La Regione non mi vuole … storia di P., del 15.10.2013, martedì
Ottobre 15, 2013 in Contributo
Riceviamo, divulghiamo e rispondiamo
“Ciao Paolo sono P. mi hai chiesto di risponderti ed io sono qui pronta. Io leggo sempre il tuo post, tutto quello che fai è eccellente , rendi ai colleghi un ottimo servizio culturale e professionale.
Tu come ti professi sei una persona che ha dei valori positivi, credi fermamente in una PA efficiente e basata sul merito, credi nella possibilità di invertire la rotta per la regione Sicilia, io
no, non più.
La mia storia è simile a quella di molti altri con una ironia in più.
Io mi posso definire una vittima dei parenti delle vittime della mafia.
In tutta la mia vita ho sgobbato per studiare ho una laurea con il massimo dei voti, master universitari, corsi di eccellenza alla scuola superiore della P.A e Formez , Corsi di perfezionamento universitari,
abilitazioni professionali, ho superato concorsi pubblici nello stato e neglli Enti locali nell’area della dirigenza , sono avvocato, ho superato il concorso alla regione Sicilia senza raccomandazioni. Sono
una persona perbene, non ho padrini politici , non ho mai commesso reati , Ho sempre lavorato al massimo delle mia possibilità. In ogni campo lavorativo assegnatomi anche a costo sacrifici personali
levando tempo alla mia famiglia e a me stessa ho costruito uffici efficenti che hanno ottenuto altissimi risultati come customer satisfaction da parte dell’utenza, ho sempre avuto encomi , altissime
valutazioni ( dal 2010 al 2012 sempre 100 ). Tutto questo non è contato nè conta nulla: sono stata sbattuta fuori in malo modo per fare posto ad un fratello delle vittime dalla mafia con meno titoli sia di
lavoro che professionali rispetto a me. E meno male che c’è un governo di sinistra che si batte per la lotta alla mafia e per eliminare i favoritismi nella PA che sono secondo loro la causa delle cancrene e
del malo affare della regione! Sono stata per mesi senza un incarico , Il mio ex Dirigente Generale ha risposto alle mie richieste di conferimento incarico, ho partecipato all’atto di interpello del mio
dipartimento non mi è stato conferito nessun incarico senza nessuna motivazione,( anzi la motivazione c’era il Dirigente Generale per come affermato aveva avuto questo mandato), mi è stato negato l’accesso agli
atti e devo fare ricorsto al TAR per ottenerlo Costo 1500 Euro. Ho partecipato a decine di atti di intepello, nessuno aveva bisogno della mia professionalità. Oggi sulla carta ho un incarico di UOB presso un
altro dipartimento, però non ho una stanza ne personale, nè telefono. malgrado le mie continue richieste, sempre ignorate Ho solo un tavolo in una stanza con altri colleghi del comparto, un computer e ti scrivo.
Caro Paolo, da quando sono entrata nella regione Siciliana per difendere i miei diritti ho sempre dovuto lottare, mi sono sempre sentita e sono un corpo estraneo. Mi sono convinta che la Regione
siciliana che non accetta persone come me , anzi la mia presnza è deleteria e oltremodo dannosa per la sua sopravvivenza. Oggi mi sento stanca. Dopo 38 anni di lavoro l’unica cosa a cui aspiro è andare in
pensione ogni giorno guardo il calendario come un prigioniero che conta i giorni per uscire dal carcere. Anche tu però Paolo penso che sei un pò stanco se è vera l’ occupazione desiderata che hai messo nel
curriculum vite : Vorresti fare il quadro superiore nella PA. I quadri non sono dirigenti fanno parte del comparto. Anche tu non credi più nella dirigenza e nei dirigenti’ delle regione Siciliana nè nella sua
classe politica? La tua è solo amara ironia?
Un forte abbraccio dalla tua sempre amica P.”
Cara P. la mia aspirazione è continuare a fare quello che faccio e non quello che per errore ho indicato nel cv. Fino a oggi non ho incontrato le difficoltà che hanno invece costellato la tua carriera, ma conoscendoti so che non poteva essere altrimenti. Essere preparati, non avere peli sulla lingua e non avere un minimo di diplomazia in un ambiente come il nostro non permettono di farsi tanti amici, anche se probabilmente anche in altri ambienti sarebbe stato così. Apprezzare persone con le tue qualità, e con i tuoi difetti (perchè qualche difettuccio lo hai!!!), non è da tutti e oggi chi occupa certe posizioni non si può permettere di avere delle teste pensanti che non sono disposte a fare tutto ciò che viene chiesto loro … ma non per capriccio … perchè non si può fare!!! Le teste di legno che invece vengono scelte per certi incarichi la frase “non si può fare!” non ce l’hanno nel loro DNA … se qualcuno dice loro di fare una cosa loro la fanno … e poi può però succedere che un magistrato non sia d’accordo e il fatto che l’ordine sia venuto da Tizio o da Caio non mette l’incauta “testa di legno” al riparo dalle conseguenze.
Cara P. nonostante la tua amarezza continuo a leggere in te tutta l’ironia di cui sei capace e sono certo che se ti venisse chiesto di impegnarti in un progetto ti ci butteresti con tutta la generosità di cui sei capace nel superiore interesse di questa nostra Regione. Vedere sprecate risorse come te mi convince sempre di più nel nostro progetto di Associazione e dobbiamo fare quanto è nelle nostre possibilità affinchè queste cose non accadano.
Paolo Luparello
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