Ai beni culturali un bug sulla tutela dei dati sensibili?, del 03.10.2014, venerdì

3 Ottobre 2014 in Lo hanno detto a noi

Oggi, in Sicilia, soltanto un cittadino che non vuole essere informato lo sarà … nel senso che potrà rimanere non informato per propria scelta!

Sui siti istituzionali della Regione Siciliana si può infatti trovare tutta l’attività svolta dagli uffici regionali. Non c’è pagamento e non c’è decreto che non sia pubblicato. Si tratta però di una tale massa di dati e informazioni che, verosimilmente, difficilmente potranno essere utilizzate.sholmes

Fatta infatti la legge, la sua applicazione viene lasciata alla libera interpretazione dei diversi dipartimenti.

Abbiamo cominciato a esaminare in che modo la Presidenza della Regione e gli Assessorati regionali si sono comportati nel caso dell’applicazione dell’articolo 68 della legge regionale 21 del 2014 che dispone la pubblicazione, entro 48 ore dalla loro emanazione, sui siti web istituzionali di ogni deliberazione della Giunta di Governo e di ogni decreto assessoriale e dirigenziale.

Norma di una semplicità spaventosa ma che nell’attuazione può determinare qualche problema come nel caso della tutela dei dati sensibili. Nello specifico il dipartimento regionale dei beni culturali emana una serie di decreti con i quali vengono comminate delle sanzioni a soggetti che hanno commesso degli abusi e provvede a pubblicare i relativi decreti con oscurate le parti in cui sono riportati i dati personali dei soggetti sanzionati. Peccato che con un semplice copia e incolla “l’oscuramento” si perde e il navigatore di internet viene a conoscenza dei dati anagrafici del soggetto sanzionato … provare per credere, per esempio, con il D.D.S. n._2631 del 02.10.2014 pubblicato nella sezione Decreti del sito web del dipartimento dei beni culturali (Decretihttp://goo.gl/fhz08J ) in cui il signor Santo C. di Giarre (noi rispettiamo la privacy) dovrà pagare qualche centinaio di euro di indennità pecuniaria per un abuso.

A questo punto le domande sono: è corretto oscurare i dati anagrafici del soggetto sanzionato? E se è corretto oscurare i dati anagrafici del soggetto sanzionato è ammissibile che “l’oscuramento” per tutelare la privacy venga facilmente aggirato?

In questi giorni stiamo facendo una ricognizione di come i diversi assessorati e dipartimenti hanno inteso adempiere al dettato dell’articolo 68 della legge regionale 21 del 2014 e come c’era da aspettarsi si incontrano le situazioni più disparate!

In questa primissima ricognizione la Segreteria generale della Regione non brilla certamente, anche se, insieme a quello della funzione pubblica dovrebbe dare il buon esempio. Al momento la palma del migliore spetta al dipartimento delle attività produttive. Nei prossimi giorni faremo un quadro più puntuale.

Nelle more (al momento non l’abbiamo trovata) della predisposizione di una pagina istituzionale dalla quale si possa accedere a tutte le sezioni in cui vengono pubblicati i decreti degli uffici regionali saremo noi di “Perché no…qualcosa si muove” a realizzare una pagina dalla quale si potrà accedere a tutte le sezioni dei diversi siti regionali … quanto meno di quelli assessoriali e dipartimentali! Se poi vorrete rimanere non informati sarà per scelta vostra.

Se invece deciderete di essere informati segnalateci quei decreti che più vi hanno incuriosito o che vi hanno fatto sobbalzare … li commenteremo insieme!

Una prima morale da questa vicenda ci sentiamo di trarla. E’ inutile che ci si dà delle norme che fanno ammattire gli uffici se poi nessun soggetto viene incaricato di vigilare sulla attuazione della norma e di renderne conto al Parlamento … sempre che al Parlamento interessi sapere se le proprie norme (quelle naturalmente che residuano dalla forche caudine del Commissario dello Stato) vengono rispettate e sortiscono gli effetti sperati … la trasparenza e l’accessibilità al cittadino a tutto ciò che riguarda la gestione della cosa pubblica.