76, Adotta un libro, La tirannia degli esperti, di William Easterly, 8 gennaio 2026

Gennaio 8, 2026 in Post ad hoc, Prima Pagina

La tirannia degli esperti, di William Easterly

Pag.416

Il libro ricostruisce la storia delle politiche di sviluppo mostrando come la lotta alla povertà sia stata spesso guidata da una visione tecnocratica che considera i poveri solo come oggetto di intervento, non come soggetti titolari di diritti. Easterly critica l’idea dominante secondo cui la povertà deriverebbe principalmente da carenze tecniche – infrastrutture, competenze, investimenti – correggibili da esperti e governi forti, sostenuti da istituzioni internazionali. In questa prospettiva “autoritaria”, lo sviluppo viene delegato a dirigenti considerati benevoli e a organismi tecnici che progettano dall’alto soluzioni standardizzate, legittimando regimi che comprimono libertà civili, pluralismo e responsabilità politica. Attraverso casi storici che vanno dalla Cina coloniale all’Africa post‑coloniale e all’America Latina della Guerra fredda, l’autore mostra come l’ossessione per risultati misurabili di breve periodo abbia spesso coperto violazioni dei diritti e consolidato élite estrattive. La tesi centrale è che la vera causa della povertà non sia la mancanza di competenze, ma l’assenza di diritti politici ed economici che permettano ai poveri di cercare autonomamente soluzioni, di cooperare nei mercati e di controllare il potere. Solo istituzioni inclusive, fondate su libertà individuali, stato di diritto e responsabilità democratica, possono generare innovazione diffusa, apprendimento dal basso e sviluppo sostenibile, mentre la fede nei “piani degli esperti” produce dipendenza, repressione e fallimenti ripetuti. Il libro è dunque un invito a spostare il baricentro dalle politiche per la povertà alle politiche per la libertà, restituendo voce ai poveri e limitando la discrezionalità di governi e organismi tecnici.

William Easterly (1957) è un economista statunitense specializzato in sviluppo, noto per le sue posizioni critiche verso l’aiuto internazionale top‑down e il ruolo eccessivo degli esperti nelle politiche di crescita. Dopo una lunga carriera alla Banca Mondiale, è divenuto professore di economia alla New York University e co‑direttore del Development Research Institute, affermandosi come una delle voci più influenti nel dibattito su povertà globale, istituzioni e libertà individuali.

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Libro n.76