Torniamo a fare il nostro mestiere!, di Paolo Luparello, del 08.12.2013, domenica

Dicembre 8, 2013 in Post ad hoc

 

La politica dovrebbe essere una delle attività più nobili alle quali l’uomo può dedicarsi al fine di provvedere al bene comune della comunità cui appartiene.

In Italia è invece diventata altro, quantomeno per una gran parte dei “politici” che sembrano più attratti dal potere, e dalla possibilità di esercitarlo, e da ciò che la politica garantisce in termini di reddito. Sembra che in Italia la politica sia diventata la fonte di reddito per circa 1.000.000 di persone … dalle circoscrizioni comunali fino al governo della nazione.

Fare politica significa anche gestire gran parte dell’economia reale del Paese atteso che è la politica che decide chi nominare alla guida di enti, società, uffici della Pubblica Amministrazione … anche dove la politica non dovrebbe entrare ce la si fa entrare … noi italiani siamo fatti così … non abbiamo fiducia nelle nostre capacità e chiediamo una “intercessione” a prescindere!

Il potere di cooptazione della politica è sotto gli occhi di tutti e sempre più viene criticato dall’opinione pubblica che di questi tempi di crisi non perde occasione per criticare chi attraverso la politica riesce a condurre una vita sufficientemente agiata (certi emolumenti lo fanno pensare!) a fronte di risultati fallimentari che non fanno che aumentare sempre più i debiti degli enti gestiti e che poi ricadono su tutti gli italiani in termini di maggiori tasse e di minori servizi.

Queste critiche stanno portando una certa politica a provare a scrollarsi di dosso, apparentemente, la responsabilità delle nomine e le vorrebbero far credere frutto di una attenta selezione affidata a soggetti terzi.

Il caso più attenzionato è quello della nomina dei 17 direttori generali delle aziende sanitarie siciliane.

Il nuovo governo ha provveduto alla nomina di comissari nelle more della selezione dei direttori generali. E’ passato un anno ed ancora la selezione non è terminata. Sembra però che prima di Natale (quello del 2013?) le aziende sanitarie avranno i loro direttori.

Una domanda: ma saranno scelti tra quelli selezionati dalla commissione costituita all’uopo?

Dalla lettura di alcune interviste rilasciate da politici regionali sembrerebbe infatti che di alcune personalità escluse dalla selezione non se ne può proprio fare a meno e quindi … ma allora c’era bisogno di tutta questa lunga gestazione se i politici già sapevano chi merita e chi non merita? Dovevano probabilmente lasciar credere che una selezionata c’è stata … asseverata dall’assessore di turno.

Ma se così stanno le cose perchè non evitiamo tutte queste farse che fanno semplicemente perdere tempo?

Eliminiamo ogni forma di valutazione, eliminiamo ogni obbligo di possesso di titoli, eliminiamo ogni necessità di aver maturato esperienza … tanto se il politico risponde per il nominato di che cosa si ha di bisogno? Il nominato farà tutto quello che gli dirà il politico che possibilmente gli “metterà a disposizione” una ampissima scelta di consulenti ed esperti che permetteranno al nominato di fare esattamente tutto quello che il politico vuole … nel rispetto delle norme e dell’ordine costituito!

Un tempo credevo nella valutazione. In una valutazione fatta sulla base di ciò che avevi programmato e su ciò che avevi realizzato. In una valutazione che serviva non soltanto per l’erogazione della cosiddetta “indennità di risultato” ma che sarebbe dovuta servire anche per valutare l’affidamento di nuovi incarichi dirigenziali.

Alla Regione Siciliana la valutazione della dirigenza è servita soltanto per l’erogazione dell’indennità di risultato e considerato che i casi di valutazione negativa o non sufficiente per l’erogazione dell’indennità si contano sulle dita di due mani (approssimazione per eccesso!) sono sempre più convinto che vada abolita l’indennità di risultato e vadano aboliti tutti gli adempimenti connessi con la valutazione della dirigenza.

La recentissima tornata dell’affidamento degli incarichi dirigenziali sotto la luce stellare dell’attuale governo regionale ha dimostrato che non conta nulla quello che hai fatto nella tua carriera e i risultati che hai conseguito … conta soltanto l’idea di te che riesci a dare all’illuminato di turno.

Quindi non facciamo perdere altro tempo a centinaia e centinaia di funzionari e dirigenti coinvolti in una attività inutile che sottrae risorse alle attività istituzionali e non crea alcun valore aggiunto all’Amministrazione Regionale.

Resto convinto che l’attività di programmazione degli uffici sia di fondamentale importanza per tutta una serie di motivi che vanno dalla attribuzione dei carichi di lavoro alla definizione dei cronoprogrammi delle attività, dalla formalizzazione delle procedure alla definizione della carta dei servizi, dalla valorizzazione del costo dei prodotti della P.A. alla trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche e tanto altro ancora. Attività che nel loro complesso consentono anche di definire il chi fa che cosa e sono il fondamentale substrato sul quale costruire il bilancio sociale a livello di ufficio o di ramo di amministrazione. Insomma … tutto quello che serve per comprendere se un ufficio produce ciò per il quale esiste e se il suo responsabile, insieme ai collaboratori, utilizzano al meglio le risorse loro affidate. Se poi tutto questo serve anche per valutare le prestazioni dei lavoratori ben venga, ma aver finalizzato tutto ciò alla valutazione della dirigenza ne ha svilito il significato e l’importanza.

Torniamo a parlare di cose serie e cerchiamo di occuparci soltanto di ciò che serve ai cittadini.

A proposito degli articoli che mi hanno ispirato questo post …

In un anno la procedura di selezione …  Sicilia, rione Sanità … chi è al potere oltre a imbarcare una marea di soggetti di facili ripensamenti si attira le critiche dei sempre presenti bastian contrari … è vero che uno degli autori dell’articolo ha governato con Lombardo ma è anche vero che quel che scrive è degno di attenzione e comprensibile anche uomini e donne dotati di media obiettività!

Sanità, “game over” per metà dei commissari Nell’elenco dei promossi tanti ex “lombardiani”

L’annuncio dell’assessore Borsellino “Manager della sanità entro l’anno”

Le pagelle della Sanità siciliana Semaforo rosso per le tre più grandi Asp