Lettera aperta “Le nuove nomine dei Beni Culturali in Sicilia”, di Agata Villa

3 Luglio 2014 in Contributo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la Lettera aperta “Le nuove nomine dei Beni Culturali in Sicilia” dell’amica e collega AGATA VILLA, Dirigente Archeologo Classico dell’Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana … il cui contenuto condividiamo in toto!

“Le recenti nomine ai vertici degli Istituti dell’ Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia offrono lo spunto per tornare a riflettere su un tema non indifferente, legato al ruolo, alle responsabilità e alla continuità dei dirigenti dei Beni Culturali. acroliti

Mentre nello Stato è garantita in linea generale una continuità nell’espletamento delle attività connesse al proprio incarico, nella regione Sicilia -come dimostrano le recenti nomine- in virtù di un avvicendamento considerato opportuno, tale continuità è stata messa in crisi.
In merito a ciò si ritiene di dovere segnalare alcune criticità derivanti da questa prassi, nell’ottica di apportare un contributo costruttivo al dibattito sul ruolo della dirigenza dei Beni Culturali.
La durata così breve del precedente incarico (due anni, con una proroga di un altro anno) non ha consentito ai dirigenti responsabili di portare a compimento la gran parte di progetti e iniziative che, in molti casi, hanno comportato complessi, difficili e lunghi procedimenti di avvio. In realtà il periodo è comunque troppo breve per concludere qualsiasi tipo di programma. Vorrei sottolineare che, nell’ambito dei Beni Culturali, prima di elaborare un progetto o intraprendere un’azione di tutela, conservazione o valorizzazione, quasi sempre è necessario un lungo lavoro di studio, di ricerca, di contatti con studiosi e specialisti, di elaborazione di dati e di aggiornamento delle proprie conoscenze.
Non si è tenuto conto, in alcuni casi, di una continuità che era opportuno garantire ai fini del buon andamento delle attività in corso e quindi dei vantaggi per l’Amministrazione in termini di risparmio di tempi e di energie.
Le continue variazioni ai vertici degli Istituti si ripercuotono negativamente sulle relazioni intrattenute con enti, uffici, partners esterni, i quali perdono improvvisamente i loro punti di riferimento e sono costretti inevitabilmente a ricominciare tutto ex novo. Tali cosiddette “rotazioni”, infatti, non costituiscono un valore in sé, ma dovrebbero essere prese in considerazione nei casi di criticità, di palesi inefficienze e, comunque, valutando le specificità delle attività in corso e, dunque, decidendo caso per caso.Maresole
Riguardo ai dirigenti ” over 60” ci si aspetterebbe una politica tesa a favorire la conclusione, il compimento di attività e di percorsi intrapresi, mettendo a frutto l’esperienza accumulata e non una brusca interruzione, con conseguente mortificazione sul piano professionale.
Non sono chiari e trasparenti i criteri di scelta adottati per le singole assegnazioni (gli articoli apparsi sulla stampa hanno ampiamente segnalato le nomine fatte sulla base di appartenenza politica). Per la direzione di un museo o di un parco archeologico, ad esempio, ci si aspetterebbe che venissero privilegiati dirigenti con un curriculum compatibile con gli incarichi da svolgere. Il criterio che bisognerebbe applicare sopra ogni altro è sicuramente quello del merito, che va riconosciuto e valorizzato, considerando la professionalità, la competenza, la preparazione specifica, le esperienze pregresse, la qualità delle prestazioni effettuate e delle attività in corso di svolgimento.
Va stigmatizzata una evidente confusione di ruoli (che invece vanno chiaramente distinti secondo quanto prevede la normativa vigente) fra Assessore, che in questo caso può solo manifestare un indirizzo da adottare in linea con una esigenza di rinnovamento e di cambiamento, e Dirigente Generale, al quale si attesta l’atto di scelta e di nomina dei dirigenti.

Palermo, 3/7/14 “