Io la penso così, di Paolo Luparello, del 20.02.2017, lunedì

20 Febbraio 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 20.02.2017, lunedì

Chi fa politica deve certamente poter contare su una reputazione e su una credibilità a prova di dubbio, ma non può essere il politico stesso ad autocertificare queste sue doti, secondo me. Leggo invece sempre più diffusamente di politici che si dichiarano persone perbene il cui unico faro nella vita è l’onestà e il bene comune. Mi fa piacere per loro ma queste dichiarazioni mi fanno provare un po’ di imbarazzo per loro stessi. Io ritengo che per un politico debbano parlare i fatti e il rispetto delle promesse fatte. Tutto il resto è fuffa.

Altra questione che afferisce al mondo della politica è quella del cercare sempre l’attacco personale nei confronti degli avversari del momento. Siamo tutti bravi a dire degli altri peste e corna, lo siamo un po’ meno nel momento in cui dobbiamo confutare le proposte politiche degli altri. Ed è così che con una battuta felice, che magari fa ridere il pubblico, gettiamo discredito sull’avversario del momento tutto intento a spiegare la bontà delle sue idee piuttosto che a imbonire un pubblico “leggero”.

Anch’io faccio politica, fino a qualche tempo fa soltanto scrivendo queste poche righe. Da un po’ di tempo a questa parte essendo parte attiva di un nuovo movimento che fa capo a Fabrizio Ferrandelli, un giovane politico palermitano. Ho deciso di “sporcarmi le mani” facendo politica perchè non si può criticare tutto e tutti standosene comodamente seduti nel proprio cantuccio, senza provare a confrontarsi con la gestione della  cosa pubblica, senza comprendere quali sono i problemi della gente reale e non di quella che immaginiamo.

Ho deciso di fare politica a modo mio, il che vuol dire ascoltando ciò che gli altri hanno da dire, anche i presunti avversari, e cercando di elaborare le proposte che provino a conciliare al massimo le diverse esigenze. Ho deciso di fare politica entrando nel merito delle proposte e non limitandomi soltanto a voler sapere chi quelle proposte avanza. La politica deve lavorare per il bene comune, e il bene comune presuppone che ci siano delle cose buone e delle cose cattive e le cose buone lo sono indipendentemente da chi le dice, qualsiasi sia il suo sesso, il colore della sua pelle, la sua confessione religiosa, la sua militanza politica e quant’altro viene utilizzato per dividere e per creare odio e violenza, anche solo verbale.

Confrontiamoci sul merito delle proposte, tutto il resto è cabaret fatto apposta per lasciare che quelli che si muovono nell’ombra possano continuare a fare i loro interessi.

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Vicenda che ha dell’incredibile. Come è possibile comportarsi in questo modo? Le dimissioni però non chiudono la vicenda perché il problema dei disabili rimane. C’è da capire se si è trattato di incapacità dell’assessore o se le responsabilità delle mancate risposte sono da ricondurre al Governo regionale nella sua interezza. Cosa farà per i disabili il nuovo assessore ad interim Crocetta Rosario?

Soltanto un nuovo Parlamento regionale potrà mettere mano a una riforma degli emolumenti percepiti da vecchi e nuovi deputati regionali. Non ci si può affidare a una trasmissione televisiva di dubbia oggettività giornalistica per portare avanti campagne demagogiche capitanate per interessi di parte.

Ma sono consapevoli questi rappresentanti delle istituzioni del danno che fanno? Come si può combattere la mafia e sull’altro fronte si usano sistemi analoghi, meno sanguinari ma analoghi, meno violenti ma analoghi, meno evidenti ma analoghi?

Il novello censore Giletti ha già fatto una puntata della sua “Arena” sulla vicenda di questi suoi colleghi?