Venerdì 20 portiamoci una scarpa!, di Paolo Luparello, del 17.03.2015, martedì

Marzo 17, 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Venerdì 20 portiamoci una scarpa!

di Paolo LuparelloPaolo a Marina di Cottone

Era un sit in. Eravamo “coperti” da un permesso “assemblea”. Ma eravamo tanti, come tanta è stata l’acqua che è piovuta su Palermo durante quasi tutto il sit in. Tante colleghe e colleghi hanno raggiunto Palermo dalle province … quattro pullman da Agrigento e un pullman da Trapani, quelli di cui mi hanno riferito i tanti amici che ho incontrato.
E’ stato bello incontrare amiche e amici che non vedevo da tanto tempo.
Abbiamo parlato del passato e del presente … e soprattutto dei timori per il futuro.
Chi è a un passo dalla pensione spera di non incorrere in passi falsi … ne ha abbastanza di quello che è diventata la Regione Siciliana.
Chi non può sperare nella pensione o chi ha ancora voglia di dare qualcosa per questa Regione teme per quello che è diventata e per quello che potrà ancora diventare se anche questo governo deciderà di attuare l’ennesima riforma utile solo a generare scompiglio e confusione.
La Regione viene trattata alla stregua di qualsiasi carrozzone messo su dalla politica o di una delle tante sacche di precariato. Si parla solo di costi e di tagli. Nessun progetto. Nessuna idea di quello che sarà l’Ente nel 2016 … figurarsi nel 2020 o nel 2030 … esisterà ancora o faremo la fine dell’EAS e dei suoi pensionati costretti a pietire il loro diritto al pagamento di una pensione dopo aver lavorato una vita … trattati quasi con disprezzo come se si fosse usurpato qualcosa.
Tutto è affidato all’improvvisazione, al capetto di turno, al consenso elettorale … a nessuno frega niente di far funzionare l’Ente, di erogare servizi, di snellire le procedure, di creare una amministrazione veramente digitale … nonostante le centinaia di milioni di euro “pompate” nella madre di tutti gli sconci!
La Regione di oggi si regge grazie alla buona volontà di tanti colleghi che sono costretti a “tassarsi” per le spese di pulizia, per acquistare la cancelleria, per piccole riparazioni … pur di continuare a tenere aperti gli uffici.
C’è proprio da essere stanchi. La voglia di mandare tutto e tutti a quel paese è forte. Il senso di vomito è sempre più frequente … ogni volta che gli adepti del cerchio magico sproloquiano in nome della legalità e dell’antimafia usate come clave contro coloro che non sono disposti a prostituirsi per pietire quelli che sono dei sacrosanti diritti.
Ma non possiamo dargliela vinta.
Io oggi non lotto per difendere dei privilegi. Io non ho privilegi. Si vuol far credere che io sia un privilegiato.
Io lotto perchè l’Amministrazione possa continuare a funzionare nel rispetto dello Statuto e delle leggi … uguali per tutti!
Mi sento un po’ Don Chisciotte … ma meglio Don Chisciotte che mercenario al soldo di qualcuno! Purtroppo per me … “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli.” (C.A.Dalla Chiesa).
Se sarà confermato, il 20 marzo, venerdì, io sciopererò e il mio sciopero avrà lo stesso significato della scarpa lanciata da un giornalista al presidente George W. Bush nel corso di una conferenza stampa … venerdì portiamoci una scarpa!!!