Cittadini per una Palermo più verde e pulita, del 07.09.2014, domenica

7 Settembre 2014 in Noi la pensiamo così

Contributo sulla pagina Facebook di ” Cittadini per una Palermo più verde e pulita “

Palermo, come tante altre realtà territoriali del Paese, risente della grave crisi economica che ha investito anche l’Italia ma che a Palermo ha acuito una situazione di disagio economico e sociale che non è certo una novità … purtroppo.
Difronte ai senza casa che stazionano anche per più giorni (e notti) davanti alla sede del Comune o alle varie categorie di precari, o disoccupati, che giornalmente protestano per le vie della città, oggi, chi ha partecipato all’incontro “Per una Palermo più verde e pulita” sarà sembrato un marziano agli occhi e alle orecchie dei passanti!
Cittadini palermitani che chiedono una Palermo più verde nella quale il verde esistente venga curato e manutenuto e che possibilmente venga incrementato attraverso il recupero delle tante aree abbandonate che da discariche potrebbero essere trasformate in giardini e, perché no, in orti cittadini.
Oggi all’incontro promosso dall’amico Aldo Penna hanno partecipato almeno una cinquantina di cittadini, tutti desiderosi di ascoltare e di dire la propria su una città diversa … una città più verde e pulita … insomma più civile.
Anch’io ho partecipato all’incontro e mi trovo d’accordo con le diverse proposte di chi ha preso la parola all’incontro. Io ho preferito affidare a delle riflessioni scritte alcune idee e proposte.
Ma mentre tentavo di sistematizzare le idee che mi frullavano in mente non ho potuto fare a meno di guardare all’incuria del verde cittadino nel più ampio contesto del degrado della nostra città, degrado che non è soltanto economico ma soprattutto etico e culturale.
L’occhio del palermitano medio si è oramai abituato al degrado e non riesce a coglierlo neanche sotto il proprio naso, magari protesta con i vicini ma la protesta non sortisce nulla … la città è sempre più abbandonata a se stessa e all’inciviltà di tanti.
Cosa ci vorrebbe per avere una Palermo più verde e più pulita?
Forse più soldi? Ma siamo sicuri che con quello che paghiamo di tasse e tributi vari il Comune di Palermo non ha le risorse necessarie?
Forse più personale? L’amico Aldo Penna ci ha illustrato una serie di cifre riguardo la gestione del verde in alcune grandi città (Roma, Parigi, New York) … il personale che abbiamo è quello che serve … almeno sul piano numerico!
Allora cosa è che non funziona?
Non funziona il modo di gestire la cosa pubblica e, rimanendo al tema del verde, non funziona l’organizzazione della gestione delle ville e dei giardini perché falliscono nell’obiettivo che dovrebbero perseguire … verde curato e fruibile da parte di tutte le categorie di cittadini.
Qualcuno all’incontro del Giardino Inglese lo ha detto … per curare il verde ci vuole passione e anche se si tratta di un lavoro soltanto chi ha passione è disposto a imparare e riesce a ottenere i risultati che in tanti ci attendiamo.
Succede invece che i lavoratori destinati alla cura del verde non sono stati selezionati per fare quel mestiere, ma soltanto per rispondere a una emergenza sociale e la priorità di questi lavoratori non è il risultato per i cittadini ma la continua ricerca della stabilizzazione o di un salario più consistente.
Io non so se il salario che gran parte di questi lavoratori è troppo poco o è il giusto per l’opera che prestano, quello che so per certo è che percepiscono un salario e, poco o tanto che sia, devono fornire una prestazione. La loro prestazione lavorativa, come cittadino palermitano, non mi soddisfa, come non mi soddisfa la prestazione di coloro i quali si trovano più in alto nella catena gerarchica. Se al vertice di questa catena ci sono persone demotivate e stanche sarebbe giusto avvicendarle e provare a mettere in campo energie più fresche e più motivate … ma questo lo valuti il Sindaco e l’assessore al ramo.
Io credo che sarebbe ora che i cittadini, attraverso le tante associazioni che ho scoperto hanno a cuore il benessere della città, partecipino alle scelte del governo della città nel campo del verde pubblico attraverso la costituzione di una consulta che periodicamente venga convocata e nella quale sia possibile conoscere i programmi dell’Amministrazione e portare le istanze dei cittadini.
Forse, attraverso una sede formale di confronto, sarà possibile evitare che sul verde di Palermo cada il silenzio e il degrado.
Mi rendo conto che l’istituzione di una consulta può sembrare cosa troppo complessa ma un semplice luogo di confronto, senza alcun onere finanziario a carico della municipalità, non dovrebbe far paura a nessuno e nemmeno dovrebbe comportare chissà quale sforzo organizzativo … le associazioni potrebbero dare una mano a gestirla!
Passando alle proposte più operative provo a farne un elenco:
1. io sono un podista e noto che molti cittadini/e usano le ville e i giardini di Palermo per correre … perché non prevedere nelle ville e giardini di maggiore dimensione la creazione di una area fitness e dei locali da adibire a toilette, docce e spogliatoi la cui gestione potrebbe essere offerta a delle associazioni no profit?
2. perché non prevedere nelle ville e giardini di maggiore dimensione la creazione di orti cittadini di piccole dimensioni da concedere a cittadini/e che si impegnano a coltivarle secondo i principi dell’agricoltura biologica? Sarebbe anche un modo per far conoscere ai bambini le piante che producono alcuni ortaggi.
3. A mio modo di vedere uno dei principali nemici delle ville e dei giardini, e non solo, è la inciviltà di troppi cittadini che non hanno nessuna considerazione per il bene comune. L’unico deterrente in questi casi dovrebbe essere una presenza fissa per gran parte della giornata di un presidio di personale che oltre che assolvere le funzioni di cura del verde dovrebbe segnalare l’eventuale presenza di “incivili” a un nucleo di pronto intervento della Polizia Municipale.
4. Perché non prevedere la possibilità che gruppi di cittadini, associazioni, imprenditori, si possano prendere cura di aiuole, parti di giardino o aree abbandonate secondo modalità opportunamente regolamentate e che non ne limitino la libera e gratuita fruizione per la cittadinanza?
5. L’assessore al ramo dovrebbe fornire il censimento delle aree a verde della città e i piani di manutenzione attualmente in vigore, oltreché la individuazione delle aree destinate ai bambini, agli animali e agli sportivi, quelle in funzione e quelle in previsione. Noi cittadini potremmo così svolgere un ruolo di proposta e di controllo più consapevole.
Paolo Luparello … anche nella qualità di presidente dell’AssociazionePerchè no…qualcosa si muove!