Gennaio 19, 2014 in Contributo
Correre è una parte della mia routine quotidiana. Ogni giorno è buono per correre alcuni chilometri. Si tratta di capire quando trovare il tempo per dedicare 2, 3 o 4 ore alla corsa. La mattina presto era il mio momento preferito, poi ho cominciato a “Bloggheggiare” e tirando fino all’1 o alle 2 del mattino non è facile alzarsi alle 5,30-6,00. Così mi ritrovo a correre il tardo pomeriggio, dopo l’ufficio, o la mattina del sabato e della domenica quando ho più tempo per fare i lunghi (da 20 a 30-32 km).
Correre non è soltanto un modo per sentirmi in forma e per raggiungere i traguardi che voglio raggiungere (finire la maratona che metto in calendario). Correre è un modo per stare con me stesso. Con i miei pensieri. Con le cose che vorrei fare e che devo fare. Correndo ho elaborato tante idee. Idee che dimentico al termine della corsa … ed è veramente un peccato … alcune mi sembravano delle ottime idee … e idee che invece riesco a trattenere nella mente e che, appena finito l’allenamento, riesco a fissare su un foglio o sul pc. Almeno un terzo del tempo che dedico alla corsa mi consente di pensare.
I pensieri di oggi.
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Ladri di biciclette … un fruttivendolo che diceva “amagghiri a rubare?” … e ho cominciato a riflettere sui modi in cui la gente reagisce alla crisi che ci sta fiaccando. Tra le persone dei ceti più bassi e dei rioni in cui il disagio sociale lo leggi nella sporcizia, nell’incuria e nel degrado (anche se da questo punto di vista oramai tutta Palermo sembra essere piombata in tale disagio!) il rendersi autori dei reati della microcriminalità è la unica reazione per poter provare a sfamare le proprie famiglie. Nelle persone dei ceti più abbienti lo sprofondare nella disperazione economica apre invece alla reazione estrema … alla soluzione finale, che spesso non interessa soltanto il diretto interessato ma anche il suo nucleo familiare del quale il protagonista del gesto ritiene di volersi fare carico dando per scontato che loro una soluzione non l’avrebbero trovata. Ma c’è anche chi decide di intraprendere la strada più antica del mondo, e qui non ci sono ceti sociali la madre di famiglia, la disoccupata, l’impiegata che non riesce più a soddisfare le proprie necessità … e non sempre si tratta di gesti decisi in solitudine … alcune volte si tratta di gesti pianificati in famiglia … usciremo da tutto ciò? … Ladri di biciclette è quello che mi è venuto in mente mentre davanti ai miei occhi scorrevano i titoli dei tanti articoli relativi alla situazione che ho descritto.
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Negozi e appartamenti vuoti che non si riescono a fittare. Correndo giro diverse strade della città. Il numero di locali vuoti sui quali si legge in cartello “Locasi” sta diventando maggiore di quelli occupati da esercizi commerciali o da attività varie. Tanti sono i Locasi fuori dai portoni dei fabbricati di civile abitazione. Perchè tutti questi immobili sfitti? I prezzi degli affitti sono troppo alti e gli imprenditori, gli artigiani e le famiglie non possono permettersi certi “azzardi”. Ma chi decide il canone degli affitti? Se non li si riesce a fittare perchè non abbassano i prezzi? Se gli affitti fossero più “ragionevoli” quante attività commerciali potrebbero aprirsi e quante famiglie si potrebbero permettere abitazioni più civili? Perchè i proprietari preferiscono tenere gli immobili sfitti in attesa di chissà quale occasione piuttosto che accontentarsi di qualcosa di meno e contribuire all’uscita dalla crisi? Tutti siamo bravi a criticare quello che il governo non fa ma naturalmente non guardiamo ai nostri comportamenti … agli immobili che teniamo sfitti … alle locazioni in nero … ai canoni esorbitanti che chiediamo … non sono anche questi temi che la politica dovrebbe affrontare … piuttosto che occuparsi di togliere la tassazione sulla casa facendo gli interessi proprio di chi probabilmente non fa il suo dovere di cittadino?
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A Crocetta brucia essere messo nel “pignatone” con tutti gli altri deputati regionali che si sono trovati indagati per peculato nell’uso dei fondi dei gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana. Lui dice “che c’entro io con loro” … “non ero nemmeno all’ARS”. E noi dipendenti regionali che dovremmo dire? Tutti i giorni destinatari di accuse e invettive solo per il fatto che abbiamo un impiego e percepiamo uno stipendio. Tutti i giorni accusati di far parte di una casta … quale? Campagna di accuse a cui lo stesso Crocetta si è unito (il tema permette di ottenere consensi mediatici!) lasciando intendere che le grandi “purghe” dei dipartimenti da lui volute all’inizio del 2013 erano frutto di comportamenti non rispettosi della legge (diciamola così) da parte dei dipendenti regionali. E i tanti dipendenti regionali onesti come si sono sentiti quando sono stati accusati di tutto ciò e accomunati nel destino? Lui però può avere accesso alla stampa e può lanciare la sua protesta per distinguersi da chi ha forse commesso un reato … e noi? Personalmente non godo delle disgrazie altrui e non credo nemmeno che questa vicenda gli insegnerà qualcosa (lui rilancia sempre e costringe la stampa a interessarsi delle nuove idee) … se però questa vicenda gli ha provocato un qualche fastidio al suo ego titanico … buono!
Tags: Pensieri di corsa
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