Quello che Renzi non può fare Crocetta lo fa … nominare chi c…avolo vuole!, del 02.02.2015, lunedì
2 Febbraio 2015 in Noi la pensiamo così
L’Associazione dei dirigenti della Regione Siciliana scrive all’assessore Croce e lo invita a porre fine a quella che definisce una illeggittimità … la nomina dell’evergreen Marco Lupo … supermanager ritenuto indispensabile per le sorti della Sicilia! Ma se è così insostituibile perchè non lo rimettono al dipartimento acqua e rifiuti? 
In Sicilia siamo proprio fortunati. Abbiamo un presidente della Regione che può fare quello che vuole. Può prendere cavalli e cavalieri e farne quello che vuole. Non come quel povero Matteo Renzi che invece non può nominare i cavalli e cavalieri che vuole nei posti che vorrebbe … Incarico ad ex deputata, per Matteo Renzi altra bocciatura dalla Corte dei conti … perchè a Roma la Corte dei Conti boccia le nomine di esterni del presidente del Consiglio dei Ministri e in Sicilia non fa altrettanto? Forse perchè in Sicilia siamo speciali? Si … tutti specialissimi siamo!
“LETTERA APERTA
ALL’ASSESSORE DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE
DOTT MAURIZIO CROCE
Seguendo un copione scritto dai precedenti governi Lombardo (nomine Galati, Romano, Bossone. Albert, Lupo, Monterosso) e pedissequamente seguito dal secondo governo Crocetta (conferma Monterosso, conferma Lupo, nomina Palma) anche Ella, on.le Assessore, nella nota prot. 100/GAB del 13/01/2015, parte integrante della deliberazione della Giunta Regionale n. 5 dello stesso 13/01/2015, si è cimentato nella dimostrazione dell’ineludibilità di rivolgersi ad un esterno per ricoprire il ruolo di DIRIGENTE GENERALE del Dipartimento Regionale dell’Ambiente.
I passaggi fondamentali della sceneggiata sono:
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descrizione delle competenze del Dipartimento come di particolare delicatezza e complessità, con richiamo a modifiche legislative nazionali e conseguenti recepimenti regionali, intervenuti in un tempo non ben definito, che esigono una diversa caratterizzazione organizzativa e gestionale;
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esigenza di un soggetto particolarmente capace per preparazione/esperienza operativa e gestionale/valutazioni economico finanziarie/programmazione di risorse;
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elencazione delle caratteristiche che devono comparire nel curriculum, nel nostro caso:
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quale condicio sine qua non, conoscenza delle peculiari esigenze del settore, derivante da qualificazione professionale e pluriennale esperienza lavorativa;
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esperienza in trattazione di procedure di infrazioni comunitarie;
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doti manageriali, derivanti da solida competenza nella PA avendo svolto anche incarichi di vertice;
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possesso di conoscenze e attitudini in organizzazione aziendalistica, insieme a particolare qualificazione in campo economico-finanziario;
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“che possa rappresentare, per la complessiva qualificazione professionale, un momento di rilancio dell’azione amministrativa di settore, garantendone la piena trasparenza al fine di avviare un processo di sostanziale e razionale riorganizzazione”;
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indagine dalla banca dati del RUD della sussistenza di risorse interne in possesso dei requisiti professionali richiesti per l’incarico;
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mancato rinvenimento di “un soggetto che soddisfi i requisiti professionali e culturali richiesti per il conferimento dell’incarico”;
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necessità di ricorrere a professionalità esterna;
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individuazione del professionista esterno il cui curriculum “risponde appieno alla particolare qualificazione ricercata”.
La nostra Organizzazione Sindacale ha da tempo e per tempo segnalato come il ricorso alla dirigenza generale esterna si ponga in stridente contrasto con i principi costituzionali di imparzialità e di buon andamento della PA e con le norme della legge n.241/1990 di trasparenza, partecipazione, pubblicità, avendo peraltro pendenti dinanzi al giudice amministrativo due ricorsi: il primo contro le nomine Monterosso/Lupo ed il secondo contro la nomina Palma.
Perché il procedimento di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti esterni possa considerarsi corretto occorrono:
a) una procedura trasparente, con adeguata pubblicità, per consentire in primo luogo ai dirigenti di ruolo di candidarsi alla copertura degli incarichi da affidare;
b) una concreta motivazione che espliciti l’effettiva eccezionale assenza di professionalità interne;
c) una adeguata pubblicità della determinazione di rivolgersi all’esterno, per consentire la partecipazione di più candidature per una altrettanto seria valutazione della professionalità richiesta in capo a chi dall’esterno viene chiamato a svolgere l’incarico dirigenziale;
d) l’esigenza di garantire il contenimento della spesa, attraverso il prioritario impiego delle risorse interne.
Ella, on.le Assessore, invece non ha dato notizia che la postazione dirigenziale generale era da considerare vacante.
Non ha consentito ai dirigenti interni di valutare la propria situazione ed eventualmente manifestare la propria disponibilità all’assegnazione dell’incarico.
Ha del tutto ignorato la trasparenza: i dirigenti interni sono stati tenuti del tutto all’oscuro rispetto alle procedure avviate.
Non ha avuto rispetto delle più elementari regole di pubblicità e partecipazione:
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i dirigenti interni, non informati e non messi in condizione di conoscere le iniziative assunte, sono stati sottoposti a “valutazione” senza averne conoscenza;
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per motivare l’assenza di professionalità interne – per la terza fascia ha visto solo i dirigenti in servizio presso il Dipartimento – ha utilizzato i dati inseriti nella banca del RUD, non comparabili con quanto ordinariamente contenuto in un curriculum, anche non in formato europeo, che poteva essere fornito dai dirigenti interni interessati, di modo che le motivazioni di esclusione sono stranamente quelle stesse già lette nelle precedenti deliberazioni di nomine degli esterni.
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