Cronache dal fronte? No … da un ufficio regionale!, del 31.01.2015, sabato

31 Gennaio 2015 in Noi non facciamo sindacato

“Ciao paolo. Ho pensato che ti avrebbe fatto piacere conoscere cosa stiamo vivendo all’agricoltura. Siamo senza termosifoni dall’inizio dell’inverno ma ora la situazione è veramente critica per le b     asse temperature di questi ultimi giorni.  Paolo a Marina di Cottone

Io e altri colleghi siamo con le prese elettriche staccate, perché si è rotto un interruttore del quadro elettrico. Questo non ci consente di utilizzare i computer. Molti bagni sono guasti e quelli funzionanti sporchi. Si sente gridare nei corridoi per il fumo; fumatori che non vogliono spegnere le sigarette. I dirigenti non parlano perché siamo in fase di ristrutturazione e sono in attesa di contratto. si parla male dei regionali che sono fannulloni ma nessuno si impegna a cambiare le cose. Un saluto”

Questo il messaggio che ricevo da un collega.

In questi giorni, e non solo, tutte le attenzioni sono rivolte ai cosiddetti “privilegi” di cui godrebbero i dipendenti della Regione e nessuno sembra occuparsi delle questioni evidenziate dal collega di cui pubblico il testo del messaggio che mi ha inviato. Situazione che non è isolata ma che rappresenta oramai la norma in tantissimi uffici. Negli ultimi anni si sono andate tagliando tutte le risorse finanziarie allocate nei capitoli di bilancio destinati alle spese di funzionamento degli uffici.

Ma non assistiamo soltanto a un deterioramento del decoro degli uffici. Assistiamo anche a un deterioramento del senso civico degli stessi dipendenti che in considerazione di questo stato di abbandono non sembrano più vincolati alle più elementari norme del vivere comune e del rispetto di quelle norme che sembravano oramai un dato di fatto e mi riferisco al divieto di fumare negli uffici pubblici.crisi 16032014

Qualcuno a leggere queste righe storcerà il naso e penserà che con tutto quello che sta succedendo stiamo a pensare a queste quisquilie. Questo è il guaio! Molti pensano che ben altri sono i problemi … e di giorno in giorno si abbassa l’asticella del rispetto degli altri e delle norme.

Occuparsi del nostro futuro non esclude di occuparci anche del nostro presente per poter svolgere il nostro lavoro in un ambiente pulito, decoroso, nel quale si rispettano le condizioni minime di vivibilità (il riscaldamento e i raffrescamento sono previsti dalle norme sulla sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro) e nei quali si rispetti il divieto di fumare.

Nessuno sembra più volersi occupare di queste faccende, neanche il sindacato … con tutte le cose di cui si deve occupare!

Altra questione è quella relativa alla situazione di incertezza in cui si trovano i dirigenti di diversi dipartimenti. Non bastavano gli assessori per un mese. Non bastavano i dirigenti generali per 15 giorni. Adesso anche i dirigenti semplici devono imparare a convivere con la precarietà e con l’incertezza del proprio destino. Scadono i contratti individuali e i dirigenti generali anziché provvedere al loro rinnovo “se la fissiano” e lasciano che i dirigenti vivano nella incertezza settimane e mesi.

Quali risultati potrà mai raggiungere una organizzazione in queste condizioni?

Stiamo assistendo all’accumularsi di macerie su macerie … non dimenticheremo facilmente presidenti come Lombardo e Crocetta!

Dobbiamo trovare la forza di indignarci e di far sentire la nostra indignazione … ma il sindacato nulla può fare … a parte incassare la delega sindacale?