La Sicilia che vogliamo, del 27.08.2015, giovedì

27 Agosto 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

La Sicilia che vogliamo, del 27.08.2015, giovedì

di Paolo Luparello (Perché no…qualcosa si muove – www.perchenosicilia.org)Paolo Maratona di Sicilia 2015

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Quando ho maturato l’idea di impegnarmi politicamente ne ho parlato con alcuni amici. Naturalmente mi hanno messo in guardia sui pericoli della politica e poi, passando sul pratico, mi hanno chiesto cosa avessi da offrire ai potenziali elettori. Bella domanda! Io parto dalla considerazione che molti italiani, e anche siciliani, chiedono una politica che costi poco, che si occupi realmente dei problemi delle persone e che, naturalmente, non rubi o non crei situazioni di vantaggio per sé e per il proprio clan. Io sono tra questi siciliani.

Nella mia vita voglio poter affermare di averci provato a cambiare le cose. Nel mio piccolo non ho mai accettato lo status quo se lo status quo non funzionava. Ho sempre provato a cambiare le cose introducendo il cambiamento. Non sempre ci sono riuscito nella misura in cui mi prefiggevo, ma bisogna tenere conto del contesto in cui si opera e non sempre quello che proponi viene accettato dalle persone con le quali lavori, specialmente se operi in un contesto pubblico o se devi fare i conti con chi sta in una posizione superiore alla tua e al quale spetta l’ultima parola.

A me piace il confronto e ritengo di essere un buon ascoltatore, cosa che mi ha consentito di poter guardare alle cose anche da punti di vista differenti che non avevo considerato, permettendomi di modificare, spesso in meglio, le posizioni che intendevo assumere. Troppo spesso però non ho trovato in altri lo stesso approccio. Quante volte vi è stato negato qualcosa senza una spiegazione ragionevole? Quante volte avete provato la sensazione che la vostra proposta non è stata portata avanti per paura delle novità, per non modificare lo status quo, perché è la vostra proposta?

Io voglio offrire  agli elettori la possibilità di eleggere qualcuno che vuole realmente cambiare il funzionamento della macchina burocratica regionale, la più grande “azienda” che opera in Sicilia,  e dal cui buon funzionamento dipende lo sviluppo della Sicilia di cui tanti parlano ma che nessuno ha mai efficacemente provato a realizzare. Ma così come io voglio provare a far funzionare la Regione Siciliana, ci saranno sicuramente altri amiche e amici che operano nel settore pubblico siciliano che vogliono provare a far funzionare la propria organizzazione attraverso l’esercizio di un  mandato parlamentare regionale.

Proporsi agli elettori non promettendo favori individuali o di nicchia, ma soltanto l’impegno a far funzionare le istituzioni nell’interesse di tutti, è cosa da poco?

Questa è stata la risposta che ho dato a quegli amici.

Mi rendo conto che a parte l’essere un signor nessuno mi scontrerò con competitori che prometteranno tutto a tutti e in particolare alle categorie storiche che hanno orientato il comportamento dei deputati regionali sempre in cerca di facile consenso, ma io questa proposta mi sento di poter portare avanti.

Mi seguirete su questa strada? Qualcuno è disposto a fare questa strada al mio fianco anche con un impegno diretto condividendo quei valori che ho fin qui espresso?

Chi è interessato a partecipare al progetto mi contatti attraverso un messaggio, anche privato, tramite Facebook oppure inviando una mail a associazione@perchenosicilia.org o alla PEC associazione@pec.perchenosicilia.org

Le più grandi imprese sono iniziate con un primo passo … facciamolo insieme!