Resoconto dell’incontro con il dott. Dario Di Bernardi, del 14.04.2014, lunedì

14 Aprile 2014 in Incontri

 

Oggi 14 aprile 2014 abbiamo incontrato il dott. Dario Di Bernardi, dirigente in servizio presso l’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia, con il quale ci siamo confrontati sul ruolo dell’agricoltura e della produzione vinicola siciliana, ma non solo, in un processo di sviluppo dell’economia siciliana. Un incontro intenso e con tanti spunti interessanti dai quali i decisori politici dovrebbero attingere a piene mani … ma non perchè lo dice l’amico Dario Di Bernardi … perchè lo dice la Sicilia e anche le analisi economico-sociali.

Conosco Dario Di Bernardi da diversi anni e la conoscenza nasce in ambito sindacale. Ma tra una problematica e l’altra ogni tanto c’era spazio per qualche battuta sulla sua attività all’interno dell’ex Istituto regionale per la vite e il vino, oggi IRVO (hanno aggiunto anche gli oli) e oggi è stata l’occasione per dedicare un paio d’ore esclusivamente alla sua esperienza pluriennale in agricoltura e in particolare nel settore enologico. Ma Dario Di Bernardi non è persona che guarda soltanto al proprio ambito ristretto e ha la capacità di guardare oltre e lasciarsi affascinare dalle suggestioni che gli incontri, anche occasionali, nei quali è incorso gli provocano.

Ascoltarlo è stato un piacere perchè mi sono trovato davanti una persona che conosce il mestiere e non teme il confronto e l’arricchimento reciproco, cosa non comune all’interno dell’ambito regionale, e non solo, ove ognuno si sente titolare unico della materia che pretende di conoscere e governare come nessun altro … soprattutto se con alle spalle i soliti noti del settore.

La relazione di Dario Di Bernardi è iniziata con una puntuale collocazione del valore del settore vinicolo in Sicilia rispetto al PIL regionale e ponendolo a confronto con quello che invece deriva dall’attuale settore turistico. Un connubio enogastronomia-turismo che secondo il dott. Di Bernardi è imprescindibile, ma non perchè lo dice lui ma perchè lo gridano le analisi dei flussi turistici e le indicazioni degli esperti del settore. Sicuramente c’è una parte della produzione agricola ed enologica in particolare che si confronta con il mercato e che può avere buone chance di affermarsi nel mondo ma accanto a questa non va trascurato l’importantissimo abbinamento con il turismo attraverso il quale si possono portare in Sicilia ben più importanti numeri di presenze rispetto a quelle attuali (si pensi soltanto alle Baleari che hanno uno sviluppo costiero simile a quello della Sicilia ma che riescono a vendere in un anno oltre 40 milioni di notti di presenze turistiche rispetto alle appena 4 milioni della Sicilia!).

Le produzioni agricole e agroalimentari siciliane sono certamente una risorsa importante ma si ha una possibilità formidabile di piazzarle sul mercato soltanto se si riusciranno a mettere a rete tutta una serie di inziative in grado di far diventare la Sicilia una meta desiderata, cosa che già lo è, ma che viene percepita negativamente, a partire dai principali buyer turistici, per la mancanza di una vera governance dell’offerta turistica che sempre più è richiesta che sia organizzata e in grado di accogliere il turista e fargli vivere delle emozioni da quando arriva in Sicilia fino a quando viene accompagnato alla partenza.

Il vino che è certamente uno dei prodotti più conosciuti e il cui consumo è più diffuso in tutto il mondo è il prodotto attorno al quale si può costruire un modello di turismo, ma non va dimenticato che il turista, specialmente di provenienza asiatica o appartenente alle fasce più abbienti, non è soltanto attratto dal vino o dalle buona tavola, che non sempre è in grado di apprezzare per cultura, ma è attratto dalle bellezze naturali dell’Isola, dai siti archeologici, dalle bellezze architettoniche e finanche dalle componenti sociali e antropologiche della Sicilia.

Se tutto ciò potesse essere messo a sistema, in un unico contenitore nel quale il turista o il tour operator potesse trovare tutti gli elementi per costruire il proprio prodotto ci troveremmo di fronte a un tesoro che in tantissimi vorrebbero venire a scoprire.

Ma non possiamo immaginare che soltanto per il fatto che abbiamo cultura e tradizioni queste siano sufficienti per attirare orde di turisti. Il turista è oramai un consumatore esigente, che pretende servizi di qualità e grande professionalità e su questo c’è tanto da lavorare ancora.

Andrebbe portato avanti un progetto di accoglienza attraverso il quale formare schiere di giovani da specializzare in tutti i settori dei servizi legati al turismo e a tutto quello che gravita nel suo indotto, così come andrebbe creato o consolidato un percorso di elevazione qualitativa dei servizi dalla ristorazione alla ricettività alberghiera.

Non è un progetto da mordi e fuggi ma un progetto che richiede una programmazione di lungo periodo che dovrebbe traguardarsi a quello che vorremmo che sia la Sicilia nel 2030. In un tale orizzonte temporale si potrebbero costruire le condizioni strutturali per offrire una accoglienza di qualità per far vivere delle emozioni indimenticabili che soltanto in Sicilia si potrebbero far vivere e al contempo si potrebbero consolidare quelle alleanze in grado di innescare importanti flussi turistici verso la Sicilia … i voli low cost.

Il settore dei servizi è quello che produce maggiore ricchezza nei paesi sviluppati ed è su questo che si deve puntare e il connubio enogastronomia-turismo può costituire un elemento sul quale avviare una nuova stagione.

Un catalizzatore potrebbe essere rappresentato da un importante investimento fatto con i fondi del POR Sicilia 2000-2006 il circuito delle enoteche regionali e delle strade del vino. Su questo investimento si potrebbe costruire un progetto di promozione importante che potrebbe vedere coinvolti gli assessorati del turismo e delle risorse agricole e agroalimentari ma non solo, andrebbe coinvolto anche l’assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana … una volta tanto si potrebbe costituire una cabina di regia che sotto il coordinamento del Presidente della Regione potrebbe finalmente far cogliere la Regione non come l’insieme di tante “verticalità” rigidamente separate ma come un sistema orientato a produrre ricchezza e benessere per i propri cittadini.

Le idee ci sono e la loro traduzione in fatti concreti è soltanto una questione di buona volontà e di dare fiducia ai professionisti più capaci … e Dario Di Bernardi certamente lo è.

Un grazie calorosissimo a Dario per il tempo che ci ha dedicato e che ci ha promesso che ci farà pervenire un po’ di bibliografia e di riferimenti a risorse di rete per farsi un’idea su che cosa potremmo fare e che da troppo tempo non facciamo.

Colgo l’occasione per rinnovare gli auguri per una Buona Pasqua e per darvi appuntamento al prossimo incontro che terremo il 28 aprile p.v., sempre di lunedì, con un altro ospite di eccezione … l’amico Gigi Caracausi, il segretario generale della CISL Funzione pubblica Sicilia con il quale ci confronteremo sulle sue idee e del suo sindacato per il futuro della Sicilia e della Regione.

 

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