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Fare politica, non pensavo fosse così difficile, di Paolo Luparello

Aprile 27, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Fare politica, non pensavo fosse così difficile, di Paolo Luparello
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Io credo che ognuno di noi fa politica. Fa politica nel momento in cui esprime una opinione, ma anche quando non la esprime di fronte a un qualsiasi accadimento.
Questo tipo di politica, però, non è quella che normalmente si intende per “fare politica”.
Fare politica è prevalentemente inteso come impegnarsi per gestire la cosa pubblica, aderendo a una formazione politica e anche candidandosi a delle elezioni (amministrative, regionali, europee, politiche).
Passare dalla politica di opinione, la prima, alla politica militante, la seconda, determina un cambiamento di prospettiva, per molti, che non immaginavo e che sto toccando con mano in queste elezioni amministrative palermitane del 2017.
Un cambiamento di prospettiva che sembra portare a galla le peggiori pulsioni dell’animo umano.
Troppa gente che sto incontrando, gente della quale mi onoro di essere amica, o quantomeno frequentatore abituale, appena gli parli di politica e di governo della città sembrano obbedire a dei riflessi condizionati come il famoso cane di Pavlov.
Tutti i candidati diventano pusillanimi, assetati di potere, abbagliati dal dio denaro in nome del quale venderanno ideali, valori e, naturalmente, cittadini.
Per chi ha deciso di non andare a votare non c’è differenza alcuna tra un candidato e l’altro, o sarà un filibustiere del quale si immaginano le future nefandezze, o si tratterà di una povera animella che verrà divorato dai filibustieri. Non c’è remissione di peccati. Non c’è futuro. La rivoluzione è naturalmente l’unica soluzione, ma non si capisce chi la dovrebbe fare atteso che il mondo, secondo loro, si divide in filibustieri e povere animelle.
Per chi invece ha deciso di andare a votare, le idee sono invece chiarissime. Il proprio candidato o è il migliore in assoluto o è il meno peggio. Tutti gli altri rientrano nelle categorie già individuate da chi ha deciso di non andare a votare.
Non si presta la minima attenzione ai programmi. Importa soltanto se il candidato è stato colto in castagna e ha copiato il programma di qualche candidato di altre latitudini, ma se quello che propone soddisfa o meno le attese del cittadino non è dato sapere, dando per scontato che si tratta di mere promesse delle quali nessuno si ricorderà.
Possibile che tutto venga buttato in caciara? Possibile che non si abbia la pazienza di ascoltare e di guardare negli occhi chi ti propone un progetto e ti dica come intende realizzarlo, e di valutare se la persona che hai difronte merita o meno la tua fiducia?
Così come io ho deciso che non posso più aspettare le rivoluzioni altrui, o la congiunzione siderale che farà si che coloro che hanno sempre operato male rinsaviscano e comincino a operare bene, e ho deciso di impegnarmi in prima persona, penso che altre persone come me hanno maturato la stessa decisione e quindi non si può trattare tutta l’erba come un fascio.
Proviamo ad ascoltare. Proviamo a capire chi abbiamo davanti. Proviamo a considerare chi vuole realizzare un progetto diverso dal nostro, che non sia una dittatura naturalmente, non un avversario da abbattere ma un concorrente al quale augurare un buon vento.
Io non temo Leoluca Orlando sindaco, penso solo che nei prossimi 5 anni non farà nulla di diverso di quello che ha fatto in questi ultimi 5 anni e quella nella quale ho vissuto non è la Palermo che vorrei sul piano della pulizia, del decoro, della vivibilità, dell’ordine, e parlo solo delle cose che mi stanno a cuore da cittadino che vuole vivere pienamente la propria città.
Io non temo Forello sindaco, il candidato del Movimento 5 Stelle, non lo conosco e non conosco il suo programma, so soltanto che non ci si può proporre al governo di una città soltanto sulla base di slogan e Palermo è una città che ha bisogno di dialogo e di ascolto.
Io non temo nessun altro candidato sindaco se dovesse diventare il nuovo sindaco di Palermo, spero soltanto che si adopererà per il bene dei Palermitani.
Io ho scelto di appoggiare Fabrizio Ferrandelli e il movimento dei Coraggiosi. Da lui mi aspetto molto. Lui ha deciso che a Palermo vuole far crescere e vivere i suoi figli e questo è un obiettivo che mi fa sperare bene. Lui ha una visione per il futuro di Palermo ed è una visione che non guarda soltanto all’oggi e al domani ma che guarda oltre, guarda a quel ruolo che Palermo ebbe nella storia e che può tornare ad avere solo se tante persone di buona volontà lo vorranno.
Ognuno scelga il candidato che più gli aggrada, non demonizzi l’avversario, non trasformi in una “plaza de toros” quella che è la festa della democrazia.
Buon voto a tutti!

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La mediocrità al potere!, di Paolo Luparello, del 06.04.2017, giovedì

Aprile 6, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

La mediocrità al potere!, di Paolo Luparello, del 06.04.2017, giovedì

Anche quest’anno, in occasione della discussione della legge di bilancio e di questa di stabilità (ex “finanziaria”), il Governo regionale e il Parlamento regionale tornano a occuparsi del funzionamento della macchina amministrativa regionale e del ruolo della dirigenza della Regione Siciliana.

Negli ultimi anni abbiamo assistito al taglio delle indennità dirigenziali, al taglio delle postazioni dirigenziali e quest’anno è il turno del taglio dei dirigenti, il tutto non nell’ottica di una visione strategica di quella che deve essere l’Amministrazione che dovrà affrontare le nuove sfide ma semplicemente in quella di mettere al sicuro chi in questi anni di Governi “usa e getta”, a guida prima di Lombardo Raffaele e adesso di Crocetta Rosario, si è speso per compiacere il cerchio magico del momento.

Con la proposta di norma novellata nottetempo dalla Commissione bilancio si dà un taglio netto alla pletorica dirigenza regionale e si propone di passare a una platea molto più ridotta di dirigenti il cui unico merito sarà stato quello di aver avuto attribuito dalla “politica” incarichi di livello dirigenziale generale e di strutture intermedie (aree o servizi) e di averli mantenuti il più a lungo possibile.

Perchè oggi il Governo e il Parlamento regionali sentono il bisogno di “consolidare” questa ritretta platea di dirigenti che hanno dimostrato in questi anni, a parte indiscutibili figure di veri professionisti, una grande “resilienza” a navigare nel mare periglioso dell’instabilità governativa?

Quali risultati si vogliono raggiungere, a pochi mesi dalle elezioni regionali che potrebbero modificare profondamente il panorama politico regionale, con questa pseudo riforma della dirigenza mentre a Roma non si è ancora compiuta la cosiddetta “riforma Madia”?

E’ una manovra nell’interesse di pochi o è uno dei tanti mezzucci attraverso i quali si “invitano” i diretti interessati ad andare a raccomandarsi con i deputati di turno per chiedere “clemenza” al fine di rientrare nelle maglie dell’ennesima e inutile riforma?

A quando una forza politica seria che abbia a cuore il bene comune, che voglia lo sviluppo reale della Sicilia, che persegua realmente l’affrancamento dalla mediocrità ignobile, proporrà un progetto organico di riforma dell’Amministrazione Regionale che non sia dettato dagli appettiti e dagli interessi di gruppi di interesse, più o meno grandi, tesi esclusivamente alla propria sopravvivenza?

Di fronte a questa ennesima “porcata” verrebbe voglia di mandare tutti in un certo paese, ma se così fosse dichiareremmo la nostra resa e così non deve essere.

Proveremo anche questa volta a stoppare questo ennesimo tentativo di bloccare la Regione Siciliana e di far esplodere le guerre intestine tra dirigenti e tra dirigenti e non dirigenti, guerre delle quali non si avverte assolutamente la necessità, specie se all’orizzonte si potrebbe profilare un nuovo modello di governo e un nuovo stile di intendere il rapporto tra politica e amministrazione.

Io non ci sto a subire questa mediocrità e spero che in tanti, dirigenti e non, aderirarnno alle iniziative che verranno messe in campo durante questo mese di aprile per contrastare questo modo di legiferare e di promuovere false riforme buone soltanto per alcuni.

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 29 marzo 2017, mercoledì

Marzo 30, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 29 marzo 2017, mercoledì

Io la penso così!

Pubblicato da Paolo Luparello su Mercoledì 29 marzo 2017

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Presidente, la finisca!, di Paolo Luparello, del 10.03.2017

Marzo 10, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Presidente, la finisca!, di Paolo Luparello, del 10.03.2017

Lo spettacolo che questa politica sta dando in Sicilia è veramente pietoso. Leggi il resto di questa voce →

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A proposito della Tessera sanitaria – Carta regionale dei Servizi, di Paolo Luparello, del 05.01.2017, giovedì

Gennaio 5, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

A proposito della Tessera sanitaria – Carta regionale dei Servizi, di Paolo Luparello, del 05.01.2017, giovedì

Ai primi di dicembre 2016 ho ricevuto per posta la nuova Tessera Sanitaria che sostituisce quella che mi era scaduta. La tessera viene inviata dall’Agenzia delle Entrate tramite Sogei. La tessera è accompagnata da una nota di accompagnamento personalizzata (cioè riporta il mio nome non solo nell’indirizzo – come mi sarebbe potuta arrivare altrimenti? – ma anche nel testo che esordisce con un Gentile Paolo Luparello) nella quale viene spiegata la funzione  della tessera e vengono fornite altre utili informazioni. La nota porta in calce, stampate, le firme del direttore dell’Agenzia delle Entrate e del Presidente e Amministratore delegato di Sogei.

Con mia grande sorpresa, la nota di  Agenzia delle Entrate/Sogei è accompagnata da un altra nota che sembra uscita da un gioco della Settimana enigmistica … “Scopri l’errore”.

La nota porta in calce la scritta “Presidente della Regione Siciliana” con alla sinistra apposto un timbro tondo “Regione Siciliana – Assessorato Bilancio e Finanze”. In pratica la nota “tipo ciclostilata” non riporta alcuna firma e riporta un timbro con una dicitura oramai obsoleta in quanto da alcuni anni l’Assessorato Bilancio e Finanze ha lasciato il posto all’Assessorato dell’Economia.

Il logo della Regione Siciliana riporta soltanto la dicitura “Regione Siciliana” omettendo “Repubblica Italiana” e l’indicazione dell’ufficio mittente (Il Presidente o Assessorato dell’Economia, o altro).

Se poi andiamo al contenuto della nota, i dubbi aumentano e per come vanno le cose sanno un po’ di presa in giro.

La nota recita:

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L’acchianata, tra devozione, business e sicurezza, del 03.09.2016, sabato

Settembre 3, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

L’acchianata, tra devozione, business e sicurezza, del 03.09.2016, sabato

Luparello e chinotto ai Cantieri

L’acchianata a Montepellegrino (l’ascesa al monte che domina Palermo e dove insiste l’eremo della patrona di Palermo Santa Rosalia) è oramai per me un appuntamento irrinunciabile. Almeno una volta la settimana “acchiano” a Montepellegrino camminando o di corsa a seconda se sono in compagnia o solo e del mio stato di forma. Uscire dal caos cittadino e immergersi nella pace del monte (anche se recentemente martoriato dagli incendi) è una esperienza unica e che mi permette di riflettere su quelli che sono i problemi che sto affrontando o su ciò che mi capita di vedere.

Oggi è una data particolare. Questa sera ci sarà la grande acchianata in onore della Santa e che vedrà migliaia e migliaia di palermitani di tutte le diverse estrazioni sociali, culturali, di borgata, inerpicarsi su per la scala vecchia.

Fino a questa mattina fervevano i preparativi. Squadre di operai stavano lì a pulire, a coprire qualche buca, a mettere in sicurezza qualche passaggio che nel buio nell’acchianata serale potrebbe mettere a rischio l’incolumità fisica di qualche pellegrino non avvezzo alla camminata al buio.

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Storie di bandiere alla Regione, ma non solo, del 02.09.2016, venerdì

Settembre 2, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Luparello e chinotto ai Cantieri

Storie di bandiere alla Regione, ma non solo, del 02.09.2016, venerdì

Non so voi, ma quando vado all’estero provo una certa emozione di fronte allo sventolare delle bandiere del paese in cui mi trovo. Mi sembrano sempre molto patriottiche. Mi sembrano grandi e belle nel loro sventolare. Anche in Italia ho provato la stessa sensazione, ma soltanto per quelle che sventolano davanti al Quirinale, a Palazzo Chigi, alla Camera, al Senato e ai ministeri davanti ai quali sono passato. Cosa diversa a Palermo. A parte le bandiere esposte davanti all’ARS e a Palazzo d’Orleans, quelle esposte davanti a diversi assessorati sembrano rappresentare più lo stato d’animo degli occupanti il palazzo piuttosto che il senso di appartenenza a una Nazione o a una Regione.

La foto che riporto in questo post è stata scattata a Palermo, la bandiera italiana è strappata e uno dei  puntali sembra in posizione precaria. Capisco che chi entra nel palazzo non avrà l’abitudine di guardare in alto ma le bandiere rappresentano il biglietto da visita di una istituzione ed entrando in questa istituzione cosa potrà pensare un visitatore occasionale? Ma c’è di più. Davanti a un altro assessorato, fino a oggi, erano esposte le bandiere a mezz’asta (e non entro nel merito dei colori considerato lo smog accumulato sulle stesse … chissà da quanto non vengono lavate o cambiate!).

Qualcuno, giustamente, dirà “ma con tutti i problemi che abbiamo tu ti “amminchi” con le bandiere?”. Ebbene si. Come possiamo tentare di scuotere le coscienze, di sollecitare uno spirito di appartenenza, di ricondurre al senso dello Stato e delle istituzioni se non siamo in grado di curare il simbolo di tutto ciò? Ci sono uomini e donne che sono morte per conquistare e per difendere una bandiera e noi oggi la trattiamo come un vessillo calcistico di cui essere orgogliosi nei tornei internazionali.

Ai “benaltristi” dico … vaffanculo!

Non possiamo offenderci soltanto se i leghisti di un tempo disprezzavano il tricolore. Ci dobbiamo offendere se del simbolo di un popolo e di una nazione se ne fa uno strofinaccio. Il rispetto della bandiera è una precondizione per il rispetto del vivere comune e delle regole che lo disciplinano, e non capire questo ci dà la cifra del degrado morale al quale è arrivata la nostra Regione.

Bandiere alla Regione

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Ci sono webeti e webeti!, del 01.09.2016, giovedì

Settembre 1, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Luparello e chinotto ai Cantieri

Ci voleva Enrico Mentana, con il suo “webete”, a dare il via alla critica del libero pensiero sui social network. Mentana non ce l’ha fatta più e di fronte alle “idiozie” di qualche internauta dal commento facile è sbottato in un “Lei è un webete”! Da lì una stura di post e prese di posizione da parte di commentatori vari contro quello tsunami di pensieri in libertà rappresentato dai commenti e dalle condivisioni sui social network o sulle testate online di quel popolo di navigatori di internet che di fronte alla possibilità di dire la propria, senza alcuna forma di autocensura e senza minimamente pensare se quello che stanno per scrivere o condividere può arrecare offesa a qualcuno, lo fanno e non se ne pentono minimamente, come se si trattasse di un gesto liberatorio per se e punitivo dei mali del mondo incarnati nell’oggetto della loro critica del momento. Che dire? Ho sempre preso le distanze da coloro che utilizzano i social network in modo brutale che ricorda la folla dedita al linciaggio. Purtroppo questi tipi esistono e l’unico modo per sopravvivere è non accoglierli nella propria cerchia, ma che di questo si lamentino i giornalisti la cosa mi lascia un po’ perplesso, atteso che appartengo a una categoria di lavoratori che appena viene nominata dà la stura agli istinti più bassi di una non so quanto vasta schiera di siciliani, e dopo l’audience di Giletti anche di italioti. I giornalisti sanno che certi argomenti solleticano tante menti e questo porta tanti “click” sulle testate on line e se adesso sembra venir fuori uno straccio di coscienza adottino degli strumenti di reale moderazione dei commenti … se poi il problema sono i social network basta adottare delle politiche di privacy più restrittive, ma rinuncerebbero ai milioni di contatti a cui piace rivoltarsi nel fango?,  … Webeti, a rimetterci davvero è il dialogo … 

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Essere siciliano non significa essere mafioso ed essere islamico non significa essere terrorista., del 15.07.2016, venerdì

Luglio 15, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Essere siciliano non significa essere mafioso ed essere islamico non significa essere terrorista.

Di Paolo Luparello

No. Non toglierò l’amicizia a chi si lascia andare a uno sfogo contro tutti gli arabi o contro tutti gli islamici in quanto ritenuti tutti una cosa e fondamentalmente assassini e turbatori della nostra tranquillità. Non la toglierò non perchè condivida i loro sfoghi ma perchè si tratta in molti casi di amici che per gran parte della quotidianità sono persone timorate di Dio e che non immagino che si cimenteranno mai negli stessi gesti che oggi condannano. Non posso dire altrettanto per gli amici degli amici che leggendo certe affermazioni (da un po’ di tempo la Fallaci va di moda), e se non dotati del necessario equilibrio mentale posseduto dai miei amici, potrebbero passare alle vie di fatto. Mi dispiace quindi che i miei amici si lascino andare a certi sfoghi, un giorno potrebbero essere considerati cattivi maestri.Luparello e chinotto ai Cantieri Leggi il resto di questa voce →

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Una montagna di rifiuti vi seppellirà!, del 12.07.2016, martedì

Luglio 12, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Una montagna di rifiuti vi seppellirà!, del 12.07.2016, martedì

di Paolo LuparelloLuparello Paolo 02

Diavolo di un presidente! Quando tutti lo davano per spacciato e sommerso da una montagna di rifiuti provenienti dai tutti gli angoli della Sicilia cosa ti tira fuori dalla manica? L’ufficio speciale per la raccolta differenziata con potere di commissariamento! Leggi il resto di questa voce →

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A proposito dei dirigenti “esterni” alla Regione Siciliana, del 10 luglio 2016, domenica

Luglio 10, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Siamo talmente abituati alla discrezionalità dei comportamenti dei politici che spesso non ci poniamo più alcune domande, né tantomeno le poniamo.Luparello Paolo 02

Leggendo questo articolo a proposito della nomina di dirigenti esterni all’Amministrazione del Comune di Palermo

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Regione Siciliana? Un orologio svizzero!, del 5 luglio 2016, martedì

Luglio 5, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Primo luglio doveva essere e primo luglio è stato. La Regione fortemente voluta da Saro Crocetta è partita. Puntuale come un orologio svizzero la macchina si è avviata. Uffici di ogni ordine e grado hanno il loro bravo dirigente. I siti web sono stati tutti aggiornati. Sugli uffici fanno bella mostra le nuove targhe. Il personale è stato assegnato ai nuovi uffici. Caselle di posta elettronica nuove di zecca belle e pronte. Il protocollo informatico già funziona a pieno ritmo. Dirigenti che hanno preparato i passaggi di consegne in grado di permettere ai subentranti di operare sin da subito con cognizione di causa.
Luparello e chinotto ai Cantieri

Non sembra nemmeno di essere alla Regione. Leggi il resto di questa voce →

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A proposito della dirigenza alla Regione Siciliana, del 4 luglio 2016, lunedì

Luglio 4, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

In questi giorni è partita l’ennesima riorganizzazione della macchina amministrativa regionale con tanto di avvicendamento di tutti i dirigenti preposti ai diversi uffici di livello dirigenziale a eccezione di quelli apicali, ovvero dei dirigenti generali.

Parliamo di circa 1600 dirigenti che dovranno coprire le 1437 postazioni dirigenziali che sono state disegnate dal Governo Crocetta con quest’ultima “rimodulazione”.

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Nessuno è inutile?, del 2 luglio 2016, sabato

Luglio 2, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Regioniamo Sicilia Banner

Nessuno è inutile?

Di Paolo Luparello

Ogni vita merita di essere vissuta. Questo è certamente ciò che pensa chi crede in Dio, quanto meno il Dio dei cattolici. Non so come la pensa il Dio delle altre religioni.

Sinceramente nutro qualche dubbio sul fatto che alcuni individui meritassero, o meritino, di vivere una vita, ma in questo post non è mia intenzione affrontare un tema filosofico ai massimi sistemi ma semplicemente riflettere sul fatto se ogni essere umano a un certo punto riflette sul senso della propria vita e sul fatto che essa possa essere stata, o sia , di una qualche utilità per altri e quindi non soltanto per se medesimi. Leggi il resto di questa voce →

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Momento della memoria o kermesse?, del 23.05.2016, lunedì

Maggio 23, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Sono le 17,00. Sono solo alcuni anni che ho deciso di partecipare alla manifestazione sotto l’albero Falcone. Luparello Paolo 02Lascio il mio ufficio e scendo tra la folla che sciama da via Leopardi e da via Notarbartolo in direzione dell’albero Falcone. E’ una bella sensazione. Tanti giovani e giovanissimi con le loro magliette dedicate all’evento, con i collarini, con gli striscioni delle scuole o delle associazioni che li hanno condotti lì. Il primo impatto è una sferzata di emozione. Questa folla che sciama, che ti sfiora, che puoi sentire, ti fa sentire come se tutto sia possibile. Io, però, non amo stare nella folla. Mi piace osservarla, come un caleidoscopio. Mi piace cogliere gli sguardi, i gesti, squarci di conversazione. Ho la sensazione che la folla di quest’anno non sia così oceanica come gli organizzatori sembra avessero anticipato. Dal mio punto di osservazione sembra che la strada tra via Leopardi e via Lo Iacono è piena ma potrebbe accogliere molta più gente. Ma è una sensazione. Sul palco non riesco a capire chi si alterna al microfono. L’audio non è molto buono. Parole si alternano a canzoni e musica. Ogni tanto parte un applauso. Qualcuno mi urta alle spalle. Un uomo di una scorta fa strada al suo “pacco”. Cerco di identificarlo. Solo in due scortano l’autorità in questione. Si tratta di Crocetta. Sembra cercare tra la folla qualche conoscente. Per essere un presidente in carica non sembra essere molto gettonato, non certo quanto un uomo politico recentemente dimessosi dall’Assemblea Regionale Siciliana che invece passa da un conciliabolo all’altro senza accennare a esaurire interlocutori e e argomenti. Sono prossime le 18,00 e prende la parola il presidente Pietro Grasso. Mai intervento mi è sembrato più efficace. Sono i nomi delle stragi mafiose del 1992. Dopo il nome di Giovani Falcone parte il silenzio. Sulla strada cala il silenzio e finalmente avverto quel senso di raccoglimento che dovrebbe contraddistinguere una ricorrenza come questa. Le note della tromba sono struggenti e il pensiero va a quelle vittime della ferocia mafiosa … ma non solo a quelle del 1992, a tutte le vittime di una guerra non dichiarata che lo Stato sembra avere sottovalutato per troppo tempo. Sull’ultima nota del silenzio parte un lungo applauso e io lascio la manifestazione. Ma è proprio necessario trasformare un momento della memoria in una kermesse?

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Continuiamo l’esperienza di “Regioniamo Sicilia!”?, di Paolo Luparello, del 12.05.2016, giovedì

Maggio 12, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Il post … La mia amarezza, di Paolo Luparello, del 11.05.2016, mercoledì … ha provocato un po’ di reazioni, principalmente in chi reazioni non doveva provocare.

Mi spiego.Luparello Paolo 02

In questi mesi sono stati tanti i colleghi ed ex colleghi, e non solo, che hanno partecipato all’esperienza di “Regioniamo Sicilia!”.

C’è stato chi si è offerto come protagonista di un evento, chi come componente dell’organizzazione, chi nella comunicazione, e qui un ringraziamento è d’obbligo a Rosanna Minafò che ha assolto al ruolo di addetto stampa e ci ha consentito di essere presenti su diverse testate giornalistiche oltre che in programmi radiofonici e televisivi, chi per svolgere una delle tante attività che hanno determinato il successo della manifestazione … riprese video, servizi infotelematici, alimentazione dei canali web e social e tanto altro ancora.

Chi ha avuto la curiosità di venire a vedere cosa abbiamo combinato ai Cantieri Culturali alla Zisa, al villaggio di Regioniamo Sicilia!, è rimasto colpito in positivo, oltre che stupito di ciò che siamo riusciti a fare e del talento e della passione dei tanti protagonisti. Gente che passeggiava e si intratteneva a chiacchierare mentre su una pedana si esibiva una scuola di danze orientali, mentre in una “bottega” si teneva una “jam session” di jazz, mentre in un’altra “bottega” alcuni scrittori “regionali” erano protagonisti di un talk show dedicato alla loro opera, mentre in altre botteghe si parlava di vino, di corsa estrema e di fotografia tra cibo e architettura, mentre al cinema venivano proiettati documentari e “corti”. E chi non voleva ascoltare, poteva sempre ammirare le esposizioni di quadri, sculture e fotografie di altri protagonisti e tanto altro ancora.

Una volta tanto abbiamo stupito in positivo … primi fra tutti i nostri “regionali” che non avrebbero nemmeno lontanamente immaginato che una cosa del genere fosse potuta succedere in casa nostra!

Chi non crede a queste parole può andare su Facebook e nella pagina di “Regioniamo Sicilia! La Non festa dei dipendenti della Regione Siciliana”, potrà trovare foto, video e tanto altro materiale che i presenti hanno registrato in abbondanza.

Con ancora negli occhi le tante bellissime immagini di Regioniamo Sicilia! ho sentito il bisogno di lasciarmi andare a uno sfogo, che forse avrei potuto evitare ma che mi sono sentito di fare, perchè mi sarebbe piaciuto condividere tutto ciò con tanti amici … non sconosciuti (che sono anche venuti) … amici che non si sono avvicinati a questa manifestazione in nessun modo … neanche con un messaggio di critica!

Chiuso.

Martedì 17 maggio p.v. il comitato tornerà a riunirsi e proveremo a riprendere le fila di ciò che abbiamo sciolto domenica sera a fine manifestazione.

Entro il mese proporrò di organizzare un evento nel corso del quale proietteremo, se ci riusciremo, un video che farà rivivere le emozioni di questa avventura e che servirà a lanciare la sfida per un’altra nuova avventura … sempre che questa sfida vi sentiate di affrontarla insieme a noi!

Se ti ho cancellato dalla mia lista di distribuzione della newsletter o dagli amici del mio diario di Facebook non lo considerare un gesto di non ritorno … l’ho fatto perchè ti ho voluto togliere dall’impaccio … non saprai più nulla di ciò che farò salvo che tu non lo voglia, arrivederci!

Un grazie a tutti coloro hanno voluto rispondere al mio post o tramite mail o tramite commenti su Facebook … non avremo nulla da festeggiare ma non rinunceremo mai a vivere la nostra vita che non può essere soltanto rassegnazione o livore per il destino cinico e baro che sembra esserci stato riservato. Si deve lottare per i propri diritti ma si deve anche trovare il tempo per nutrire l’anima.

Regioniamo Sicilia! è una manifestazione per le famiglie … qualcuno ha invece creduto che si potesse trattare di una specie di assemblea di lavoratori … non ti perdere l’edizione 2017 … se ci sarà!

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La mia amarezza, di Paolo Luparello, del 11.05.2016, mercoledì

Maggio 11, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

La mia amarezza, di Paolo Luparello, del 11.05.2016, mercoledì

“Care amiche, cari amici,
ringrazio tutti coloro che in questi mesi hanno sostenuto il nostro impegno, anche concretamente attraverso le donazioni o l’impegno fattivo nella realizzazione di Regioniamo Sicilia! attraverso la partecipazione agli eventi e nell’organizzazione.
Mi rendo conto che si vivono tempi difficili e che i bilanci familiari sono messi a dura prova, ma non posso non nascondervi la delusione per il silenzio di tanti che considero amici, probabilmente sbagliando, e che non hanno trovato il tempo per scrivere due righe o per una telefonata per darmi un segno della loro presenza.
Mi rendo conto che probabilmente devo ringraziare anche chi resta silente e che mi fa il favore di non cancellarsi dall’invio delle newsletter, a loro va allora il mio grazie. Da domani non sarà così.
Continuerò a scrivere e a inviare newsletter, a qualcuno toglierò il disturbo.Paolo a Marina di Cottone
Grazie ancora.”

Questo è il testo della mail che ho mandato ai destinatari della mia mailing list, poco più di 700 nominativi che adesso ho ridotto a poco meno di 300, ai quali invio settimanalmente la mia newsletter con i post che pubblico sul blog di “Perchè no…qualcosa si muove” ( www.perchenosicilia.org ).

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E’ finita … e abbiamo scritto una bella pagina per tutti noi!, di Paolo Luparello, del 08.05.2016, domenica

Maggio 9, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Locandina qcode

E’ in linea il sito web di “RegioniAmo Sicilia! La Non Festa dei dipendenti della Regione Siciliana” all’indirizzo www.perchenosicilia.org/lanonfesta
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E’ finita … e abbiamo scritto una bella pagina per tutti noi!, di Paolo Luparello, del 08.05.2016, domenica

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E’ finita!

Qualcuno forse tirerà un respiro di sollievo perchè finalmente spera che cesserà il bombardamento di comunicazioni e di richiesta di donazioni per “Regioniamo Sicilia!” Si, cesserà, e per qualche giorno proverò a contenermi e a lasciarvi tranquilli. Questi giorni mi serviranno per recuperare un po’ dello smalto che negli ultimi giorni ho perso e per metabolizzare il carico di emozioni che questa fantastica tre giorni ci ha lasciato. Un carico di rapporti allacciati, un carico di solidarietà, un carico di disponibilità … lo stupore di avere realizzato ciò che avevamo immaginato … in tutti i suoi aspetti. Oggi posso affermare di essere felice … domani non lo so, ma oggi sono veramente felice perché ho visto la gioia e la sorpresa sul volto di tanti colleghi ed ex colleghi.

Adesso è tempo di conti. Devo definire il dettaglio dei costi sostenuti e fare una verifica di quanto è stato donato. Siamo certamente in rosso, ma la quantificazione puntuale la potrò completare in un paio di giorni. Me ne farò carico … e lo faccio con piacere perché quello che mi ha regalato “Regioniamo Sicilia!” non ha prezzo. A tra qualche giorno!

Buonanotte!

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L’Associazione senza scopo di lucro “Perchè no…qualcosa si muove” non dispone di alcun cespite che non siano le donazioni di chi vuole contribuire a finanziarne l’attività. Se volete fare una, ciò vi sarà possibile tramite  un bonifico bancario sul suo conto corrente presso Unicredit Agenzia 22115 Palermo Terrasanta Coordinate bancarie IBAN IT10O0200804615000102631086

Un grazie da Paolo Luparello

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Proporsi per governare le Sicilia … come?, di Paolo Luparello. del 04.01.2016, lunedì

Gennaio 4, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Proporsi per governare le Sicilia … come?, di Paolo Luparello. del 04.01.2016, lunedì

Proporsi ai propri concittadini per ottenerne la fiducia per ricoprire un mandato parlamentare è qualcosa di così semplice che chiunque lo può fare. Tanto è vero che a ogni tornata elettorale sono migliaia i candidati e sono tantissimi coloro che a elezioni finite raccolgono una manciata di voti … alcuni neanche uno … nemmeno il proprio voto.Paolo a Marina di Cottone

Ma al di là di far parte di una formazione politica che ospiti la candidatura e delle risorse di tutti i tipi che servono per portare avanti un tornata elettorale, cosa è necessario per proporsi agli elettori?

Chiacchiere! Tante chiacchiere! Chiacchiere verbali e chiacchiere scritte. Chiacchiere di quelle che oramai tengono lontani dalle urne gli elettori e di quelle che appena le inizi a pronunziare costringono gli interlocutori ad alzare gli occhi al cielo e a invocare l’intercessione di qualche santo o divinità affinchè venga liberato dall’importuno.

A questo si è ridotto il confronto politico.

Pochi sono in grado di valutare se quelle che pronunci sono mere chiacchiere o se dietro quelle parole si intravede un progetto concreto.

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da fedro

Lettera al Direttore … ma non solo a lui!, di Paolo Luparello, del 18.12.2015, venerdì

Dicembre 18, 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Gentile direttore,2015 11 15 Paolo prima della partenza 2

è un po’ che non ti scrivo, da quando mi comunicasti che l’avventura di LinkSicilia volgeva al termine e affrontavi la nuova sfida di MeridioNews per la quale i “contributi” di “grafomani” come me sarebbero stati oggetto di un ripensamento. Non so se quel ripensamento sia terminato ma io torno a scriverti stimolato, eufimisticamente parlando, dall’ultima nefandezza del governo Crocetta protempore. Certamente ti starai domandando, tra le tante, a quale nefandezza mi riferisca e io subito ci arrivo.

Io sono un dirigente della Regione Siciliana e dopo aver subito 10 anni di mancati rinnovi contrattuali, la decurtazione del 20 % della fondo per le indennità dirigenziali, l’abrogazione della famigerata “clausola di salvaguardia” che impediva che le indennità di un dirigente dipendessero totalmente dal volere di un politico o di un dirigente generale sensibile a un politico, riceverà un altro salasso consistente nell’azzeramento della indennità dirigenziale che nel mio caso ammonta a poco meno di 15 mila euro lordi annui pari a una indennità mensile netta di 600 euro.

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