Riflessione del 31 maggio 2015 … per la serie “Io mi candido”

31 Maggio 2015 in Noi la pensiamo così

Riflessione del 31 maggio 2015 … per la serie “Io mi candido”Paolo a Marina di Cottone
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(Ho creato la pagina “Io mi candido” (https://www.facebook.com/pages/Io-mi-candido/1438492919789777 ) … se volete provare insieme a me a fare qualcosa per lavorare per il bene comune mettete Mi piace sulla pagina e partecipate alle iniziative che metteremo in campo. Se vorrete invitare nella pagina vostri amici fatelo pure, ma anche se i numeri sono importanti preferirei che invitaste soltanto persone che hanno voglia di fare … grazie a tutti voi!
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Se vogliamo cambiare le condizioni in cui versa la Sicilia c’è bisogno di un impegno corale di tante donne e di tanti uomini che prendono coscienza del fatto che è finito il tempo della delega e che c’è bisogno di un impegno in prima persona. Insieme si discute, insieme si decidono le cose da fare, insieme si fanno le cose che si è deciso di fare. Ma perchè tutto questo possa riuscire a incidere sui vecchi modi di fare politica e di gestire il consenso, è necessario che all’interno delle istituzioni entrino delle donne e degli uomini liberi, non condizionati da lobbies e da interessi personali, che abbiano un programma chiaro di alcune cose da fare.
Personalmente non ho ricette per risolvere tutti i problemi del mondo, ma credo di avere le idee chiare su cosa può essere fatto per migliorare le condizioni in cui versa la nostra martoriata Sicilia.
Io non credo nell’uomo solo al comando. Io credo nelle persone che sono animate dalla voglia di fare e che dispongono delle capacità per fare quello che serve per il bene comune.
Ma intendiamoci su cosa intendiamo per bene comune. Il bene comune, per me, ma spero di ascoltare cosa sia per coloro che lo vorranno raccontare, è interessarsi del benessere di tutti e creare le condizioni per cui tutti possano accedere alle medesime possibilità. Il bene comune lo si fa nello spazio e nel tempo. Nello spazio nella misura in cui ci si fa carico di tutto il territorio siciliano e non soltanto di una parte. Nel tempo nella misura in cui non si scarica sulle future generazioni la gestione dissennata dei bilanci pubblici e delle risorse che ci sono arrivate dai nostri predecessori. Il bene comune lo si fa individuando chiaramente quali sono le lobbies che si oppongono alla realizzazione di ciò che serve a tutti e si mettono in campo tutti gli sforzi possibili affinchè l’interesse di pochi non mortifichi l’interesse di molti. Il bene comune lo si fa attuando la propria missione come servizio alla collettività e non come gestione del proprio potere personale.
Se oggi la Sicilia è quella che è, ma anche le altre regioni non credo che stiano messe meglio, lo si deve a una politica che si è occupata del bene di pochi disattendendo le attese dei tanti. Non passa anno che la Sicilia non venga abbandonata da tante siciliane e da tanti siciliani che vanno a cercare fortuna altrove, depauperandola forse delle più belle intelligenze desiderose soltanto di dimostrare quanto valgono e non di dimostrare chi conoscono e a chi appartengono.
Il bene comune lo possiamo fare creando le condizioni affinchè chi ha spirito di iniziativa non venga mortificato ma venga aiutato.
La burocrazia regionale, ma non solo, ha grandi responsabilità. Ma dalla burocrazia regionale si deve partire per rilanciare la Sicilia. Il mio impegno vuole essere soprattutto in questo settore. Trasformare quella che viene percepita, o che viene fatta percepire, come un peso per lo sviluppo in un volano per lo sviluppo. Non è facile. Ma ci si può riuscire. Ci si deve riuscire. All’interno dell’enorme macchina amministrativa della Regione Siciliana ci sono anche molte belle professionalità che tanto potrebbero dare a questa terra … dobbiamo riuscire a creare i presupposti perchè queste risorse vengano lasciate libere di dispiegare le tante potenzialità. Così come vanno creati i presupposti perchè linfa giovane e motivata venga messa nelle condizioni di servire alla Sicilia.Vai a votare
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