12 Maggio 2014 in Incontri
Oggi pomeriggio abbiamo trascorso un bel pomeriggio. Nel corso di circa 3 ore che Fabio Crapitti ci ha dedicato abbiamo parlato di “change management”, di “etica”, di “buona amministrazione” e di altro ancora.
Provare a fare un resoconto dell’incontro con Fabio Crapitti è assolutamente impossibile per me in quanto se mi fossi posto questo obiettivo avrei dovuto rinunciare al piacere di lasciarmi coinvolgere dalla sua affabulazione.
Fabio Crapitti, formatore e tanto altro ancora, non è un docente che si limita a trasferire una lezione ma fa pervenire i concetti che vuole trasferire attraverso un coinvolgimento diretto di tutti i partecipanti ai suoi incontri, siano essi discenti o meno.
Il tema che Fabio Crapitti ha posto al centro dell’incontro è stato quello del cambiamento e di come ognuno di noi lo percepisce e lo vive nella sua quotidianità, sia essa familiare che lavorativa. E’ fin troppo comodo restare accucciati nella cosiddetta “soft zone” dove ogni cosa ci è nota e non dobbiamo affrontare imprevisti o minacce, ma il cambiamento è vita ed è propriamente il suo fluire.
Non cogliere il cambiamento è di per se una rinuncia, una rinuncia a vivere in maniera piena la propria vita e a provare a determinare gli eventi piuttosto che esserne dominato. Gestire il cambiamento nella Pubblica Amministrazione è difficile ed è ancora più difficile se ti attieni ai principi dell’etica che sono quelli che devono sempre essere seguiti specialmente da un servitore dello Stato.
Il cambiamento significa anche coinvolgere gli altri nei processi che portano alle innovazioni e provare sempre a interrogarsi sulla utilità di ciò che facciamo, specialmente se lo facciamo in nome del bene comune e del rispetto delle regole che la nostra società si è data.
Il cambiamento non è soltanto modificare i nostri percorsi ma interrogarsi sulla stessa correttezza delle regole che regolano i processi, provando a eliminare tutto quello che un sovrappiù che non produce nulla se non aggravio per gli utenti.
I funzionari della Pubblica Amministrazione dovrebbero disporre di una cassetta degli attrezzi nella quale non dovrebbero mancare strumenti come il change management, il team building, il coaching e dovrebbero avere sempre chiaro e ben presente quale è la visione e la missione della loror organizzazione. Peccato che questa cassetta degli attrezzi è spesso vuota e la colpa è anche di una dirigenza generale spesso distratta e di una politica modesta, troppo modesta per non dire altro.
Fabio Crapitti ha parlato anche di ingegneria finanziaria e ci ha promesso che nel prossimo ciclo di incontri ci dedicherà un’altra sua partecipazione per parlare di questo tema che fa apparire le nostre vite come gusci di noce in mari tempestosi.
Le amiche e gli amici che hanno partecipato all’incontro non conoscevano Fabio Crapitti e così come avevo anticipato loro ne sarebbero rimasti entusiasti, e così è stato. Fabio Crapitti è una di quelle di persone dalle quali c’è soltanto da apprendere e con le quali è bello essere compagni di strada.
Fabio Crapitti ha apprezzato la qualità umana e professionale delle amiche e degli amici che oggi ha conosciuto e ci ha esortato a proseguire in questo percorso di conoscenza e di presa di coscienza dell’importanza di una iniziativa quale quella della nostra associazione, che come ho avuto modo di annunciare oggi si propone come un vero e proprio movimento politico per la Buona Amministrazione.
Ancora un grazie a Fabio Crapitti con il quale torneremo a sentirci e vederci e invito tutti a partecipare al prossimo incontro della nostra associazione e del quale sarà ospite l’amico e collega Antonino Cangemi.

Tags: La Regione che vorrei
Commenti recenti