A “Perchè no…” si è parlato di legalità!, del 11.11.2013, lunedì
11 Novembre 2013 in Post ad hoc
Post aggiornato all’1,42 del 12.11.2013, martedì
Il maltempo che nel pomeriggio si è abbattuto su Palermo non ha favorito la partecipazione all’incontro odierno della nostra Associazione.
Il tema, un po’ provocatorio (Legalità, tra relativismo e ortodossia … ovvero … anche i buoni devono rispettare la legge?), ha attirato la curiosità di una dozzina di amiche e amici, tra i quali anche l’avvocato Franco Castaldi, ex avvocato generale della Regione.
L’incontro è stato “movimentato” dalla presenza dell’amica Rosaria Cicala che non ha lesinato iniziative e proposte.
Sul tema dell’incontro l’attenzione dei partecipanti si è incentrata principalmente sulle recenti procedure di conferimento degli incarichi dirigenziali che stanno destando non poche perplessità e lavoro sicuro per gli avvocati.
Spero nelle prossime ore di pubblicare un resoconto più dettagliato con le proposte e le riflessioni che sono emerse nelle circa due ore di confronto che come al solito è stato molto interessante, e di questo ringrazio sia l’avvocato Castaldi sia tutti gli altri intervenuti.
A dopo
Resoconto pubblicato alle ore 1,42 del 12.11.2013, martedì
Quasi tutti gli intervenuti hanno contribuito al dibattito e di questo ringrazio tutti gli intervenuti in quanto è attraverso l’ascolto dei punti di vista “altri” che si riescono a cogliere tutte le diverse sensibilità che animano una comunità.
Dopo una mia introduzione al tema dell’incontro, del cui titolo ho ribadito il carattere provocatorio, con la quale ho evidenziato come, sul tema dei recenti conferimenti degli incarichi dirigenziali, la registrazione di una serie di episodi letti singolarmente potrebbe farli sembrare storie di ordinaria malaburocrazia ma che posti uno accanto all’altro sembrerebbero delineare una precisa volontà sistematica e diffusa di disattendere il quadro normativo vigente. E’ un fenomeno grave che se venisse dimostrato configurerebbe una ipotesi di reato ben più grave di quello normalmente devoluto al giudice del lavoro.
Dopo il mio intervento iniziale ha preso la parola Rosaria Cicala che ha sottoposto all’attenzione dei presenti una iniziativa della quale è promotrice insieme ad altri colleghi relativa al recepimento in Sicilia della norma nazionale con la quale sono stati reintrodotti i requisiti pensionistici cosiddetti “pre-Fornero”. A detta dei promotori dell’iniziativa il recepimento della norma consentirebbe di avviare una reale rivisitazione della dotazione organica necessaria al funzionamento della Regione e che verrebbe sollevata dal peso di quelle centinaia di colleghi che godrebbero della norma.
L’iniziativa c’entrava poco con il tema dell’incontro ma ai nostri incontri non siamo molto fiscali e ogni occasione è buona per dire la propria.
Sul tema specifico ho comunque chiesto a Rosaria Cicala di predisporre un documento descrittivo della proposta che avrò cura di sottoporre tramite il blog all’attenzione dei colleghi per comprendere l’interesse e la consistenza del personale interessato.
Il tema sollevato da Rosaria Cicala è stato comunque utile per avviare un primo ragionamento sulla struttura della popolazione dei dipendenti regionali. L’età media diventa sempre più alta e in determinati uffici comincia a esserci penuria di personale non soltanto in termini numerici ma anche in termini di preparazione professionale dello stesso. Innesti di personale non legati a specifiche esigenze e mancanza di percorsi di valorizzazione professionale del personale interno stanno portando l’Amministrazione regionale a una situazione di deficienza alla quale sempre più si proverà a supplire con il ricorso a incarichi esterni e a long list di esperti o società di consulenza. Anche la mancanza di una reale politica del personale è un fenomeno che può configurare una situazione di illegalità nella misura in cui si disattendono tutte quelle norme che invece prevederebbero una programmazione degli organici e una verifica dei carichi di lavoro, attività che potrebbero portare a scoprire l’assenza delle idonee figure professionali. Essere 18 o 20 mila non ci mette al riparo dal fatto che si possano avere troppi lavoratori in alcune categorie e troppo pochi in altre.
Dopo Rosaria Cicala si sono succeduti altri interventi che hanno posto al centro dell’attenzione la situazione degli incarichi dirigenziali in diversi dipartimenti da due punti di vista. Il primo relativo al piano economico e il secondo a quello giuridico.
L’aspetto economico è relativo alla consistenza dei budget per la contrattualizzazione della dirigenza assegnati ai diversi dipartimenti. In alcuni dipartimenti i budget assegnati non determinerebbero un taglio del 20% delle indennità ma andrebbero ben al di là, con punte fino al 50%. Ma come al solito in queste situazioni non si dispone di un quadro chiaro e dovrebbe essere cura dei sindacati chiedere conto e ragione al dipartimento della funzione pubblica lo stato dell’arte per capire quale è il livello di decurtazione delle indennità dipartimento per dipartimento in modo da verificare se sono stati commessi degli errori e come intervenire. Sempre relativamente all’aspetto economico c’è da capire se per i dirigenti “trasferiti d’imperio” si è avuta l’accortezza di attribuire ai dipartimenti di destinazione le risorse per la loro contrattualizzazione per il rispetto della clausola di salvaguardia compatibilmente con il taglio del 20 % del fondo.
Su questo tema invitiamo tutti i colleghi a raccontarci la propria situazione.
L’altro aspetto che è stato affrontato è quello giuridico relativo alla applicazione della clausola di salvaguardia. Si registra, ma non si sa che dimensione abbia assunto il fenomeno, che diversi dirigenti generali hanno disatteso sistematicamente la clausola di salvaguardia arrivando a casi limite per i quali a dirigenti già titolari di aree o servizi e in attesa di un nuovo incarico non ne è stato proposto alcuno e questo senza che gli stessi siano incorsi in alcuna valutazione negativa o in alcuna contestazione.
Sempre sul piano giuridico si è assistito alla ennesima pantomima che, partendo dalla pubblicazione di atti di interpello con i quali si sono invitati i candidati a presentare le proprie candidature per gli incarichi e i propri curricula, ha fatto registrare delle attribuzioni di incarichi che poco hanno a che vedere con analisi comparative e motivazioni stringenti per cui neofiti di alcune materie sono stati preferiti a professionisti con esperienze pluridecennali.
Dal confronto con i colleghi sono stati descritti casi di cui si ha notizia nei diversi dipartimenti ma sarebbe necessario disporre di un quadro più puntuale.
E’ intenzione dell’Associazione portare avanti una forte iniziativa di denuncia che porti all’attenzione dell’opinione pubblica gli eventuali arbitrii di cui si possono essere macchiati alcuni dirigenti generali, ma per fare questo è necessaria la collaborazione di tutti.
Invitiamo tutti gli amici e le amiche che hanno subito una “compressione” dei propri diritti a contattarci per raccogliere le testimonianze e definire un quadro quanto più puntuale possibile delle violazioni che si sono determinate in questa tornata di conferimento di incarichi dirigenziali.
Vi invitiamo a scriverci a info@perchenosicilia.org e sarà nostra cura contattarvi per raccogliere le vostre esperienze.
Dai racconti degli amici e delle amiche che sono intervenuti all’incontro si è inoltre condivisa la riflessione che la legge regionale 10 del 2000 sta mostrando tutti i suoi limiti e che forse sarebbero maturi i tempi per una sua rivisitazione a partire da un ritorno ai ruoli assessoriali e a un generalizzato processo di riqualificazione professionale di tutto il personale. Riqualificazione che dovrebbe prevedere ambiti tematici coerenti con i settori di intervento della Regione Siciliana … il tempo dei tuttologi, se è mai nato, ha fatto il suo tempo e non possiamo trovarci da 5 o 10 anni con una popolazione di lavoratori troppo vecchia e troppo poco professionalizzata.
Non so fino a che punto ciò di cui si è discusso è stato attinente con il tema della legalità ma sta di fatto che abbiamo avuto l’occasione di trascorrere un paio d’ore parlando dei nostri problemi e abbiamo capito che non siamo soli e questo è già un primo passo.
All’incontro hanno partecipato anche degli amici del comparto che hanno fornito anche loro un contributo di conoscenza e ai quali abbiamo rivolto l’invito a proporre dei temi per i prossimi incontri che li possa vedere più protagonisti … la nostra è un associazione di dipendenti e non è immaginabile che solo i dirigenti abbiano dei problemi … o no?
Un’ultima notazione. All’incontro avrebbe dovuto partecipare il dottore Busalacchi ma impegni familiari non glielo hanno consentito. Ci ha assicurato che sarà dei nostri a un prossimo incontro.
Tags: Incontro, La Regione che vorrei, Legalità
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