Assente per maratona … supermaratona per la precisione!, del 15.06.2014, domenica

15 Giugno 2014 in Noi siamo diversi

In questi ultimi giorni sono stato un po’ assente dal blog per un motivo ben preciso … ero in prossimità di un evento al quale tenevo in modo particolare e per il quale rischiavo giungere non in condizioni idonee. Passato l’evento, di cui narro di seguito, mi ributto nelle nostre faccende regionali … datemi il tempo di riordinare le idee … anche se spero che anche per voi siano stati giorni di riflessione!

Mare, pioggia e neve … la supermaratona dell’Etna edizione 2014

di Paolo Luparello

La maratona è la competizione sportiva che mette più a dura prova il fisico e la volontà di un atleta. Aggiungerci un dislivello di quota di quasi tre mila metri tra la partenza e l’arrivo la trasforma in una sfida. Correrla in Paolo a Marina di Cottonecondizioni meteo che vanno dal sole caldo della spiaggia di Marina di Cottone, alla pioggia lungo il percorso dopo Linguaglossa, fino alla grandine e alla neve dell’arrivo, hanno trasformato quella che è già una prova molto impegnativa in una impresa.
La Supermaratona dell’Etna non si improvvisa. E’ una gara che devi preparare con molta cura e una volta che ci sei dentro ti costringe a portarla a termine … fino all’ultima briciola di energia. La vetta del vulcano ti sfida. Sono pochi i punti dalla quale non riesci a vederla … e nonostante macini chilometro dopo chilometro ti sembra irraggiungibile. Ma più percorri i chilometri e le energie si riducono al lumicino, più ti accanisci nello sforzo di dimostrare a te stesso che ce la puoi fare.
Quest’anno si sapeva che in quota ci sarebbe stato pericolo di pioggia e che si sarebbe trovata una temperatura “frizzante”, ma la principale preoccupazione alla partenza era proteggersi dalla scottatura, non pochi gli atleti impomatati copiosamente (almeno protezione 50).
Questa è stata la mia terza esperienza e l’ho affrontata con spirito diverso. Contavo di arrivare fino al traguardo divertendomi. Munito di I-Phone mi sono trasformato in reporter vivendo dall’interno l’evento del quale volevo essere testimone. Questo mi ha permesso di percorrere i primi 20 km in compagnia del gruppo della Associazione Sportiva Palermo H 13:30 con la quale mi sono improvvisato cronista e intervistatore … e finchè la connessione mi ha assistito ho pubblicato in tempo reale su Facebook … mi sono però astenuto dal leggere i commenti e a rispondere … ma solo perchè essendo “cecato” avrei avuto bisogno degli occhiali!Paolo a Linguaglossa
Dopo i primi venti chilometri ho continuato la gara da solo … i compagni dell’H13:30 avevano nelle gambe un’altra andatura. Questa è una corsa che a parte i top runner prevede necessariamente l’alternanza di corsa e camminata. Ci sono dei tratti che per chilometri e chilometri salgono con pendenze ripidissime come dal 28esimo al 33esimo km in cui arrivi a Piano Provenzana o come gli ultimi 9 km che da Piano Provenzana a quota 1800 m ti portano sui crateri a quota 2850 m lungo strade in sabbia vulcanica.
Camminare-correre fino a Piano Provenzana ti permette di riconciliarti con la natura, una natura fatta di boschi e di paesaggi mozzafiato, dove andando sempre più in alto sei testimone della forza del vulcano e degli effetti delle sue eruzioni.
Ma fino a piano Provenzana lo scenario è ancora umano. Una volta che si entra nella zona dei crateri sommitali lo scenario diventa dantesco. Montagne di lava e cenere tra le quali fa bella mostra quello che rimane di alberi che un tempo furono maestosi … sembra di essere di fronte a un cimitero di animali preistorici.
Quello che però ti colpisce in questa occasione è la fila indiana dei podisti che stancamente percorrono i sentieri. In alcuni tratti riesci a vedere davanti a te chi ti precede di più di un chilometro e che già si trova lassù in alto dove tu non arriverai prima di un quarto d’ora. Podisti che distano gli uni dagli altri poche decine di metri e che sembrano, sembriamo, le comparse di un film d’altri tempi in cui si narra del destino al quale è chiamato l’uomo … attirati verso le fauci del vulcano.
Nelle due passate edizioni le condizioni meteo erano state decisamente estive con un sole che picchiava duro e che completava l’opera della rarefazione dell’ossigeno a questa quota … ci si muoveva come degli zombie. Quest’anno il sole in quota non lo si è visto e il silenzio dei luoghi è stato squarciato da continui tuoni che per un fenomeno veramente curioso, forse la stanchezza, non erano preceduti da fulmini … si sentivano i tuoni ma non si vedevano i fulmini … proprio strano!
Per percorrere i primi 33 km ho impiegato 4 ore, per percorrere gli ultimi 9 ci ho messo 2 ore e a differenza delle altre volte non ho mai avuto la tentazione di buttare la spugna … anzi … ci sono stati tratti in cui mi sarebbe piaciuto riprendere a correre ma il mio fisico non ne ha voluto sapere … fisico e cervello avevano deciso che di divertimento si doveva trattare e quindi niente sofferenza … camminare fino all’arrivo.
Come in un miraggio agli ultimi 500 m è apparso sullo sfondo il rifugio in cui quest’anno è stato posto l’arrivo. Una strada quasi pianeggiante con l’ultima salitina finale … un altro invito alla corsa! Ma a scanso di equivoci il fisico ha giuocato la mossa che non ammette replica … una fitta lancinante mi ha preso la parte alta del polpaccio sinistro fino a dietro il ginocchio … per alcuni secondi ho temuto di non poter riuscire più a camminare e quella che era una camminata che si voleva trasformare in corsa è diventata un lenta e attenta passeggiata.
Tagliare il traguardo è stato un miracolo e dire che temevo che ad aspettare i podisti ci potesse essere il diavolo in persona.
Un grazie a tutti gli amici della ASD Palermo H 13:30 che oltre a doversi concentrare in una gara dura come poche hanno tollerato anche la mia distrazione … ancora grazie … correre accanto a voi è stato un vero piacere! Ma non solo … nonostante me l’Associazione Palermo H 13:30 ha vinto il premio come prima squadra assoluta … siamo una squadra fortissima!
Ho chiuso la prestazione in 6 ore e 13 minuti … se avessi impiegato mezz’ora di più sarei stato testimone di un cambio repentino del meteo che ha scaricato sul rifugio e dintorni grandine e neve e che ha fatto precipitare la temperatura intorno agli 0 gradi centigradi. Chi arrivava in quel frangente era già provato dalla stanchezza e dall’alta quota e diversi sono stati i casi di ipotermia … fortunatamente senza conseguenze … un’esperienza indimenticabile.
A differenza delle gare alle quali ho partecipato e delle quali serbo dei ricordi nella memoria o in qualche foto, di questa esperienza conserverò molto di più e se dovesse rivenirmi la tentazione di cimentarmi nuovamente con questa impresa … ci penserò bene … per vedere foto e clip video ho creato un gruppo su Facebook “Supermaratona dell’Etna 2014”.