19 Maggio 2014 in Incontri
Un altro bel pomeriggio di confronto a “Perchè no…qualcosa si muove”. Oggi è stato il turno di Nino Cangemi, responsabile della formazione del personale al Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Siciliana.
Con Nino Cangemi ci siamo confrontati sul ruolo della formazione e sui risultati raggiunti da quando ne ha la responsabilità e naturalmente delle sue idee sul futuro.
Partecipato il dibattito e diversi gli spunti interessanti.
Il dott. Nino Cangemi ci ha parlato della sua esperienza e delle difficoltà che si incontrano a occuparsi di formazione nel pubblico in Italia e in particolare in Sicilia a causa della costante riduzione delle somme a disposizione. Nulla a che vedere con l’importanza che viene dedicata alla formazione nel privato così come nelle Pubbliche Amministrazioni europee. Nonostante anche i contratti collettivi prevedano che l’1% del monte salari venga destinato alla formazione le risorse sono oramai ridotte al lumicino. Eppure, nonostante le risorse sempre più ridotte l’attività dell’ufficio di Nino Cangemi è chiamato a un maggiore impegno cercando di lavorare in economia e utilizzando al meglio quel poco che c’è. In tal senso va l’iniziativa dell’albo formatori interni che avviato alcuni anni fa è oggi una realtà che permette di valorizzare delle risorse umane interne ed erogare alcuni moduli formativi molto apprezzati dai colleghi.
L’attività dei formatori interni sarebbe potuta essere più consistente, probabilmente, se fosse stato possibile riconoscere un corrispettivo ai formatori ma non si è ancora riusciti a trovare il modo per farlo. Nino Cangemi ci ha parlato di quanti sono i formatori interni e quanti di loro si sono impegnati nelle attività d’aula e di come ha potuto scoprire le qualità professionali di tanti colleghi. Una realtà decisamente diversa da quella che vediamo dipinta sui quotidiani.
Ma Nino Cangemi non ha voluto parlare soltanto di formazione e ha espresso il suo pensiero sul processo di riforma che nell’ultimo ventennio ha interessato la Pubblica Amministrazione, pensiero non positivo in quanto quello che doveva essere un processo virtuoso si è trasformato in una maggiore invadenza della politica che priva di ogni responsabilità gestionale ha cominciato a selezionare una dirigenza generale “flessibile, capace cioè di “interpretare” la volontà politica del proprio sponsor politico e disposti a rischiare in prima persona. Quella che doveva essere una riforma tesa a selezionare i più bravi e i più capaci ha finito per selezionare l’appartenenza. E per evitare incidenti di percorso anche il sistema di valutazione è stato piegato alla politica, almeno fino a oggi. Vedremo quando sarà finalmente istituito l’OIV (Organismo Intermedio di Valutazione) se si riuscirà ad avere una valutazione oggettiva in grado di riconoscere il merito.
All’intervento di Nino Cangemi sono seguiti diversi interventi che possono essere tradotti in alcune proposte, tipo:
la necessità che le performance degli uffici vengano sottoposte alla attenzione del pubblico degli utenti che dovrebbe essere chiamato a esprimersi;
l’opportunità che non si creino vuoti normativi in materie regolamentate dallo Stato e per le quali l’ARS non legifera attraverso una sorta di recepimento automatico nelle more dell’intervento del legislatore regionale;
l’eliminazione dei trattamenti economici differenziati basati su valutazioni soggettive dei dirigenti generali. Attraverso queste dinamiche si è perso lo spirito di collaborazione e si è tentato di monetizzare tutto;
l’esigenza di immettere nell’Amministrazione “linfa nuova” attraverso la strada maestra del concorso in modo da stimolare l’innovazione e migliorare la qualità dei servizi resi;
la necessità di prevedere percorsi formativi diffusi in grado di stimolare il cambiamento, la capacità di lavorare in squadra, lo spirito di appartenenza.
Mi sento di dire che le idee di Nino Cangemi per il futuro della Regione sono quelle di investire molto nella formazione del personale che deve sempre più essere attrezzato nell’uso delle nuove tecnologie e sempre più attento agli strumenti della comunicazione, senza trascurare, naturalmente, i fondamentali dell’essere un funzionario della Pubblica Amministrazione.
In chiusura dell’incontro Nino Cangemi ci ha partecipato dell’iniziativa che il dipartimento della funzione pubblica sta programmando per il prossimo 5 luglio, data nella quale ricorre l’omicidio del collega Filippo Basile. Presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni verrà organizzato un incontro per ricordare la figura di un funzionario della Regione Siciliana che ha avuto il torto di credere nel suo ruolo e nel rispetto delle norme. La nostra Associazione non farà mancare la propria presenza e speriamo che tanti colleghi, nonostante la giornata di sabato, possano avere il piacere di dedicare un po’ del proprio tempo alla nostra Regione e a chi per essa è stato sacrificato.
Un grazie a Nino Cangemi e l’invito a tutti voi all’ultimo incontro stagionale che si terrà il prossimo 9 giugno e che vedrà come ospite il dott. Salvatore Taormina, già Segretario generale della Regione e Dirigente generale di vari dipartimenti regionali.

Tags: La Regione che vorrei
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