Pippo Russo a “Perchè no…qualcosa si muove”, del 25.11.2013, lunedì

25 novembre 2013 in Post ad hoc

Pippo Russo non poteva non attirare l’attenzione della stampa e su Live Sicilia la sua partecipazione al nostro incontro è stata ripresa nell’articolo … Quale Regione per quale Sicilia Le idee di Pippo Russo

Anche oggi all’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” ci siamo concessi qualche ora di riflessioni su temi che ci interessano come cittadini e come dipendenti della Regione Siciliana.

All’incontro, grazie all’interesse suscitato dalla presenza di Pippo Russo, hanno anche partecipato cittadini interessati ad ascoltare e a dirci la loro … un buon segnale che ci fa ben sperare per il prosieguo di questo ciclo di incontri.

Entro qualche ora conto di pubblicare il resoconto dell’incontro e vi anticipo che per il prossimo incontro del 9 dicembre 2013 ha accettato di essere nostro ospite il deputato regionale Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle.

A tra poco per il resoconto dell’incontro odierno.

ore 00,55 del 26.11.2013, martedì

Resoconto dell’incontro

Tra le 16,00 e le 18,30 di oggi pomeriggio una quindicina di amiche e amici hanno impiegato il loro tempo per sapere se un politico come Pippo Russo ha una idea di futuro per la Sicilia e se in questa sua idea di futuro la Regione Siciliana ha un ruolo.

Prima di dare la parola a Pippo Russo, con un passato recente nell’Italia dei Valori e adesso animatore del movimento “Io mi arruolo”, ho introdotto il tema dell’incontro dando lettura del brano “Un difetto della democrazia ateniese” tratto da Senofonte a cura di E.De Marchi.

Perchè questo brano? Perchè in questo dialogo tra Socrate e Glaucone, un giovane di belle speranze che si candida alle alte magistrature di Atene, c’è più contemporaneità di quanto potrebbe sembrare nonostante gli oltre 2000 anni trascorsi. Chi si candida per qualsiasi ruolo deve avere un progetto e per avere un progetto deve conoscere e senza conoscenza ogni candidatura è un azzardo per non dire un atto di arroganza i cui effetti negativi si riflettono su tutta la comunità. Ma ai tempi di Atene questi azzardi non erano permessi, oggi si. Nella società dell’apparire non conta se hai delle idee e se queste idee sono fondate, conta soltanto come le sai raccontare e attecchiscono grazie al bisogno di speranza di chi ascolta.

Prendere in giro la gente non ci interessa e non ci interessa nemmeno sentirci dire le cose che vogliamo sentire, ci interessa confrontarci con persone che hanno a cuore il futuro della Sicilia e che hanno una idea di quale può essere il ruolo della Regione Siciliana, con tutte le donne e tutti gli uomini che vi lavorano, affinchè quella idea di futuro si possa realizzare.

Noi avremmo l’ambizione di non lavorare soltanto per la Sicilia dei nostri figli ma vorremmo anche viverci in quella Sicilia che auspichiamo per i nostri figli. Una Sicilia nella quale si possa fare impresa e dove i talenti possano essere valorizzati senza bisogno di padrinaggi politici o di chicchessia. Una Sicilia nella quale la Pubblica Amministrazione sia vicina al cittadino al servizio del quale si deve operare.

A questo punto ho passato la parola a Pippo Russo che non ha potuto non constatare la scarsa attenzione, visto il numero di presenti, che troppi colleghi mostrano nei confronti di un tema come quello proposto da “Perchè no…qualcosa si muove”. Ogni dipendente è il cuore pulsante di un ingranaggio più complesso che costituisce l’organizzazione e nel momento in cui il dipendente perde lo stimolo alla partecipazione ai momenti di confronto vuol dire che qualcosa non funziona più. Ci si deve interrogare su questa disaffezione anche se una risposta è lampante e sotto gli occhi di tutti … la malapolitica che tutto governa e tutto imbriglia. Le responsabilità a livello macro sono indubbie, la crisi che ha colpito tanti paesi da noi colpisce ancora più duramente per l’assenza di scelte politiche di ampio respiro. Ma anche a livello micro si registrano gli effetti che sono quelli dell’alienazione alla quale sono costretti troppi dipendenti ai quali nessuno presta attenzione e indipendentemente se fanno bene o male nessuno è disposto a riconoscere alcun merito. Situazione ancora più alienante dal momento in cui sulla poltrona di Palazzo d’Orleans si sono avvicendate, dopo Piersanti Mattarella, figure grigie e di basso profilo fino ad arrivare a condannati o indagati per reati di mafia, gettando su tutti i dipendenti un alone di infamia come se questi fossero un tutt’uno con il presidente di turno.

Pippo Russo si è in particolare concentrato sul ruolo della Regione Siciliana in quanto sulla Sicilia del futuro che lui immagina ha avviato, insieme al suo movimento, un ampio confronto con la formazione di gruppi tematici che al termine del loro lavoro produrranno un programma vero e proprio sul quale si aprirà un ampio confronto affinchè si possano affermare i principi della buona politica.

Sul ruolo della Regione Siciliana Pippo Russo immagina un Ente che si riappropria del proprio ruolo di programmazione e di controllore delle politiche pubbliche, spogliandosi della veste di soggetto dispensatore di risorse. Soltanto così ci si potrà affrancare dalla vista corta che caratterizza chi si occupa della gestione che poi finisce per trascurare la visione strategica, quella che ti permette di guardare sempre all’obiettivo lontano, quell’obiettivo che interessa tutta la comunità e non soltanto il cliente di turno.

Pippo Russo ritiene poi che grande attenzione va data al funzionamento della macchina burocratica attraverso una reale adozione di pratiche meritocratiche in grado di non premiare i fannulloni e di valorizzare le migliori professionalità attraverso un percorso di “diritto alla carriera” che soltanto alla Regione Siciliana non sembra poter avere diritto di cittadinanza.

Infine Pippo Russo ha individuato nel ruolo svolto malamente dal sindacato, che tutto ha appiattito, la principale causa per cui il dipendente regionale è disamorato e non crede più nell’istituzione in cui lavora nella quale sembrano farla da padrona chi si distingue nel peggio sia sul fronte politico sia su quello sindacale.

Dopo l’intervento di Pippo Russo si è aperto il dibattito al quale diversi degli intervenuti hanno partecipato fornendo una serie di spunti e di suggestioni delle quali Pippo Russo terrà conto nella sua attività politica.

Sono stati posti vari temi:

  • una reale customer satisfaction attraverso la quale si possa sentire il cittadino sul livello di soddisfazione o insoddisfazione dei servizi della Regione al fine di abbattere quel muro di gomma che tutto assorbe e tutto annichilisce;

  • L’istituzione di una figura di megadirettore generale alla quale si ascriva la responsabilità di organizzare il funzionamento di tutti gli uffici della Regione;

  • l’esigenza che si approvino una volta per tutte, al di là delle lobbies, delle leggi di settore che finalmente semplifichino l’esercizio di determinate imprese e che comunque creino le condizioni per mettere a sistema tutte le possibili risorse in grado di far decollare il prodotto “Sicilia”;

  • una normativa regionale più stringente che elimini ogni commistione tra politica e gestione e che per le più alte cariche gestionali preveda una forma di audizione in commissione parlamentare affinchè ci si possa rendere conto delle qualità e capacità dei professionisti chiamati a ricoprire ruoli nevralgici per la vita di tante imprese e di tanti siciliani

  • la necessità che si metta in campo un progetto “giovani” in grado di permettere alla Sicilia di sfruttare i propri talenti altrimenti destinati ad andare a fare la fortuna di altre regioni e altri paesi.

Credo che per un incontro di poco più di due ore si siano gettate le basi per un proficuo confronto con Pippo Russo e con il suo movimento e ci siano tutti gli elementi per scrivere un primo capitolo de “La Regione che vorrei”, il contributo della nostra Associazione per una Regione che serva.

Spero di essere riuscito a interpretare il senso dell’intervento di Pippo Russo che naturalmente potrà integrarlo ed emendarlo come riterrà più opportuno.

Ancora un grazie a Pippo Russo e a tutte le amiche e gli amici che ci hanno dedicato una parte del loro tempo.

 

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