Governatore bocciato all’esame di gestione del personale!, del 01.09.2013, domenica
Settembre 1, 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina
Un cacciatore andando per boschi incontra un boscaiolo al lavoro. Il cacciatore si ferma e l’osserva. Dopo un po’ attira l’attenzione del boscaiolo e lo invita a fermarsi e a rifare il filo alla propria sega. Il boscaiolo senza degnare di uno sguardo il cacciatore gli risponde che non ha tempo da perdere e che deve tagliare l’albero.
Questo aneddoto l’ho raccontato spesso nel corso della mia attività professionale perchè dà il senso di come tante volte le persone si imbarcano in attività animate dalla voglia di fare ma senza curarsi minimamente del fatto che quello che stanno facendo lo potrebbero fare in maniera più efficiente e con un minor dispendio di risorse.
L’aneddoto si adatta bene anche alla situazione che stanno vivendo i dipendenti di una Regione del sud Italia.
Un governatore eletto perchè altri non hanno voluto vincere si è intestato una rivoluzione all’insegna della lotta alla criminalità organizzata che secondo lui si annida nei gangli della burocrazia dell’Ente che lui adesso guida. Si dà per sottointeso, perchè nessuno lo ha mai detto, che una volta debellata la criminalità organizzata e la corruzione l’Ente diventerà virtuoso, efficiente ed efficace.
Bene dicono in tanti. Bene diciamo anche noi. Non fa piacere lavorare in un ambiente nel quale ti si dice che la criminalità alberga e condiziona l’operato dell’Ente.
In cosa consiste la rivoluzione anti criminalità?
Nel denunciare i criminali e i corrotti! Benissimo!
Nel sospendere i diritti dei lavoratori! Un po’ meno bene!
E poi?
Come … e poi? Non è sufficiente tutto ciò? Una volta denunciata la “manciugghia” e denunciati i pericolosi criminali che si annidavano nell’istituzione l’Ente diventerà una casa di cristallo e tutto funzionerà a meraviglia!
Ecco. Fino a oggi questo sembra essere stato il progetto.
L’Ente di cui stiamo parlando è probabilmente la più grande azienda di quella Regione del sud Italia e per governare una qualsiasi organizzazione è necessario utilizzare degli strumenti gestionali attraverso i quali indicare gli obiettivi da raggiungere.
Il governatore eletto dalla minoranza dei cittadini fino a oggi non ha ritenuto opportuno utilizzare alcuno strumento gestionale e ha sospeso quelli che si sarebbero dovuti utilizzare (ciclo della performance, organismo indipendente di valutazione), strumenti previsti da una legge regionale ma sospesi e rinviati con una semplice delibera di Giunta. Diciamo per puro dovere di cronaca che al funzionamento degli strumenti gestionali sono legate le sorti del riconoscimento del salario accessorio dei dipendenti di quell’Ente e che tali risorse in un anno ammontano a circa 70 milioni di €.
Domanda. In un Ente in cui è stata dichiarata guerra alla criminalità organizzata e a ogni forma di illegalità (trattandosi di una Pubblica Amministrazione sembra “strano” anche il solo scriverlo!) come si farà a riconoscere a decine di migliaia di dipendenti un salario accessorio senza aver adottato tutti gli atti previsti dalle norme contrattuali che regolamentano la materia e soprattutto senza aver stabilito i risultati che si sarebbero voluti raggiungere?
Meno male che noi non lavoriamo in quella Regione del sud Italia!
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