Io non sto ne con gli uni ne con gli altri … io sto con la Sicilia!, del 01.07.2014, martedì

1 luglio 2014 in Contributo, Post ad hoc

Gli articoli che ho scritto in questi giorni sulla “questione forestale”, alcuni anche con la collaborazione di diversi amici e colleghi, hanno destato in qualcuno delle perplessità. Perplessità legate alla chiave di lettura data agli articoli che sono stati letti in un ottica di “schieramento” … con il Comando Corpo Forestale o con l’ex Azienda Foreste Demaniali!

Lungi da me aderire all’uno o all’altro schieramento se schieramenti esistono. Lo spirito con i quali ho scritto gli articoli sono quelli del cittadino che vede andare distrutto il patrimonio naturalistico della Sicilia anche per colpa di scelte miopi, per non dire scellerate, da parte di chi dovrebbe assicurare la tutela e la salvaguardia del territorio.

In questi giorni, nel silenzio assoluto, si stanno compiendo gesti di altruismo e senso civico senza eguali da parte di dipendenti dell’Amministrazione regionale, di qualsiasi appartenenza, di operai forestali non ancora “avviati”, di volontari, di forze della protezione civile e dei vigili del fuoco e l’elenco potrebbe continuare. Persone che non solo si sono prestate per limitare i danni del fuoco ma che finanche hanno messo mano al portafoglio per acquistare carburante per i mezzi e altri materiali pur di poter svolgere un minimo di azione antincendio … ma di questo non si parla.

Parlano invece i componenti del Governo regionale le cui dichiarazioni fanno comprendere le ragioni di tanta disorganizzazione … la loro impreparazione e inadeguatezza al ruolo … anche per il solo fatto di non essersi circondati di professionalità adeguate in grado di far comprendere loro la delicatezza della materia … e non soltanto per la componente sociale!

In questo quadro ricevo e volentieri divulgo la lettera di un amico nella quale si legge tutto lo sconforto di chi si è speso per far funzionare un settore nel quale sembra invece farsi a gara per distruggere … brama di potere, arroganza, ignoranza, e tanto altro ancora …

“Caro Paolo,
la storia che ti voglio raccontare, senza volerti annoiare, inizia nel 2013 e precisamente con la “Finanziaria 2013” L.R. 15 maggio 2013, n. 9 “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2013” – Legge di stabilità regionale che all’art. Art. 34 “Riorganizzazione dell’Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari” modificava i Dipartimenti dell’ex Assessorato Agricoltura e Foreste e al comma 7 enunciava “Entro il 31 ottobre 2013, con decreto del Presidente della Regione, adottato previa delibera della Giunta regionale, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, sono specificate, con effetto dall’1 gennaio 2014, le funzioni ed i compiti dei dipartimenti di cui al comma 3, nonché l’articolazione delle relative strutture intermedie…”.
Inutile dirti che, dal 1 gennaio 2014, abbiamo cambiato solo il nome o meglio ci hanno comunicato il nuovo nome del Dipartimento ma, di preciso, gli uffici periferici non sappiamo ancora che nome abbiano. Solite stranezze.
Nella successiva Legge di stabilità finanziaria del 2014 – L.R. 28 gennaio 2014, n. 5 cita all’art. 12 “Riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale e della prevenzione degli incendi” comma 1 “Al fine di migliorare l’efficienza del lavoro attraverso la riorganizzazione delle risorse umane del settore forestale, riunificando i lavoratori forestali alle dipendenze di un unico ramo dell’Amministrazione regionale, è trasferita al Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali la titolarità dei rapporti di lavoro con il personale impiegato nel servizio di antincendio boschivo…”, forse chi ha scritto questo articolo non sapeva che il Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali, dal 1 gennaio, non esisteva più.
Al succesivo comma 3 del predetto articolo “3. Per l’avvalimento da parte del Comando del corpo forestale della Regione siciliana del personale di cui al comma 2 si procede mediante apposita convenzione da stipulare tra il Comando del corpo forestale della Regione siciliana ed il Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali…”. Per stipulare questa convenzione è stato nominato un gruppo di studio composto da diversi dirigenti dei due dipartimenti che, dopo lungo lavoro, dovrebbero aver partorito questo testo unico.
Il contenuto di questa convenzione non è stato molto divulgato.
Ometto di esaminare più approfonditamente la Legge ma ci tengo a evidenziare due considerazioni:
1) Mi sembra che le leggi predette siano state scritte da qualche componente della storica armata Brancaleone con in mente, ben impresso, il motto “Armiamoci e partite.”
2) Il legislatore esprime più volte la volontà di riformare il settore pubblico forestale utilizzando al meglio questo esercito di braccianti forestali (mi pare più di 20.000 persone), in più parti, nelle due leggi, si elencano tutti i settori in cui potrebbero essere impiegati proficuamente i lavoratori ma, purtroppo, sono solo parole, non esistono a tutt’oggi applicazioni pratiche.
La gestione economica unica dei lavoratori in oggetto permetterebbe un migliore utilizzo delle risorse economiche. Per esempio si potrebbe programmare, insieme, la difesa passiva (manutenzione viali parafuoco) e quella attiva (lavoratori AIB) dagli incendi con la possibilità di utilizzare al meglio le professionalità e le capacità delle due forze lavoro. Purtroppo nonostante le due Leggi questo non avviene, è il comando che ha preparato una perizia sui propri fondi che ci ha trasferito per poter assumere i lavoratori AIB. Quindi, anche se per il pubblico è l’ex Azienda che assume gli operai, in pratica i fondi dell’azienda restano dell’Azienda e quelli del Corpo Forestale restano loro.
Qualche anno fà, per poter completare le giornate lavorative dei lavoratori dell’Azienda, abbiamo progettato degli interventi con fondi del Corpo Forestale (mi pare capitolo 554225) che prevedevano l’acquisto o la manutenzione di elicotteri antincedio.
Ci troviamo con gli eredi del Gattopardo, “bisogna che tutto cambi per restare tutto come prima…”. Il risultato finale porta ad un arrampicarsi sugli specchi, senza direttive certe, facendo leva solo sulla buona volontà dei dipendenti coinvolti.
Per la provincia di xxx sarebbero necessari circa 8 milioni di euro per poter effettuare la manutenzione dei viali parafuoco perimetrali e non tutti. Quest’anno ci hanno assegnato, sulla carta, 1.100.000 euro di cui 750.000
disponibili quasi subito, il resto dopo il riscontro delle economie della “Sanità”. Ma dobbiamo tenerci pronti che con la prossima finanziaria dovremmo progettare altri 2 milioni di euro, forse, non si sà. Impossibile programmare gli interventi.
Leggendo i giornali avrai letto che gli operai vengono avviati al lavoro in  piccoli gruppi, a macchia di leopardo, dove ci sono i soldi. Altri vengono sospesi dal lavoro per non si sà quanto tempo. Gli avviamenti sono, inizialmente, per 10 giorni, poi si vede.
Sfido chiunque, anche armato della più grande buona volontà, a reagire positivamente a questa confusione. Come facciamo a far lavorare gli operai se non gli possiamo dare nessuna certezza ? Per quanto tempo lavoreranno ? Dopo quanti mesi verrano pagati ?
I nostri fornitori si sono stancati di aspettare, in alcuni casi aspettano da più di un anno il pagamento del dovuto. Non ci forniscono più niente o quasi. Esistono molti casi in cui abbiamo messo in ginocchio delle ditte anche molto solide. E gli operai, con il minimo necessario di DPI, senza carburante per gli attrezzi e/o mezzi, senza filo per decespugliatori, senza catene per le motoseghe come lavorano ? Certo anche con attrezzi manuali si può lavorare ma con quale resa ?
Penso di essere riuscito ad annoiarti.”

No mi hai annoiato, caro Amico  … mi hai fatto soltanto aumentare la rabbia per l’incapacità di una classe politica che continua a lavorare non per il bene comune ma soltanto per il proprio tornaconto personale e del proprio clan … anche al giorno d’oggi in cui si dovrebbe provare a fare tanto con poco e invece c’è ancora qualcuno che riesce far perdere risorse e a distruggere quel poco di buono che ancora abbiamo!

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