Run Palermo Marathon

Dicembre 28, 2018 in Eventi, Prima Pagina

“Perchè no…qualcosa si muove” fa qualcosa per promuovere il fascino e la bellezza di Palermo. L’amore per Palermo e per la disciplina sportiva della maratona sono un modo per far conoscere una Palermo diversa dai soliti luoghi comuni! Provate questa esperienza!

Cittadini per una Palermo più verde e pulita, del 07.09.2014, domenica

Settembre 7, 2014 in Noi la pensiamo così

Contributo sulla pagina Facebook di ” Cittadini per una Palermo più verde e pulita “

Palermo, come tante altre realtà territoriali del Paese, risente della grave crisi economica che ha investito anche l’Italia ma che a Palermo ha acuito una situazione di disagio economico e sociale che non è certo una novità … purtroppo.
Difronte ai senza casa che stazionano anche per più giorni (e notti) davanti alla sede del Comune o alle varie categorie di precari, o disoccupati, che giornalmente protestano per le vie della città, oggi, chi ha partecipato all’incontro “Per una Palermo più verde e pulita” sarà sembrato un marziano agli occhi e alle orecchie dei passanti!
Cittadini palermitani che chiedono una Palermo più verde nella quale il verde esistente venga curato e manutenuto e che possibilmente venga incrementato attraverso il recupero delle tante aree abbandonate che da discariche potrebbero essere trasformate in giardini e, perché no, in orti cittadini.
Oggi all’incontro promosso dall’amico Aldo Penna hanno partecipato almeno una cinquantina di cittadini, tutti desiderosi di ascoltare e di dire la propria su una città diversa … una città più verde e pulita … insomma più civile.
Anch’io ho partecipato all’incontro e mi trovo d’accordo con le diverse proposte di chi ha preso la parola all’incontro. Io ho preferito affidare a delle riflessioni scritte alcune idee e proposte.
Ma mentre tentavo di sistematizzare le idee che mi frullavano in mente non ho potuto fare a meno di guardare all’incuria del verde cittadino nel più ampio contesto del degrado della nostra città, degrado che non è soltanto economico ma soprattutto etico e culturale.
L’occhio del palermitano medio si è oramai abituato al degrado e non riesce a coglierlo neanche sotto il proprio naso, magari protesta con i vicini ma la protesta non sortisce nulla … la città è sempre più abbandonata a se stessa e all’inciviltà di tanti.
Cosa ci vorrebbe per avere una Palermo più verde e più pulita?
Forse più soldi? Ma siamo sicuri che con quello che paghiamo di tasse e tributi vari il Comune di Palermo non ha le risorse necessarie?
Forse più personale? L’amico Aldo Penna ci ha illustrato una serie di cifre riguardo la gestione del verde in alcune grandi città (Roma, Parigi, New York) … il personale che abbiamo è quello che serve … almeno sul piano numerico!
Allora cosa è che non funziona?
Non funziona il modo di gestire la cosa pubblica e, rimanendo al tema del verde, non funziona l’organizzazione della gestione delle ville e dei giardini perché falliscono nell’obiettivo che dovrebbero perseguire … verde curato e fruibile da parte di tutte le categorie di cittadini.
Qualcuno all’incontro del Giardino Inglese lo ha detto … per curare il verde ci vuole passione e anche se si tratta di un lavoro soltanto chi ha passione è disposto a imparare e riesce a ottenere i risultati che in tanti ci attendiamo.
Succede invece che i lavoratori destinati alla cura del verde non sono stati selezionati per fare quel mestiere, ma soltanto per rispondere a una emergenza sociale e la priorità di questi lavoratori non è il risultato per i cittadini ma la continua ricerca della stabilizzazione o di un salario più consistente.
Io non so se il salario che gran parte di questi lavoratori è troppo poco o è il giusto per l’opera che prestano, quello che so per certo è che percepiscono un salario e, poco o tanto che sia, devono fornire una prestazione. La loro prestazione lavorativa, come cittadino palermitano, non mi soddisfa, come non mi soddisfa la prestazione di coloro i quali si trovano più in alto nella catena gerarchica. Se al vertice di questa catena ci sono persone demotivate e stanche sarebbe giusto avvicendarle e provare a mettere in campo energie più fresche e più motivate … ma questo lo valuti il Sindaco e l’assessore al ramo.
Io credo che sarebbe ora che i cittadini, attraverso le tante associazioni che ho scoperto hanno a cuore il benessere della città, partecipino alle scelte del governo della città nel campo del verde pubblico attraverso la costituzione di una consulta che periodicamente venga convocata e nella quale sia possibile conoscere i programmi dell’Amministrazione e portare le istanze dei cittadini.
Forse, attraverso una sede formale di confronto, sarà possibile evitare che sul verde di Palermo cada il silenzio e il degrado.
Mi rendo conto che l’istituzione di una consulta può sembrare cosa troppo complessa ma un semplice luogo di confronto, senza alcun onere finanziario a carico della municipalità, non dovrebbe far paura a nessuno e nemmeno dovrebbe comportare chissà quale sforzo organizzativo … le associazioni potrebbero dare una mano a gestirla!
Passando alle proposte più operative provo a farne un elenco:
1. io sono un podista e noto che molti cittadini/e usano le ville e i giardini di Palermo per correre … perché non prevedere nelle ville e giardini di maggiore dimensione la creazione di una area fitness e dei locali da adibire a toilette, docce e spogliatoi la cui gestione potrebbe essere offerta a delle associazioni no profit?
2. perché non prevedere nelle ville e giardini di maggiore dimensione la creazione di orti cittadini di piccole dimensioni da concedere a cittadini/e che si impegnano a coltivarle secondo i principi dell’agricoltura biologica? Sarebbe anche un modo per far conoscere ai bambini le piante che producono alcuni ortaggi.
3. A mio modo di vedere uno dei principali nemici delle ville e dei giardini, e non solo, è la inciviltà di troppi cittadini che non hanno nessuna considerazione per il bene comune. L’unico deterrente in questi casi dovrebbe essere una presenza fissa per gran parte della giornata di un presidio di personale che oltre che assolvere le funzioni di cura del verde dovrebbe segnalare l’eventuale presenza di “incivili” a un nucleo di pronto intervento della Polizia Municipale.
4. Perché non prevedere la possibilità che gruppi di cittadini, associazioni, imprenditori, si possano prendere cura di aiuole, parti di giardino o aree abbandonate secondo modalità opportunamente regolamentate e che non ne limitino la libera e gratuita fruizione per la cittadinanza?
5. L’assessore al ramo dovrebbe fornire il censimento delle aree a verde della città e i piani di manutenzione attualmente in vigore, oltreché la individuazione delle aree destinate ai bambini, agli animali e agli sportivi, quelle in funzione e quelle in previsione. Noi cittadini potremmo così svolgere un ruolo di proposta e di controllo più consapevole.
Paolo Luparello … anche nella qualità di presidente dell’AssociazionePerchè no…qualcosa si muove!

Per una Palermo più verde e curata … io ci sarò!, del 01.09.2014, lunedì

Settembre 1, 2014 in Eventi

PalermoLo scorso 8 agosto ho ricevuto dall’amico Aldo Penna la lettera aperta sul verde a Palermo, che in appresso riporto interamente, con l’invito, se condivisa, a sottoscriverla.

Condividendola l’ho sottoscritta nella qualità di presidente della Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Per affrontare i temi trattati nella lettera e per raccogliere adesioni e proposte per una migliore vivibilità della città di Palermo, Aldo Penna ha organizzato l’evento che segue …

“Giovedi 4 settembre alle ore 18 al Giardino Inglese presso la fontana (lato via Libertà) si svolgerà un incontro tra chi ha condiviso la lettera all’assessore Raimondo per un ruolo attivo dei cittadini nella cura del verde. All’incontro è stato invitato l’assessore e sarà palestra di idee e proposte concrete per avere finalmente una Palermo più verde e curata.”

Io, Paolo Luparello, ci sarò … spero anche molti amici palermitani! Per gli amici e simpatizzanti di “Perchè no…qualcosa si muove” sarà anche l’occasione per reincontrarci!

“Lettera aperta al Prof. Raimondo

Una città verde, una città curata, con spazi condivisi che possano accogliere, cittadini, turisti, visitatori. E’ questo che la gran parte dei palermitani vorrebbe per Palermo. Le immagini che restano impresse scorrendo la visione di parchi accoglienti, fiori e bordure che regalano un tocco di magia alla quasi totalità dei centri abitati europei diventano visione sconfortate percorrendo le strade cittadine.

Lei professor Raimondo ha competenze straordinarie, la sua buona fede e il suo impegno, sono fuori discussione. Lei è un galantuomo che ama la sua città. Perché allora rischia di fallire uno sforzo che gioverebbe immensamente al cambiamento? Perché l’immagine di Palermo deve uscirne immiserita, calpestata, offesa? Perché le isole di eccellenza che pur ci sono in questo campo non possono divenire la totalità?

Perché le numerose maestranze non sono ben organizzate? Perché si impegnano grandi quantità di risorse in interventi spesso inutili invece che nella manutenzione ordinaria? Perché si risana un luogo, si pulisce un posto abbandonato e, non modificando il modello, tutto ripiomba nell’abbandono?

Quale male antico si annida tra le fila degli uomini che lei sta guidando? Perché dalla Turchia alla Norvegia, da Siviglia a Riga i visitatori raccontano delle meraviglie botaniche, della frescura dei parchi, dell’ordine che vi regna, e da noi non si può?

La dotazione in uomini (850) è poderosa. Pensi che Parigi ha 3000 giardinieri, è grande 15 volte Palermo e il suo verde ricorda i fasti del Re Sole, Roma poco più di 1000, Torino meno della nostra inefficiente armata.

Non è dunque questione di quantità, è chiaro alcuni generali che lei si trova da poco a guidare non sanno far bene il loro mestiere. E’ di palmare evidenza che molti ufficiali dello stato maggiore non riescono a farsi ubbidire (forse ricevono minacce?) dai loro sottoposti.

Lei professore rappresenta i cittadini che hanno sperato nella luce dopo un decennio di oscurità. Ma non potrà riuscire se non chiama rinforzi, se non chiede aiuto. No, non parliamo di altre maestranze da sottoporre alla stessa inefficiente guida, parlo dei cittadini, i suoi veri alleati.

I palermitani che vorrebbero godere di un parco senza cartacce, che bramosi di verde affollano il prato del foro italico anche se mal tenuto, che visitano il Giardino inglese o Villa Giulia e apprezzano lo sforzo che addetti e responsabili di quei luoghi assicurano, ma inorridiscono di fronte ad aiuole spartitraffico, ai grandi spazi verdi delle periferie, alle villette dei quartieri lasciate nell’incuria e ricoperte di erbacce, escrementi e sporcizia.

I cittadini sono dalla sua parte, li chiami in aiuto. Faccia esercitare un controllo su quanto fanno non fanno, le centinaia di uomini che ogni giorno dovrebbero prendersi cura della nostra Palermo. Li chiami in soccorso, come singoli, come associazioni, come vigilanti, come suggeritori.  I palermitani non la deluderanno. Ma se resterà arroccato nelle cittadelle degli uffici, se pensa che dalla sua stanza potrà guidare una impossibile rivoluzione si sveglierà deluso e noi con lei.

Non presti orecchio alle difficoltà che le frappongono a ogni idea che metterà sul campo. Non ne parli con il suo ufficio, ne discuta con i cittadini. Nessun burocrate dirà di no a qualcosa che la città vuole.

Abbiamo fiducia in lei, ma il tempo corre, e non a nostro e suo favore.

Aldo Penna”

Passeggiando per Palermo ho la sensazione che Palermo sta per risorgere!, del 05.08.2014, martedì

Agosto 5, 2014 in Post ad hoc

Un paio di amici passano da Palermo. E’ l’occasione per fargli fare un giro per la nuova Palermo pedonalizzata. Cominciamo da piazza Politeama. Peccato che anche via Ruggero Settimo non sia chiusa al traffico. Già da piazza Verdi la città assume un altro aspetto. Puoi camminare senza l’assillo delle auto. Puoi fermarti a chiacchierare e osservare la bellezza e la maestosità di antichi palazzi dalle facciate sporche e dall’aria decadente. Può anche capitarti che un ciclista ti faccia notare che ingombri la pista ciclabile. Di primo acchitto ti verrebbe di mandarlo a quel paese … ma subito mi rendo conto che ha ragione, gli lascio il passo e mi sposto nella zona pedonale. Percorriamo via Maqueda. Tanta gente che palermo_fontana_pretoriapasseggia. L’attenzione è attratta dai tanti palazzi tutti più o meno nelle stesse condizioni di degrado. Anche così hanno un loro fascino e provi a immaginare la vita che vi si svolgeva fino alla prima metà del secolo scorso. Proseguendo, dopo via Bandiera, ti imbatti in una nuova costruzione. Realizzata in stile sorge dove per decenni, forse dal dopoguerra, non c’erano altro che macerie … un monumento come tanti altri dedicati al ricordo della guerra … un tempo pensavo che su di loro ci fosse una qualche forma di vincolo a perenne ricordo della follia umana. In effetti sempre di follia si tratta ma non in memoria della guerra. La nuova costruzione non mi dispiace. E’ un bel colpo d’occhio accanto alla nobiltà decaduta dei palazzi che la circondano. Arriviamo ai Quattro canti di città. Le quattro stagioni non le riconosco mai e sinceramente non ricordo nemmeno il significato delle diverse allegorie … mi fa però piacere vederle ripulite e assistere all’ammirazione che destano nei tanti turisti che forse pensano che si tratti di poste per carrozzelle … non potrebbero attendere i turisti in un altro luogo?

Superiamo corso Vittorio Emanuele e saliamo le scale che ci portano a piazza Pretoria. La piazza è bellissima. Fa anche la sua figura il palazzo diruto di fronte a quello comunale che sembra faccia da contraltare a quello che gli sta a fianco completamente restaurato … una sorta di prima e dopo la cura. La fontana della Vergogna come fu restaurata diversi anni fa (forse decenni) e restituita alla città resta sempre inaccessibile, tranne che allo sguardo, circondata da una robusta e invalicabile cancellata … perchè? … mi domando. Ma sono le solite domande che ci poniamo noi palermitani … per il gusto della domanda, menti lucidissime incapaci di tirare le somme di 2 più 2, abituati ad abituarsi a ogni cosa. Imbocchiamo la stradina tra palazzo delle Aquile e la chiesa di Santa Caterina ed entriamo a piazza Bellini. Lo spettacolo che si offre al viandante è notevole. Un palermitano nota subito che manca qualcosa. Le macchine (nel senso di automobili) e naturalmente i posteggiatori abusivi. Di fronte a noi la piazza in basolato con sullo sfondo le chiese di San Cataldo e di Santa Maria dell’Ammiraglio (la Martorana). Chiudono la piazza sulla sinistra il teatro Bellini, sempre in corso di restauro, e sulla destra, oltre via Maqueda, la facoltà di giurisprudenza. Rimarrei lì a godermi la tranquillità del luogo e la bellezza dei volumi architettonici. Chissà per quanto la piazza rimarrà pedonale. Giriamo a sinistra e imbocchiamo la Discesa dei Giudici. A una trattoria con tavolini per la strada un cameriere serve a un gruppo di turisti. In un improbabile inglese misto a francese il cameriere riesce a interagire con i clienti che sembrano soddisfatti della loro ordinazione … non saprò mai se quello che i turisti mangeranno sarà quello che hanno creduto di ordinare ma che sarà certamente quello che il cameriere ha creduto di aver capito … sono comunque certo che non rimarranno digiuni!

La discesa dei Giudici continua oltre la via Roma e diventa la via Sant’Anna. Anche piazza Sant’Anna assume un suo fascino liberata dalle automobili. Noto un senso di “spaesamento” nei residenti abituali. Forse non sono abituati a tutto quello spazio, all’assenza delle gimkane delle auto e degli scooter (qualcuno di tanto in tanto fa la sua comparsa), ai parcheggi fantasiosi degli automobilisti palermitani. Superata piazza Sant’Anna si giunge nei pressi della Galleria di arte Moderna interamente restaurata e anche sede di spettacoli serali nello stupendo atrio interno. Difronte alla GAM c’è la piazza Croce dei Vespri. Una piazza che amo per la sua semplicità, per il senso di “raccolto” che dà, per le sensazioni che si provano osservando gli antichi palazzi che la cingono. Hanno aperto un caffè letterario. A settembre mi piacerebbe dare appuntamento lì per le “chiacchierate” sul movimento politico che vorrei promuovere. Sempre che anche questa piazza resti pedonale. In uno dei palazzi che si affaccia sulla piazza ha la sua sede la ditta Parlato. Io ci vado per la biancheria intima, ma vende tanto altro ancora. Girare per i suoi immensi locali è un vero piacere e se poi siete fortunati e vi incontrate l’anziano titolare, praticamente un sosia di Andrea Camilleri, vi potrebbe far visitare i locali non aperti al pubblico in cui i quadri e i lampadari di riportano indietro nel tempo … nel tempo del Gattopardo. In altri paesi i turisti vista_generale_calapagherebbero per visitare quelle stanze senza tempo lasciandosi andare alla affabulazione di quel signore di altri tempi.

Via Sant’Anna diventa Piazza Aragona. Tornano le auto e il fascino di pochi metri prima svanisce, ma non del tutto. Continuiamo per via Alloro, scopriamo tanti B&B e ristoranti di cui non immaginavo l’esistenza, passiamo davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angeli (la Gancia). Più avanti c’è palazzo Abatellis ma noi preferiamo girare in via IV Aprile. Sulla sinistra c’è il palazzo in cui ha sede la direzione generale del Comune di Palermo, merita di essere visitato per avere un’idea di cosa doveva essere Palermo un tempo, di fronte c’è un locale che vi consiglio “La cioccolatteria di Lorenzo” … quando qualche domenica mi capita di andare a passeggiare a piazza Marina una fermata lì è diventata d’obbligo. Via IV Aprile finisce in piazza Marina. Sulla sinistra il giardino con gli immensi ficus e sulla destra il palazzo Steri in cui adesso ha sede il rettorato dell’università di Palermo ma che un tempo ospitò la Santa (si fa per dire) Inquisizione. In alcuni suoi locali si conservano tracce di quel passato.

Sullo sfondo la Chiesa di Santa Maria della Catena dietro la quale si può ammirare uno scorcio del porticciolo turistico della Cala e soprattutto una delle più belle inquadrature di Montepellegrino. Non credo che ci sia cartolina di Palermo che io ami di più.cala

Oggi il porticciolo della Cala è tornato a vivere e ha assunto una nuova fisionomia che andrà sempre più valorizzata. Un altro posto dove è piacevole intrattenersi ma dove la pedonalizzazione non è ipotizzabile … chissà cosa potrebbe diventare!

Passeggiamo lungo la banchina del porto per poi attraversare via Cala in direzione di piazza Fonderia e via Giovanni Meli. Non è zona pedonale ma sembra che lo sia … è pur sempre un sabato pomeriggio d’agosto.

Giungiamo dietro la chiesa di San Domenico e sbuchiamo nella omonima piazza. I bar della piazza hanno preso coraggio e gli spazi che un tempo erano preda dei posteggiatori abusivi adesso ospitano decine e decine di tavolini … non c’è molta gente ai tavoli ma forse è ancora presto per la movida palermitana. Attraversiamo via Roma all’altezza di piazza Due Palme e imbocchiamo via Monteleone che ci porterà davanti alla chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella e al museo Salinas. I pub, le trattorie, non si contano più, di lì a qualche ora quelle stradine saranno invase da sciami di avventori. Torniamo a piazza Verdi percorrendo via Bara all’Olivella che sembra un’unica tavola imbandita con cibi della tradizione palermitana a buon mercato.

Gli amici ci ringraziano per il bel tour. In cuor mio sono io a ringraziare loro per avermi fatto conoscere una Palermo che non ti aspetti. Una Palermo che con pochi tocchi riesce ad assumere un fascino che non ha nulla da invidiare alle più osannate capitali del turismo europeo. Cosa sarebbe Palermo se venisse avviato un vero piano di risanamento del nostro sterminato centro storico? Se gli incentivi che esistono venissero utilizzati veramente per creare imprese? Se si potesse respirare una maggiore aria di sicurezza? Ho la sensazione che Palermo sta per risorgere, nonostante tanti di noi … ne saremo all’altezza?

 

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