Riflessione di Fedro, a proposito della “legge Brandolini”, del 27 settembre 2025

27 Settembre 2025 in Post ad hoc, Prima Pagina

Hai presente quando su WhatsApp arriva quel messaggio assurdo, tipo “se metti il telefono nel microonde lo carichi in 5 minuti”? E tu pensi: ma chi ci crede a queste boiate? Eppure, la gente ci casca. E qui entra in scena la legge di Brandolini, che dice più o meno: “Ci vuole molta più energia a smontare una cavolata che a inventarsene una nuova”.

Immagina: il tuo amico posta una storia dove dice che la scuola chiude per neve… in Sicilia… a settembre. Sembra una barzelletta, ma la voce gira, tutti condividono, nessuno si ferma. Per fermare questa cascata di sciocchezze, dovresti metterti lì a cercare il meteo, verificare con la preside, magari chiamare l’Aeronautica Militare. E intanto la bufala vola veloce tra i gruppi, mentre tu perdi tempo a spiegare la realtà a chi non ti vuole nemmeno ascoltare.

Brandolini praticamente dice che “spararle grosse” è sport nazionale: tutti possono, nessuno deve dimostrare niente. Ma quelli che ragionano, che hanno ancora un po’ di sale in zucca, faticano il doppio. Fare il debunker (lo “smascheratore di bufale”) è come giocare a calcio in salita e con le scarpe slacciate: per ogni scivolone, devi rialzarti e convincere gli altri che il campo non è in discesa.

Morale? Sui social vincono i messaggi facili, le teorie pazze, le cure magiche (“Bevi miele e peperoncino, il raffreddore sparisce!” … non provarci!). E smontarle è come combattere uno sciame di zanzare: ne prendi una, te ne arrivano cento. Il rischio è che si diventi pigri: smetti di ragionare, credi a tutto, condividi, ci metti la faccia… e forse pure la reputazione!

Allora l’unica vera difesa è essere un po’ scettici, tipo: “Aspetta, chi l’ha detto?”, “Perché dovrei crederci?”, “Ma davvero, o mi stai prendendo in giro?” La scuola serve proprio a questo, anche se spesso ci sembra una palla: ci insegna a non abboccare subito, a usare il cervello e a non essere il pesce nella rete delle fake news.

Insomma, Brandolini non è un gufo che dice “è tutto inutile”, ma uno che ci invita a svegliarci: non tutto quello che gira online è vero, e la verità richiede fatica, tentativi, voglia di capire. Se vuoi essere quello sveglio (e non quello che finisce con il telefono fulminato nel microonde), ricorda: pensa, chiedi, verifica. Che poi, chi non lo fa, rischia di essere la prossima vittima… di una legge che, purtroppo, non perdona nessuno!

(EdS)