Renzi dà i numeri. Ma a chi vuole “infrusare”?, del 01.09.2016, giovedì

2 Settembre 2016 in Politica, Prima Pagina

Renzi dà i numeri. Ma a chi vuole “infrusare”?, del 01.09.2016, giovedì

Luparello e chinotto ai Cantieri

Sono uno di quelli che ha creduto al Renzi della prima ora, quello che voleva rottamare la vecchia politica, politici compresi, per intenderci. Partecipai anche al voto delle primarie, ma vinse Bersani, e lì credo che si compì la sua metamorfosi. Non ho condiviso il modo come è arrivato alla guida del Paese e non mi piace il modo come interpreta il ruolo di presidente del Consiglio, più piazzista che statista. Mi rendo conto che Renzi sa che se vuole governare deve raccogliere quanto più consenso possibile, ma se questo deve servire per snaturare la proposta politica alla quale in tanti, anche non di area, avevano creduto, non si capisce più quale sia la differenza tra il suo modo di fare politica da quello di certi politici del passato. E andiamo ai numeri.

Avendo partecipato alle primarie del PD la mia mail adesso figura nelle liste del partito e, bontà loro,

mi inviano le loro news, in particolare la Enews 440 direttamente dall’indirizzo di matteo@partitodemocratico.it

Nella news del 31 agosto 2016, Renzi ci tiene a evidenziare che è da trenta mesi al governo e che per ogni mese evidenzia un risultato che ritiene di averci fatto raggiungere e presenta così la cosa ” Trenta mesi, trenta slide. Le trovate qui. Come stavamo prima Vai a votaredell’arrivo del nostro governo, come stiamo adesso. I numeri, non le chiacchiere. Ovviamente c’è ancora molto da fare: l’Italia deve lavorare sodo, deve lavorare duro. Ma credo sia giusto che ciascuno si faccia un’idea partendo dalla realtà dei fatti, dalla realtà dei numeri.” e cliccando su qui si viene proiettati sul link http://www.matteorenzi.it/newsletter-templates/enews440/slide.pdf che ci illustra 30 numeri corrispondenti ad altrettanti risultati raggiunti. 

Rendere conto dei risultati raggiunti è certamente importante e tenere informati, in modo rapido e sintetico, i cittadini è assolutamente corretto, sempre che si diano i numeri giusti. Quelli che invece vengono rivendicati nelle slide sono più fumo negli occhi che altro e sono numeri rispetto ai quali ci si dovrebbe spiegare quale sia stata l’azione positiva da parte del governo e se si tratta di numeri positivi soprattutto per i cittadini. 

Nella prima slide si rivendica il passaggio da 22,180 milioni di occupati a 22,765 milioni, quasi 600 mila occupati in più. Il dato numerico è certamente significativo, ma di che genere di occupati parliamo? Se fossero occupati assunti a tempo indeterminato probabilmente l’economia italiana sarebbe cresciuta non a livello di 0,1 o 2 percento ma di numeri ben più robusti e invece continuiamo ad annaspare. 

Stesso discorso vale per la slide numero 2, la disoccupazione è passata da 13,1 a 11,4% … ma tutta questa ricchezza in termini di incremento di PIL non si vede.

Stesso discorso vale per la slide numero 3, la disoccupazione giovanile è passata dal 43,6 a 39,2%. Rispetto a questo dato c’è da aggiungere in più che con una disoccupazione giovanile a questi livelli, un politico con i piedi per terra ne comincerebbe a parlare in termini enfatici solo dopo averla quantomeno dimezzata. 

Nella slide 4 si parla di PIL, è passato da -1,9 % a + 1 %. E’ un dato di cui essere fieri rispetto all’impegno che il governo sbandiera ai quattro venti? 

Un elemento che manca poi in queste slide è un dato di confronto. Scelga Renzi il dato che più gli aggrada, ma lo fornisca. I dati che sciorina li dovrebbe confrontare con il dato medio della UE, o quello medio OCSE, o quello del Paese più simile al nostro per economia. Insomma un dato che ci faccia capire quanto siamo stati più bravi di qualcun altro! E invece niente confronti. Ma continuiamo. 

Nella slide 5 Renzi ci mostra che il deficit è passato dal 3,0 % al 2,4 % … “deficit di che?” si domanderanno i più! Si riferisce naturalmente al deficit di bilancio imposto dalle regole di Maastricht. Un dato di cui non si dovrebbe essere fieri in una situazione di crisi come quella in cui si trova l’Italia e per ottenere il quale si sono dovuti tagliare certamente dei servizi e non si rinnovano i contratti del pubblico impiego da quasi 10 anni. E Renzi non dice che nonostante la riduzione del deficit il debito pubblico continua ad aumentare! 

Nella slide 6 passiamo alla giustizia civile. Sembra che “l’arretrato” sia passato da 5,6 milioni a 3,8 milioni … di che? Forse di cause? Se dietro non c’è qualche artificio tecnico statistico si direbbe che siamo difronte a un miracolo che ha fatto sparire un terzo dell’arretrato, in un periodo di blocco del turnover e di tagli alle spese di funzionamento (spending review)! 

E così via! Prima di arrivare alla trentesima slide più volte mi sono domandato se ci sono persone che possono credere che quei numeri siano numeri di cui vantarsi e quale sia stata l’azione del governo che abbia influito su di essi, per esempio sul numero di brevetti concessi!

Temo che il marketing abbia preso il sopravvento sulla capacità di parlare seriamente agli italiani. Io ho bisogno di persone che dicano come stanno realmente le cose e cosa si sta facendo in concreto per affrontarle, e per fare questo si deve rompere con i vecchi modelli fatti di cerchi magici e di lobbie. Renzi ha toppato. Avanti il prossimo.