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Assenze alla Regione … ma la colpa non è sua!, del 03.06.2014, martedì

Giugno 3, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Fannulloni e stacanovisti alla Regione Ecco i dipendenti che si assentano di più … come tutti gli anni, in questo periodo, i giornalisti locali si occupano delle assenze dei dipendenti della Regione Siciliana. Assenze relativamente alle quali è la stessa Regione, Dipartimento della Funzione Pubblica, a fornire i dati, dati che, a parer mio, non possono essere commentati in assenza di termini di riferimento. Se guardiamo QUI i dati del 2013 non sembrano particolarmente “scandalosi” rispetto ad altre regioni, Mi sono preso la briga di andare a verificare quale è la situazione di una delle regioni prese sempre a riferimento … l’Emilia-Romagna. Effettivamente i tassi di assenza mensili nei primi tre mesi del 2014 dei dipendenti di quella Regione sono sensibilmente più bassi di quelli della Regione Siciliana (per i dati della Regione Siciliana clicca QUI), anche se c’è da notare che nella tabella dell’Emilia-Romagna viene espressamente indicato che il tasso di assenza non tiene conto delle ferie … è così anche per la Regione Siciliana? Per curiosità sono andato a fare una verifica delle assenze del dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri (clicca QUI) … speriamo che nessun giornalista vada mai a guardare questi dati … a parte che risultano aggiornati a settembre 2013, non parliamo del tasso di assenza … non oso commentare!

Ma siccome non voglio cadere nella stessa “faciloneria” in cui cadono alcuni bravi giornalisti di provincia, dico che per poter commentare dovremmo disporre di dati di uffici di dimensioni analoghe, dei quali dovremmo conoscere la distribuzione di genere, il tasso di part-time, l’incidenza dei permessi sindacali e della cosiddetta legge 104 e qualche altra cosetta ancora.

Prima di commentare, insomma, andrebbe fatto un lavoro di studio non indifferente che sicuramente un giornalista d’inchiesta potrebbe tranquillamente svolgere con tutto il tempo che probabilmente ha a disposizione … ha fatto questo lavoro il bravo giornalista autore dell’articolo che commento? Non lo so, ma la sensazione che viene data è quella di un articolo che “ammicca”! Ammicca al bisogno di una certa popolazione di internauti di potersi sfogare contro la categoria meno amata della Sicilia, e dopo Crocetta, e di tutta Italia … la “casta dei dipendenti regionali”.

Senza uno straccio di confronto e senza alcun “benchmark” si parla di assenteismo, di fannulloni e di stacanovisti, utilizzando alcuni di questi termini impropriamente (l’assenteismo è un reato e si riferisce a una assenza dal lavoro mentre si risulta presenti; come si fa a parlare di fannulloni o di stacanovisti solo sulla base delle assenze “giustificate” dal lavoro e senza alcun riferimento alla produttività?).

A quando una inchiesta sulle assenze di un comune o di una asp? Forse a mai … a chi può fregare degli “internauti” il commento di quei dati … forse interesserebbe ai cittadini … ma questa è un’altra storia! Provate a navigare i dati del Comune di Palermo o quelli della ASP di Palermo per non andare troppo lontano … al bravo giornalista chissà quali iperboli linguistiche potrebbero venire in mente!

I complimenti al bravo giornalista il cui articolo a fatto il pieno di visite, di “Like” e di commenti pepati, ma che non gli permetterà, temo per lui, di concorrere per alcun premio!

pinocchio

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Facciamo politica? Le prime risposte … , del 01.06.2014, domenica

Giugno 1, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

A proposito di avviare un movimento politico per la Buona Amministrazione … (leggi … Costruiamo insieme il movimento politico per la Buona Amministrazione, di Paolo Luparello )

Oggi ho finito di scrivere a una selezione di 306 amiche e amici che sono anche una parte circa 1300 destinatari della newsletter dell’Associazione. Probabilmente mi sarà sfuggito qualche amica e amico ma per questa prima fase di “sondaggio” ritengo che il campione sia sufficientemente rappresentativo.
Nonostante abbia chiesto una risposta non mi attendo che tutti i 306 destinatari rispondano, molti sono poco propensi a scrivere in generale, molti altri verosimilmente sono poco interessati a una iniziativa come quella che propongo, una parte, che spero significativa, invece credo che risponderà entro una settimana.

A oggi quelle che seguono sono le risposte che sono pervenute.

Alcune sono commenti a un post su Facebook (Fb).

Lascio a voi una prima valutazione sulle risposte. Mi riservo di dare una mia chiave di lettura il prossimo fine settimana e in occasione del prossimo incontro del 10 giugno all’Istituto Pedro Arrupe di Palermo. Spero di vedervi numerosi in quell’occasione. (Leggi … Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Salvatore Taormina, 28.05.2014, mercoledì )

Post aggiornato alle 21,45 del 6 giugno 2014 … Questo post verrà aggiornato con le risposte che andranno pervenendo che al momento sono 48! A queste andrebbero aggiunte quelle di coloro che hanno preferito darmi la loro opinione di persona o telefonicamente o via sms … A.A., G.D., M.A., G.N., M.P., L.C., S.A., P.F.D., E.P.,

 

M.P. scrive … Caro Paolo, la nascita di un nuovo soggetto politico mi incuriosisce sempre, mi chiedo “chissà se non sia la volta buona per potermi finalmente identificare in dei valori e ideali condivisi”. Poi, puntuale, arriva la delusione per avere invano riposto speranze in una formazione politica che, a parte il nome, non ha nulla di diverso dalle altre forze del panorama nazionale. Così sono diventato più esigente, non credo più nei proclami dei leader e nei programmi dei partiti, tanto sono tutti uguali, tutti apparentemente giusti! Sono giunto alla conclusione che, in un’epoca come quella attuale segnata dal tramonto delle ideologie, il partito sia il vero, forse unico, cancro della democrazia, perché persegue esclusivamente, per definizione, interessi di parte. A dispetto della separazione dei poteri, i partiti “governano” anche gli uffici della pubblica amministrazione, imponendo attraverso i loro fiduciari il favore come regola, al posto dell’atto dovuto e l’arbitrio, in luogo della discrezionalità. Per questo sogno una democrazia allo stato puro, dove gli eletti siano portatori di idee nell’interesse esclusivo della “buona amministrazione”, dove la somma, ovvero la sintesi, delle idee determini il programma di governo e dove le decisioni nelle assemblee elettive – prive di maggioranze e opposizioni precostituite – scaturiscano da voti individuali espressi “senza vincolo di mandato” (art. 67 Cost.). Come vedi, la Costituzione è stata travisata sin dalla sua nascita, anche con riferimento al ruolo dei partiti che, attraverso i cittadini dovrebbero semplicemente “concorrere” a determinare la politica nazionale, senza alcun diritto di esclusiva, secondo l’intento originario dei padri della Costituzione (art. 49). Non mi considero un idealista, sono molto concreto per natura e determinato nel ritenere che l’uscita dei partiti dalle istituzioni sia l’unica via ormai rimasta, per salvare la democrazia occidentale. Se questo risultato può essere perseguito, come credo, da un nuovo movimento politico, ben venga, sarà certa la mia adesione. Credo valga la pena tentare di ridimensionare il ruolo dei partiti nelle istituzioni, a cominciare dalla Sicilia e, perché no, magari provando negli enti locali di minori dimensioni, in un momento storico in cui la democrazia parlamentare, credo, abbia toccato il livello più basso della sua storia millenaria. (48)

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Muore un dipendente regionale … e questa sarebbe la casta?, del 31.05.2014, sabato

Maggio 31, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Apprendo da Facebook lo stato d’animo di Maria Grazia Sottile e commento …

“Oggi ai funerali di G. G. ho capito molte cose e adesso ve ne voglio parlare.

G. è morto in servizio durante la pausa pranzo, cioè mentre svolgeva le sue mansioni di Portiere del Dipartimento Turismo, un lavoratore che muore sul posto di lavoro ed una vittima dello Stato. Non sbaglio se dico vittima dello Stato, perchè G. come molti di noi, anche se ha prestato servizio per la regione siciliana dal 1996, ha come tutti noi solo pochissimi anni di contributi che non garantiranno una pensione di reversibilità alla moglie e ai figli, G. era monoreddito, G. come tutti noi era la vittima di un precariato selvaggio durato 22 anni, quindi non sbaglio se parlo del mio amico come una vittima dello Stato e di questa Regione, i cui parenti non hanno niente di meno dei parenti delle vittime della Mafia a cui viene garantito un posto di lavoro.

G. era un sindacalista e mio braccio destro fondamentale nelle scelte di politica sindacale, lui come me nasce nel Sadirs, poi passa all’Ugl ed infine è ancora accanto a me alla Cisl. Oggi non ho visto nessun sindacalista che conta al suo funerale, la sua morte, la morte di un lavoratore sul posto di lavoro, non ha meritato la presenza di nessun segretario regionale o provinciale di nessun sindacato, non ha meritato la presenza di nessuno dei pezzi importanti dei sindacati in cui ha militato, non ha meritato la presenza di coloro che dentro i sindacati ci hanno detto che se avessimo voluto ottenere risultati “bisogna fare deleghe”, si perchè sono solo le deleghe che contano per questi omuncoli, dei dirittti dei lavoratori non gliene importa nulla a nessuno.

Il giorno in cui G. se ne è andato aveva chiamato il suo amico di sempre Pietro, mio compagno di stanza, e aveva detto a lui di riferirmi un messaggio e che sarebbe passato nel pomeriggio non appena avesse smontato dal servizio, il messaggio diceva “…ci prendono in giro, i sindacati ci prendono in giro, dobbiamo uscirne tutti fuori e rivolgerci agli avvocati per avere i nostri diritti, perchè questi ci prendono in giro…”.

Oggi al funerale di Giovanni c’era il suo dirigente generale dott. Rais, c’era il suo dirigente di servizio dott. Librizzi e poi c’erano i suoi colleghi ed amici di sempre, non c’erano i sindacalisti che contano, perchè la morte di un lavoratore non conta, perchè la morte di un excontrattista sindacalista non conta, ma forse è stato meglio così!

Arrivederci G., ci hai lasciati da soli nella lotta, ma da adesso in poi farò tesoro di quello che mi hai comunicato poche ore prima di morire con l’impegno di renderti onore e con l’impegno di rendere onore a tutti i colleghi che sono andati via prematuramente, non posso dirti altro che arrivederci!”

A leggere le parole dell’amica Maria Grazia S. non si può non rimanere coinvolti nella sua amarezza e nel dolore di una vicenda che assume i caratteri del dramma non solo per la perdita dell’amico, del collega, del marito, del genitore, del congiunto, ma per la disperazione nella quale viene a cadere una famiglia alla quale viene a mancare l’unica fonte di sostentamento.

Non credo che ci sia tanto da girarci attorno ma credo che sia necessario provare a fare qualcosa di concreto affinchè la morte di un lavoratore non rappresenti per i suoi familiari anche l’inizio di un calvario.

Perchè no…qualcosa si muove è a disposizione di Maria Grazia Sottile  e di chi altri vorranno farsi portatori di iniziative a favore della famiglia di G.G. . e per regolamentare normativamente il verificarsi di queste situazioni.

lutto

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Regione, Non ci servono i parassiti della politica … e non solo a noi!, del 31.05.2014, sabato

Maggio 31, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Tra la sentenza del TAR a cui si fa riferimento in questo articolo … L’alta dirigenza regionale fasulla: perché la sentenza del Tar Sicilia fa finalmente chiarezza! … e la recente norma approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana sul tetto a stipendi e pensioni con la quale si mette una pietra sopra il concetto di diritti “acquisiti o quesiti”, sembra che di fronte ai dirigenti della Regione Siciliana, e non solo, si aprano scenari catastrofici, e la conferma, qualora ce ne fosse stata la necessità, arriva anche da una nota di un sindacato che forse avrebbe fatto meglio a fare altro (leggi …  RIORDINO DELLE FASCE DIRIGENZIALI).

Io propongo di ammettere la nostra colpevolezza e di rimetterci alla clemenza della Corte … in fondo cosa ci possono fare?

Ci possono demansionare? E allora andremo a fare i funzionari e chiederemo ai colleghi che occupano quel ruolo di farci un po’ di posto.

Ma a parte le provocazioni, sembra che in questa Regione abbiano diritto di cittadinanza soltanto i parassiti della politica che amano alimentare il parassitismo clientelare che consente loro di perpetuare la loro politica fatta di precariato, di consulenze e di incarichi ad amici e parenti … senza parlare delle loro idee fantasiose sull’uso dei soldi pubblici per finanziare investimenti pubblici di dubbia redditività ma soprattutto di dubbia realizzabilità … quante sono le incompiute e le opere senza fine?

Ma di questo si preferisce non parlare, la madre di tutte le battaglie è quella alla dirigenza regionale. Alla dirigenza regionale si contesta la numerosità, il costo, l’impreparazione e naturalmente anche la legittimità a ricoprire il ruolo. Contestazioni tutte legittime che però dovrebbero essere supportate da evidenze oggettive, così come sarebbe opportuno che queste contestazioni venissero accompagnate da analisi sul ruolo della Regione, sulla sua strutturazione nel territorio, sul livello di servizi da erogare e sulle modalità di erogazione (Agenda digitale).

E invece no. Si vuole far passare tutta una categoria di soggetti, l’attuale dirigenza regionale, come una accozzaglia di abusivi e lestofanti. Io non conosco tutti gli attuali 1750 dirigenti, non escludo che tra essi ci possa essere una parte che non merita non solo la qualifica ma di essere all’interno della Pubblica Amministrazione, ma so per certo che tra di essi ci sono ottime, se non eccellenti, professionalità che contribuiscono a far funzionare quel poco di Regione che funziona e che questa politica non ha ancora distrutto.

E’ ora di dire basta a questa crociata indegna che, stiamo attenti, non è rivolta esclusivamente alla dirigenza ma a tutti i dipendenti della Regione nel loro complesso (non dimentichiamo gli articoli di un quotidiano locale che criticava il fatto che anche alcune migliaia di dipendenti regionali abbiano potuto beneficare del bonus di 80 €). Una crociata condotta da una politica parassita che vuole addossare ad altri le proprie responsabilità e vuole allontanare da sé l’attenzione dell’opinione pubblica.

I funzionari della Pubblica Amministrazione sono dei lavoratori che sono ben altra cosa da certi personaggi che si dedicano alla politica non certo perchè mossi dal sacro furore del bene comune!

Presto ci saremo anche noi e vedremo di cambiare qualcosa!

1943-Sciopero-per-pace-e-pane

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Che Paese strano è l’Italia!, del 28.05.2014, mercoledì

Maggio 28, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Che Paese strano è l’Italia!

di Paolo Luparello

Sono passate poco più di 72 ore dalla chiusura dei seggi elettorali delle Europee 2014 e lo psicodramma in cui era caduta una parte dell’Italia sembra passato.

Gli italiani ci consegnano un quadro politico che dimostra, al di là di cosa ne possa pensare un premio Nobel italiano vivente, come ancora ci sia voglia di avere speranza nel futuro.

Riconoscendo a un partito di governo il consenso superiore al 40 % è come se gli italiani avessero detto al leader di quel partito di fare quel che c’è da fare … a partire dal mettere al centro dell’attenzione dell’agenda di Governo i giovani, i disoccupati, chi il lavoro lo sta per perdere o dal quale non riesce a trarre un reddito sufficiente per poter vivere dignitosamente e naturalmente i pensionati con pensioni da fame.

Il leader del partito di Governo è un uomo fortunato e una serie di fortunate coincidenze che si stanno verificando potrebbero aiutarlo nell’impresa di riportare il sereno nella nostra comunità. La possibilità che la Banca Centrale Europea la smetta di aiutare soltanto le banche, l’allargarsi del fronte degli “euroscettici” che potrebbe portare a più miti consigli i leader dei paesi contrari all’adozione di politiche keynesiane, l’aumento della disoccupazione in paesi dall’economia forte che dovrebbe farli riflettere sui rischi di un mercato asfittico per manifesta povertà, la stabilità che potrebbe caratterizzare il governo italiano a seguito del risultato elettorale delle europee, l’approssimarsi per l’Italia del turno di presidenza dell’Unione Europea, sono alcuni dei segnali che lasciano ben sperare affinchè già entro la fine dell’anno qualcosa di buono possa succedere … specialmente se una volta tanto tutti decideranno di fare il bene comune e non l’interesse della propria parte.

Ma come dicevo, superato lo psicodramma, si torna al solito teatrino e chi pensava di avere perso adesso si convince che in fondo ha avuto un buon risultato (come si è potuto pensare che avere avuto, rispettivamente, il 21% e il 16 % dei voti possano essere considerate delle sconfitte nonostante, nel primo caso, una campagna elettorale suicida e, nel secondo caso, un leader affidato ai servizi sociali a causa di una condanna penale passata in giudicato) e chi contestava il leader del proprio partito, ed essere stato zittito dal 40% dei consensi, adesso torna ad avanzare qualche consiglio dal sapore di critica.

Milioni di disoccupati, oltre un milione di bambini italiani nella fascia della povertà, centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione, milioni di pensionati con la pensione al minimo e certi politici si permettono di porre in cima alle priorità le riforme costituzionali o la legge elettorale? Nei prossimi mesi si deve parlare soltanto di lavoro e di aiuti a chi non ce la fa … tutto il resto è fuffa … sia che venga da sinistra, da destra, dal centro, dalle stelle o dalla Grecia.

teste_saracene

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Facciamo politica … qualcosa si muove?, del 28.05.2014, mercoledì

Maggio 28, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

In questi giorni sto scrivendo a circa 300 amiche e amici con i quali ho avuto modo di frequentarmi negli ultimi 30-35 anni per motivi legati alla mia vita privata, lavorativa, sindacale e anche a quella sportiva.

Oggetto del mio scrivere è chiedere loro cosa ne pensano della proposta di provare a far nascere un movimento politico che si intesta la causa della Buona Amministrazione … la buona gestione della Pubblica Amministrazione … il corretto utilizzo dei soldi dei contribuenti per il bene comune.

Il testo della mail che invio loro è il seguente …

“Ciao,
non voglio girarci troppo intorno e proverò a essere diretto … ho intenzione di essere promotore di un movimento politico che si pone l’obiettivo di costruire una Buona Amministrazione dove per Amministrazione intendo la Pubblica Amministrazione. Nella Pubblica Amministrazione operano milioni di lavoratori nei più disparati settori e nei diversi ambiti territoriali ed è dal loro lavoro e dal loro impegno che dipende la riuscita di ogni politica sociale o di sviluppo che sia.
Il movimento politico di cui voglio essere promotore parte dalla realtà dell’Ente Regione Siciliana ma i principi e i valori che vuole contribuire a realizzare sono quelli di qualsiasi altra Pubblica Amministrazione.
Il movimento politico per la Buona Amministrazione che ho in mente non necessariamente sarà destinato a una competizione elettorale diretta ma vuole contribuire ad alimentare un programma concreto di cose da fare per il bene comune e, perchè no, a sostenere amiche o amici che militano in altre forze politiche strutturate ma che sono disposti a portare avanti il programma del nostro movimento.
Mi rendo conto che la gente è stufa di chiacchiere e si è disamorata della politica e del sindacato, ma se vogliamo provare a cambiare qualcosa non possiamo chiuderci nel nostro guscio e limitarci alla critica e alla protesta solitaria.
Se non hai perso ogni speranza che si possa cambiare qualcosa considera la possibilità di impegnarti nel movimento politico per la Buona Amministrazione.
Il movimento politico per la Buona Amministrazione è aperto a tutti siano essi dipendenti della Pubblica Amministrazione che cittadini, artigiani o imprenditori, perchè vuole raccogliere le critiche e i suggerimenti di tutti coloro i quali dipendono o hanno a che fare con la Pubblica Amministrazione.
Ne vogliamo parlare?”

Ho già scritto a poco più di 100 amiche e amici e già mi sono pervenute le risposte di una dozzina di loro.

Entro questa settimana conto di completare l’invio di questo testo ai restanti 200 e al termine della prima decade di giugno pubblicherò un resoconto delle risposte che mi saranno pervenute e dal contenuto delle quali spero di poter cominciare a utilizzare il “noi” piuttosto che “l’io”.

Se chi legge questo post non sarà destinatario di una mail proveniente dall’indirizzo fedro.luparello@gmail.com ma ritiene di voler comunque esprimere la sua opinione sulla mia proposta sarò ben lieto di riceverla all’indirizzo che ho indicato.

Parlare oggi di voler fare politica non è semplice e non è soprattutto facile, ritengo però che non si deve rinunciare all’idea di poter aiutare la propria comunità sol perchè altri hanno usurpato il ruolo della “buona politica”.

Un grazie anticipato a tutti coloro che vorranno partecipare a questo confronto.

Paolo Luparello

change

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Comincia una nuova stagione di riforme?, del 22.05.2014, giovedì

Maggio 22, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

E’ più di un anno che insieme a un gruppo di amici abbiamo costituito una associazione, Perchè no…qualcosa si muove, con la quale avremmo voluto fare tante cose e tra queste contribuire al dibattito per riformare profondamente la Regione Siciliana in quanto Ente territoriale. Per alimentare questo dibattito ci siamo dati l’obiettivo di redigere un manifesto al quale daremo il titolo “La Regione che vorrei”. La redazione del manifesto avverrà con il contributo di tutti coloro che vorranno partecipare, siano essi espressione dei lavoratori della Regione sia dei cittadini interessati a una Regione che funzioni.

Per arricchire il manifesto abbiamo anche deciso di confrontarci con chi ha voglia di venirci a raccontare il proprio punto di vista sul tema “Quale Regione per quale Sicilia” e nel corso degli ultimi mesi abbiamo organizzato una decina di incontri nei quali si è parlato di Regione, di sviluppo economico, di cultura, di alimentazione, di turismo, di riforme istituzionali e di altro ancora.

Uno degli incontri è stato con Gigi Caracausi, il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Sicilia.

A distanza di meno di un mese da quell’incontro la Cisl-FP Sicilia ha riunito i propri stati generali e ha vergato un documento che esordisce con … “Come rendere più snella, efficiente e produttiva la Regione in uno scenario di economia di guerra – Lettera aperta Cisl Funzione pubblica e Cisl Sicilia. Indispensabile e urgente procedere alla riforma della pubblica amministrazione regionale. La Cisl è pronta a fare scelte coraggiose e strategiche ed indica le uniche strade oggi possibili per una vera rivoluzione.”  ( Per leggere il documento clicca sul link che segue …  Lettera aperta CISL FP USR CISL del 21 maggio 2014 )

Nel documento ci sono molte delle riflessioni che anche noi abbiamo sviluppato nel corso dei nostri incontri e questo ci fa piacere.

Ci auguriamo che quello che per noi è un lavoro faticoso e costante, per la Cisl non sia soltanto un argomento da spendere sul tavolo delle tante vertenze che si sono aperte in questi mesi con il governo regionale. La Sicilia ha bisogno di una Regione che funzioni e la Regione potrà funzionare solo se si realizzerà un modello di organizzazione efficace, se si investirà sulla formazione del personale e se si terranno quanto più distanti possibili l’influenza politica dal funzionamento della macchina amministrativa.

Speriamo che già nelle prossime settimane la Cisl e gli altri sindacati passino dalle parole ai fatti e si aprano al confronto con i cittadini … che non siano soltanto i dipendenti della Regione ma i cittadini che hanno voglia di dire la loro sui servizi che vogliono che la Regione fornisca.

Noi continuiamo i nostri incontri e chi lo vorrà è invitato a prendervi parte o a farci pervenire le proprie richieste e i propri contributi. Farà lo stesso anche la Cisl , e gli altri sindacati … e i partiti politici?

coelho03122013

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Costruiamo insieme il movimento politico per la Buona Amministrazione, di Paolo Luparello

Maggio 20, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Costruiamo insieme il movimento politico per la Buona Amministrazione

di Paolo Luparello

Care amiche, cari amici,
sembra che di questi tempi vadano di moda i decaloghi. Personalmente trovo l’idea del decalogo un trucchetto comunicativo … non capisco perchè qualsiasi cosa debba o possa essere declinata in dieci punti. Se proprio devo declinare un programma preferisco chiamarlo “programma” o “manifesto” e deve contenere tutti i punti che servono … se poi fossero 10 sarà un piacere accontentare i “decalogisti”.
In questi giorni ho provato a sollecitare gli associati e i simpatizzanti della nostra Associazione a manifestarmi il proprio pensiero in ordine alla ipotesi di portare avanti l’idea di organizzare il “movimento politico per la buona Amministrazione”. Un movimento politico che non ha velleità elettorali ma che aspira semplicemente a contribuire alla costruzione di un modello di Pubblica Amministrazione che serva … che serva ai cittadini.
Con questa mia vi chiedo di dare il vostro contributo:

  • o esprimendo il vostro punto di vista su questa iniziativa

  • o suggerendo uno o più punti che ritenete debbano essere inseriti nel manifesto di questo movimento politico

  • o suggerendo il nome o uno slogan che lo dovrebbe contraddistinguere

  • o dicendoci qualcosa … basta che non rimaniate silenti!

Sulla pagina di Facebook de “ La Regione che vorrei ” troverete i contributi che perverranno e potrete aggiungere lì stesso il vostro contributo.
Proviamoci!

Maresole

da fedro

Ma dicono vero?, di Paolo Luparello, del 20.05.2014, martedì

Maggio 20, 2014 in Prima Pagina, Rassegna stampa da fedro

L’economia dovrebbe essere il principale pensiero della politica e invece no. Ogni occasione è buona per distrarsi e difronte a una elezione i problemi della gente vengono dimenticati.

Non si fa in tempo a registrare un timido segnale positivo … Industria: ricavi in crescita annua del 2,7% a marzo, terzo aumento consecutivo … oppure… L’Abi: nei primi tre mesi sono ripartiti i mutui. Sofferenze ancora in aumento … che subito non ne seguano altri negativi … Spread btp-bund sfonda soglia dei 190 … che mettono a rischio i tentativi del Governo di rilanciare i consumi e di venire incontro ai problemi dei lavoratori.

Continuiamo a perdere occasioni e i dati sull’occupazione danno il senso della perdita di ricchezza della nostra società … Occupazione, Eurostat: “In Italia è al 59,8%”. Mai così giù da 12 anni … e meno male che c’è ancora la valvola di sfogo dell’emigrazione … Ocse: boom di immigrati in Germania, 3 su 4 dall’Europa del Sud. Crollo di arrivi in Spagna (-22%) e Italia (-19%) … altrimenti la situazione sarebbe ancora più drammatica e la cronaca ci riserverebbe molte più notizie drammatiche coem questa … “Siamo sul lastrico”, intera famiglia tenta il suicidio a Catania … ma per una notizia eclatante chissà quante tragedie si consumano nel silenzio e nell’indifferenza.

Ma nonostante ciò, in un frangente in cui sarebbe necessario rilanciare la spesa pubblica … «Il 70% degli appalti pubblici è irregolare» … perchè la politica non si occupa seriamente di questo? Ma non bloccando gli appalti ma affidandoli con procedure speciali e trasparenti che garantiscano tempi certi nella realizzazione degli interventi senza sprechi e tangenti.

Il sindacato prova a muoversi … I sindacati contro il governatore: “Sicilia nel tunnel” … Ultimatum dei sindacati alla Regione: “Stipendi o sciopero generale” … anche se c’è da domandarsi perchè soltanto adesso. Migliaia di famiglie sono in sofferenza da mesi se non da anni!

C’è chi ricorre alla protesta rispettosa delle regole e nei canoni del vivere civile e chi invece fa valere il disprezzo per il prossimo … Nuova protesta degli ex Pip Traffico in tilt in viale Regione … e che considera il frutto di una politica corrotta e clientelare un diritto acquisito per volontà divina!

Ma anziché affrontare questi problemi la politica regionale ha altri problemi e chi si è candidato alla guida della Regione preferisce occuparsi del culto della propria personalità, identificandosi con la lotta alla mafia e dandosi patenti di martire facendo leva sull’altrui sangue versato. Leggere certe affermazioni crea imbarazzo … Crocetta: “Fiandaca? Non capisce nulla di mafia” … e fa interrogare sul fatto se esiste ancora la dignità. Questo scagliarsi a testa bassa contro tutto e tutti, mettendosi contro il proprio stesso partito (e non si capisce perchè ne faccia ancora parte visto come ne parla) … Nel PD tutti contro Rosario Crocetta … sa tanto di exit strategy … incapace di affrontare i problemi della Sicilia e dei siciliani si vuole ergere a vittima cercando alibi per giustificare il proprio fallimento.

Meno male però che c’è qualcuno che pensa positivo … L’uomo dal decalogo facile! Dopo quello per la riforma dell’Amministrazione Regionale … Riforme anche in Sicilia, il piano dei renziani Faraone: “Agire o la legislatura muore” … ma non è un po’ strano che le riforme si articolino sempre in dieci punti?

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Faraone e riformatori vari … noi siamo pronti. E voi?, del 17.05.2014, sabato

Maggio 17, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

La lettera che ho inviato al direttore di LinkSicilia a proposito del malessere che prova un funzionario della Pubblica Amministrazione quando la sua categoria viene attaccata dalla politica e additata come fonte di tutti i mali ha raccolto molti consensi. Anche i commenti al post sul sito di LinkSicilia sono stati tutto sommato molto garbati e pertinenti. Qualcuno mi ha anche invitato a essere conseguente e ad assumere l’iniziativa per veicolare il malcontento diffuso che serpeggia tra tanti dipendenti della Regione che non sopportano più le continue campagne di stampa contro e gli attacchi di una politica che tenta di allontanare da se le proprie responsabilità.

Non tutti però la pensano alla stessa maniera. Ho ricevuto un commento sul blog dell’Associazione che presiedo, Perche no … qualcosa si muove, a proposito della lettera al direttore dal quale riporto “… Mi ha sorpreso invece la tua reazione, perché in qualche modo legata al vecchio schema di sindacato che pensavo che tu e questa Associazione si fosse lasciata alle spalle. Un arroccamento in difesa che non porta a nulla in perfetta armonia con i sindacalisti le cui corresponsabilità dell’attuale scempio della P.A. regionale sono innegabili. Mi sarei aspettato un invito a Faraone per discutere della Sicilia che vogliamo, coglierne le proposte ed anche le provocazioni e rispondergli punto per punto, ma ammettendo le questioni sulle quali non gli si può che dare ragione. …”.

In effetti il commentatore non sa, anche perchè non l’ho pubblicizzato, che ho provato ad avere un contatto con l’on. Faraone attraverso un iscritto al PD e sembra che dopo le elezioni questo stesso iscritto proverà a organizzare un incontro pubblico nel quale si potrà parlare delle idee di Faraone sulla riforma che ha tradotto nel famoso decalogo.

Sempre riguardo al famoso decalogo, utilizzando la versione pubblicata da LinkSicilia, l’ho commentato punto per punto ma il post sarà sfuggito al commentatore (Faraone si occupa dei dipendenti della Regione? Meglio di no!, del 12.05.2014, lunedì – http://www.perchenosicilia.org/?p=6700).

Ma scrivo questo articolo non per invitare a una maggiore attenzione nel seguire ciò che produco ma per approfittare di questo spunto per una riflessione più generale sulla riforma della Regione Siciliana e sulle attese che i diversi attori ripongono su di essa.

Se insieme ad alcuni amici abbiamo costituito l’Associazione “Perchè no … qualcosa si muove” e attorno a essa abbiamo raccolto oltre 50 amiche e amici non è per svolgere una azione di lobbing tesa a garantire il mantenimento dello status quo e per cercare di avere particolari vantaggi a favore degli associati o delle categorie che potrebbero rappresentare (abbiamo dirigenti, funzionari e istruttori direttivi pensionati). Per fare questo ci sono i sindacati e ci sono i politici, non serve una associazione come la nostra.

Lo spirito che mi muove e che credo abbia mosso gli altri associati è il bisogno di “Buona Amministrazione” fatta nell’interesse della collettività e nel rispetto delle leggi. “Scontato”, penserà il comune cittadino nella considerazione che stiamo parlando di una Pubblica Amministrazione. E invece nulla è scontato e non soltanto per i comportamenti di alcuni dipendenti infedeli le cui gesta sono ascese agli onori della cronaca. Certi comportamenti della politica che a prima vista potrebbero sembrare una sua prerogativa vengono attuati in spregio delle norme e dei contratti e in pochi hanno il coraggio della denuncia.

E’ per questo che mi indigno quando sento o leggo le dichiarazioni di un politico che dimostra di saperne quanto l’uomo della strada e pretende di riformare la Pubblica Amministrazione.

Detto ciò, ben venga chi ha idee e soprattutto esperienza per efficientare l’Amministrazione regionale.

Personalmente e a livello di Associazione siamo interessati a un modello di Regione che funzioni, che eroghi servizi, e per la quale sia onorevole lavorare.

Tutto il resto, merito, avanzamenti di carriera, concorsi, lo lascio ai sindacati. E’ materia loro e legittime aspettative di chicchessia.

Se qualcuno pensa che i dipendenti della Regione siano troppi è libero di pensarlo e di proporre delle soluzioni per ridurlo. Naturalmente avrà le idee chiare su quanto personale serve nei diversi uffici e se ci sono uffici che vanno chiusi e attività che vanno passate ai comuni o ai liberi consorzi.

Possiamo parlare di tutto, basta però che venga data la possibilità ai lavoratori di dire la propria e non soltanto in materia di riclassificazione o di salario accessorio.

La nostra Associazione ha iniziato un percorso che ci ha portato a confrontarci al nostro interno e a confrontarci con testimoni di qualità che hanno accettato il nostro invito a partecipare al percorso “Quale Regione per quale Sicilia” che ci porterà alla stesura del documento programmatico “La Regione che vorrei” che è destinato a essere il programma del nostro movimento politico per la Buona Amministrazione … senza una Buona Amministrazione non ci potranno mai essere buone riforme … la Buona Amministrazione sono le gambe sulle quali è possibile far viaggiare spedita la Buona Politica … noi ci stiamo provando!

Detto questo siete padronissimi di non credermi ma io non sono attaccato a nessuno status quo e il cambiamento, il continuo cambiamento, io lo pratico tutti i giorni! Quindi, non attaccatemi addosso le etichette di sindacalista o di difensore della corporazione dei dirigenti … lo sono stato, non posso negarlo, ma oggi faccio altro e voglio lavorare con tutte le donne e tutti gli uomini di buona volontà della Regione per provare a cambiare qualcosa … e ben venga anche il confronto con i cittadini nostri utenti dal quale abbiamo soltanto da guadagnare perchè è a loro che dobbiamo rendere conto del nostro operato e non soltanto alla politica!

Larmata-Brancaleone2

da fedro

Buona Festa della Regione, 15.05.2014, giovedì

Maggio 15, 2014 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Oggi ricorre la Festa dell’Autonomia siciliana. E’ un giorno festivo per la Sicilia ma solo le scuole osservano il giorno di festa … tutti gli uffici sono rimasti regolarmente aperti, anche quelli della Regione Siciliana.
Anche quest’anno non si ha notizia di un messaggio di auguri indirizzato dal Presidente della Regione a tutti i dipendenti della Regione.
Che dire … è un presidente “sui generi”!

Buona festa dell’Autonomia a tutti!

trinacria

da fedro

Lettera al direttore di un giornale, di Paolo Luparello

Maggio 14, 2014 in Contributo, Prima Pagina da fedro

Gentile direttore,

mi rivolgo a te perchè sinceramente non so a chi altri rivolgermi.

Comprendendo il tuo stupore vengo subito al dunque. Una recente intervista rilasciata da un deputato nazionale siciliano, componente della segreteria nazionale del PD, ha inferto una ulteriore ferita al mio amor proprio di cittadino rispettoso delle leggi e di lavoratore della Pubblica Amministrazione, nella fattispecie di dirigente della Regione Siciliana.

Sono stato tentato di scrivere direttamente all’interessato, ma avrei rischiato trascendere nei toni.

Sono stato tentato di scrivere al mio sindacato, ma ha già risposto e rintuzzato le critiche, chiamiamole così, senza però dare alcuna soddisfazione al mio amor proprio ferito in quanto si tratta di una difesa di parte.

Sono stato tentato di scrivere all’Assessore alla Funzione pubblica, sia in quanto collega (è dirigente della Regione Siciliana anche lei) sia in quanto detentrice di tutti i dati e le informazioni che possono dimostrare la gratuita di certe affermazioni fatte dall’uomo della strada che si ammanta di autorevolezza soltanto perchè legge qualche statistica della Ragioneria generale dello Stato senza peraltro comprenderne appieno il significato se non nel precipuo interesse della tesi che vuole dimostrare, ma non avendo risposto di propria sponte, come avrebbe dovuto fare difronte a una serie di inesattezze e imprecisioni, ho immaginato che in questo momento non le fa giuoco difendere la categoria dei dipendenti regionali impegnata com’è nella campagna elettorale per le elezioni europee.

Mi sei rimasto soltanto tu, gentile direttore, al quale indirizzare questo sfogo e sperare, qualora tu deciderai di pubblicarlo, di non raccogliere troppi insulti e facili predicozzi dal popolo dal commento facile e dal freno inibitore lasco.

In cosa consiste il mio sfogo.

Il mio sfogo consiste nel confessare che provo oramai un senso di paura. Paura per quello che appaio essere agli occhi della gente.

Pensavo di essere un uomo che nella sua vita ha provato a seguire il suo cammino cercando di mettere a frutto gli studi e le esperienze maturate, nella convinzione che questo avrebbe fatto di me quel che pensavo di essere … un dirigente di una Pubblica Amministrazione, la Regione Siciliana, nella quale cerca di dare il meglio di sè nell’interesse della collettività. Non sta a me dire se ci sono riuscito nel passato e se oggi ci riesco ancora, ma quella convinzione che mi portava a pensare di essere un buon professionista vacilla.

Vacilla perchè l’idea che ho di me e del mio lavoro non corrisponde in nulla a quella che hanno invece i siciliani, siano essi semplici cittadini, rappresentanti della società civile, politici e governanti.

Ma la paura non riguarda più soltanto il dubbio sulla errata percezione di me stesso, un problema psicologico o sociologico se volete, adesso comincia a riguardare anche l’incolumità e la sicurezza fisica mia e della mia famiglia.

Sentirsi continuamente additare come percettore di grasse prebende, destinatario di favolosi privilegi, avvezzo al malaffare (forse il fatto che di mezzo ci possa essere la mafia al momento frena qualche esagitato), fannullone per definizione, esperto nel far fallire ogni occasione di investimento per il cittadino siciliano, ti fa sentire sempre più a rischio ed esposto alla protesta crescente negli strati della popolazione siciliana che sempre più largamente viene colpita duro da una crisi che non accenna a placarsi.

Se la stessa politica, mai caduta così in basso nella considerazione della opinione pubblica, riesce a distrarre l’attenzione da sé per indirizzarla verso la grassa e sprecona e inefficiente burocrazia, con chi volete che se la prenderà un giorno la folla inferocita alla quale l’ultimo Romolo non riuscirà a garantire quello che tanti Caligola e Nerone sono riusciti sempre a garantire?

Fino a ieri la politica cercava proseliti tra i burocrati e adesso li accusa di guadagnare finanche 5 o 6 volte quanto guadagna il Presidente del Consiglio o un deputato. Su questo tema una riflessione. Ma la politica cosa contesta esattamente agli alti burocrati, il fatto di guadagnare troppo (argomento che rientra nella sfera della opportunità e della equità sociale rispetto a dipendenti che non arrivano a 20 mila euro lordi annui) o di guadagnare più di un politico?

Ma torniamo alla mia paura.

Mi sento un condannato che non ha avuto la possibilità di difendersi in un giusto processo. Sento le urla di chi mi accusa ma non mi viene data la possibilità di potermi fare ascoltare, né dall’accusatore né dal giudice.

Io, qui, non sto perorando la causa di 17 mila dipendenti regionali. Io, qui, sto difendendo la mia dignità. La dignità di Paolo Luparello, funzionario della Regione Siciliana, che tutti i giorni, da 21 anni a questa parte compie tutti i giorni il proprio dovere. Dovere che principalmente consiste nel far rispettare le leggi che i parlamenti nazionali e regionali producono. Leggi che non sempre sembrano essere fatte per il bene comune ma per l’interesse di pochi … ma questa è un’altra storia.

Io voglio continuare a fare il mio lavoro, lo voglio fare a testa alta, e non voglio essere costretto a dovermi giustificare con chicchessià ogni qualvolta devo dire che lavoro alla Regione Siciliana … anche per colpa di politici impreparati e poco seri.

Gentile direttore,

ti ringrazio anticipatamente per il solo fatto che “virtualmente” sei stato ad ascoltarmi.

Domani è un altro giorno e lo sversamento di bile di ieri è passato … nell’attesa della prossima filippica del fustigatore di turno spero di recuperare pienamente il mio senso di sé!

Cordialmente

Paolo Luparello

letteraldirettore

“Se Crocetta vuole essere credibile abolisca i privilegi di certa burocrazia regionale”

Tagliare gli sprechi alla Regione, Faraone propone un decalogo a Crocetta: risparmio di 50 milioni

“Faraone? Il Pd vuole allargare gli uffici di gabinetto”

Sferzate renziane per il governo Crocetta Roma incalza la Sicilia in chiave anti-Grillo

Faraone predica bene, mentre il PD a Sala d’Ercole razzola male…

“Faraone non è un oracolo Nel suo decalogo molti errori”

Caracausi: “Caro Faraone, ecco quali sono i veri sprechi”

da fedro

Governo regionale … Risparmia 12 milioni di euro sulla dirigenza e non lo dice, del 06.05.2014, martedì

Maggio 7, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Il sistema di valutazione della performance dirigenziale della Regione Siciliana è stato più volte al centro dell’attenzione della stampa e anche dell’organo di controllo contabile perchè raramente non è stato riconosciuto il massimo della indennità di risultato a tutto il personale dirigente. Indennità che oscilla dai circa 2 mila euro lordi/annui di un dirigente con incarico di studio e senza alcuna indennità di posizione agli oltre 15 mila euro lordi/annui di un dirigente generale. Mediamente i circa 1.700 dirigenti della Regione percepiscono una indennità di risultato pari a circa 5 mila euro lordi/annui. Così è stato fino al 2012. Nel 2013 si sarebbe dovuto attivare l’Organismo Indipendente di Valutazione previsto dal “famoso” decreto Brunetta” (D.Lgs. 150 del 2009) come recepito in Sicilia con l’art.11 della L.r. 5 del 2011 e regolamentato dal Decreto del Presidente della Regione n. 52 del 2012.

Siamo però al maggio del 2014 e dell’OIV non c’è traccia.

La sua istituzione è stata bloccata dal Presidente Crocetta e dall’Assessore alla Funzione pubblica che con una delibera di giunta, la 138 del 10 aprile 2013, hanno disposto la “resurrezione” del Sepicos del Presidente (Servizio di Pianificazione e Controllo Strategico) e rinviato la valutazione dei dirigenti al nuovo sistema per la gestione del ciclo della performance a decorrere dal 1° gennaio 2014 … e per il 2013? E per il 2014 … atteso che nessun nuovo sistema di gestione del ciclo della performance è stato avviato?

Il presidente della Regione e l’assessore alla funzione pubblica avevano uno strumento importante per avviare una nuova stagione di riconoscimento del merito della propria dirigenza e invece hanno preferito cristallizzarlo in attesa di non si sa cosa.

Morale della favola … è verosimile che per il 2013 nessun dirigente generale si rischierà a valutare la propria dirigenza in assenza di una direttiva presidenziale e delle successive direttive assessoriali dalle quali venivano fatti discendere gli obiettivi dirigenziali posti alla base del sistema di valutazione. Stessa storia rischia di ripetersi per il 2014.

A conti fatti, senza nessun proclama, il Governo regionale ha creato le condizioni per risparmiare 12 milioni di euro circa per il 2013 e altrettanti per il 2014 se si ripeterà l’inerzia del 2013.

Essere dirigente in un ente pubblico assicura ancora un certo prestigio e un trattamento economico dignitoso, ma quello che ha subito la dirigenza della Regione Siciliana dal 2010 a oggi somiglia moltissimo a una forma di “solidarietà forzosa” … blocco dei rinnovi dei contratti collettivi di lavoro dal 2006, mancata stipula dei contratti individuali con continuità, taglio delle indennità di posizione del 20 % (fino a 10 mila euro lordi annui per un dirigente generale, fino a 4,6 mila euro lordi annui per un dirigente di area o servizio, fino a 3 mila euro per un dirigente di uob) … e adesso taglio della indennità di risultato … cosa aggiungere … meno male che i governi della Regione Siciliana non praticano la macelleria sociale!

Una voce di protesta sembra però sollevarsi … il prossimo 19 maggio sciopereranno i dirigenti del Dipartimento regionale tecnico ai quali continua a non essere proposta la stipula dei contratti individuali con un livello di indennità in linea con quelle del resto dei dirigenti della Regione … rimarrà un gesto isolato? Per la cronaca, al dipartimento regionale tecnico afferiscono i controlli sui progetti delle infrastrutture finanziate con le risorse dell’Unione Europea relative al FESR … potrebbe essere a rischio la certificazione della spesa dei fondi comunitari!  Quella per la quale il presidente si è vantato di non aver fatto perdere un euro alla Sicilia … solo merito suo?

comiche

 

 

 

 

da fedro

OpenFesr: percorso di consultazione pubblica online sul PO FESR Sicilia 2014-2020, del 27.04.2014, domenica

Aprile 27, 2014 in News istituzionali, Prima Pagina da fedro

Ricevo, non solo io, e divulgo

“Gentile collega,

sperando di fare cosa gradita, ti segnaliamo che  la Presidenza della Regione Siciliana, Dipartimento della Programmazione, in collaborazione con il Formez PA, ha attivato l’iniziativaOPEN FESR, un percorso di consultazione pubblica online finalizzato a coinvolgere gli attori regionali nel processo di programmazione degli interventi strutturali 2014-2020, dalla definizione delle strategie di intervento alla predisposizione del PO FESR Sicilia.

Il percorso di consultazione, che si sviluppa da Aprile a Giugno 2014, prevede due fasi temporalmente distinte, l’una propedeutica all’altra:
•    la prima, Consultazione su priorità e azioni 2014-2020, avviata il 14 Aprile si concluderà il 16 Maggio;
•    la seconda, Consultazione sul Documento di Programmazione 2014-2020, sarà avviata nel periodo Maggio – Giugno 2014.

Per partecipare alla prima fase della consultazione e inviare le proprie idee e proposte di azioni utili per accrescere la qualità e l’efficacia degli interventi cofinanziati dal Fondo Fesr nella Regione Sicilia, è sufficente collegarsi alla pagina web

http://ideario.formez.it/content/openfesr

registrarsi, quindi inviare la propria idea, commentarne o votarne una esistente. Coloro che hanno partecipato ad attività Formez PA e siano già registrati su FormezAuth possono accedere utilizzando gli stessi codici di accesso (email e password).

Un breve video tutorial su cosa è OPEN FESR e come si partecipa è disponibile su Youtube all’indirizzo 
Tutte le informazioni e i materiali relativi al percorso di consultazione pubblica e gli strumenti per la partecipazione online sono disponibili sul sito web EuroInfoSicilia a partire dalla pagina:

http://www.euroinfosicilia.it/programmazione-20142020/open-fesr-percorso-di-consultazione-pubblica-online/consultazione/.

Per maggiori informazioni sul percorso di consultazione pubblica potete contattare: euroinfosicilia@gmail.com

Un grazie in anticipo per la disponibilità a partecipare e contribuire alla consultazione.”

Sul sito sono già presenti alcune proposte ma rispetto alla portata dell’iniziativa mi sembrano veramente poche … mancano 18 giorni alla scadenza di questa prima opportunità … raccoglietela!

euroinfosicilia

da fedro

Quali sono le colpe del dott.Marino?, del 11.04.2014, venerdì

Aprile 11, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

“Crocetta ha ceduto ai poteri forti Anche la sua antimafia è ormai una finzione”  ( http://livesicilia.it/2014/04/11/crocetta-ha-ceduto-ai-poteri-forti-anche-la-sua-antimafia-e-ormai-una-finzione_472077/ ) … Nell’intervista il dott. Marino traccia un ritratto devastante dell’esperienza di governo affermando cose che solo una persona come lui può affermare senza timore di smentita.

Qualcuno vorrebbe liquidare i contenuti di questa intervista del dott. Nicolò Marino, oramai ex assessore regionale all’energia e ai servizi di pubblica utilità della giunta Crocetta, come lo sfogo di chi è stato messo da parte.  Avendo conosciuto il dott. Marino penso di potere affermare che non è così e così la dovrebbe pensare lo stesso presidente Crocetta che conoscendolo lo volle nella sua giunta … salvo poi cambiare idea … cosa del tutto legittima se ciò fosse avvenuto a seguito di precise responsabilità … quali sono le responsabilità del dott. Marino?

Per il dott. Marino parlano gli atti del suo assessorato … si è trattato di atti illegittimi? Cosa si contesta “precisamente” al dott. Marino?

E ancora. Quali sono stati invece i meriti degli assessori per i quali il presidente Crocetta ne ha confermato la presenza nella giunta di governo?

Chissà se qualcuno porrà mai queste domande al presidente e chissà se questi risponderà mai!

Nel frattempo auguriamo un “in bocca la lupo” al dott. Marino e speriamo che persone con la sua competenza e con il suo senso della cosa pubblica possano continuare a dare il proprio contributo per aiutare la Sicilia e i siciliani!

Falcone_04022014

 

 

da fedro

Governo regionale, Rinuncio a capirci qualcosa!, del 10.04.2014, giovedì

Aprile 10, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Mi vengono in mente soltanto parole offensive. Meglio fermarmi. Meglio rinunciare a capirci qualcosa. La politica regionale siciliana è una materia da menti finissime che i comuni mortali e le medie intelligenze non possono assolutamente comprendere.

Agli occhi di uno sprovveduto lo spettacolo al quale si sta assistendo, da quando è iniziata l’avventura del governo “stellare” del presidente Crocetta, potrebbe sembrare uno squallido teatrino nel quale ci si affronta senza esclusione di colpi per una particina di un copione logoro e miserabile. E invece no! Quella al quale si assiste è pura alchimia politica. Il famoso laboratorio siciliano nel quale si anticipano gli eventi che poi troveranno cittadinanza a livello nazionale e finanche europeo. Gli attori del palcoscenico siciliano sono degli autentici campioni. Gente dalla creatività sfrenata e dalle finissime celluline grigie che avrebbero destato l’invidia di Hercules Poirot e della sua creatrice Agatha Christie.

Ripeto, la politica siciliana e lo spregio delle istituzioni regionali non sono frutto della pochezza e della inadeguatezza della classe dirigente regionale bensì veri e propri esperimenti socio-politici, con incursioni antropologiche di scuola lombrosiana, condotti con sapienza scientifica che mirano a dimostrare l’importanza delle organizzazioni e specificatamente dei partiti rigidamente inquadrati (modello PCI … meglio PCUS … o se volete DC) in quanto in loro assenza le pulsioni umane individualiste disgregano qualsiasi tessuto sociale.

Capite bene che non è materia per i comuni mortali.

Non ci resta che attendere che gli esperimenti finiscano e che ci venga riconsegnato un quadro comprensibile ai più nel quale:

un presidente della Regione faccia il presidente della Regione e non esclusivamente il presidente dell’inquisizione del tribunale dell’inquisizione antimafiosa;

gli assessori abbiano una loro professionalità e competenza e svolgano in autonomia la parte del programma loro assegnato e non si limitino a fare da cornice scodinzolante attorno al mattatore di turno;

i deputati regionali si adoperino per produrre buone leggi che non vengano sfregiate dall’intervento del Commissario dello Stato e non passino tutto il loro tempo a brigare per cambiare casacca nella speranza di uno strapuntino governativo;

i partiti si confrontino con la gente e facciano da cinghia di trasmissione tra i bisogni dei cittadini e il governo della Regione e non si curino soltanto della carriera dei propri dirigenti.

In attesa di ciò, attesa probabilmente vana, è dato sapere se questi politici si rendono conto che un popolo li sta ad osservare?

Si rendono conto che il prossimo 25 maggio c’è gente che non vede l’ora di poterli giudicare?

Mi auguro che in tanti si vada a votare.

Che lo schifo che tanti stanno provando in questi giorni non si tramuti in un ulteriore aumento dell’astensionismo perchè così si darà più forza alla malapolitica organizzata … diceva qualcuno che l’odio è l’assenza d’amore … parafrasando … la malapolitica è l’assenza della buona politica! Buona politica fatta da gente che non si astiene e che decide di sporcarsi le mani … anche soltanto con la grafite di una matita su un foglio di carta in una cabina elettorale.

Diamo loro quel che si meritano!

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da fedro

Crocetta e l’arte della politica … due rette parallele!, del 09.04.2014, mercoledì

Aprile 9, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Articolo pubblicato su LinkSicilia … Crocetta contesta la ‘lombardiana’ Caterina Chinnici, ma si tiene Patrizia Monterosso e Marco Lupo!

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Raciti, segretario regionale del PD siciliano, offre il suo posto in lista alle elezioni europee all’on.le Cracolici … chapeaux … il  presidente della Regione Crocetta offre il posto in lista alle elezioni europee dell’assessora signorina Scilabra al sen. Lumia … valutate voi!

Raciti, sempre il segretario regionale del PD siciliano, offre il posto di capolista alle elezioni europee alla dott.ssa Chinnici, magistrato, e il presidente della Regione Crocetta le Leggi il resto di questa voce →

da fedro

Governo regionale, … e questi sarebbero dei politici?, del 08.04.2014, martedì

Aprile 8, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

Articolo pubblicato anche su LinkSicilia … In onore del nuovo Governo regionale l’Ars sospende i lovori fino al 16 aprile

La certezza che sia nato il Crocetta bis ancora non c’è. Continuano le schermaglie tra presidente e segretario regionale del PD, ma anche nelle altre forze che sostengono Crocetta c’è fermento. Nel frattempo le sedute dell’ARS sono sospese e l’aula è stata riconvocata per il 16 aprile … tutto il tempo per ricondurre gli attori a più miti consigli, per chiudere la partita delle candidature alle europee, per verificare i requisiti di onorabilità dei neo futuri assessori (verificare prima no?), per verificare se effettivamente quello partorito da Crocetta è un governo di grandissimo valore.

Crocetta vuole probabilmente battere tutti i record. Il suo primo governo (non ricordo con o senza Battiato/Zichichi) lo autodefinì il migliore dal dopoguerra, affermazione che fu accolta con qualche mugugno tra gli storici e non solo. Per questo secondo governo già si cercano aggettivi iperbolici ma è il caso di consigliare una pausa onde evitare inutili sforzi nel caso in cui qualche nome dovesse venire bruciato in nome della “real-politik” (non si era mai visto che forze sociali e cittadini organizzati prendessero le difese di questo o quell’assessore, segno quindi della reale qualità di alcuni componenti del governo per i quali non ricordo di avere letto una riga di ringraziamento per il lavoro svolto da parte del presidente. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se fosse uscita dal governo la Scilabra, oppure la Vanchieri … per non parlare poi della Borsellino … si sarebbero riempite le piazze … anche se si sarebbe dovuto capire se per protesta o per giubilo!).

Personalmente preferisco sospendere il giudizio sul futuro governo se prima non verrà presentato all’ARS … meglio evitare in assenza di certezze, questo però non mi esime dall’esprimere un giudizio sulle metodologia utilizzata che ha portato alla nascita del nuovo governo e sullo stile dei protagonisti.

Riguardo alla metodologia non c’è che da rimanere esterrefatti. Per mesi il presidente ha rivendicato il suo diritto a governare con il governo che più gli aggradava, stigmatizzando ogni intrusione e interferenza da parte dei partiti. Rivendicazione che però altalenava tra aperture e chiusure nei confronti degli “alleati”, cosa che ha portato i protagonisti a non capirci più niente e mi rifiuto di alambiccarmi il cervello per seguire le ricostruzioni che hanno provato a descrivere le convulsioni delle diverse anime del PD. Resta il fatto che soltanto grazie alla vibrante presa di posizione del rappresentante di Confindustria Sicilia finalmente il presidente Crocetta ha deciso la sua rivoluzione … naturalmente!

Riguardo allo stile dei protagonisti non c’è che da registrarne la pochezza. Una fiera di varia umanità alla ricerca di un incarico, di una candidatura, dell’affermazione di un ruolo per il quale non si è assolutamente attrezzati ne politicamente ne professionalmente, il tutto, naturalmente, nel superiore interesse del popolo siciliano e, naturalmente, della lotta alla mafia.

Se poi le piazze sono piene di uomini e donne che gridano tutta la propria rabbia per il disagio economico e sociale che vivono, questo non importa a nessuno e le loro voci non giungono nelle sale ovattate del governo dove c’è gente impegnata nella RI-VO-LU-ZIO-NE

Cosa aggiungere di più. Le assonanze con la presidenza Lombardo sono stupefacenti. Lombardo è quasi riuscito a far perdere i fondi UE del 2007-2013 … Crocetta non vorrà essere da meno per il 2014-2020!

teste_saracene

da fedro

Va bene l’antimafia, e poi?, del 05.04.2014, sabato

Aprile 5, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

 

La lotta alla mafia e alla corruzione, ma anche l’educazione al rispetto delle regole (tutte le regole … da quelle di condominio a quelle previste da leggi e regolamenti), non possono essere “l’unico” programma di chi si propone alla guida di una città o di una regione o del Paese. E non può nemmeno essere l’unico metro attraverso il quale misurare la competenza di amministratori e professionisti ai quali affidare incarichi in società e uffici pubblici.

L’impegno civile è sicuramente un valore aggiunto ma non può sostituire la competenza e il merito.

Quello al quale, invece, si sta assistendo da un anno e passa in Sicilia ha assunto i caratteri del grottesco.

Due casi, a mio parere eclatanti, danno il senso del grottesco cui ho fatto cenno.

Un governatore che si definisce rivoluzionario mette a capo di un assessorato un magistrato che opera nel rispetto delle norme in una materia estremamente spinosa. Questo assessore si dimostra persona competente e animata dal senso del fare. Ma anziché questo magistrato essere difeso a spada tratta viene invitato dallo stesso governatore a farsi da parte per fare posto a un altro magistrato che ha preferito lasciare la lotta alla mafia, quella che si fa con le indagini e con i processi, per entrare nell’agone politico … per essere sconfitto alle elezioni e premiato con incarichi vari. Il subentrante garantirà un maggiore tensione antimafiosa? Il precedente non la garantiva abbastanza?

C’è aria di elezioni europee. L’eurodeputato Sonia Alfano è la presidente della Commissione del P.E. per la lotta alla mafia che ha contribuito a far istituire. Un incarico che sembra fatto apposta per l’incarnazione dell’antimafia in Sicilia, il sen. Lumia. Sia la Alfano sia il Lumia non sembrano però avere un partito che li possa o voglia mettere in lista. Nel PD comincia una estenuante partita a scacchi. A fianco di Lumia scende in campo Crocetta, presidente della regione siciliana, e non sappiamo chi altri … si, anche tal Cardinale da Caltanissetta, ma gli “endorsement” e l’etichetta “antimafia” non sembrano sortire l’effetto sperato. Il lunghissimo corso del sen. Lumia si scontra con le nuove regole che vogliono un avvicendamento nelle assemblee elettive, e non solo. Per uscire dall’empasse salta fuori il nome della dott.ssa Chinnici, magistrato e già assessore nei governi Lombardo. Ma al nome della dott.ssa Chinnici, proposto dagli ambienti siciliani del PD, sembra contrapporsi un nome proposto da ambienti romani del PD, quello di Sonia Alfano … e pensate che Lumia si sia messo il cuore in pace? Tutti nomi all’insegna dell’impegno antimafia … naturalmente! Prima o poi sapremo come andrà a finire!

Queste vicende, ma ce ne sono tante altre, mettono in luce il rischio che “l’antimafia” non venga più colta come un importante valore dietro al quale schierarsi e lottare per una società veramente libera da condizionamenti di ogni sorta ma una etichetta che serve per far carriera o per fare “marketing” elettorale.

Certi nomi devono appartenere a tutti, al di là delle ideologie e dei partiti, e non è detto che essere stati figli o parenti di vittime delle atrocità commesse dalla mafia o essersi opposti alle sue “pretese” sia di per sé un viatico per ricoprire incarichi politici o di amministrazione.

Questa antimafia al governo della Regione Siciliana rischia di fare solo danni alla lotta alla mafia stessa perchè rischia di farla percepire non come un valore assoluto ma come un’altra fazione politica e carrieristica.

A scanso di equivoci, la mafia è un cancro che ha diffuso le sue metastasi in tutta la società non soltanto siciliana e l’antimafia va perseguita tutti i giorni con il rispetto delle regole e dei diritti e senza inutili proclami … a partire da chi sta al vertice.

Sarebbe bello infine che il Governo della Regione si rendesse conto che oltre all’importante fronte della denuncia di tutte le illegalità si dovrebbe occupare anche di tante altre cose che nel loro insieme aiutano i cittadini a vivere e a fare impresa … a quando qualche risultato “concreto”? Perchè di antimafia qualcuno sembra poterci vivere … ma il resto della popolazione ha bisogno di una economia che funzioni!

antimafia

da fedro

Renzi non è Mandrake ma …, del 03.04.2014, giovedì

Aprile 3, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina da fedro

Su Renzi ho sospeso il giudizio. Mi sarebbe piaciuto mandarlo a Palazzo Chigi dopo una competizione elettorale e invece c’è arrivato nel modo che sappiamo. Se raggiungerà gli obiettivi che si è fissato, che sono quelli che servono alla maggioranza degli italiani (non a quelli che sono contro a prescindere), non potrò che esserne contento … per l’Italia, per noi italiani e perchè vorrebbe dire che si può ancora avere fiducia in una persona.

Nonostante la sospensione del giudizio e l’attesa dei risultati non posso però non manifestare un certo senso di fastidio nei confronti della crescente ondata di critiche che Renzi sembra raccogliere da più parti … da tutte le parti, interne ed esterne al suo schieramento.

Qualsiasi cosa Renzi faccia, o dica, le critiche non vengono lesinate. Quelle che fanno più ridere sono quelle di chi ha promesso le medesime cose che Renzi conta di fare … solo che se le propone Renzi gli chiedono conto e ragione di coperture e sostenibilità dei conti pubblici mentre se le propongono i suoi critici questi non si sentono in dovere di spiegarlo.

A proposito degli 80 euro al mese ai 10 milioni di lavoratori anche lì tutti a protestare … a dire il vero non i lavoratori potenzialmente interessati … ma protestano i pensionati, gli imprenditori, i disoccupati … il bello che tutti criticarono i 14 euro promessi da Letta … anche i lavoratori interessati attesa la esiguità della somma. Eppure sta sotto gli occhi di tutti che è meglio dare un po’ di più alla platea di soggetti più in difficoltà e poi, quando si innescherà il ciclo virtuoso che si auspica, si penserà anche agli altri.

Così come magnifiche sono le critiche di chi gli ricorda i rigori del vincolo del 3% o del “fiscal compact” e che allo stesso tempo criticano i rigori di una politica dell’Unione Europea che ha acuito la crisi con politiche rigoriste … critici anche questi abili nella critica (sono critici del resto!) ma non nella individuazione delle soluzioni.

Renzi avrà tanti difetti ma almeno non tira a campare e decide, se sbaglierà o indovinerà lo sapremo tra alcuni mesi, e in questo momento ha bisogno di tutto il consenso possibile per poter scardinare tutte le lobbies che strangolano l’Italia. E le lobbies non sono soltanto i circoli esclusivi dell’alta finanza o di chissà quali priorati, ma sono anche le associazioni di categoria delle diverse arti e professioni abbarbicati ai propri privilegi o residui di ciò che lo furono.

Ma l’ondata di critiche non sembra riuscire ad arrestare la crescita del consenso nei confronti di Renzi da parte di tanti italiani (un sondaggio di questa sera parla del 57%) che sembrano voler credere in questo ragazzotto che dice le cose che vuole fare e che poi le fa.

E questo consenso sembra far paura. A destra perchè temono la frana del consenso di cui godeva Berlusconi e a sinistra perchè temono forse la svolta autoritaria … una personalità troppo forte che se riuscirà nell’impresa di rimettere in moto l’Italia non potrà più essere scalzata dal cuore degli italiani.

Incredibile.

Fino a ieri si parlava di default, di crisi di liquidità, di interessi sul debito pubblico insostenibili … l’anticamera della macelleria sociale più nera … e oggi tanti soloni si dimenticano degli italiani che con i propri bilanci non arrivano alla terza settimana del mese, o dei disperati che si suicidano segno di un disagio sociale tremendo, e pongono invece l’attenzione sull’attacco alla “Costituzione più bella del mondo” … disposti a invertire anche la tendenza che voleva la lotta senza quartiere ai costi della politica.

Renzi non è certo Mandrake … ma se paragonato al resto della compagnia … gli somiglia molto!

renzimandrake

 

 

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