19 Marzo 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina
Dove sta andando la Regione Siciliana?
Qualcuno potrebbe già giudicare questa domanda una espressione di ottimismo … l’andare è una azione, ma di azione in giro se ne vede poca purtroppo!
Ma oltre a non vedersi azione, non si vede neanche un progetto … sappiamo soltanto che è in corso una crociata contro l’illegalità e le attenzioni del governo sono tutte puntate a scoprire gli scheletri che sicuramente sono accumulati in ampissimi armadi! Proprio quello che serve alla Sicilia in questo preciso momento.
Battute a parte, ma dove sta andando realmente la Regione Siciliana?
Purtroppo non sta andando da nessuna parte. Un esercito in rotta al quale nessuno indica un percorso, una meta, un avversario contro il quale scagliarsi o un alleato accanto al quale porsi.
Nulla di tutto ciò!
Siamo un popolo che ha scelto una classe di governanti incapaci di affrontare le sfide che andrebbero affrontate perchè noi stessi siamo degli incapaci e forse un po’ codardi. Come si fa a continuare a votare per politici pronti a cambiare casacca per uno strapuntino di potere, per un incarico, per una nomina, per qualche posto da precario, per qualche consulenza … questa gente votiamo.
E noi dipendenti della Regione Siciliana non siamo diversi dal popolo siciliano. Abbiamo capito che solo la politica può assicurarci quello che preparazione professionale e competenza non ci sembrano garantire. E incarico dopo incarico abbiamo consegnato l’Amministrazione regionale alla politica che oramai fa il bello e il cattivo tempo. I fatti di cronaca dimostrano la deriva da cronaca nera che ha preso l’abbraccio mortale tra politica e Amministrazione.
Dobbiamo recuperare l’autonomia che la legge riconosce al funzionario pubblico.
Non so se questo sarà ancora possibile. Forse lo sarà per una nuova generazione di funzionari. Funzionari capaci di proporre soluzioni, di raggiungere risultati e di non subire la sudditanza psicologica della politica.
Questa politica ci ha annientato. Ha distrutto l’Amministrazione regionale. Riforma dopo riforma ha disarticolato ogni assessorato, ogni dipartimento, ogni ufficio. Tutto è un continuo divenire dove nessuno sa bene cosa fare, in particolar modo i dirigenti che cambiano continuamente incarichi e ai quali vengono continuamente cambiati i riferimenti. I governi Lombardo hanno avviato e portato a buon punto l’opera di distruzione dell’Amministrazione regionale. In poco più di 4 anni si sono avvicendati ai vertici degli assessorati oltre 50 assessori e ai vertici dei dipartimenti regionali oltre 110 dirigenti generali, e non si contano le diverse riorganizzazioni che hanno modificato la struttura di assessorati, dipartimenti e uffici vari. Con quali risultati? Sicuramente il rischio di far perdere centinaia di milioni di € del POR 2000-2006 e del PO FESR 2007-2013. Decisioni che non venivano prese. Neo assessori che volevano rivedere quello che era stato fatto dai loro predecessori e in perfetta analogia i neo dirigenti generali.
Oggi anche Crocetta parla di riforma della burocrazia. La vera riforma sarebbe quella di avere 12 assessori per tutta la legislatura e 27 dirigenti generali per lo stesso periodo. La vera riforma sarebbe che il governo si occupi di programmare e controllare e che lasci alla burocrazia il compito di attuare i programmi e di far funzionare i servizi.
Questa sarebbe la vera rivoluzione!

Foto di Eugenio Scaglione (https://www.facebook.com/eugescaphoto)
Tags: Rivoluzione
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