

Per effetto dell’art. 12 della L.R.  28 gennaio 2014, n. 5 “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2014. Legge di stabilità regionale”  è stata disposta (comma 1) la riunificazione dei lavoratori forestali alle dipendenze del Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali, struttura a cui si è quindi intestata la titolarità dei rapporti di lavoro con tutti i lavoratori forestali ivi compreso il personale impiegato nel servizio di antincendio boschivo; sono state altresì confermate (comma 2) tutte le competenze – incluse quelle sulla funzione dell’antincendio – al Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana con esclusione della titolarità dei rapporti di lavoro con il predetto personale del servizio di antincendio; infine, è stato  disposto che il Comando del Corpo Forestale avrebbe utilizzato il predetto personale con l’istituto dello “avvalimento” attuato “mediante apposita convenzione da stipulare tra il Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana ed il Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali, da approvare con decreto del Presidente della Regione”.

L’art. 12 citato ha, di fatto, sgretolato una attività perfettamente funzionante espletata da personale esperto per affidarla in parte all’Azienda FF.DD. ed in parte al Corpo Forestale mediante un meccanismo, “quello della convenzione”, burocratico e bizzarro costituito da una serie di schizofrenici passaggi senza aver chiaro chi deve fare che cosa.

Allo stato attuale i lavoratori stagionali del servizio antincendio non possono essere avviati in quanto si attendono i giudizi di idoneità da parte dell’A.S.P. (Aziende sanitarie provinciali). Sembrerebbe che vi sia un calendario di visite mediche che si spinge oltre il mese di luglio.

La carenza delle risorse economiche dovute in parte al bilancio regionale, in parte a disfunzioni burocratiche, in parte ad una gestione interdipartimentale che coinvolge anche due ragionerie centrali, hanno bloccato tutti gli interventi manutentori di cui si è fatto cenno. Ancora oggi non vi è la copertura finanziaria per l’acquisto del carburante ed ancora peggio le ditte cui sono stati affidati i servizi e forniture dell’anno 2013 vantano crediti nei confronti dell’amministrazione e non intendono effettuare alcuna prestazione con il Corpo Forestale.

E’ doveroso chiedersi? Perché tutto questo? Quale sarebbe stato il vantaggio dell’art. 12? Perché in Sicilia dobbiamo distruggere anziché migliorare e/o costruire.

Una cosa è certa; il territorio paga le conseguenze delle scelte scellerate dell’uomo,

Incendio del 24 giugno nella Pineta di Nicolosi – Distrutti circa 40 ettari di fitto bosco.  incendio

Hanno operato con immenso sacrificio 10 unità di personale in divisa del Corpo Forestale, due autobotti del CFRS, 6 unità di personale a tempo indeterminato. Sono intervenuti, volontariamente, alcuni operai della forestale (gli stessi del servizio antincendio) senza attrezzature, senza maschere antifumo ed in abiti civili.

Due Canadair

Volontari della protezione civile e del soccorso alpino.

Una squadra di vigile del fuoco.

Con il tradizionale sistema antincendio del Corpo Forestale  avviato dal 15 giugno 2014 le attività sarebbero state condotte in modo diverso.

La vedetta avrebbe segnalato l’incendio in tempo reale.

La prima squadra di pronto intervento locale avrebbe raggiunto il fronte fuoco in 6 minuti contro i 45 minuti impiegati dalle autobotti inviate da Catania e Giarre.

Il fronte fuoco sarebbe stato circoscritto in poche ore e probabilmente si sarebbe evitato l’intervento dei Canadair e notevole risparmi economici.

L’aggravante?

L’azienda foreste demaniale non effettua i viali parafuoco per mancanza di disponibilità economiche ed il sottobosco è fitto di sterpaglie, parti secche ovvero combustibile altamente infiammabile.

La lotta è impari … specialmente se affidata all’improvvisazione!

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Crocetta, più che una difesa una ammissione di responsabilità!, del 27.06.2014, venerdì

Giugno 27, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Come ho avuto modo di scrivere la “questione forestale”, a differenza delle tante altre questioni affrontate, male, dal presidente Crocetta, non è destinata a passare sotto silenzio o a essere considerata una questione da addetti ai lavori come nel caso della formazione professionale. La “questione forestale” è anche una questione sociale legata alle decine di migliaia di operai che vengono impiegati nel settore ma è soprattutto una questione che attiene alla
frane
difesa del territorio. Un territorio manutenuto sul quale vegeta una copertura forestale curata è una componente fondamentale dell’ambiente e oltre a costituire godimento per le popolazioni e per i turisti è anche una tutela dal dissesto idrogeologico (migliore regolazione del ciclo dell’acqua, difesa dall’interrimento degli invasi, mitigazione dei fenomeni franosi, e altro ancora).

Quella che quindi era una necessaria attività della quale non poteva non farsi carico l’Amministrazione regionale è stata trasformata dai politicanti regionali in una macchina elettorale che con il tempo si è ingigantita nel numero e nei costi (sempre più operai e sempre più giornate procapite, senza dimenticare il tornaconto, previsto per legge, dei funzionari del settore chiamati a redigere le perizie per la realizzazione degli interventi di tutela e di prevenzione).

Sul fatto che in tempi di crisi per l’intera macchina del “sistema forestale” si sarebbero dovuti adottare degli interventi di “dimagrimento” non ci sono dubbi, ma di qui a decretarne il pressoché azzeramento ne corre.esondazione

Da qui le mie critiche a un Governo che sembrava essersi dimostrato incapace e inefficiente. Mi sbagliavo, il Governo non è stato ne incapace ne inefficiente … è stato peggiore ancora!

A leggere tutti gli articoli e le testimonianze che in questi giorni hanno riempito pagine di giornali, sia di carta sia online, il presidente Crocetta non ci deve aver visto più e ha preso carta e penna (o l’ha fatta prendere a qualcuno) e nel suo stile inconfondibile ha scritto una lettera aperta che è stata pubblicata almeno da due quotidiani online … “Gli incendi? Sono dolosi La politica abbandoni i privilegi” … Incendi, i dubbi di Crocetta: “Strano che Sicilia bruci quando mancano aerei” … .

I toni della lettera sono da non credere in quanto vengono messe insieme argomentazioni che danno esattamente l’idea di cosa sia un volo pindarico, pur di distrarre l’attenzione dei lettori dal vero problema. Ma quello che forse è sfuggito al presidente è che la lettera sembra costituire una piena ammissione delle proprie responsabilità in ciò che non ha funzionato in questi giorni … e cioè che la mancata allocazione delle risorse incendionecessarie per far fronte alla “questione forestale” ha determinato il verificarsi di ciò al quale abbiamo assistito, che probabilmente si sarebbe verificato egualmente ma in misura più contenuta se la macchina organizzativa forestale avesse potuto funzionare come nel passato. Dalle parole del presidente sembra invece dedursi che siccome qualcuno deve aver fatto due conti e ritenendo che gli incendi avrebbero seguito un trend decrescente si sarebbero potuti risparmiare alcuni milioni di euro … come se tutto il problema potesse essere il noleggio dei mezzi aerei e non nel mancato intervento di centinaia di migliaia di giornate lavorative nei territori forestali che annualmente “disinnescano” le migliaia di tonnellate di vegetazione che devono essere rimosse per sottrarle al rischio del fuoco … e la vegetazione ha la pessima abitudine di crescere sempre!

Se il presidente voleva cavarsi d’impaccio temo che non ci sia riuscito … questa faccenda potrà trasformarsi in un boomerang e ancora ci aspettano almeno tre mesi di estate durante i quali dobbiamo pregare che non si ripetano i venti sciroccali di questi giorni … in fondo siamo in Sicilia!

Un’ultima annotazione. Quando il presidente non ha più argomenti calcia la palla in tribuna … fuor di metafora … lui lotta la mafia e chi pretende di distrarlo da questo compito per qualche incendio qua e là proprio antimafioso non è … secondo lui … che invece fa una descrizione del “clima siciliano” che certamente toglierà ogni dubbio agli investitori extraregionali sul dove andare a investire … “… le città della regione sono devastate continuamente da incendi di auto, negozi, laboratori, attentati agli amministratori …” … ma il presidente ne sa sicuramente più di noi!

da fedro

La Sicilia brucia … solo una serie di sfortunati eventi?, di Paolo Luparello, del 26.06.2014, giovedì

Giugno 26, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Ci avviamo ai primi due anni di governo Crocetta e quali sono stati i risultati ottenuti?

Ricordiamo le continue conferenze stampa, le denunce di chissà quali misfatti, gli annunci roboanti, il primato italiano in non si sa quali materie … ma in concreto quali sono i risultati? A parte l’antimafia senza se e senza ma, quale è stato il segno di questo presidente?

In questi quasi due anni non si è fatto altro che parlare del rapporto del presidente con il PD, di un presunto modello Sicilia, della riforma della formazione professionale … bla bla bla … per i siciliani però non ho ancora capito cosa ha fatto o cosa pensa di aver fatto … sempre che per i siciliani ci sia spazio nei suoi programmi! crocettalombardo

L’attuale fase storica che stiamo vivendo non verrà ricordata come quella della crisi del ’29 ma ci sarà andata molto vicina. Governare di questi tempi non è facile per nessuno ed è proprio per questo che si sarebbe dovuti essere portatori di una progetto politico importante, un progetto fondato più sui valori che sulle risorse finanziarie, un progetto che chiarisse che nessuno sarebbe stato lasciato indietro ma che certi vantaggi per i soliti gruppi, di pochi o di tanti, non potevano continuare, un progetto che consentisse di utilizzare meglio e in una prospettiva di futuro le minori risorse derivanti da un PIL in decrescita non si sa fino a quando.

Ma nonostante l’assenza di ogni progettualità che non sia titoli ad effetto e culto della personalità il governo continua a fare finta di governare … perchè solo di finta si può trattare nel momento in cui si propongono leggi e finanziarie che non affrontano i problemi ma che semplicemente li rinviano.

La cifra stilistica di questo presidente e del suo governo la si può valutare nella gestione della delicata materia del demanio forestale e della manodopera forestale utilizzata per la sua gestione e per la difesa dagli incendi. Si tratta di una materia che non si svolge all’interno di uffici e della quale tutto traspare. La gestione del territorio, la sua manutenzione e la lotta agli incendi stanno sotto gli occhi di tutti e una azione improvvisata e inefficiente può essere valutata da chiunque … da chiunque vive nel territorio e che può subire gli effetti di omissioni e improvvisazioni.

Gli incendi di questi giorni sono la prova provata del fallimento del governo e come nella migliore tradizione assisteremo al triste spettacolo dello scaricabarile la cui trama prevede la ricerca del colpevole tra i burocrati regionali. Naturalmente sarà gioco facile per il mediatico presidente allontanare da sé ogni responsabilità e soltanto gli avveduti non potranno che constatare che la situazione è frutto della miscela esplosiva di decisioni di governo e ARS. Tre i fatti principali:incendio

  1. le poche risorse assegnate (e in notevole ritardo) sia per le attività di prevenzione che di intervento, che hanno fatto saltare tutti i tempi della programmazione dei servizi

  2. la decisione, con legge, di accorpare i contingenti degli operai antincendio con quelli della manutenzione, provocando confusione e complicazione di tutti i procedimenti tecnici ed amministrativi.
    In soldoni all’Azienda è stata demandata la gestione amministrativa (rapporto di lavoro, pagamenti emolumenti), al Corpo Forestale la gestione”tecnica” del servizio, “avvalendosi” del personale passato all’Azienda. L’operatività di tale suddivisione è stata pattuita con una convenzione tra i due dipartimenti. Risultato: parecchia indeterminazione e dubbi nelle procedure, che sono state inventate al momento, con i conseguenti ritardi.Il paradosso è che la norma era stata sbandierata con motivazioni di semplificazione e risparmio

  3. l’ulteriore decisione di assegnare alle Aziende sanitarie provinciali il servizio di visite mediche degli operai forestali. Dati i numeri notevoli di lavoratori e i tempi spesso ridotti per l’avviamento al lavoro si sono registrati insopportabili ritardi per il completamento delle procedure.

Ovviamente si dirà che la responsabilità di questo disastro annunciato è della burocrazia. Nessuno però dice che tutti gli uffici lavorano da giorni incessantemente per mettere le pezze a questo guazzabuglio creato dalla superficialità e dalla presunzione di governo e legislatore, e come se non bastasse l’ultima chicca di ieri sera: l’ARS ha approvato un Ordine del Giorno sostanzialmente contrario all’adozione della graduatoria unica dei due contingenti (antincendio e manutenzione) che ha provocato questo marasma. Da notare che l’assessore all’agricoltura ha votato a favore (!)

In tutto questo l’opposizione si limita a twittare o a presentare Ordini del Giorno anziché pretendere che presidente della Regione e assessore al ramo vadano a relazionare al Parlamento su quanto è successo e sta succedendo.

A quando una commissione di inchiesta sulla gestione della forestale … magari a fine stagione quando sapremo quali sono stati i danni e se le superfici percorse dal fuoco e i danni subiti sono stati in linea con quelli degli anni passati o se c’è stata una maggiore virulenza del fenomeno.

Viene da domandarsi … ma è soltanto la “questione forestale” a essere stata affrontata alla “carlona”?

da fedro

La cura del bosco, la difesa del territorio dagli incendi e dal dissesto e la politica dell’improvvisazione, del 25.06.2014, mercoledì

Giugno 26, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Governare di questi tempi non è certamente facile. Abituati ai tempi di vacche grasse adesso con le ristrettezze delle entrate è difficile effettuare scelte che comportano la penalizzazione di sponsor e di schiere di elettori. Naturalmente di parlar chiaro neanche a parlarne e tutto si ammanta di lotta agli sprechi e alla casta e della necessità di riformare tutto e tutti … grandi riforme ci attendono!

Nel frattempo, siamo sicuri che i tagli che sono stati fatti erano quelli che andavano fatti?

C’erano settori nei quali si potevano fare economie senza penalizzare i servizi e senza mettere a rischio la sicurezza di uomini e cose oltre che del patrimonio naturale?

E invece l’improvvisazione al governo ha determinato una miscela esplosiva in un settore quale quello della prevenzione degli incendi.dadi

Si è voluto trattare la “questione forestale” come se fosse soltanto un problema occupazionale perdendo di vista il motivo per cui si cura la manutenzione del territorio e in particolare delle superfici boschive.

In questo settore non si improvvisa e c’è un tempo per ogni cosa. C’è un tempo per pulire il sottobosco e per tagliare quello che c’è da tagliare e c’è un tempo per preparare la campagna antincendio, c’è un tempo per acquistare i dispositivi di protezione individuale degli operai e c’è un tempo per assicurarsi il supporto dei mezzi aerei, c’è un tempo per avviare il collocamento degli operai e c’è un tempo per effettuare le visite mediche, c’è un tempo per preparare le perizie di intervento e c’è un tempo in cui si deve disporre delle risorse finanziarie per finanziare tutti gli interventi.

Si tratta di un sistema organizzato che prevede fasi precise da realizzare in tempi dati e secondo periodi non comprimibili e legati alle condizioni stagionali e meteorologiche.

Si trattava di un sistema rodato negli anni e che certamente aveva beneficiato di tempi di vacche grasse che ne avevano ingigantito il costo oltre ogni ragionevole criterio tecnico … con il beneplacito della politica regionale e in particolare del presidente di turno della Regione.

Il settore di cui parliamo non può essere affidato all’improvvisazione e agli “spizzichi e bocconi” ma ha bisogno di certezze e di priorità. C’erano spese che non potevano essere rinviate così come c’erano attività che non incendiopotevano non essere realizzate … e invece sta succedendo tutto quello che non ci si sarebbe mai immaginato … nulla o pochissimo è stato fatto e a stagione antincendio già iniziata, sulla carta, tutta l’impreparazione si è materializzata difronte al primo morso di estate, al primo vento di scirocco.

Non abbiamo la prova controfattuale e quello che sta succedendo in questi giorni sarebbe potuto accadere anche se tutto fosse stato fatto secondo i canoni ma è pur vero che il comportamento del presidente crocetta e degli assessori competenti è inqualificabile per sottovalutazione della situazione e mancata assunzione delle proprie responsabilità, con tentativo di scaricare sul personale del Corpo Forestale della Regione e su quello della ex Azienda Foreste Demaniali della Regione la mancata attuazione di quanto andava fatto … come se in assenza di dotazione finanziaria e in presenza di una nuova legge regionale poco chiara si sarebbero potuto ottenere risultati diversi dagli attuali. Si riusciranno a spendere meno soldi del passato ma per lo svolgimento di attività parziali e tardive … quando il fuoco avrà divorato tutto quello che c’era da bruciare e sperando che si fermi alle cose e alla vegetazione.

In tutti questi mesi dove sono state le forze di opposizione? A cosa hanno dedicato la propria attenzione?

Ma torniamo al governo della Regione … siamo sicuri che abbia fatto tutto quello che c’era da fare?

C’è già qualcuno che ha annunciato una denuncia alla Procura della Corte dei Conti per le procedure “di somma urgenza” che si stanno utilizzando per il servizio aereo antincendio … ma siamo sicuri che le omissioni e i ritardi non possano essere passibili di altre denunce presso ben altre Procure? I danni ambientali che si stanno provocando sono da addebitare esclusivamente alla razza dannata dei piromani?

A quando una conferenza stampa del governo nella quale ci si venga a spiegare che cosa è successo e che cosa stanno facendo, e in quali tempi, per evitare una estate da record?

Naturalmente dopo tutto ciò che ha maggiore priorità per il governo regionale e per il suo presidente!

da fedro

La Sicilia brucia e lui è contento per il gay pride, del 24.06.2014, martedì

Giugno 24, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

La Sicilia brucia e lui è contento per il gay pride

di Paolo Luparello

Personalmente auguro al presidente Crocetta di potersi divertire alla manifestazione cui tanto tiene … Presentato il pride 2014 a Palermo. Crocetta: “Ci sarò con la bandiera della Regione” … sempre che la sempre più folta schiera di disperati non trasformi l’occasione per rivendicare le loro aspettative più o meno legittime … disoccupati in cerca di occupazione, lavoratori non più tali, lavoratori di enti ai quali la Regione non trasferisce quanto trasferiva un tempo, operai forestali in cerca di collocamento e via cantando! 
pridegay2013

… “Essere omosessuali aiuta a governare meglio” … non mi considero un omofobo ma credo che questa affermazione non possa essere generalizzata. Se parla per se probabilmente si sopravvaluta, se parla per Vendola, governatore della Puglia, forse ha ragione, ma non credo che governatori come la Serracchiani (Friuli Venezia Giulia), Errani (Emilia Romagna), Zingaretti (Lazio) dei quali non ricordo di aver letto di “outing” possano essere considerati peggiori … quanto meno rispetto a Crocetta!

Ma mentre il nostro Presidente si trastulla e combatte la sua battaglia contro la disparità nei confronti del mondo omosessuale, la Sicilia va a fuoco … e questa volta non mi riferisco alla questione sociale che più passano i mesi più porterà tanta gente all’esasperazione.

Questa volta mi riferisco alla questione degli incendi che anno dopo anno devastano il territorio siciliano e che quest’anno lo faranno ricordare come uno dei peggiori in assoluto attesa la mancanza di attività di prevenzione e il ritardato avvio della stagione antincendio.

Dalla rassegna stampa odierna alcuni articoli …

… Arrivano sette elicotteri antincendio …

… Vasto incendio nel Palermitano Vigili del fuoco in azione a Pollina …

… Forestali: protestano i lavoratori davanti gli Ispettorati ripartimentali di Enna e Caltanissetta …incendio

Grazie a temperature miti e a condizioni climatiche che hanno fatto sembrare la primavera appena trascorsa una stagione autunnale, gli incendi non hanno fatto la loro presenza ma al primo vento di scirocco di una certa intensità varie parti del territorio siciliano sono state preda del fuoco.

Checchè ne possano pensare gli esperti di spending review del Presidente ci sono delle attività che non possono essere effettuate fuori dai periodi canonici e nel caso della difesa dagli incendi la stessa non può essere affidata alla mera assunzione degli operai dell’antincendio che se chiamati a operare in un contesto in cui non sono stati realizzati, per tempo, gli interventi selvi-colturali, i viali parafuoco e tutte le attività di supporto per una efficiente ed efficace gestione del rischio rischiano di mettere a repentaglio la propria vita oltre che quella delle popolazioni che vivono in prossimità delle zone a rischio incendio.

Ci sono settori nei quali, a differenza di tanti rami di amministrazione regionale, il taglio delle risorse di bilancio destinate alla attività istituzionale si vedono eccome e se da un lato un assessore si può permettere di affermare che “l’estate siciliana può essere cancellata” lo stesso non può dirsi per un settore come quello forestale nel quale l’azzeramento o la riduzione al lumicino dei capitoli di bilancio potranno significare danni ingentissimi … e in questo caso l’assessore al ramo o i dirigenti generali competenti non potranno uscirsene con una alzata di spalle e con una battuta … magari! L’estate è arrivata e il caldo torrido unito al disagio sociale rischia di far bruciare “realmente” la Sicilia!

Il non aver avviato la normale attività di prevenzione a partire dai primi mesi dell’anno, il non aver attivato per tempo il servizio antincendio con i mezzi aerei, il non aver attivato per tempo il servizio antincendio avviando le squadre di operai all’uopo deputate, non comportano a carico di qualcuno delle precise responsabilità?

Se non ricordo male nel caso di Giampilieri Marina sono stati sottoposti a indagine, e forse qualcosa di più, i vertici dell’Amministrazione regionale competente … per tutti i danni che verranno provocati dagli incendi che si sarebbero potuti evitare attuando quanto di competenza della Regione Siciliana chi pagherà? Siamo sicuri che già qualcuno non sia passibile di qualche reato? E se ci scapperà qualche morto? Ancora. Gli operai dell’antincendio che verranno avviati al lavoro nelle prossime settimane potranno operare nelle “normali” condizioni di sicurezza o il fatto che potrebbero operare in zone non sottoposte alle ordinarie cure manutentive li può esporre a un rischio maggiore?

Tutti ci auguriamo che nulla succeda … già una volta un presidente affidò la Sicilia nelle mani della Madonna delle Lacrime contro la siccità e in effetti da allora non abbiamo più sofferto la crisi idrica … anche l’attuale presidente conta di affidarsi a qualche altro componente della Sacra Famiglia o a qualche santo?

Temo che stiamo vivendo un periodo storico in cui regna l’improvvisazione … ma in certe faccende l’improvvisazione può avere un costo altissimo! Spero di sbagliarmi!

da fedro

Un gesto di solidarietà per la famiglia di un collega che non c’è più!, del 08.06.2014, domenica

Giugno 8, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

La settimana scorsa è venuto a mancare un collega del quale abbiamo parlato in questo post …Muore un dipendente regionale … e questa sarebbe la casta?, del 31.05.2014, sabato … che è stato ripreso anche da LinkSicilia in questo post … Muore un dipendente regionale nella totale indifferenza. E questa sarebbe la casta? …

Nelle more che a livello regionale, ma anche nazionale, si possa a fare qualcosa di concreto affinché la morte di un lavoratore non rappresenti per i suoi familiari anche l’inizio di un calvario, raccogliamo l’invito dell’amica Maria Grazia Sottile perchè si possa essere vicini concretamente ai bisogni primari di una famiglia … un grazie a tutti voi per quello che potrete fare.

“E’ stata aperta una card postpay per la famiglia di Giovanni Giannusa, il numero della card è 4023600579397151, è a nome di AMATO VINCENZO il suo codice fiscale è MTAVCN67T10G273K
Chi volesse dare un aiuto anche piccolo alla famiglia del collega recandosi dal tabaccaio può caricare la carta anche di 5 euro. l’importante è che si munisca dei dati che vi ho indicato, cioè numero della carta nome e cognome e codice fiscale del titolare della carta.
Vi ringrazio anticipatamente per l’opera di bene che vorrete fare per aiutare la moglie e i due figli di 17 e 13 anni che con la morte di Giovanni, essendo egli monoreddito, si sono ritrovati senza alcuna fonte di sostentamento, anche in considerazione del fatto che la Regione non gli riconosce una pensione a causa dell’esiguità dei contributi versati.”

solidarieta

da fedro

Beni culturali e politica in Sicilia, L’oro trattato come piombo!, del 07.06.2014, sabato

Giugno 7, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Riprendo da Facebook lo sfogo dell’amico e collega Claudio Paterna …

“IMPIETOSA IMMAGINE DEI BENI CULTURALI SICILIANI STAMANE, 7 giugno, SU REPUBBLICA-edizione di Palermo: Rapine alle biglietterie, turisti e personale sequestrato dai banditi, siti archeologici e musei privi di servizi e di pulizia ordinaria, chiusure anticipate dei siti, autolinee pubbliche che lasciano i turisti in mezzo al traffico, chiese che chiudono per mancanza di vigilanza e custodia. Insomma quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’economia siciliana, il turismo dei beni culturali, appare sempre più come un’avventura quotidiana per pochi coraggiosi.
Il neoassessore Furnari, apre le braccia e comunica che nella manovra correttiva di bilancio è stato azzerato il capitolo sulle pulizie dei siti, e i licenziati manifestano davanti l’assessorato in via delle Croci: Ma SI POSSONO FARE SIMILI TAGLI AL BILANCIO PRESIDENTE CROCETTA E ASSESSORE FURNARI? Ma da quanto tempo si parla di fare le biglietterie on line, o direttamente attraverso gli alberghi e le agenzie turistiche, magari con lo sconto per le comitive che vanno di fretta rispetto al turista individuale! Adesso arrivano alla Regione 5i8 milioni di euro per precari ed enti locali. Ma qualcuno pensa al nostro turismo? ai nostri beni culturali con oltre 80 siti che languono tra immondizia, mancanza di collegamenti telefonici, e mancanza di personale per la custodia? Pare proprio che per la Cultura (e forse per tutti i dipartimenti della Regione) ci sia un 8 settembre strisciante dove nessuno vuol prendersi più alcuna responsabilità (ma le indennità sì) mentre la barca affonda! E allora perché queste indennità d’oro a direttori che non esercitano o esercitano male il loro ruolo? E la regia dei PO-FESR ovvero i fondi europei chi ce l’ha ? O è tutto affidato alla buona volontà di dirigenti e funzionari, magari senza indennità, che devono sbrigarsela da soli di fronte ai veti continui di ogni ente pubblico coinvolto e soprattutto delle ragionerie d’ogni dipartimento che trovano sempre mille cavilli?
Credo sinceramente, come in gran parte del Paese,- e non è la prima volta visto che parliamo di 8 settembre e i vertici istituzionali latitano- che a tirare la baracca siano pochi volenterosi che anche senza indennità, contratti o lauti guadagni, credono nel loro lavoro. Ne volete un ulteriore dimostrazione? Guardate le espressioni di volontariato dei docenti delle Università Popolari: mercoledì 4 giugno proprio nella sala rossa dell’ARS si è riunita l’ULITE, Università Popolare di Palermo, per festeggiare il proprio ventennale di ente educativo non-formale nel territorio. Nessun politico o rappresentante di istituzioni presente! Ebbene le U.P. svolgono la loro attività senza percepire alcun contributo, eppure ai loro corsi partecipano centinaia di persone, in tutta la Sicilia, mentre gli enti di formazione lautamente sovvenzionati brillano per i loro imbrogli!
Nella stessa occasione del 4 giugno ho avuto la soddisfazione di veder pubblicato un mio studio di carattere antropologico sui teatri in aree archeologiche a carico totale dell’ULITE, ovvero dei propri soci, in un opuscolo che riassume l’impegno di questa università nel territorio per far crescere il livello intellettuale della popolazione!
Ma non c’è solo questo: la sezione didattica di Palazzo Abatellis, tra ottobre 2013 e maggio 2014 ha accolto in 77 progetti didattici oltre 4000 tra studenti e genitori nei locali del museo. I membri della sezione didattica sono ex custodi che hanno rinunciato alle proprie indennità di turnazione per dedicarsi unicamente all’accoglienza delle scolaresche. Vi pare poco in questa Regione dove un direttore o un dirigente apicale per spostarsi da una sede all’altra vuole accresciuta la propria indennità? E vi pare giusto spostare, da un giorno all’altro, assessori o direttori o capi di gabinetto che hanno esperienza nel settore, per il vezzo di un politico o per una ripicca? Ci si dimentica che così viene buttato a mare un lavoro già avviato che sta per dare dei risultati, o no?”

Cosa aggiungere alle parole di Claudio Paterna. Come fa un governo nato sotto gli auspici della rivoluzione a non riuscire a mettere insieme uno “straccio” di prospettiva per il futuro. Un’idea di quella che potrebbe essere la Sicilia a partire dai suoi beni più preziosi. Siamo sicuramente in una condizione di crisi finanziaria ed economica gravissima, ma è proprio in queste circostanze che si cerca di venirne fuori chiamando a raccolta tutte le persone di buona volontà e cercando di fare squadra! Claudio Paterna è uno dei tanti che all’interno della Pubblica Amministrazione ancora ci crede e basterebbe poco per avviare un nuovo “rinascimento” da parte di chi ha il governo di questa Regione. Come si fa a porsi il problema di garantire un reddito a decine di migliaia di precari e non di far funzionare quelle strutture che potrebbero portare reddito alle casse esauste della Regione? Quando si parlerà di cose concrete? Quando la finiremo con figure di politici-tecnici “ragionieri” buoni solo a “registrare” che soldi non ce ne sono … ma allora perchè si propongono alla guida dell’Amministrazione? Dalla crisi si può uscire … ma se la si affronta e non lanciando proclami e scaricando su altri le proprie responsabilità … anche del non saper fare!

Oggi la Pubblica Amministrazione è una macchina alla quale la politica ha “imballato” il motore … a quando una riforma della “politica”?

acroliti

 

da fedro

Perchè no…, Investimenti pubblici? Si, se …, del 06.06.2014, venerdì

Giugno 6, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Certo che ad ascoltare i telegiornali e a leggere i quotidiani relativamente all’EXPO di Milano e al MOSE di Venezia cadono le braccia … figurarsi se poi si ha in mente l’idea di costituire l’ennesimo soggetto politico che si vuole ispirare alla Buona Amministrazione.

Naturalmente si tratta di indagini che dovranno affrontare tutti i diversi gradi di giudizio, ma al di là delle responsabilità personali dei diversi protagonisti resta il fatto che non sembra esserci investimento, specialmente se pubblico, dietro al quale non emergano zone opache … e meno male che siamo nell’era della trasparenza.

Di fronte a questi fatti che ci fanno ripiombare nella tangentopoli di circa un ventennio fa quali le strade da percorrere?

La strada maestra sarebbe quella di affidare la gestione di ogni investimento a figure di specchiata onestà e professionalità non di estrazione politica e tenute a rendere conto ai cittadini attraverso la pubblicazione del “diario dell’investimento” nel quale andrebbe registrato ogni accadimento tecnico, amministrativo, giurisdizionale. I cittadini avrebbero così la possibilità di controllare, di avanzare domande e fornire informazioni nella veste di “testimoni oculari”. Una figura simile esiste già e si chiama RUP, responsabile unico del procedimento. Si tratterebbe di normare la faccenda e di promuovere la partecipazione dei cittadini alla attività di controllo.

L’alternativa sarebbe quella di rinunciare agli investimenti in grandi opere. Quali sono le grandi opere che in Italia vengono realizzate entro i termini previsti e nel rispetto dei budget assegnati? L’Italia è un Paese che non riesce più a manutenere il proprio territorio e il vastissimo patrimonio culturale nella sua accezione più ampia. Siamo sicuri che le grandi opere servano? E se ripensassimo a come utilizzare le sempre più scarse risorse destinate agli investimenti pubblici?

Dovremmo provare a ragionare fuori dai vecchi schemi e dai vecchi modelli che ci hanno consegnato un Paese povero nel quale i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi e una parte di questi ultimi si arricchiscono con la corruzione e con il malaffare a spese dei soldi dei contribuenti … i nostri soldi.

Può esserci una politica della concretezza, una politica della parsimonia, una politica del bene comune di tutti e non di pochi? Perchè no…

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