Resoconto dell’incontro con il dott.Corrado Vigo del 21 marzo 2014 a Catania
22 Marzo 2014 in Incontri
Pomeriggio catanese per l’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” per incontrare il dott. Corrado Vigo, imprenditore agricolo, agronomo e presidente dell’ordine degli agronomi di Catania con il quale abbiamo parlato di agricoltura, di territorio e di rapporto con la Regione Siciliana.
L’incontro, al quale hanno preso parte dieci amiche e amici, è iniziato alle ore 17,00 circa ed è durato due ore durante le quali il dott. Corrado Vigo ci ha parlato della sua esperienza e delle sue idee.
Corrado Vigo ci ha parlato della sua esperienza di rapporti con l’Amministrazione regionale nella quale ammette di avere incontrato funzionari preparati e competenti così come ha incontrato funzionari che non meritano di ricoprire l’incarico che ricoprivano. Negli ultimi anni riconosce che la qualità dei funzionari è migliorata e non condivide il principio della rotazione coatta che è stata attuata in tanti dipartimenti e in particolare all’assessorato agricoltura nel quale si sono perse importanti professionalità con nocumento sia per l’amministrazione e per l’utenza.
Corrado Vigo ha lamentato che fare impresa in Sicilia non è facile sotto tanti punti di vista … una regione nella quale negli ultimi 30 anni si è riusciti anche a peggiorare il tempo di percorrenza in treno da Palermo a Catania passando da circa 6 a circa 8 ore quando oggi la percorrenza da Roma a Milano si è più che dimezzata!
Tutto costa di più dall’energia elettrica ai carburanti ai mezzi di produzione.
Vigo racconta della sua recente partecipazione a un incontro in Regione Lombardia dove ha avuto modo di apprezzare la differenza tra l’accoglienza di quegli uffici (addette alla reception, info point, servizi funzionanti) e quelli della Regione Siciliana, in particolare dell’assessorato agricoltura, nel quale si viene colti dallo sconforto.
Dal punto di vista professionale Corrado Vigo lamenta che le normative di settore sono farragginose e non si prestano a una chiara attuazione lasciando alla discrezionalità dei funzionari l’applicazione della stessa.
Vigo lamenta la mancanza di strategia che caratterizza l’operato della Regione come per esempio nel caso della campagna dell’arancia della salute per la quale il contributo è stato prima decurtato e poi annullato senza che nessuno abbia mosso un dito! Campagna che non è soltanto un segno di civiltà ma anche un potente messaggio promozionale per le produzioni agrumicole siciliane.
A proposito di mancanza di strategia Vigo cita l’esempio del Sudafrica … ha speso 3 milioni di dollari e adesso ha il 33 % del mercato americano partendo dal 3%. Quali sono stati i risultati dei soldi spesi dalla Regione per la promozione delle produzioni agricole e agroalimentari siciliane per la quale sono stati spesi circa 10 milioni di €?
Mancanza di strategia che rende le produzioni siciliane non competitive non soltanto rispetto alle produzioni nordafricane ma anche nei confronti della Spagna dove tutti i costi di produzione sono decisamente più bassi che da noi con abbattimento di contributi previdenziali e tassazione.
Gli imprenditori siciliani vanno in Marocco a fare impresa e pur rispettando tutte le norme previste in Italia riescono a produrre a costi competitivi … c’è qualcosa che non funziona in Italia e in Sicilia.
Sul fronte della nuova programmazione comunitaria la Sicilia lamenta i soliti ritardi a differenza di altre regioni italiane.
Corrado Vigo si domanda cosa intende fare la Regione con i soldi del nuovo Piano di Sviluppo Rurale e teme che non si traggano lezioni dalle esperienze del passato … complessità e farraginosità delle procedure e tempi di attesa … mancanza di certezze! Nel suo ruolo di presidente dell’ordine degli agronomi di Catania e di presidente della federazione regionale conta di dare una mano per semplificare ed eliminare tutto ciò che non serve … gli auguriamo di riuscirci!
Nell’esperienza di Corrado Vigo i settori nei quali investire individua l’agrumicoltura (allungamento della stagione di produzione attraverso varietà a maturazione diversificata andando dalle precoci alle tardive), zootecnia e in particolare forestazione. In quest’ultimo settore, anche in chiave energetica attraverso la realizzazione di centrali di teleriscaldamento, immagina che si potrebbe rimettere in moto una economia forestale produttiva fatta anche di vivai e di operai utilizzati nel riassetto del territorio destinato a recuperare una valenza paesaggistica funzionale a una maggiore attrattività turistica.
Un altro settore che dovrebbe assumere una particolare rilevanza è quello della commercializzazione che non può essere limitata soltanto alla partecipazione passiva a eventi fieristici senza avere alle spalle forme di aggregazione della offerta di produzioni siciliane. Si è anche parlato delle Organizzazioni dei produttori (OP) e del come non funzionano per come dovrebbero e rischiando di essere una occasione mancata per le produzioni siciliane e soprattutto per gli agricoltori.
Con Corrado Vigo si è parlato anche:
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dell’emergenza siccità della quale troppo poco si parla e per la quale si fa poco e che invece meriterebbe una particolare attenzione.
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Della utilità di installare pale eoliche e impianti fotovoltaici per ridurre i costi energetici che ci vedono fortemente penalizzati rispetto ai nostri concorrenti
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di assicurazioni in agricoltura … oltre a essere costose, non servono perchè non consentono di essere indennizzati in quanto le condizioni per le quali si avrebbe diritto al risarcimento sono quasi impossibili da verificarsi nonostante episodi avversi meno gravosi determinano comunque danni agli impianti e perdita di produzioni;
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dei problemi legati al potenziale effetto negativo della copertura dei terreni con impianti serricoli e campi fotovoltaici che impediscono alla pioggia di svolgere il suo effetto su tutto il terreno;
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di disomogeneità nel trattamento degli iter istruttori nei diversi uffici dell’Amministrazione e della necessità di semplificazioni per alleggerire gli oneri sulle imprese; su questo fronte Corrado Vigo registra una certa disponibilità a snellire e semplificare attraverso un confronto avviato con l’assessorato agricoltura nel quale ha verificato una nuova disponibilità all’ascolto, ma i rapporti con gli uffici regionali non sono facili come nel caso delle soprintendenze ai beni culturali che in alcuni casi adottano comportamenti talvolta incomprensibili.
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Far effettuare stage degli studenti universitari nelle aziende agricole per maturare una esperienza nell’assistenza tecnica agli agricoltori

Avevo avuto già modo di apprezzare il dott. Vigo e il suo pensiero avendolo alcune volte “incrociato” in un blog sul quale precedentemente commentavo.
Le sue idee sono serie, concrete e ragionevoli…..e, per questi motivi, invise a certa politica.
Vorrei solo aggiungere una considerazione da profano.
Uno dei problemi che affligge l’agricoltura siciliana è, oggi, la forza lavoro: sono sempre più frequenti i casi di prodotti della natura lasciati marcire là dove nascono perché, raccoglierli, costerebbe più di qualunque possibile ricavo.
Ma in Sicilia, contemporaneamente, abbiamo anche migliaia di disperati clandestini, spesso privi di alcuna professionalità, che rischiano la vita e il loro futuro per raggiungere le nostre coste.
Ebbene, perché non pensare di utilizzarli, dopo adeguato apprendistato, come regolari “frontalieri” stagionali?
C’è la stagione delle olive, dell’uva, degli agrumi…..perché no?
Il costo del lavoro incide sicuramente ma il problema della non convenienza della raccolta del prodotto è legato al prezzo che viene riconosciuto al produttore … in molti casi è assolutamente anti-economico. Quando un kg di arance te le pagano 5 centesimi e una giornata di lavoro ti costa almeno 50 euro, e con i contributi credo che sia ancora poco, un operaio deve raccogliere almeno 5000 kg di arance solo per spesarsi la giornata … siamo fuori dal mercato!