Lettera aperta a Pippo Russo di “Io mi arruolo”, del 03.11.2013, domenica

Novembre 3, 2013 in Post ad hoc

Lettera aperta a Pippo Russo del movimento “Io mi arruolo”

Caro Pippo,

non ti nascondo che seguo con curiosità la tua iniziativa che non spero sia solo la tua. Mi spiego. E’ sempre necessario che ci sia qualcuno che faccia da promotore e da aggregatore, ma è anche opportuno che dietro di lui, ma meglio accanto a lui, ci siano altri uomini e donne con i quali condivide il progetto.

In questi giorni viviamo sulla nostra pelle il pericolo di un uomo solo al comando. Pericolo che è ben noto sin dalla antichità.

In questi giorni sto leggendo un libro dal quale traggo il seguente passo …

“Secondo me, disse, è auspicabile che non ci sia più un solo uomo a governarci; essere governati da un uomo solo non è né giusto né piacevole. Guardate fino a che punto è giunta la tirannia di Cambise. Come si può considerare la monarchia equilibrata, se permette a un uomo di fare ciò che vuole senza dover rispondere delle proprie azioni? Tale licenza è sufficiente per corrompere il più degno degli uomini. Date a una sola persona questo potere e subito le sue innumerevoli doti lo gonfieranno di superbia, mentre l’invidia, che è così naturale negli uomini, non potrà che crescere in lui. Superbia e invidia insieme racchiudono tutti i mali, ed entrambe portano ad atti di violenza. E’ vero che i re, possedendo tutto ciò che il cuore possa desiderare, dovrebbero essere privi d’invidia, ma nella loro condotta si vede il contrario. Sono gelosi dei più virtuosi tra i loro sudditi e ne desiderano la morte, mentre si compiacciono di quelli tra loro che sono più vili e meschini, con l’orecchio sempre ben disposto ad ascoltare le maldicenze. Un re, inoltre, non è coerente con se stesso più di ogni altro uomo. Fategli la corte con moderazione, e si arrabbierà perchè non gli mostrate abbastanza rispetto; mostrategli grande rispetto, e si offenderà di nuovo, perchè, dice lui, cercate di adularlo. Ma la cosa peggiore di tutte è che non rispetta le leggi del paese, fa uccidere gli uomini senza processo e sottopone le donne a violenza. La legge dei molti, al contrario, tanto per cominciare ha il nome più bello, ovvero democrazia; inoltre è priva di tutte le atrocità che i re commettono fin troppo spesso. In una democrazia le cariche sono estratte a sorte, i magistrati rispondono per le proprie azioni e i provvedimenti sono presi dalla comunità. Propongo pertanto di sbarazzarci della monarchia e di innalzare il popolo al potere. Perchè il popolo è tutto.”

Oggi le “violenze” dell’uomo solo al comando sono diverse da quelle dell’antichità ma non per questo fanno meno male a chi subisce l’arbitrio e la maldicenza.

Tornando al movimento di cui ti sei fatto promotore, mi piacerebbe sapere come esso intende gestire due tematiche alle quali “alcuni” di noi dipendenti regionali guardiamo con un po’ di preoccupazione.

La prima tematica riguarda l’affidamento di qualsiasi incarico alla Regione Siciliana come in qualsiasi altro ente locale. Sia che si tratti di un incarico dirigenziale sia che si tratti di una consulenza o un ruolo all’interno di Enti e società. Non pensi che sarebbe opportuno che qualsiasi incarico di competenza del governo, e dell’ente in generale, fosse preceduto da un avviso pubblico e da una valutazione delle candidature presentate?

La seconda tematica riguarda tutte le forme di precariato. Mi domando sempre più spesso perchè la collettività si debba fare carico di decine e decine di migliaia di precari di diversa estrazione e non si debba occupare di tutto il restante mondo della disoccupazione con altrettanta attenzione? Senza dimenticare che eventuali accessi alla Pubblica Amministrazione, come da più parti si vorrebbe risolvere il problema del precariato, lederebbe il diritto di generazioni di siciliani costretti a cercare altrove un futuro?

Come Associazione proveremo a seguire tutti quei movimenti che partendo dal basso provano a far rinascere la speranza che una politica giusta sia ancora possibile.

In questo contesto ci piacerebbe ospitarti in un prossimo incontro della nostra Associazione nel corso della quale ci potresti parlare sia dei temi che ti ho sottoposto sia degli altri che ritieni che possano interessare chi vorrebbe provare a svegliare dall’apatia il mondo dei dipendenti della nostra Regione Siciliana.

La risposta di Pippo Russo tramite Facebook

Caro Paolo, intanto ti ringrazio per questa tua lettera aperta, segno di attenzione e di voglia di fare, per il bene comune. Sai perchè non c’è il minimo rischio che io possa anche solo immaginare di fare tutto da solo con IO MI ARRUOLO? Perchè per mia formazione personale, fin dai tempi in cui operavo con passione nel volontariato cattolico, ho maturato in me quasi la “sacralità” del gioco di squadra. Già a 14 anni mi impegnai a creare con altri amici della mia età un gruppo all’interno della scuola; sono cresciuto dentro la dimensione comunitaria, figlia dei venti conciliari nella Chiesa rinnovata, che mi investirono in pieno dall’adolescenza fino alla matura giovinezza. Da soli non si va da nessuna parte, tanto meno in politica se intendi e pratichi la politica come un insieme di valori alti e di amore per le sorti della collettività, a cominciare dai più deboli. In più, sono circondato da giovani e meno giovani, donne e uomini, che hanno condiviso con me l’avventura straordinaria delle scorse elezioni regionali e che hanno deciso di continuare accanto a me, dici bene, un percorso complicato ma affascinante. Nessuna scelta faccio senza di loro e con loro mi confronto continuamente perchè non devo e non voglio decidere da solo. Altri si potranno aggiungere ovviamente, la squadra è aperta non chiusa. Le elezioni regionali in cui mi sono candidato, ottenendo 3.271 voti, il più votato della lista Idv (ora non sono più in quel partito) del collegio di Palermo, hanno rappresentato un punto di non ritorno. Voti ottenuti in un contesto difficilissimo senza precedenti storici, come la paurosa quota di astensione e la valanga grillina, e senza avere mai gestito potere non avendo mai rivestito cariche istituzionali, di governo o di sottogoverno; solo promettendo buona politica. In piena campagna elettorale costituimmo (ma quale candidato lo fa?) ben otto gruppi di lavoro programmatici, su vari temi d’interesse generale, che produsse numerose proposte e piste di lavoro. Sarebbero servite a me se eletto, ma non intendiamo lo stesso perdere quanto fu elaborato con sacrificio ma anche con entusiasmo. Da lì è ripartita l’avventura, dalla consapevolezza, cioè, che si può ottenere consenso pulito promettendo solo buona politica e non favori personali o creando clientele. Il passaggio successivo è stato mettere su IO MI ARRUOLO, spazio di buona politica, senza bandiere di partito ma interessato a parlare di politica e a tornare ad elaborare proposte concrete sulla vita cittadina, regionale e nazionale. IO MI ARRUOLO nell’esercito delle persone per bene, non di un uomo solo, che non vogliono più delegare e che vogliono promuovere partecipazione attiva. IO MI ARRUOLO, nel senso che “ci sono”, “sono qui”, “mi assumo le mie responsabilita” per perseguire insieme il bene comune. IO MI ARRUOLO, per dire NO alla rassegnazione, all’astensionismo, alla protesta sterile, seppur sacrosanta e legittima. Il primo incontro lo abbiamo celebrato il 20 ottobre scorso ed è venuta tanta gente. Il prossimo sarà per e con i giovani, di cui nessuno si occupa mentre li stiamo perdendo. Ne seguiranno altri. Il tema della funzionalità e della trasparenza della macchina regionale, e delle questioni dolenti che riguardano i dipendenti regionali, è una delle priorità. Per non essere eccessivamente lungo, anzi mi scuso per esserlo stato, non posso illustrare qua ciò che penso. Sarò ben lieto, però, di farlo in uno degli incontri in cui mi inviterai. Potremo, se volete, concordare azioni comuni. Sempre per il bene comune e per l’interesse collettivo. Un abbraccio.