S.O.S. Beni culturali … storie di “ordinaria Regione”!, del 15.10.2013, martedì

15 Ottobre 2013 in Contributo

Ricevo, divulgo e commento

“Capo Paolo,

tre flash

1) a proposito di Agronomi……

Palazzo Abatellis : U.O. 3 – Responsabile – Inventario, catalogo, depositi esterni e laboratorio di restauro

C.P.: Assunto con la qualifica di Dirigente Tecnico Agrario Dirigente … Merito o competenze?????????

2) contratti dirigenziali BB.CC. : scaduti  il 31/12/2012

  • I proroga al 28 feb
  • II proroga al 30 aprile
  • III proroga  al 30 giugno
  • IV proroga al 30 set

ad oggi nessuna nuova  … tutto questo è normale? il D.G. dov’è? a chi risponde del Suo operato? attività lavorativa ferma o quasi!

3) Risorse finanziarie

Capitolo 376528 – SPESE PER INIZIATIVE DI CARATTERE CULTURALE, ARTISTICO E SCIENTIFICO DI PARTICOLARE RILEVANZA.  € 445,00  (quattrocentoquarantacinque/00 euro) (gestione assessore)

i capitoli concernenti i restauri quasi tutti P.M. (per memoria) o ridotti all’osso n.b. : l’ass. BB.CC nasce per la tutela e la fruizione del beni culturali!

non ci resta che piangere!”

Caro Ninni, quello che descrivi con tre semplici “pennellate” è lo stato in cui versa la Regione Siciliana da anni, stato critico che in questo particolare momento sembra accentuarsi ancora di più nonostante i modi e le “belle parole” di un presidente rivoluzionario e di alcuni assessori parimenti “inoccupabili” che, forse, in altri momenti avrebbero avuto maggior fortuna (in tempi di vacche grasse tutto aiuta) ma che oggi stanno semplicemente registrando l’affondamento della Regione stessa.

Viviamo un momento in cui ci vorrebbe realmente un programma rivoluzionario, un programma che scuotesse dalle fondamenta la politica regionale e che rimettesse in discussione le tante rendite di posizione, piccole e grandi,di tanti miracolati della politica nostrana. E anzichè una vera rivoluzione non si fa altro che mantenere lo status quo … parola d’ordine “non facciamo e non faremo macelleria sociale”. La macelleria sociale la si fa con i tanti e troppi disoccupati che non hanno avuto la ventura di imbarcarsi su qualche “treno” … per loro, per una parte di loro, c’è solo un pezzo di pane per tre mesi e tanta speranza che anche per loro parta l’ennesimo treno di precari e vittime del disagio sociale.

Nel merito delle “pennellate” di Ninni.

1) Anch’io sono un agronomo, assunto come dirigente tecnico agrario, e mi barcameno tra incarichi vari  lontani dalla mia professionalità di origine da oltre 15 anni. Ho sempre creduto, e continuo a credere, che un dirigente deve dirigere e per far ciò deve possedere capacità di dialogo (saper ascoltare e saper parlare con le persone), capacità di problem solving, capacità di programmazione e soprattutto deve saper guidare gruppi di lavoratori. Lavoratori che devono possedere le necessarie competenze di merito siano esse nel settore dei beni culturali, dell’istruzione, dell’agricoltura, della programmazione e di qualsiasi altro settore, Un dirigente non si può sostituire ai professionisti del ramo e a parte l’eventuale “esercizio abusivo” di specifiche professioni rischia di fare danni. Posto ciò, il collega a cui fai riferimento è stato preferito a qualcun altro? Oppure in assenza di candidati si è affidato l’incarico a chiunque si sia reso disponibile? Non conosco il caso ma in linea di principio non c’è dubbio che per ogni incarico dirigenziale, e non solo, andrebbe previsto il tipo di “skill” che il candidato deve possedere … specifico o generalista!

2) Nella storia dell’applicazione della legge 10/2000 credo che sia la prima volta che per un così lungo lasso di tempo un gran numero di dipartimenti non abbiano provveduto a contrattualizzare i dirigenti. La cosa potrebbe sembrare una mera questione di soldi legati agli incarichi. Non è così. La certezza di un contratto significa disporre di un orizzonte temporale certo nell’ambito del quale si possono programmare e tentare di realizzare obiettivi di importanza fondamentale per l’economia e per il benessere della Sicilia. Non comprendere ciò significa voler gestire la cosa pubblica come un mercatino abusivo nel quale si vive alla giornata. Alla Regione Siciliana qualcuno ha dimenticato che è alla Regione Siciliana, un Ente che fa parte della Pubblica Amministrazione e che è soggetto a leggi che vanno da quelle di rango costituzionale a scendere. Oggi vige la legge “ru zu Sariddu”! Fortunatamente i dipartimenti sono pieni di manifesti di protesta con i quali i sindacati denunciano questo andazzo … scusate … questo è un altro film!

3) Caro Ninni, ma secondo te il taglio del bilancio 2013, che non ben capito se è stato di 1 o di 2,5 miliardi di euro, a scapito di che cosa è avvenuto? Hanno tagliato tutto e non sappiamo quale santo dobbiamo ringraziare se alla Regione continuiamo a percepire uno stipendio … nelle province (ex?) e nei comuni sembra che abbiano finito i soldi … ma il nostro Governo non farà “macelleria sociale”!

Caro Ninni, noi dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” non ci rassegniamo e vogliamo continuare a lavorare perchè la Regione possa rendere quei servizi che servono e per i quali si è pagati. A noi la lotta alla “macelleria sociale” di facciata non interessa. Ai lavoratori va dato un lavoro e se di lavoro non si tratta si deve dire chiaramente che si tratta di un “aiuto” … aiuto che non va negato a nessuno! … e poi i politici che politica faranno? E questo è vero! Ma questo è un problema loro … noi proviamo a pensare ai nostri problemi!

Grazie Ninni per avermi dato la possibilità di queste riflessioni e per averci fornito questo spaccato di “ordinaria Regione”!