Perchè non facciamo un sindacato?, del 06.10.2013, domenica
6 Ottobre 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina
Riceviamo, divulghiamo e proviamo a rispondere
“caro Paolo,
concordo pienamente con la tua sollecitazione a “darci una smossa”, ma al tempo stesso esprimo forti perplessità sul modo di porsi dell’associazione, che non può limitarsi a discutere e dibattere al proprio interno (sia pure in rete), ma deve interagire e comunicare i propri scopi e le proprie iniziative – semmai decida di adottarle – all’esterno, anzitutto ai media e agli organi titolati.
Scopi che mirano a far si che la Regione Siciliana diventi finalmente un ente al servizio dello sviluppo della nostra terra, il cui presupposto è, come ben dici, che “il diritto (e soprattutto il merito!) sia conosciuto e rispettato”.
Un’amministrazione per la quale torni la voglia di lavorare, superando l’attuale generale senso di frustrazione, aspirazioni condivise dalla quasi totalità dei dipendenti, tranne i nullafacenti e i disonesti, ai quali è preclusa la nostra associazione (oltre che ai carrieristi senza scrupoli e ai servi sciocchi del potere).
Ma la grande diffusione di questo stato d’animo tra i nostri colleghi – di cui sono fortemente convinto – stride con l’esiguità delle adesioni alla nostra associazione, per cui, oltre a porre il suddetto tema dell’approccio, pongo all’attenzione tua (e di tutti), il tema della forma associativa, che (come ti ho evidenziato fin dall’inizio), dovrebbe acquisire (anche) veste sindacale, per disporre di posizione e strumenti infinitamente più incisivi.
Di fronte all’inanità ed al sostanziale silenzio attuale dei sindacati, ritengo che le adesioni possano aumentare in via esponenziale.
Non si tratta di snaturare gli scopi dell’associazione, le cui idee e i modi innovativi e costruttivi, ossia il “software” (che fin qui hai espresso con grande impegno, di cui ti si deve dare pieno merito, caro presidente) rimarrebbero immutati, ma soltanto di dotarla di un “hardware” più idoneo.
Penso che valga la pena di aprire un pubblico dibattito con associati e simpatizzanti su questa proposta, coinvolgendo quante più persone cui stanno a cuore le nostre stesse tematiche, come Franco Busalacchi, che ha gettato un sasso nella palude dell’apatia e della rassegnazione con due formidabili interventi su Link Sicilia nella scorsa primavera-estate (cui ho modestamente contribuito anch’io, con un intervento del 16 luglio).
A presto,
Franco Schillaci”
Caro Franco,
anch’io sono convinto che se avessimo scelto di costituire un nuovo sindacato i numeri associativi sarebbero stati di gran lunga superiori all’attuale dato associativo di “Perchè no…qualcosa si muove”. Ma, come ho avuto modo di dire nei diversi incontri che hanno portato alla costituzione dell’Associazione, personalmente non sono interessato a una iniziativa del genere in quanto ritengo fin troppo affollata l’attuale platea dove si può trovare di tutto.
Inoltre, in un’iniziativa del genere avvisto una serie di pericoli che provo a elencare.
Smarrimento della mission dell’associazione. Quello che propongo di fare come associazione già proponevo di farlo quando ero attivo in entrambe le mie due passate esperienze di dirigente sindacale, ma non c’era il tempo per farlo e l’attenzione di chi stava sopra di me era orientata alle situazioni contingenti che finivano per svuotare ogni altra iniziativa.
Un altro competitor. L’associazione sarebbe vista dagli altri sindacati e dai suoi dirigenti sindacali come un altro competitor dal quale doversi guardare precludendo ogni possibilità di dialogo costruttivo sui temi che l’associazione porrà.
Un altro sindacato. L’associazione sarebbe vista dai colleghi come un’altra sigla che vuole partecipare alla spartizione di quella che un tempo era “una torta” (permessi sindacali, deleghe sindacali, ) per fare gli interessi del gruppo dirigente (c’è tanta disillusione in giro!).
Anch’io sono convinto che ci siano tanti colleghi che sentono il bisogno di qualcosa di nuovo che permetta loro di dire ciò che pensano … altrimenti non mi sarei fatto promotore dell’Associazione … ma ritengo che le nostre idee e i nostri progetti li dobbiamo portare avanti non perchè abbiamo un ruolo “riconosciuto formalmente” ma perchè sono delle buone idee e dei buoni progetti condivisi da tanti colleghi e dei quali i sindacati e l’Amministrazione prima o poi dovrà tenere conto.
E’ vero che i sindacati dispongono di strumenti di gran lunga superiori a quelli di cui dispone una associazione come la nostra, ma sul fatto che questi siano incisivi non ne sarei così convinto (sterilizzazione dei rinnovi contrattuali, superamento unilaterale delle norme contrattuali).
Comunque, siamo una Associazione democratica e parleremo anche di questo e l’occasione potrà anche essere uno dei prossimi incontri che abbiamo cominciato a calendarizzare dal prossimo 14 ottobre in occasione del quale il tema che affronteremo sarà “Il merito deve essere riconosciuto nella Regione Siciliana?” e al quale seguirà quello del 28 ottobre sul tema “Quale Regione per quale Sicilia”.
Noi potremo essere dei “chiaccheroni” ma quanto meno non ci vendiamo come solutori di tutti i problemi.
Riguardo ai rapporti con i media. Siamo nati ieri e al di là di belle intenzioni non abbiamo prodotto nulla che possa essere di interesse dei media. Il nostro sforzo al momento è quello di farci conoscere dai colleghi e questo sarà possibile oltre che tramite il blog che è a disposizione di tutti (chi vuole inviare contributi e spunti è il benvenuto) anche grazie agli associati che seppur in numero esiguo costituiscono una base che io ritengo comunque importante.
Appena cominceremo a sviluppare i temi che affronteremo nel corso degli incontri tematici ritengo che i colleghi si avvicineranno e ancor più lo faranno dopo che avremo definito un protocollo di intesa con uno studio legale che assisterà l’associazione e i suoi iscritti (ho già avuto un incontro venerdì scorso con una “vecchia conoscenza” per noi regionali e attendo una risposta).
Riguardo al coinvolgimento di figure importanti della storia della burocrazia regionale l’Associazione è aperta sia agli ex colleghi sia a persone esterne all’Amministrazione regionale e i nostri incontri sono aperti a tutti, sia che abbiano aderito all’associazione sia che siano soltanto simpatizzanti o curiosi.
Nel ringraziarti ancora per la riflessione, spero di incontrarti ai prossimi appuntamenti dell’associazione … e naturalmente il dibattito su sindacato si sindacato no … è aperto!
Paolo Luparello
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