Resoconto dell’incontro con il dott.Giuseppe Briuccia di PWC, del 07.04.2014, lunedì

8 Aprile 2014 in Incontri

 

Un altro incontro si aggiunge alla serie di “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” che oggi ha visto protagonista il dott. Giueppe Briuccia, Director di PricewaterhouseCoopers – Senior Economist.

Un altro incontro si aggiunge alla serie di “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” che oggi ha visto protagonista il dott. Giueppe Briuccia, Director di PricewaterhouseCoopers – Senior Economist.
Il dottore Briuccia ha trascorso in nostra compagnia più di due ore durante le quali, oltre che parlarci della società per cui lavora (PricewaterhouseCoopers – www.pwc.com/it) e dei servizi nei quali la stessa opera (revisione, consulenza (advisory) e tax e legal), ci ha parlato della sue esperienza maturata in importanti progetti per conto di P.A. regionali e nazionali rispetto ai quali ha applicato le metodiche della pianificazione, della programmazione e del controllo.
In particolare ci ha illustrato l’esperienza maturata:

  • nella introduzione del controllo di gestione e della pianificazione strategica in diverse aziende sanitarie e ospedaliere siciliane nonche’ presso l’Assessorato alla Salute
  • nella predisposizione di un piano strategico integrato per la valorizzazione di un’area “vasta” territoriale
  • nella elaborazione di un progetto di sviluppo per l’aeroporto di Trapani

Riguardo alla introduzione del controllo di gestione nella sanità, il dottore Briuccia ci ha parlato del passaggio dalla contabilità finanziaria a quella generale al fine di avere una conoscenza più puntuale dei fatti gestionali, questione di importanza fondamentale per una realtà della complessità dell’ASP di Palermo paragonabile a quella di una azienda come la FIAT!
Una ASP cura tantissime attività che vanno dalla gestione degli ospedali alla assistenza territoriale (spesa farmaceutica per esempio e ambulatori) ed alla prevenzione.
Se non si conoscono i costi e le attivita’ svolte dai diversi servizi non si può governare un’organizzazione.
Per arrivare ai risultati odierni, che vedono un fortissimo ridimensionamento del deficit sanitario che oramai si valuta nell’ordine delle poche decine di milioni di euro a fronte delle centinaia di milioni di alcuni anni fa, si è dovuto portare avanti un progetto culturale in grado di far cogliere l’importanza della allocazione delle spese e dei ricavi ai diversi servizi forniti. Il processo ha proceduto per gradi e inizialmente si è partiti dalle grandi macro categorie (il costo di un ospedale per esempio piuttosto che l’assistenza territoriale), passando alla implementazione della contabilità analitica (costi e ricavi per centri di costo (ufficio)), alla costruzione dell’albero dei centri di costo, e individuando i centri di responsabilità (persone) ai quali afferiscono più centri di costo.
Il processo di determinazione dei costi e ricavi è quindi proseguito stimando i costi sostenuti per valutare un centro di costo, per poi passare dal costo di un ospedale al costo di un singolo reparto. Ai costi sono stati associati la valorizzazione delle attivita’ svolte.
Ci ha spiegato il dottore Briuccia che non si può parlare di costi ed attivita’ se non si parla di pianificazione strategica (cosa sarà l’azienda tra 10 o 20 anni) e come con la programmazione si stabiliscano i passi da seguire anno dopo anno per giungere a ciò che si era immaginato.
All’attività di pianificazione e programmazione non può non seguire l’attività di controllo con la quale si verifica lo scostamento sul programmato e la previsione delle azioni correttive.
Un esempio virtuoso di questo modello è stata l’azienda sanitaria di Sciacca … da ospedale che perdeva da 20 miliardi di lire all’anno a un utile (piano strategico che prima ha definito il bacino di utenza e le patologie più diffuse tra i potenziali utenti, poi ha attivato nuovi servizi (oculistica per esempio … emodinamica … i settori che mancavano e per i quali c’era una domanda). Per far ciò è stato introdotto il circuito di pianificazione e programmazione attraverso la attribuzione di budget, e attraverso il controllo dei risultati gestionali si sono potute fornire delle valutazioni oggettive delle performance … cosa che ha portato, in alcuni casi, all’avvicendamento dei soggetti responsabili degli sforamenti.
Si tratta di attività che oramai possono contare sul supporto di sistemi informativi sempre più sofisticati ma che nell’esperienza siciliana non sempre sono stati resi disponibili per diverse motivazioni … non ultima l’introduzione di “tagli lineari” che hanno limitato le risorse a disposizione. Nonostante tutto passi avanti sono stati compiuti e oramai in tante ASP la metodica è divenuta una realtà anche se ancora può succedere che una minore sensibilità gestionale da parte di alcuni vertici può determinare un blocco dello sviluppo del sistema.
Metodiche definite a livello Nazionale presso il Ministero della Salute tramite il progetto Mattoni sono state introdotte in Sicilia sia a livello regionale ( Assessorato Salute, sia in tutte le aziende sanitarie pubbliche ( ASP, Aziende Ospedaliere e Policlinici) con il Progetto articolo 79 …progetto svolto da una RTI che vede coinvolte KPMG e PwC . Il progetto prevede la definizione di un modello di controllo di gestione comune a tutte le aziende sanitarie pubbliche siciliane ed all’Assessorato alla Salute . Si e’ proceduto alla deinizione di flussi informativi dalle aziende verso l’assessorato ed il ministero sulle grandi voci di spesa (i pilastri) dei costi di gestione:
il personale
l’acquisizione di beni e servizi
la medicina convenzionata
…………
Potrebbe sembrare facile ma disporre dei dati di costo del personale e dei costi dei beni e servizi non è stato facile e oggi si può disporre di una situazione puntuale anche se ancora migliorabile.
Una volta che si è potuto cominciare a disporre di dati di costo sempre più dettagliati è stato possibile avviare un confronto con gli addetti ai lavori per ricondurli a un uso più accorto delle risorse pubbliche (la gestione del buon padre di famiglia che risparmia e che ricorre alla spesa in casi di necessità o giustificati).
Spesso, il dottore Briuccia ha avuto modo di verificare che non si incontravano resistenze alla introduzione di questi strumenti manageriali per malafede ma per carenze organizzative che si sono dovute o si sarebbero dovute approcciare attraverso una reingegnerizzazione dei processi.
Oggi il sistema sanitario siciliano può considerarsi migliore di quello di alcuni anni fa e anche attraverso l’azione della joint commission si sta cercando di migliorare la qualità della sanità nel rispetto di standard igienico sanitari internazionali.
Attraverso il progetto articolo 79 sembra che la Sicilia si possa collocare all’avanguardia rispetto al panorama nazionale riguardo alla conoscenza dei costi e delle prestazioni sanitarie erogate che potrebbe sembrare cosa da poco ma che di fatto permette di effettuare un salto culturale importante in quanto troppo spesso si è guardato alle attività da svolgere senza guardare ai costi, che certo non devono condizionare l’attività di merito ma che è bene conoscere anche in termini di analisi costi-benefici.

Altra esperienza interessante che ha visto impegnato il dott. Briuccia è stata quella della programmazione territoriale. Ogni ente territoriale produce una sua pianificazione strategica senza tenere conto di quanto viene pianificato dagli enti vicini o sovraordinati. In presenza di più pianificazioni strategiche di enti territoriali che non comunicano, il ministero delle infrastrutture ha diviso l’Italia in aree “vasta” e la Sicilia è stata divisa in quattro aree, per le quali è stato chiesto di elaborare un piano strategico integrato. Nell’esperienza di PWC, che ha riguardato l’area vasta che va da Termini Imerese a Palermo, Trapani e Marsala, è stato costituito un gruppo di lavoro integrato composto da economisti, urbanisti, architetti, ingegneri trasportisti e altre professionalità ancora che ha prodotto un progetto denominato “Territorio snodo 2”, che può essere scaricato dal sito web del Comune di Palermo, la cui bontà è stata confermata dall’assegnazione del Premio Urbanistica presso UrbanPromo per ben due anni.

Una metodologia analoga a quella seguita per “Territorio snodo 2” è stata seguita da PWC per la progettazione che ha portato l’aeroporto di Trapani a conseguire la Concessione Globale trentennale. Un progetto che conta di accompagnare l’aeroporto nella sua evoluzione da uno scalo da 400 mila passeggeri all’anno degli albori agli attuali 2 milioni per poi poter arrivare ai valori attesi, tra qualche anno, di 3,5 milioni di passeggeri. Flusso che già oggi ha garantito un significativo incremento del PIL provinciale, destinato a ulteriormente incrementarsi.

Ascoltando e interagendo con il dottore Briuccia il tempo a disposizione è letteralmente volato, e tanti sono gli spunti e le suggestioni che sono scaturiti da questo confronto che speriamo possa ripetersi a beneficio dei tanti amici che avrebbero voluto partecipare e per la elaborazione del nostro documento programmatico “La Regione che vorrei”.
Come al solito mi scuso con il dott. Briuccia per la grossolanità del resoconto e resto a disposizione per qualsiasi correzione/integrazione che volesse apportare al testo di questo post.
Ancora un grazie al dottore Briuccia e a PWC e vi do appuntamento a lunedì prossimo, 14 aprile, per l’incontro con il dottore Dario Di Bernardi dell’IRVOS con il quale parleremo di vino, di strade del vino e di cultura enogastronomica … a lunedì!

Perchenologo02