Avete raccolto una bottiglia sulla battigia?, di Paolo Luparello

25 Aprile 2017 in Prima Pagina, Racconti

Avete raccolto una bottiglia sulla battigia?, di Paolo Luparello

Non ci crederete ma sono uno scrittore. Ho scritto un libro. Mi ci sono voluti 10 anni ma l’ho scritto. L’ho scritto giorno dopo giorno. L’ho scritto quando ero arrabbiato e l’ho scritto quando ero esaltato. L’ho scritto per farmi sgorgare lacrime e l’ho scritto per strappare un sorriso e forse una risata. L’ho scritto per denunciare ciò che non andava e l’ho scritto per accativarmi qualche simpatia. L’ho scritto per fissare ciò che mi ha colpito e l’ho scritto per ricordarmi cosa non mi piace. L’ho scritto per rivivere delle emozioni che ho provato e per non dimenticare.

Il mio libro non lo troverete in libreria. Il mio libro ha un pubblico fatto da un numero finito di persone. Un pubblico che ha seguito il mio percorso da quando ho deciso di affidare al blog, alla newsletter, a Facebook le pagine del mio libro, della mia vita.

Il mio libro non so di quante pagine si compone, ne di quanti capitoli, e non so nemmeno in quale categoria potrebbe essere inserito tra gli scaffali di una libreria.

Il mio libro non so nemmeno che formato ha.

So soltanto che in questi anni i tanti lettori mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. Chi per incoraggiarmi, chi per oltraggiarmi. Per un verso o per l’altro non sono passato inosservato.

Peccato che nessun nuovo lettore potrà mai leggere il mio libro, tranne che i vecchi lettori non decidano di restituire le pagine mancanti di quel libro. Le pagine che sono piaciute e le pagine che non avrebbero mai voluto leggere, le pagine che li hanno colpiti e che li hanno portati a riflettere e le pagine che hanno avvertito come un pugno dello stomaco e per le quali mi avrebbero voluto urlare il loro disprezzo e la loro rabbia.

Ma vale la pena recuperare dall’oceano delle relazioni i messaggi affidati alle migliaia di bottiglie in esso disperse?

Saranno i lettori di questi anni a decidere per me … chi avrà conservato una di quelle bottiglie me la invii, vedremo se varrà la pena rimettere insieme l’opera!

Decise di adottare lo pseudonimo di Fedro dopo aver letto un libro. Da allora non fu più lo stesso. Cominciò a interrogarsi su tutto. Raramente riusci a darsi delle risposte. Chiese anche aiuto a chi entrava in contatto con lui, ma anche da loro non ottenne le risposte che cercava. Continuò a interrogarsi. Ebbe la certezza che le risposte prima o poi sarebbero arrivate. Prese a salire sul monte certo che l’oracolo avrebbe risposto. No, l’oracolo non rispose. Pensò che era un oracolo poco irraggiungibile e quindi decise di trovare un altro oracolo. Le risposte che non ottenne sul piccole monte le avrebbe ottenute sulla vetta del vulcano. Lì una risposta ci sarebbe stata!