Febbraio 25, 2014 in Eventi

“Perchè no…qualcosa si muove” ha incontrato oggi Antonio Chella, professore di Robotica e responsabile del Laboratorio di Robotica presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica dell’Università di Palermo.
Nel corso di tre ore il prof. Chella ci ha accompagnato lungo un percorso che si è snodato tra prove di funzionamento di alcuni prototipi di robot ai quali lavora il suo laboratorio e clip video che testimoniano il loro l’impegno in alcuni contesti quali beni culturali, manifestazioni di settore, prove dimostrative, nei quali vengono evidenziati i progressi compiuti. Interessante anche l’iniziativa a supporto di uno staff medico impegnato ad affrontare alcuni casi di sindromi di natura neurobiologica.
Ricordiamo che il tema di questi incontri è “Quale Regione per quale Sicilia” e il prof. Chella ha declinato il tema illustrando come il settore della robotica è destinato in un orizzonte di medio-lungo periodo sia destinato a una forte crescita a livello mondiale sia per quanto riguarda l’impiego nell’industria dell’intrattenimento sia in quello della cura della casa … e non solo.
Il prof. Chella ha fatto riferimento all’esperienza della Regione Toscana. La robotica è uno degli assi strategici che sono stati posti alla base del documento di programmazione per l’innovazione e la ricerca adottato da quella Regione che si avvale di una “Conferenza regionale per la ricerca e l’innovazione” della quale non sembra esserci traccia in Sicilia.
Uno strumento come quello della “Conferenza” potrebbe essere di grande utilità al fine di tracciare le linee per lo sviluppo della ricerca e per stimolare la messa a sistema delle non poche eccellenze che anche in Sicilia ci sono ma che sono disseminate tra gli ambienti universitari e le aree di ricerca e innovazione di quelle imprese che ancora operano in Sicilia.
La robotica potrebbe essere applicata in tanti settori che vanno dall’agricoltura ai beni culturali, dalla cura della casa alle attività ludiche, senza trascurare naturalmente i processi di automazione nell’industria o in altri settori produttivi.
La robotica, così come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), potrebbero sembrare a prima vista delle attività destinate a far crescere le schiere di disoccupati nel momento in cui rendono inutili le prestazioni di lavoro rese da lavoratori sostituiti dalle stesse. Ma il progresso è inarrestabile e le occasioni vanno colte. E se si ha la fortuna di possedere dei punti di forza in discipline destinate al successo queste opportunità non devono essere trascurate. Così come è successo nel passato le nuove iniziative sono destinate a creare posti di lavoro in settori direttamente connessi alle stesse ma anche in quelli tradizionali nel momento in cui attorno a queste iniziative si crea un humus tale da attirare nuove imprese e talenti. La messa a punto di nuovi servizi e la realizzazione di nuove idee non necessitano più di grandi investimenti, ma sarebbe sufficiente mettere a disposizione dei talenti che decidono di vivere in Sicilia alcuni elementi di base consistenti in modesti investimenti (nell’ordine delle poche migliaia di euro) e nella disponibilità di servizi e infrastrutture che consentano a questi talenti di potersi concentrare esclusivamente sulla realizzazione delle loro idee.
Il connubio tra ricchezza del territorio siciliano (ambiente, agricoltura, beni culturali, turismo) e l’applicazione di discipline fortemente innovative (tra queste anche la robotica) potrebbero determinare le condizioni per fare della Sicilia una specie di Silicon Valley.
All’incontro hanno partecipato oltre una ventina persone alcune delle quali hanno animato un interessante dibattito che è seguito all’intervento del prof. Chella e alla mia presentazione dell’iniziativa della nostra Associazione.
Due le criticità che sono state avvistate e che meriterebbero una attenta riflessione da parte della Regione e della Politica.
La prima è stata individuata nella continua perdita di occasioni in ambito comunitario nel momento in cui la Regione non partecipa ai tavoli di Bruxelles nei quali si decidono le strategie di investimento nei settori della ricerca e dell’innovazione e che vede le strutture di ricerca siciliane, pubbliche e private, costrette a rincorrere e a subire. Ci viene chiesta una maggiore attività di presidio dei tavoli nei quali si decide il futuro dell’utilizzo delle risorse comunitarie.
La seconda criticità è stata individuata nell’onere burocratico che grava sulle imprese che operano in Sicilia e non solo. Le imprese che hanno ancora voglia di produrre chiedono di potersi concentrare esclusivamente sul proprio lavoro e apprezzerebbero che la Burocrazia ribaltasse il suo modo di agire. Da mero regolatore “interdittore” a “propulsore dello sviluppo” attraverso una piena assistenza a chi vuole fare impresa … l’impresa mette le idee e le realizza e la Pubblica Amministrazione si occupa di tutto il resto (finanziamenti, agevolazioni, autorizzazioni) … una vera Pubblica Amministrazione al servizio del cittadino.
Non sarebbe neanche male che anche la Sicilia si dotasse di sedi permanenti di confronto settoriali e intersettoriali nelle quali i diversi soggetti si confrontano (Pubblica Amministrazione, politica, mondo universitario, organizzazioni di categoria, imprenditori, innovatori, stakeholder vari) e dai quali possano uscire dei documenti di programmazione attraverso i quali utilizzare le risorse finanziarie a disposizione provenienti da varie fonti.
Questo quinto incontro è stata una occasione per confrontarci con una realtà che non conoscevamo e che ci ha permesso trascorrere alcune ore parlando del futuro della Sicilia … del nostro futuro!
Un grazie sentito al prof. Chella e a tutti coloro che sono intervenuti e che si sono intrattenuti con noi fin oltre le ore 19!
Come al solito mi scuso per le omissioni e le imprecisioni e resto a disposizione per apportare le eventuali correzioni e integrazioni!
Tags: Chella, La Regione che vorrei
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