Riflessioni del viandante … 30 maggio 2015, di Paolo Luparello
30 Maggio 2015 in Contributo
Care amiche, cari amici, dobbiamo essere una squadra e per essere squadra dobbiamo condividere
tante cose. Io non so quanti di voi mi conoscono personalmente e conoscono il mio lavoro e quello che è il mio impegno in ciò che ho fatto e che faccio. Per coloro i quali non mi conoscono, o che mi conoscono superficialmente, propongo delle riflessioni che sono soprattutto dei resoconti di vita quotidiana dove si formano le idee che vi propongo Leggerli è un modo per conoscermi meglio e per decidere se possiamo formare una squadra.
Riflessioni del viandante … 30 maggio 2015
Un giorno lo farò. Avrò bisogno di trovare un intero mese da dedicare a me stesso, e anche 2,5 o 3 mila euro, ma forse anche meno, e partirò per il mio “cammino di Santiago. Prima di allora mi accontento di salire a Montepellegrino e di andare a rendere omaggio alla “santuzza” di Palermo. Montepellegrino è parte dei miei allenamenti abituali in preparazione delle maratone, ed è mia intenzione farlo diventare parte del mio percorso di formazione della squadra di amiche e amici con i quali arrivare all’appuntamento delle prossime elezioni regionali. Lungo le rampe di questo monte, tra una vista mozzafiato e un tuffo nella memoria suscitato da un qualsiasi flash che scatta nella mia mente lungo il percorso, elaboro idee che sorgono spontanee e che poi rivengono inghiottite dall’oblio dal quale sono arrivate … con l’aiuto dei compagni di viaggio voglio cominciare a fissarle e a riflettere anche su quelle che verranno a chi si accompagnerà con me in questi scorci di tempo dedicati all’esercizio fisico ma anche a quello mentale.
I flash non sono soltanto relativi a questioni che possono avere una traduzione politica. I flash riguardano tutti gli aspetti della vita.
Provo a descrivere i flash di oggi.
Ogni volta che comincio a salire il pensiero va a Santiago di Compostela e a uno dei suoi tanti cammini … quello che vorrei fare io è quello francese e che parte dai Pirenei francesi, da Saint-Jean-Pied-de-Port, e che porta a Santiago dopo circa 800 km … e già adesso mi pongo il tema di arrivare a Finisterre, sull’oceano, o meno … e ogni volta mi dico che deciderò quando sarò arrivato a Santiago!
Raggiungo un anziano viandante. Cammina piano con passo incerto e si appoggia a un bastone. Il rumore dei miei passi lo coglie di sorpresa, si gira e mi scruta … e continua con il suo andare. Lo supero. Il mio passo è veloce. Il passo di un uomo allenato a quel tipo di percorso. Ma tra 10 o 20 anni l’andare di quell’uomo anziano sarò in grado di emularlo? E da qui rifletto sul senso della vita e sull’alternarsi delle stagioni. Arrabbattarsi per costruire, per mettere da parte, e poi lasciare tutto senza che nessuno si possa più ricordare di te. Ma quale importanza ha il fatto che quando tu non ci sarai più qualcuno si debba ricordare di te? Nessuna. Ma oggi penso che mi piacerebbe essere ricordato. Mi piacerebbe essere riuscito a fare qualcosa per la quale altri possano trovare fonte di ispirazione per condurre una vita migliore … quantomeno a provarci.
C’è una bellissima citazione di Ralph Waldo Emerson che parla di cosa sia avere veramente successo. Non riuscirò mai a ricordarla a memoria e quando la ritroverò la citerò qui … ricordo solo alcuni passaggi che parlano del sorriso di un bambino e di una aiuola sistemata … piccoli episodi che sono potuti accadere solo grazie a te … in questa citazione c’è intera una filosofia di vita alla quale mi piace ispirarmi.
Le rampe si succedono una dopo l’altra. Le percorro a una andatura che non mi sarei aspettato. Se mi accompagnassi con altri viandanti non mi potrebbero seguire. Oggi avrei dovuto correre ma una sindrome dolorosa che di tanto in tanto mi coglie quando la temperatura ha degli sbalzi repentini me lo ha impedito, e quindi ne è uscita fuori questa camminata accelerata … grazie anche al fatto che alla salita di oggi sono solo … leggo un commento su Facebook al post della salita di oggi … un amico si dice dispiaciuto per avermi abbandonato per un’altra performance (ciclistica) … gli rispondo … “Chi sta bene con se stesso non può essere abbandonato!”.
Idealizzo questa salita come il percorso che voglio fare con un gruppo di persone. Ci sono delle difficoltà. Ci sono dei tratti duri durante i quali si devono stringere i denti e impegnarsi e ci sono tratti più dolci in cui può essere piacevole chiacchierare. Ma al termine della salita si sarà imparato qualcosa. Si saranno maturate delle esperienze. Il cammino in se è il viaggio che voglio proporre ai miei amici. La meta la raggiungeremo. Non so se arriveremo primi, secondi, a metà classifica, ultimi. L’importante è che ci avremo provato e al termine saremo più ricchi. Non avremo soltanto detto cosa andava fatto comodamente seduti su di un divano. Avremo provato a fare quello che andava fatto e se poi non saremo riusciti a convincere il popolo ad avere fiducia in noi … pazienza … ci riproveremo, perchè sarà stato bello averci provato e aver fatto questo percorso insieme.
Arrivo al cippo oltre il quale si scollina e si scende verso la piazzetta del santuario di Santa Rosalia e da lì iniziano alcune rampe di scale che portano alla grotta del santuario.
Scatto qualche foto a testimonianza dell’evento per gli amici di Facebook che ogni tanto mettono in dubbio che quello che dico normalmente lo faccio … anche oggi l’ho fatto.
Ridiscendo alla piazzetta e la signora del bar ai piedi della scalinata mi vede e comincia a prepararmi l’oramai solita “spremuta della santuzza” … come la chiama Gianpaolo … spremuta d’arancia con un po’ di granita di limone … dopo la salita ci vuole.
Mentre finisco di bere la spremuta osservo altri viandanti che arrivano e che vanno … chissà quali sono le motivazioni che li portano in quel luogo.
Mi avvio per il ritorno.
La prospettiva è diversa. La fatica è minore. Il mio sguardo può divagare su alcuni particolari che salendo non avevo attenzionato. Mi domando chi sia responsabile della pulizia di Montepellegrino e della “scala vecchia”. In alcuni tratti i reperti di “munnizza palermitana” sembrano sufficientemente datati. Chissà se il presidente Mattarella avesse l’abitudine di salire a piedi da Santa Rosalia le autorità competenti non si occuperebbero dell’igiene e della pulizia di questi luoghi. Mi domando anche quante siano le multe che i Vigili Urbani elevano ai contravventori delle norme in materia di abbandono di “munnizza”. Nella considerazione che Palermo non è un tracciato di Formula 1 e che Palermo è verosimilmente una delle città con il più basso senso civico in assoluto, chissà perchè i Vigili Urbani contrastano (sarebbe forse più corretto scrivere “multino”) maggiormente coloro che superano i limiti di velocità (senza peraltro riuscire a impedire le troppe morti per crimini stradali legate forse anche alla velocità ma soprattutto al dispregio di tutte le norme del codice stradale!) piuttosto che gli inquinatori dell’ambiente?
Il tema della pulizia oramai mi ha preso. Ho finito la scala vecchia e adesso cammino verso via Montepellegrino costeggiando il muro di cinta della fiera. Stranamente la strada e il marciapiedi sono puliti. C’è voluta la resurrezione della fiera campionaria del Mediterraneo per convincere la ex municipalizzata ha fare una pulizia straordinaria, e dire che dall’altro lato della strada c’è una caserma ancora attiva … ma il comandante di questa caserma avrà mai sollecitato le autorità competenti a occuparsi della pulizia di quei luoghi … o anche lui a ben altro di cui occuparsi?
Costeggio il mercato ortofrutticolo. Anche oggi è stata giornata di mercato. Munnizza da tutte le parti. Ci sta. O forse no? In effetti si ha l’impressione che la munnizza venga raccolta superficialmente. Guardando sotto il ciglio del marciapiede si nota che la munnizza è stratificata come in una sorta di sistema di compostaggio … sarà un effetto voluto? Lo chiederò al mio amico Totò Aiello!
Oramai sono vicino casa. Resetto il tema munnizza. Domani proverò a correre. Martedì 2 giugno onorerò la festa della Repubblica partecipando a una mezza maratona (21,095 km) che si correrà a Palermo in zona Stadio della Palme con percorso interamente in Favorita … una noia mortale … ma la corsa mi chiama!
Spero per sabato prossimo di essere meno solo con i miei pensieri e più in compagnia con quelli di chi deciderà di farsi una salita a Montepellegrino.
Partenza da casa camminando (zona Politeama), salita al santuario, pausa spremuta, discesa da santuario e arrivo zona Politeama il tutto in 3 ore con partenza 7,30.
Ho trovato la citazione … “… Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto da una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo. …” Ralph Waldo Emerson
Tags: Riflessioni
Commenti recenti