E’ ora di dire basta! di Paolo Luparello
26 Luglio 2014 in Noi la pensiamo così
E’ ora di dire basta!
di Paolo Luparello
Da qualche parte ho letto che Adriano Olivetti usava raccontare questa breve storiella. Ci sono tre muratori che stanno lavorando. Un passante li vede all’opera e osserva che tutti e tre i muratori si stanno passando dei mattoni. Incuriosito, il passante, chiede al primo muratore cosa stia facendo e quello gli risponde che sta passando mattoni. Alla stessa domanda il secondo muratore risponde che stanno lavorando alla costruzione di un muro. La risposta del terzo muratore è “Stiamo costruendo una cattedrale”!
Oggi alla Regione Siciliana se ci domandassero cosa stiamo facendo non so quanti sarebbero in grado di rispondere concretamente a cosa stanno lavorando. 
Se domani la Regione Siciliana chiudesse se ne accorgerebbe qualcuno?
In questi anni ho più volte scritto dell’esigenza di conoscere quale sia il piano di sviluppo socio-economico al quale stiamo lavorando e all’interno del quale come si collocano le attività di tutti i diversi rami di Amministrazione.
La Regione Siciliana sembra invece una nave senza guida … va da qualche parte … dove e per fare che cosa nessuno lo sa … al massimo qualcuno auspica ma in concreto non si conosce la nostra Stella polare.
Ognuno quindi si limita a “passare mattoni”. Qualcuno si arrischia a ipotizzare che si sta lavorando a un muro. Pochi visionari immaginano una cattedrale.
Da quasi due anni il presidente Crocetta ha stabilito un obiettivo chiaro … lotta alla mafia e alla corruzione! Perfetto, dico io, e poi?
Tutti ci insegnano che la lotta alle mafie si porta avanti sicuramente con le indagini e le azioni repressive, ma soprattutto con la creazione di posti di lavoro.
Cosa ha fatto in questi due anni il presidente Crocetta in questo senso?
Dice che ha sanato il bilancio della Regione tagliando spese (sprechi?) per miliardi di euro … cosa ha tagliato esattamente?
Quali azioni concrete hanno realizzato i diversi assessorati per venire incontro alle esigenze delle imprese e dei cittadini?
Se un cittadino come me pone queste domande non si guarda alle questioni che pone ma al chi sono … perchè sicuramente le mie domande, secondo qualcuno, sono strumentali. E il bello è che le critiche più severe non vengono soltanto dai cittadini esterni alle cose della Regione che giustamente non conoscono come funziona il nostro Ente, ma soprattutto dagli interni … quella parte di colleghi sempre pronti ad alzare il ditino e a dire “si, ma …” e a evidenziare le responsabilità altrui mentre per quanto li riguarda danno ampia dimostrazione della loro conoscenza e preparazione dimenticando che anch’essi fanno parte della baracca (ma naturalmente loro affermeranno che non sono messi nelle condizioni di esprimere le loro capacità e se la Regione permettesse loro di fare carriera dimostrerebbero di che pasta sono fatti! Io ho avuto la fortuna di avere tanti collaboratori e a parte pochissimi casi tutti hanno messo a disposizione le loro capacità senza attendere progressioni di carriera, dimostrando subito quello che erano in grado di fare … ma abbiamo potuto costruire soltanto qualche muretto … purtroppo!).
Personalmente comincio a essere un po’ stanco e con me tanti e tanti altri, non soltanto dirigenti. Lavorare soltanto per lo stipendio non è l’ambizione massima della vita. Si sa che si potrebbe fare tanto ma ogni cosa viene resa difficile. Dietro ogni cosa si possono nascondere i più disparati interessi. Quella che potrebbe essere una proposta per rendere più efficiente un servizio potrebbe mettere a rischio il lavoro di qualcun altro e tutto si ferma. Si cerca di lavorare con il profilo più basso possibile … sperando di sfuggire agli “intercettatori” e ai “radar”.
Poi ti arrivano certe proposte legislative … di riforma della Amministrazione regionale … che ti fanno cadere le braccia e non solo. Quando conviene “lo dice la Corte dei Conti” e da lì tagli alle dotazioni organiche e ai trattamenti economici salvo qualche riga più in là, nello stesso disegno di legge, prevedere qualche norma ad personam in antitesi con quanto proposto qualche riga prima … ma a un politico come si fa a chiedere la coerenza?
Ma a parte i tagli, la cosa che più ti sconvolge e che la “massa impiegatizia” viene trattata come carne da macello indifferenziata. Tagliamo 1000-1500 dirigenti (li licenziamo? Li riqualifichiamo? Facciamo una fossa comune?) secondo quale esigenza (anzianità, titolo di studio, incarichi svolti, tessera di partito, grado di parentela, affinità elettive)?
Tutti si lamentano che i dirigenti della Regione sono troppi e che qualcuno di loro dirige a male pena solo se stesso. Ma dove sta scritto che un dirigente deve necessariamente dirigere un ufficio? Vogliamo parlare della dirigenza nel settore della sanità? Qualcuno ha idea di quanti siano e se è previsto che da un anno all’altro possano perdere fino a 20-25 mila euro lordi del proprio reddito … e poi si blatera della nostra clausola di salvaguardia?
Qualcun altro ci rinfaccia che non riusciamo a spendere i soldi dei fondi comunitari. Ma solo in Sicilia non ci riusciamo? Ma è colpa soltanto della dirigenza?
Qualcun altro ci rinfaccia che veniamo tutti valutati al massimo, personale del comparto non dirigenziale compreso! E allora perchè il presidente Crocetta sta perdendo tutto questo tempo (lo hanno perso anche i suoi predecessori, che però avevano altri strumenti a disposizione) nel dotarsi di uno strumento imparziale per la valutazione delle performance degli uffici? Forse perchè la politica non è molto interessata a dover far valutare da terzi i propri accoliti?
Tutti guardano ai numeri dei dirigenti della Regione Siciliana ma fanno finta di non guardare al resto. Qualcuno si è mai domandato, per esempio, che cosa ci facciano oramai da diversi anni (gentile regalo dell’ex presidente Lombardo in vena di sgarbi al sindaco di Palermo Cammarata) oltre 3000 lavoratori cosiddetti “PIP” negli uffici della Regione Siciliana di Palermo? Lavoratori ai quali a fronte di un salario minimo il Comune di Palermo chiedeva un tempo di tenere pulite le spiaggie, i sottopassi, forse le scuole e altre cose del genere. Cosa si chiede di fare loro negli uffici della Regione? Gli si fa fare le pulizie? Gli si fa fare i traslochi? Qualcuno saprà sicuramente quanto costano ogni anno, che servizi forniscono e quanto abbiamo risparmiato in ditte di pulizie e di trasporti da quando ci sono loro … perchè questi servizi oramai li fanno soltanto i PIP … vero? In questo caso la Corte dei Conti non ha calcolato il rapporto tra numero di dipendenti regionali degli uffici di Palermo e numero di PIP assegnati (a spanne si direbbe un PIP ogni due dipendenti)? Peccato!
Alcune sigle sindacali dei dipendenti regionali si sono svegliate dal loro apparente torpore e stanno invitando a partecipare in questi giorni a sit in di protesta davanti al Palazzo dei Normanni. Mi domando … il loro torpore era per me apparente in quanto pensavo che un sindacato svolgesse una azione costante di “lobbing” al fine di impedire che venissero fuori norme “strane”, ma se poi queste norme strane, molto strane, vengono fuori … cosa ci sta a fare il sindacato? Si deve arrivare all’ultimo minuto per andare a inseguire il deputato di turno per sensibilizzarlo?
Oggi il sindacato dimostra che è stato delegittimato dalla politica e nel caso dei dipendenti di un Ente pubblico andare in piazza a protestare con queste modalità serve soltanto a qualche sigla per darsi una parvenza di esistenza in vita.
Dobbiamo pensare a nuove forme di protesta. Ci sono. Ma abbiamo la voglia di metterle in atto? Siamo disposti a metterci la faccia? Siamo disposti a chiedere con forza un piano chiaro da attuare che nell’arco dei prossimi 3-5 anni possa cambiare il volto di questa Regione e della Sicilia? Siamo disposti a chiedere con forza di tornare ad attuare politiche pubbliche nell’interesse di tutti i cittadini e non soltanto delle solite parrocchie?
Prego astenersi parolai e millantatori.
Tags: Editoriale, Protesta
La tua analisi è perfetta e non fa una grinza. Io ti parlo dall’alto della mia qualifica di Funzionario Direttivo D 6 che da anni agogna alla copertura di incarichi di vice.dirigenza, sanciti per legge, ma sembra che tutto questo non gliene greggi più di tanto a nessuno, ma questa è un’altra storia. La rovina degli impiegati regionali e si conseguenza delle casse, è avvenuta se la mente non mi inganna intorno al 2001, quando il politico “scienziato amministrativo” di turno decise di separare le carriere si dirigente w funzionario, fragndosene che in tutto il mondo le riforme della P.A. non avvenivano per classismo, ma in maniera uniforme ed omogenea, stabilendo gerarchie, fasce, ecc… E qui mi ricollego a quanto hai pubblicato tu, secondo il quale dove sta scritto che il dirigente deve per forza dirigere qualcosa?…ti rispondo dicendoti …dove sta scritto GE per il raggiungimento degli obbiettivi il funzionario Direttivo deve diventare quasi una gheiscia del dirigente..?.. e dopo quella fatidica riforma c’è stata l’esplosione delle U.O.B. semplici e complesse degli U.S. dei Servizi, delle Aree, cioè è stato sezionato il lavoro e le relative competenze solo per permettere ai Dirigenti di gestire piccoli centri di.potere, del cui esercizio di lavoro, purtroppo, le cronache dei giornali sono pieni con la connivenza di.molti Funzionari ed Istruttori a vario titolo coinvolti. Perdonami, con tutto l’affetto, tutto il reato che hai pubblicato e demagogia pura. La lotta la potrai fare solo se si riunificano i ruoli, conformemente a quanto accade in tutto il resto del mondo, solo se si ripristinano gerarchie e ruoli si può lottare, solo se si fanno rinunce a 360° si può pretendere dagli altri e prendere a calci in culo chi non lo fa, perche altrimenti hai ragione che siamo e rimarremo anonimi e nessuno si accorgerà che esistiamo o se chiudiamo. I sindacati, per quel che mi riguarda, li dovrebbero depennare dal panorama istituzionale….sono inutili, da quando sono diventati l’espressione di questo o quel politico… Questo è ciò che penso io e tanti altri come me….che si rotto di non avere nemmeno il piacere di firmare una minuta delle migliaia di atti prodotti perché ….basta la firma del Dirigente… se poi si va in prima linea a fare accertamenti rischiando…a nessuno frega niente. Porta temi davanti proposte serie e che vadano veramente a cambiare li stato dell’arte ed io sono pronto a metterci la mia faccia ed anche di più se occorresse …Ciao…
Gli incontri dell’Associazione sono aperti e se un giorno vorrai parlare delle cose di cui scrivi sarò ben lieto di discuterne con te e con altri. Resta il tema di “Quale Regione per quale Sicilia” rispetto al quale il mio problema o il tuo problema di carriera o di riconoscimento del ruolo credo che vengano dopo … ma parliamone pure … io non ho alcun preconcetto e questo credo che dia fastidio a qualcuno che invece vuole affibbiarmi un ruolo che non mi appartiene (nume tutelare della categoria dirigenziale … recentemente sono stato anche etichettato con altri termini non proprio lusinghieri … pazienza!)
Grazie per il contributo