Operazione trasparenza allo “stipendificio” Regione Siciliana! Quando?, del 20.07.2013, sabato
20 Luglio 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina
La Regione Siciliana da sempre è al centro delle attenzioni dei siciliani. In parte per i servizi che la stessa eroga, e con la quale alcune categorie di cittadini e professionisti devono cimentarsi, e in parte per la leggenda che avvolge lo “status” dei dipendenti regionali, soprattutto quello economico.
A leggere il taglio di tanti, troppi, articoli che compaiono sui quotidiani, e i commenti che vengono postati su quelli “online”, la burocrazia regionale non gode di buona fama e quello che emerge è la generalizzazione di una visione di personale “fannullone”, scarsamente “professionale” e “specializzato”, tendenzialmente dedito a delinquere (concussione, corruzione e associazione mafiosa fate voi) e, per di più, “strapagato” e in quanto tale componente a tutti gli effetti di una delle tante caste di cui è piena l’Italia! Questa visione è stata ulteriormente accentuata dall’ultimo presidente che sembrerebbe non disdegnare questa visione della quale sembrerebbe convincersi sempre più nel momento in cui scopre e denuncia gli episodi che ha portato all’attenzione della stampa e della magistratura. Magari non tutti gli episodi che ha denunciato sembrerebbero avere una valenza penale o di danno erariale ma questo non sembra importare a tanti, si fa presto a dimenticare. Ma questo mettere al centro della propria azione moralizzatrice il dipendente della Amministrazione regionale a che cosa è finalizzato? Forse, il presidente, vorrebbe una Amministrazione più efficiente e più efficace? Benissimo! Quali atti concreti ha compiuto in questa direzione? E’ chiedergli troppo essendo passati soltanto 9 mesi da quando si è insediato? Benissimo! Quando produrrà questi atti concreti? Forse, il presidente, vorrebbe una Amministrazione più “economica”? Si, questo lo si è capito. Attraverso il taglio dei contratti dirigenziali e quello del salario accessorio del resto del personale sembra volersi intraprendere una strada di riduzione del costo di questa massa di circa 20 mila dipendenti regionali. In tempo di crisi, e con quello che sta succedendo in diversi paesi della stessa Comunità europea, come non mettere in conto una “riduzione” del proprio reddito quando l’alternativa potrebbe essere la perdita del posto di lavoro? E qui sorge spontanea la domanda … perchè il presidente, il suo governo e l’assemblea regionale siciliana dicono che non vogliono fare macelleria sociale nei confronti di tutte le diverse categorie di lavoratori precari e sussidiati che “gravitano” nell’orbita del bilancio regionale e invece lo stanno facendo nei confronti dei dipendenti regionali? Forse perchè anche loro sono convinti che i dipendenti della Regione Siciliana sono una casta, al pari di quella dei dipendenti dell’Assemblea regionale siciliana … che forse un po’ “casta” lo è? E se si facesse una operazione verità e trasparenza mirante a rendere pubblici i redditi percepiti da tutte le categorie di soggetti che di “riffa” e di “raffa” attingono ai soldi pubblici della Regione? Ma l’operazione trasparenza non dovrebbe limitarsi a dire quanto guadagnano le diverse categorie … dovrebbe dire anche cosa producono queste categorie di lavoratori! Quali sono i servizi che erogano attraverso gli enti e le società per i quali lavorano? I redditi dei dipendenti regionali sono già in parte pubblici (quelli dei dirigenti) e manca di completare il quadro con i redditi dei restanti lavoratori. Si scoprirebbe così, finalmente, che poi così “casta” i dipendenti regionali non sono! Una volta per tutte vorremmo però conoscere cosa succede all’interno di ogni società partecipata o controllata dalla Regione, di ogni ente, di ogni categoria di soggetti che storicamente viene pagata con i soldi della Regione Siciliana. Per ogni società, ente o “raggruppamento” di soggetti, sarebbe sufficiente che il governo regionale acquisisse e rendesse pubblici sul sito web della Presidenza della Regione:- il costo annuo complessivo
- il costo annuo del personale e degli organi si amministrazione
- il costo minimo, massimo e quello medio ponderato di ciascuna categoria di lavoratori (dirigenti e non)
- la distribuzione del personale nelle diverse categorie
- il numero di ore lavorate nell’anno e quelle di assenza distinte per tipologia di assenza
- l’incidenza del personale dedicato al back office su quello complessivo
- la relazione sintetica sulle attività svolte per l’attuazione della mission istituzionale
Commenti recenti