Cronache della crisi, del 28.06.2013, venerdì

28 Giugno 2013 in Cronache della crisi

 

Ci piacerebbe dover commentare soltanto notizie positive ma purtroppo la realtà dei nostri giorni è una realtà di crisi con la quale si convive oramai da quasi 5 anni e con la quale non è ancora chiaro per quanto tempo dovremo convivere. Conoscere il livello di alcuni indicatori finanziari ci serve come ci serve quando ricorriamo al termometro quando siamo malati … non ci cura ma ci fa capire se stiamo procedendo sulla via delle guarigione.
  • Il debito pubblico dell’Italia è stato stimato alle ore 22,00 di oggi in 2.061.661 milioni di €
  • Lo spread BTP Italia/BUND 10 Anni alle 17,00 di oggi ha toccato quota  281,02 (è diminuito!)
  • L’indice MIB ha chiuso oggi a  – 1,24%
I lavoratori del pubblico impiego, a nostro modo di vedere, hanno degli oneri in più rispetto al resto dei cittadini italiani perchè attraverso il loro lavoro possono contribuire a favorire le condizioni per una rivitalizzazione del tessuto produttivo e per efficiente sostegno al welfare. Attraverso il nostro lavoro possiamo contribuire, direttamente o indirettamente, affinchè gli episodi che segnaliamo in questa rubrica non avvengano. Proviamo a fare la nostra parte!
  1. Il caffè costa caro E l’Udc lo prende al bar … e gli dovremmo dire bravi?
  2. Crisi, sempre più italiani chiedono aiuto alla Caritas. In calo gli stranieri 
  3. Non mandavano i figli a scuola Denunciati 110 genitori in un anno … la crisi c’entra?
  4. A giugno inflazione in lieve rialzo, sale a 1,2%. Rincara il carrello della spesa 
  5. Indesit, messi in libertà  i 500 lavoratori di Fabriano  … chi ha ideato questo titolo merita un premio! Lo facciamo decidere ai lavorati di Fabriano?
  6. Bimbo con disturbi di apprendimentoNiente soldi per sostegno: bocciato 
  7. Un ex dipendente tenta di dar fuoco  alla fabbrica: paura alla Clementoni  … episodi isolati o …
  8. In Italia i manager più pagati d’Europa: inglesi, francesi e tedeschi sono più poveri … lo meritano! Con i risultati che “l’azienda Italia” ottiene è giusto pagarli bene … anche quelli del “pubblico”?