Banca dati giuridica regionale … e se venisse aggiornata?, del 10.07.2013, mercoledì
Luglio 10, 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina
Sulla Home page del sito web della Regione Siciliana, che non capisco perchè non abbia il normale indirizzo comune a tutti gli Ente regione (www.regione.nomeregione.it) ma il meno “intuitivo” … http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE … (al quale, a onor del vero, si viene reindirizzati digitando quello canonico … ma dopo alcuni secondi di attesa), compare l’icona che pubblicizza la “Banca dati giuridica siciliana Francesco Teresi” che rinvia a QUESTA PAGINA. Nella pagina che si apre possiamo leggere: “La banca dati giuridica siciliana Francesco Teresi è il portale attraverso il quale la Regione Siciliana, in ossequio ai principi di trasparenza ed efficienza, rende possibile la consultazione gratuita della più vasta raccolta di normativa e giurisprudenza organizzata ad uso dei cittadini, enti, aziende e professionisti che operano negli ambiti di interesse regionale Contiene, infatti, tutta la normativa regionale primaria (offerta alla fruizione nella triplice versione di testo storico, vigente, nonché nei vari testi intermedi previgenti), buona parte della normativa regionale secondaria e la normativa statale ed europea che trova applicazione nella Regione Siciliana.
I testi sono annotati e correlati alla associata giurisprudenza amministrativa, costituzionale e contabile. La ricerca è favorita da link ipertestuali che consentono di navigare contestualmente e in modo agevole nei vari archivi. Per la consultazione basta registrarsi al portale della Regione seguendo le istruzioni riportate.
La Banca Dati, già “Legislazione Regionale Siciliana” ed “e-diritto”, nasceva come prodotto editoriale della D.B.I. ed era consultabile solo a pagamento.
Su iniziativa del Dipartimento Bilancio e Tesoro, la Regione ha ritenuto opportuno consentirne la libera e gratuita consultazione attraverso l’acquisizione della stessa al patrimonio regionale, ciò anche grazie ai fondi del P.O.R. Sicilia 2000-2006.” Magnifico … dico io! Un servizio reso ai cittadini, non solo siciliani, in un periodo in cui si procede esattamente all’inverso … ovvero si privatizzano servizi e beni collettivi. Peccato però che gli ultimi documenti “caricati” sembrerebbero risalire al maggio 2011 … come mai? Qualcuno ce lo sa spiegare? Per la cronaca … quanto è costato questo “servizio”? E cosa costa gestirlo? E soprattutto … quando verrà colmato l’apparente “gap” informativo? Qualcuno ci saprebbe dire come funziona la cosa … prima di scrivere ufficialmente al Ragioniere generale della Regione Siciliana? Per la cronaca … nella pagina della banca dati sono disponibili due link. Uno dovrebbe condurre alla banca dati ma viene restituito un messaggio di errore. L’altro ci porta alla scoperta del Comitato tecnico scientifico che sembra essere stato costituito nel febbraio del 2012 … e poi integrato nel marzo dello stesso anno … un vero “parterre de roi”. Chissà quanto avrà lavorato … dimenticavo di segnalare che l’attività viene svolta a titolo gratuito! Capisco i docenti universitari (ma fino a un certo punto però dato che alcuni insegnano a Roma, Enna, Messina), ma come fanno i dipendenti a prestare la loro attività a titolo gratuito? Forse l’articolo 4 del decreto poteva essere scritto meglio … o no? Sempre per la cronaca … ho potuto consultare la banca dati cliccando sul pulsante Accedi e logandomi con le mie credenziali … un giorno tornerà a essere una banca dati utile? Si precisa che la situazione descritta è quella verificata il 10.07.2013, alle ore 22,15
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