“La Sicilia che vogliamo” … partecipa al progetto!, del 02.11.2014, domenica
2 Novembre 2014 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina
La mia idea di fare politica è quella di provare a immaginare come si può migliorare la vita della comunità alla quale si appartiene. Per provare a fare questo si può operare in diversi modi e io ne immagino alcuni.
Un primo modo è quello di semplificare la vita ai cittadini. Quando uso il termine cittadini mi riferisco a tutti i soggetti che in un modo o nell’altro sono obbligati a rivolgersi a un “ufficio pubblico” per poter fruire di un servizio o per rispondere a un adempimento, quindi quando parlo di “cittadino” intendo da chi deve sottoporsi a una visita medica a chi chiede di fruire di un bonus, da chi deve pagare un tributo a chi deve avviare una attività produttiva. Anche se le leggi sulla semplificazione esistono, il cittadino è ancora costretto a scontrarsi con la complessità degli uffici pubblici che in alcuni casi sembrano essere fatti apposta per fare perdere tempo e costringerlo a dover cercare scorciatoie e santi a cui votarsi.
Un secondo modo è quello di realizzare servizi e investimenti che mirano a valorizzare le potenzialità del territorio tenendo sempre in considerazione il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini e la messa in sicurezza del territorio.
Sicuramente ci sono altri modi per migliorare la vita della comunità ma io vorrei partire da quelli appena descritti.
“La Sicilia che vogliamo” che io ho in mente è una Sicilia che deve puntare a valorizzare le risorse di cui dispone e che si chiamano mare, sole, storia, produzioni eno-gastronomiche e soprattutto emozione … l’emozione di godere di una esperienza, la Sicilia, frutto di millenni di storia e di condizioni climatiche eccezionali.
E’ possibile creare ricchezza per la nostra comunità puntando su queste risorse?
Secondo me si e secondo voi?
Se volessimo fare politica come tanti altri ci potremmo fermare qui e magari potremmo elencare una serie di cose da fare … frasi buttate lì su una pagina … se invece volessimo provare a fare di qualcosa di più concreto dovremmo provare ad andare oltre delle frasi buttate lì e provare ad approfondirle per comprendere se si tratta di idee concrete o di semplici elencazioni.
Per “La Sicilia che vogliamo” ho immaginato che qualsiasi iniziativa che si voglia mettere in campo la si deve considerare come una “idea progettuale” per la quale va compilata una scheda nella quale si deve rispondere a una serie di voci e domande.
Ognuno di noi non è detto che sia in grado di compilare una scheda progettuale in tutte le sue parti e ognuno potrebbe contribuire a compilare oltre che le proprie anche le schede proposte da altri, un grande lavoro di collaborazione nel quale alle intuizioni di alcuni si aggiungono l’esame critico, le competenze e la conoscenza di altri.
Attraverso l’insieme delle “idee progettuali” potremmo riuscire definire un programma … il programma che vorremmo vedere realizzato da chi governa o da noi stessi se decideremo che ci sono le condizioni per un impegno diretto nella politica della Sicilia.
Una prima bozza della scheda progettuale per l’elaborazione di una idea per “La Sicilia che vogliamo” è la seguente.
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Titolo dell’idea: si deve dare un titolo alla propria idea in modo da facilitare la comunicazione e il suo inserimento all’interno di una banca dati nella quale andremo a raccogliere tutte le idee proposte da chi vorrà partecipare
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Descrizione dell’idea: si deve descrivere l’idea che si ha in mente nei suoi elementi essenziali
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Luogo in cui realizzare l’idea: si deve indicare se l’idea che si ha in mente la si immagina per una località specifica, sfruttandone quindi le peculiarità, o se la si può realizzare in qualsiasi luogo della Sicilia o ancora se l’idea non ha una territorializzazione specifica e in questo caso si intende la Sicilia nel suo complesso.
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Stima del costo di realizzazione dell’idea: si tratta di provare a valutare quale potrebbe essere l’onere della realizzazione dell’idea. Nel caso di investimenti diretti si tratterebbe di comprendere quanto costerebbe realizzare l’idea, nel caso di idee che prevedono l’attivazione di particolari politiche si tratterebbe di quantificare quale potrebbe essere il budget necessario per finanziare un numero critico di operazioni attraverso le quali dare attuazione alla politica di intervento pubblico.
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Quali sarebbero gli impatti della realizzazione dell’idea: si tratta di provare a descrivere quali effetti sarebbero determinati dalla realizzazione dell’idea
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La realizzazione dell’idea crea nuova occupazione? : si deve dire se l’idea che si propone crea nuova occupazione
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Se la realizzazione dell’idea crea nuova occupazione, la crea nella fase di “cantiere” o anche o solo “a regime”? : si deve dire se l’eventuale nuova occupazione creata dalla realizzazione dell’idea viene creata soltanto in fase di “cantiere” (connessa ciò soltanto con la fase di realizzazione dell’idea) o anche, o soltanto, nella fase “a regime” cioè una volta che l’idea è stata realizzata e quindi potrà esplicare gli effetti per la quale è stata ideata
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Chi beneficerebbe della realizzazione dell’idea? : si tratta di descrivere chi potrebbero essere i beneficiari dell’idea, non soltanto in termini occupazionali ma anche di fruizione dei servizi o dei beni prodotti
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Chi potrebbe essere contrario alla realizzazione dell’idea? : si tratta di provare a immaginare se la realizzazione dell’idea potrebbe trovare l’opposizione di alcuni cittadini o loro categorie che vedrebbero in un qualche modo minacciati dei propri interessi
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I vantaggi della realizzazione dell’idea (utilità per chi beneficerebbe) sono superiori agli svantaggi (effetti negativi per chi è contrario all’idea)? : si tratta di effettuare una sorta di analisi costi/benefici che già in una fase di ideazione possa far comprendere il “clima” che accoglierebbe la realizzazione dell’idea
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