La mediocrità al potere!, di Paolo Luparello, del 06.04.2017, giovedì

6 Aprile 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

La mediocrità al potere!, di Paolo Luparello, del 06.04.2017, giovedì

Anche quest’anno, in occasione della discussione della legge di bilancio e di questa di stabilità (ex “finanziaria”), il Governo regionale e il Parlamento regionale tornano a occuparsi del funzionamento della macchina amministrativa regionale e del ruolo della dirigenza della Regione Siciliana.

Negli ultimi anni abbiamo assistito al taglio delle indennità dirigenziali, al taglio delle postazioni dirigenziali e quest’anno è il turno del taglio dei dirigenti, il tutto non nell’ottica di una visione strategica di quella che deve essere l’Amministrazione che dovrà affrontare le nuove sfide ma semplicemente in quella di mettere al sicuro chi in questi anni di Governi “usa e getta”, a guida prima di Lombardo Raffaele e adesso di Crocetta Rosario, si è speso per compiacere il cerchio magico del momento.

Con la proposta di norma novellata nottetempo dalla Commissione bilancio si dà un taglio netto alla pletorica dirigenza regionale e si propone di passare a una platea molto più ridotta di dirigenti il cui unico merito sarà stato quello di aver avuto attribuito dalla “politica” incarichi di livello dirigenziale generale e di strutture intermedie (aree o servizi) e di averli mantenuti il più a lungo possibile.

Perchè oggi il Governo e il Parlamento regionali sentono il bisogno di “consolidare” questa ritretta platea di dirigenti che hanno dimostrato in questi anni, a parte indiscutibili figure di veri professionisti, una grande “resilienza” a navigare nel mare periglioso dell’instabilità governativa?

Quali risultati si vogliono raggiungere, a pochi mesi dalle elezioni regionali che potrebbero modificare profondamente il panorama politico regionale, con questa pseudo riforma della dirigenza mentre a Roma non si è ancora compiuta la cosiddetta “riforma Madia”?

E’ una manovra nell’interesse di pochi o è uno dei tanti mezzucci attraverso i quali si “invitano” i diretti interessati ad andare a raccomandarsi con i deputati di turno per chiedere “clemenza” al fine di rientrare nelle maglie dell’ennesima e inutile riforma?

A quando una forza politica seria che abbia a cuore il bene comune, che voglia lo sviluppo reale della Sicilia, che persegua realmente l’affrancamento dalla mediocrità ignobile, proporrà un progetto organico di riforma dell’Amministrazione Regionale che non sia dettato dagli appettiti e dagli interessi di gruppi di interesse, più o meno grandi, tesi esclusivamente alla propria sopravvivenza?

Di fronte a questa ennesima “porcata” verrebbe voglia di mandare tutti in un certo paese, ma se così fosse dichiareremmo la nostra resa e così non deve essere.

Proveremo anche questa volta a stoppare questo ennesimo tentativo di bloccare la Regione Siciliana e di far esplodere le guerre intestine tra dirigenti e tra dirigenti e non dirigenti, guerre delle quali non si avverte assolutamente la necessità, specie se all’orizzonte si potrebbe profilare un nuovo modello di governo e un nuovo stile di intendere il rapporto tra politica e amministrazione.

Io non ci sto a subire questa mediocrità e spero che in tanti, dirigenti e non, aderirarnno alle iniziative che verranno messe in campo durante questo mese di aprile per contrastare questo modo di legiferare e di promuovere false riforme buone soltanto per alcuni.