Saremo una associazione low cost … vogliamo far girare le idee e non i soldi, del 24.06.2013, lunedì

24 Giugno 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina

 
Lo scorso fine settimana ho provato a “stimolare” le amiche e gli amici che avevano aderito all’idea di costituire una associazione come “Perchè no…qualcosa si muove” ma che ancora non si erano decisi a fare il “grande passo”. Che tra il momento dell’ideazione e quello della attuazione pratica ci potesse essere una inerzia lo avevo messo in conto, e continuo a pensare che soltanto attraverso il lavoro che riusciremo a fare potremo convincere colleghi, ex colleghi e cittadini ad aderire all’Associazione, ma pensavo di poter contare su un numero più consistente di “prime adesioni”.
Allo “stimolo” che ho somministrato ad amiche e amici, consistente in una mail con la quale chiedevo di sapere quali fossero le remore ad aderire all’Associazione, una delle risposte che mi sono pervenute mi permette di meglio comprendere le ragioni della mancata risposta di adesioni e di poter fornire qualche spunto di riflessione a chi si trova nella condizione di voler aderire ma di non poterlo fare.
 
Andiamo alla risposta di Maria, inutile dire che si tratta di un nome di fantasia.
 
Caro Paolo, rispondo alla tua richiesta, ma in questo momento non sono in grado di dirti si o no, ma soltanto un “vedremo”, vedremo in che direzione si svilupperanno le iniziative, vedremo quanto incisivo riuscirà a essere il lavoro dell’associazione, ecc. Ti espongo brevemente le ragioni della mia perplessità e della mia posizione di attesa:
1) Non condivido le posizioni che spesso sono state espresse di difesa dei dipendenti e dei dirigenti regionali a prescindere. Non trovo in queste posizioni le forme di autocritica e di riflessione aperta e libera che ritengo indispensabili per mettere poi in campo proposte serie. Poiché l’associazione non è o non dovrebbe essere un sindacato, dovrebbe avere la libertà di esprimersi chiaramente senza difendere tutte le posizioni, anche quelle più indifendibili. Le recentissime vicende che hanno coinvolto l’Assessorato alla Formazione mi sembra dimostrino che Crocetta e la Scilabra avevano sostanzialmente ragione; credo avremmo dovuto sfidarli a fare di più e meglio, piuttosto che gridare alle deportazioni. Quando Crocetta afferma che la burocrazia regionale è marcia, credo dovremmo rispondergli che in parte questo è innegabile, ma dovremmo spiegargli come questo sistema sia stato creato dalla politica ai propri fini, piuttosto che sentirci punti sul vivo, noi che marci non siamo. La richiesta di criteri oggettivi e certi, compreso il rispetto delle competenze, nell’assegnazione degli incarichi dirigenziali dovrebbe essere il nostro primo punto; la ricognizione del personale, l’assegnazione a compiti precisi sulla base delle esigenze dell’amministrazione, sempre nel rispetto delle competenze e dei profili professionali, di tutto il personale, dovrebbe essere il secondo. Già questo comincerebbe a spezzare il legame malsano tra politica ed amministrazione che è la rovina della nostra terra. Tutto quello che in Sicilia serve a muovere le acque marce della palude è benvenuto, non possiamo proporci come forza di conservazione.
2) Tu conosci bene la nostra vicenda, sai come essa sia stata paradigmatica di un modo privatistico ed arbitrario di gestire il proprio potere da parte dell’amministrazione: il ricorso contro alcuni e non contro altri, carte che si perdono opportunamente per strada, … Sai che in tutta Italia il parere del consiglio di stato è vincolante e in Sicilia il parere del cga non lo è? Posso immaginare che il ripristino della legalità e la cancellazione delle discriminazioni possa essere parte dell’iniziativa di “perché no”? In questo caso potrei anche pensare a fare il grosso sacrificio economico che sarebbero per me in questo momento 60 €.
3) 60 €: come tu sai noi guadagniamo 1400 € al mese, in particolare noi che non abbiamo avuto neanche la peo grazie agli accordi tra sindacato e amministrazione. Riesci ad immaginare che cosa voglia dire campare una famiglia con questa somma, in un momento in cui i redditi dei mariti e compagni, in molti casi liberi professionisti, commercianti, imprenditori, si sono ridotti a zero? Sai che colpo è per noi, che abbiamo lo stipendio bloccato al minimo da otto anni, sentire che si bloccherà di nuovo il rinnovo dei contratti? Con tutto il carico fiscale che si è abbattuto in questo momento su quelle che erano una volta famiglie borghesi e dunque hanno magari anche una seconda casa, studi professionali da mantenere, due macchine da campare ecc.? Con figli adolescenti, magari da mandare all’università, come nel mio caso? Con gli avvocati da pagare profumatamente per il fantastico buco nell’acqua che sono riusciti a fare? E divorati dal senso di colpa per aver fatto, seguendo le proprie passioni, una scelta rivelatasi infausta, perché se fossimo rimasti a scuola guadagneremmo molto di più, avremmo potuto fare il concorso per dirigenti scolastici e così via: io non so se ti rendi conto, ma siamo credo gli unici nella storia della Sicilia per i quali l’incontro con l’amministrazione regionale ha voluto dire lo scivolamento verso la povertà. Perché ti dico tutto questo? Perché per me 60 € in questo momento comportano la scelta tra l’adesione all’associazione e l’acquisto di due paia di pantaloni in un negozio low cost per le mie figlie. Tu capisci che ne dovrebbe valere veramente la pena. Per questo io dico che starò almeno per un po’ a guardare, sperando che l’attività dell’associazione non si traduca nell’ennesimo sindacatino che difende privilegi e posizioni parassitarie. Sarò contenta se nel frattempo vorrai comunque continuare ad inviarmi le mail, per seguire l’attività che metterete in campo. Buon lavoro!
Maria”
 
Rispondo a “Maria”
 
Ciao “Maria”,
ho letto la tua mail, la comprendo e la condivido quasi in pieno … dalla prima all’ultima riga. Quasi, perchè sulla vicenda della Formazione professionale sono un po’ più cauto nell’addossare responsabilità ai colleghi sui quali non è chiaro che tipo di responsabilità si sono volute scaricare e preferisco limitarmi a denunciare le illegittimità che certamente sono state commesse da chi ha adottato dei provvedimenti in aperto dispregio di norme e contratti.
Appena ho un po’ di tempo mi piacerebbe risponderti più puntualmente e a tal proposito ti chiedo l’autorizzazione a pubblicare la tua mail … omettendo naturalmente il tuo nome.
Ti anticipo che noi non vogliamo essere nè l’ennesimo sindacatino nè l’ennesimo partitino e mi dispiace se abbiamo dato questa impressione.
Noi chiediamo il rispetto delle regole e la valorizzazione del merito e soprattutto una organizzazione della quale essere fieri.
Non mi sembra che abbiamo difeso “a prescindere” i dipendenti regionali e non lo vogliamo fare … ma neanche li vogliamo accusare senza processo, altrimenti cadremmo nello stesso errore che commettono gli altri.
L’associazione vuole essere un “pensatoio” libero da qualsiasi condizionamento che non sia il buon funzionamento della Regione … perchè dal suo buon funzionamento dipende anche il nostro futuro sia di dipendenti sia di siciliani.
Continueremo a inviarti la nostra newsletter … non ci costa nulla e per noi è importante sensibilizzare i colleghi ai temi che tratteremo.
Riguardo all’adesione all’associazione mi rendo conto che oltre all’aspetto “ideologico” si tratta anche di un problema “economico” altrimenti non lo avrei menzionato tra le possibili motivazioni della mancata adesione. Non sei la prima a rappresentare la difficoltà di far quadrare i bilanci e il fenomeno è molto più diffuso di quanto si possa immaginare … alla faccia di chi ci dipinge come una casta di nababbi.
Se un giorno deciderai di aderire all’associazione sappi che la quota associativa non deve essere un vincolo nel senso che non è necessario versarla subito e in un’unica soluzione … lo si potrà fare anche in concomitanza degli eventi o delle iniziative che realizzeremo … ti assicuro che saremo una associazione low cost … vogliamo far girare le idee e non i soldi.
Provo a pormi alcune domande e a dare delle risposte.
  • Perchè ci servono degli associati?
Perchè più siamo più ampio potrà essere il confronto e il fronte dei temi che saremo chiamati ad affrontare, oltre che, naturalmente, per attirare l’attenzione di chi è sensibile soltanto al “peso” delle organizzazioni. Noi abbiamo l’ambizione di diventare un interlocutore dell’Amministrazione, dei partiti e movimenti politici, dei sindacati e delle organizzazioni di categoria e di cittadini utenti, ma non in forza dei nostri “numeri” ma in forza della qualità della nostra capacità di analisi, di critica e di proposta.
  • Perchè ci servono degli associati “paganti”?
Noi saremo una associazione “low cost” e contiamo di spendere il meno possibile. Ci abbiamo molto riflettuto sulla opportunità di fissare una quota associativa e di stabilirne la periodicità o meno. Alla fine ci siamo determinati in una quota associativa una tantum, rimandando alla disponibilità degli associati di voler contribuire al finanziamento delle iniziative che si deciderà di mettere in campo.
  • A cosa ci servono i soldi delle quote associative?
Tutta l’attività svolta da associati e non associati è su base volontaria e a titolo assolutamente gratuito. Non abbiamo al momento, e contiamo di non averne, spese di affitto e di utenze varie eccetto quelle relative ad alcuni servizi infotelematici di entità molto modesta. I soldi raccolti, oltre che per alcune spese cui andremo incontro (per esempio l’evento del 5 luglio p.v.) ci servono per far fronte ad alcuni servizi e ad alcuni progetti che vorremmo realizzare.
Allo studio abbiamo:
tra i servizi
  • una convenzione con uno studio legale per l’assistenza su iniziative che l’associazione vorrà intraprendere contro atti e comportamenti dei vertici politici e amministrativi dell’Ente che a nostro modo di vedere non sono legittimi;
  • un servizio di biblioteca online per l’acquisto di e-book proposti dagli associati e finalizzati alla crescita culturale e professionale degli associati;
tra i progetti
  • un premio alla migliore tesi di laurea realizzata su tematiche connesse con la modernizzazione della Regione Siciliana in quanto Ente
  • un premio all’ufficio della Regione che si è particolarmente distinto nella erogazione dei servizi alla propria utenza secondo un progetto formalizzato
Con l’aiuto di tutti spero che questi e molti altri servizi e progetti si possano realizzare.
Cara Maria, invito te e tanti altri amiche e amici a farvi avanti e vi assicuro che nessuno metterà mai in mora qualcuno per il mancato o ritardato parziale o totale versamento della quota associativa. 
Alla fine sembra che ti abbia dato la risposta che volevo darti … grazie Maria!
A presto
Paolo Luparello