Sugli spacconi, sui coerenti, e altri commenti, del 01.10.2016, sabato
2 Ottobre 2016 in Politica, Prima Pagina
Sugli spacconi, sui coerenti, e altri commenti, del 01.10.2016, sabato
Ieri sera è andato in scena su La7 un confronto sulle ragioni del si e quelle del no al referendum per la modifica della Costituzione, da un lato Renzi, per il Si, e dall’altro il prof. Zagrebelsky, per il No.
Tra Renzi e Zagrebelsky naturalmente non c’è confronto, purtroppo, sul piano della efficacia della comunicazione.
Quanti hanno colto i rilievi che Zagrebelsky ha posto sulla selezione dei nuovi senatori, per esempio?
Troppi italiani sono stati bromurizzati, se arrivano a scambiare il modo posato di ragionare di un ex giudice costituzionale con rincoglionimento.
Il massimo è stato quando Renzi ha invitato Zagrebelsky a non fissarsi sugli articoli … il lavoro della Corte!
Sarebbe stato più opportuno che le ragioni del Si non venissero affidate, in un confronto tecnico, a un politico, quanto piuttosto a un costituzionalista che condivide la riforma voluta dalla Boschi.
Non avrebbe certamente fatto share la trasmissione, ma quantomeno non avremmo assistito a un brutto spettacolo di uno spaccone che dice quel che la gente, di questi tempi, si vuol sentire dire e che sta tentando di usare il referendum per uscire dalla curva discendente che sembra abbia intrapreso la sua stella politica.
Continuo a pensare che il Governo deve far funzionare le leggi e le istituzioni che ci sono, piuttosto che provare a cambiare le regole con effetti che soltanto gli addetti ai lavori, e chi non ha deciso di affidare la propria carriera alla appartenenza a cerchi e chiesti magici, vedono con chiarezza.
Zagrebelsky non avrebbe dovuto accettare il confronto con un politico che vive di immagine e che conosce le regole della comunicazione. Quello che Renzi non ha voluto capire è che la “sua” riforma ha tanti punti sui quali la Corte Costituzionale potrà essere chiamata a esprimersi e Zagrebelsky è riuscito ad anticipargliene alcuni. Ma per Renzi tutti quelli che non la pensano come lui sono gufi e parrucconi. Vedremo.
Renzi vs. Zagrebelsky, la clava imbonitoria contro l’argomentare indifeso …
Altri commenti
Qualcosa sta cambiando nel M5S o soltanto nel modo di Grillo di guidare il movimento. La cosa è positiva in quanto dimostra che le regole che sembravano essersi dati si stanno rivelando troppo limitanti. Da qui la nomina di due assessori che la Raggi, sindaca di Roma, definisce due di noi anche se uno aveva la tessera del PD fino a pochi anni fa e l’altro apprezzava Renzi pubblicamente. Senza poi parlare del garantismo che sembrano dimostrare nei confronti dell’altro assessore che pur dovendo districarsi da qualche indagine della Procura di Roma rimane al suo posto e viene giustamente difeso dalla sindaca e non solo. Un movimento dal volto umano e meno disposto al linciaggio senza se e senza ma è certamente una ricchezza per la politica nazionale. Ma i grillini del web che ne pensano?
In queste ultime 72 ore sono tornati ad accendersi i riflettori sui dipendenti regionali. I numeri snocciolati dal presidente Crocetta, che già minaccia licenziamenti, sono imponenti e a primo acchitto stupiscono. E’ possibile che ci siano questi numeri? Non possiamo contestare i numeri perché sicuramente saranno stati forniti dalla Funzione pubblica regionale che certamente ha delle banche dati ad hoc e attendibili, anche se il numero dei sindacalisti mi sembra veramente eccessivo, non quello di chi gode dei permessi della legge 104. Ma per sindacalisti cosa si intende? Anche lavoratori che usufruiscono di pochi giorni di permesso al mese per svolgere attività sindacale nelle circa 400 sedi di uffici regionali sparsi per la Sicilia? Resta un numero che appare sinceramente elevato, troppo elevato. Ma per avere un termine di paragone, è stato fatto un confronto con le altre regioni italiane? In Lombardia, per esempio, quale è il numero dei sindacalisti alla Regione Lombardia? E quale è il numero dei dipendenti che usufruiscono dei permessi della legge 104 in Regione Lombardia? E nelle altre Regioni? Speriamo di riuscire a ottenere questi termini di confronto. Nel frattempo non possiamo che stigmatizzare questo atteggiamento di un presidente che non ha mai non dico amato, parola eccessiva, ma quantomeno rispettato pubblicamente i lavoratori del suo Ente. Come si suol dire il “pesce puzza dalla testa” e prima di colpire gli ultimi chiodi della carrozza dovrebbe provvedere a verificare l’operato di chi si rapporta con lui e con i suoi assessori.
Sicilia, Regione degli inamovibili: tremila fanno i sindacalisti e 2.800 assistono parenti malati … 
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