Riflessione di Fedro, Finchè ne avrò la forza dirò no al fascismo … perché sono umano e oggi io c’ero allo sciopero!, del 3 ottobre 2025

Ottobre 3, 2025 in Post ad hoc, Prima Pagina

La riflessione che nasce dall’adesione allo sciopero generale di oggi evidenzia il cuore pulsante di una questione che non è soltanto politica, ma soprattutto umana. L’episodio della Global Sumud Flotilla — un atto di solidarietà civile volto a portare aiuti a una popolazione intrappolata sotto assedio — diventa il punto di incrocio tra due visioni del mondo: da un lato, quella che potremmo chiamare “woke”, cioè sensibile ai diritti, alle ingiustizie storiche, ai linguaggi discriminatori, alla necessità di costruire comunità inclusive; dall’altro, quella che affonda le radici in una mentalità che possiamo definire neo-fascista, perché costruita sulla gerarchia, sull’uso della forza, sull’identificazione dell’altro come nemico da abbattere.

Chi accusa la Flottilla di non essere “umanitaria” ma “politica” cade in un cortocircuito morale: che cos’è, infatti, l’atto politico nella sua essenza più nobile, se non la difesa della dignità umana, la presa di posizione contro l’ingiustizia e la violenza? Se definire un’azione umanitaria come politica significa sminuirne la portata, allora si rivela implicitamente di credere che il confine tra il bene comune e gli interessi di potere sia ormai nebuloso, e che la compassione stessa debba essere sospetta. Ma la verità è che non esiste forma di umanità che non sia intrinsecamente politica, poiché l’essere umano vive sempre dentro relazioni di potere, dentro strutture sociali e storiche.

Ed è qui che si delinea lo spartiacque culturale. Lo spirito “woke”, se depurato dalle semplificazioni caricaturali con cui viene liquidato dai suoi oppositori, non è altro che una tensione etica verso la giustizia e l’empatia. Essere “woke” significa non voltarsi dall’altra parte di fronte alla sofferenza, significa riconoscere il legame tra i privilegi di alcuni e l’oppressione di altri, significa comprendere che il linguaggio e le pratiche quotidiane possono ferire o liberare. Lo vediamo nella solidarietà internazionale verso Gaza: al di là dei governi e delle diplomazie, c’è un tessuto di individui, associazioni, comunità che sentono l’urgenza di dire “no” a una violenza sproporzionata contro civili indifesi, perché questo “no” è il seme di ogni resistenza democratica.

Sul fronte opposto, c’è la visione fascista o neo-fascista, che si ripresenta sotto forme aggiornate ma con la stessa sostanza: la riduzione dell’altro a minaccia, la legittimazione della sopraffazione come risposta alla paura, la costruzione di una comunità politica attraverso l’esclusione e l’annientamento del diverso. Il fascismo contemporaneo si traveste da difesa della civiltà, da esigenza di sicurezza o da orgoglio nazionale, ma in realtà ripropone un paradigma antico: la forza come unica lingua, il rifiuto della mediazione e della complessità, l’imperativo di semplificare le relazioni umane nella dicotomia amico/nemico. È questo che vediamo quando un governo giustifica bombardamenti indiscriminati come risposta legittima a un atto terroristico: una logica binaria che cancella le persone e sostituisce l’empatia con la paura.

La frattura tra queste due visioni non è teorica. Essa attraversa le piazze, gli ambienti di lavoro, i dialoghi famigliari: da una parte, chi crede che la missione della politica sia la difesa dei vulnerabili; dall’altra, chi vede nella vulnerabilità stessa un difetto da eliminare, un ostacolo alla potenza di uno Stato o di una nazione. Per questo aderire a uno sciopero generale non è solo un gesto sindacale, ma un atto di cittadinanza consapevole: diventa la riaffermazione di un principio universale contro la normalizzazione della violenza.

Il paradosso profondo è che oggi essere “svegli”, “woke”, non significa inventare nuove ideologie, ma semplicemente riappropriarsi di un senso elementare di umanità. Essere fascisti, invece, sembra paradossalmente la via più facile: costa meno pensare in bianco e nero, affidarsi a simboli forti e a leader autoritari che promettono risposte immediate, anziché esercitare la fatica del dialogo o il dubbio della complessità. Ma la storia europea, e in particolare quella italiana, ci ricorda il prezzo altissimo pagato da chi ha scelto la via breve della forza al posto della strada più difficile della democrazia.

La Global Sumud Flotilla allora non è soltanto un atto di aiuto concreto. È un simbolo doppio: da un lato, della potenza di una società civile che immagina un mondo diverso, dall’altro, della fragilità di un sistema politico incapace di accettare che la solidarietà possa avere una voce autonoma, non addomesticata dai governi. Ed è per questo che la definizione di “politico” usata in modo dispregiativo si rivolta contro chi la pronuncia: perché sì, quella missione è politica, ma nel senso autentico e originario, quello che rifiuta la barbarie e afferma l’irriducibile valore di ogni vita umana.

(EdS)

Sciopero è stato … e che sciopero!, del 29.04.2015, mercoledì

Aprile 29, 2015 in Noi la pensiamo così

Sciopero è stato … e che sciopero!, del 29.04.2015, mercoledìPaolo a Marina di Cottone

di Paolo Luparello

Mentre scrivo questo breve resoconto la manifestazione è ancora in corso. Nella mattinata non c’erano lavori d’aula e una delegazione sembra che sia stata ricevuta dal Presidente dell’ARS, on. Ardizzone. Nel pomeriggio i lavoro d’aula inizieranno alle ore 15,00 e l’invito delle organizzazioni sindacali è stato quello di mantenere un presidio della piazza anche nelle ore pomeridiane.
Andiamo a come andata.
Lo sciopero è andato bene e in piazza a Palermo ci sono state non meno di tre mila persone se non di più … quando si parla di contare le persone si rischia sempre di sbagliare ma vi posso assicurare che tre mila è una stima per difetto (domenica scorsa facevo parte di una comitiva di circa un migliaio di persone – maratona di Siracusa con poco meno di un migliaio di concorrenti “numerati” – e oggi eravamo almeno il triplo) alla quale vanno aggiunte le 6-700 presenze registrate al corteo di Catania (fonti sindacali). Considerando che molti colleghi hanno scioperato e non sono venuti in piazza (compresi i fuori provincia che non hanno potuto sobbarcarsi la trasferta) penso che la partecipazione allo sciopero non sarà stata inferiore ai 5 mila dipendenti … un successo e soprattutto uno schiaffo potentissimo assestato a questo Governo e a questa Assemblea Regionale Siciliana.
Personalmente non avevo dubbi sul risultato della manifestazione. Molti sono stati i segnali che pervenivano da colleghi “insospettabili”, da colleghi non inclini alla critica verso il Governo e alla sua manifestazione palese attraverso i social network.
Care amiche e cari amici … GRAZIE!
Quello che avete fatto oggi non ha prezzo. Il vedervi in piazza a manifestare tutta la vostra stanchezza per un modo di agire offensivo e diffamatorio della dignità di onesti lavoratori da parte di una classe politica incapace di farsi carico delle proprie responsabilità è stata una autentica iniezione di fiducia e di ottimismo … una iniezione di speranza che tutti insieme ce la possiamo fare … non siamo soli!
Oggi ho rivisto decine e decine di amiche e di amici tutti animati dalla voglia di esserci e di fare … di fare qualcosa contro le angherie di cui siamo fatti bersaglio oramai da troppo tempo.
In tanti rivendicano il diritto a essere trattati da lavoratori e da autentica risorsa di questa Amministrazione per il bene della Sicilia.
Il Presidente Crocetta dispone di un esercito di quasi 20 mila uomini e donne al quale non è in grado di esibire il proprio piano strategico, al quale non è in grado di impartire gli ordini, al quale vuole sostituire quanti più possibili “esterni” capaci di dire soltanto si ai capricci del “despota democratico”.
Oggi chi è sceso in piazza non ha soltanto rivendicato il diritto alla certezza dei diritti in materia pensionistica, ma soprattutto ha rivendicato il diritto a poter svolgere il proprio lavoro all’interno di una organizzazione efficace ed efficiente nella quale, se tagli devono essere fatti, la riorganizzazione degli uffici e delle posizioni di responsabilità deve avvenire in base a ciò che serve alla Sicilia e ai siciliani e non alle paturnie di dilettanti allo sbaraglio adusi a tessere tele di Penelope infinite (vogliamo parlare di informatica?).
Chi oggi ha scioperato lo ha fatto per lanciare un messaggio forte e chiaro … noi ci siamo e dovete fare i conti con noi!
Volenti o nolenti con la manifestazione di oggi abbiamo messo nelle mani del sindacato una delega forte … il sindacato la saprà utilizzare nel migliore dei modi? Riuscirà a ottenere lo stralcio di tutte le norme sul pubblico impiego regionale che devono essere oggetto di contrattazione e di concertazione? Vedremo.

Non posso chiudere questo primo resoconto con alcune riflessioni sulla organizzazione dello sciopero.
Io non partecipo a molti scioperi ma quello di oggi penso che sia stato organizzato un po’ alla buona. Non un manifesto appeso negli uffici. Non un manifesto affisso per le vie della città. Non è stato possibile nemmeno organizzare, a Palermo, un corteo … si è avuto il concentramento direttamente a piazza del Parlamento davanti a Palazzo dei Normanni. A parte la buona volontà di una sigla sindacale armata di impianto di amplificazione artigianale-mobile che ha provato a scandire qualche slogan, nessun palco e nessun “comizio” dei dirigenti sindacali, nessuna animazione … lo scorso 20 marzo lo scioperò si snodò da Piazza Marina e Piazza Indipendenza con accompagnamento musicale (ogni tanto una “Bella ciao” non fa male riascoltarla!) e comizio finale sotto le stanze del despota democratico … oggi 29 aprile 2015 nulla di tutto ciò! Le migliaia di uomini e donne della Regione Siciliana non meritavano una maggiore attenzione da parte dei propri sindacati? L’impressione che ho avuto è che la stessa “timidezza” che contraddistingue noi dipendenti regionali quando dobbiamo scendere in piazza ha contraddistinto le nostre organizzazioni sindacali! Detto questo … grazie comunque perchè ci avete permesso di vivere per un giorno l’orgoglio collettivo di essere dei lavoratori normali della Regione Siciliana!

Ebbene si … io sciopererò! Il 29 aprile sarò in piazza!, del 23.04.2015, giovedì

Aprile 23, 2015 in Noi non facciamo sindacato, Prima Pagina

Ebbene si … io sciopererò! Il 29 aprile sarò in piazza!1943-Sciopero-per-pace-e-pane

di Paolo Luparello

Siamo stati più di quattro amici al bar oggi pomeriggio. Abbiamo cominciato in 4, poi 5, poi 6 e poi qualcuno andava e qualcuno veniva. Complessivamente ci siamo confrontati in 10 nell’arco di un paio d’ore di confronto a tratti anche serrato. Ha partecipato un’amica dirigente sindacale (non della dirigenza), 5 colleghi non dirigenti delle diverse categorie, 1 pensionato ex dirigente, 5 colleghi dirigenti. Nel complesso abbiamo costituito un gruppo “dinamico” variamente assortito.

Come avevo anticipato nell’invito all’incontro si doveva trattare di un confronto “laico” sulle ragioni dello sciopero e sul perchè si sarebbe dovuto partecipare se ci si fosse convinti in tal senso.

Ognuno ha detto la sua e non ho la pretesa di riassumere la posizione degli intervenuti.

Posso però anticipare che l’80% degli intervenuti hanno manifestato la chiara intenzione di partecipare e il restante 20% lo decideranno il giorno dello sciopero.

L’amica dirigente sindacale ritiene che sia necessario dare un segnale forte e chiaro al governo che con i diritti dei lavoratori non si gioca e tra i principali obiettivi dello sciopero la questione pensionistica e la riqualificazione del personale nell’ambito di un processo di riorganizzazione dell’Amministrazione regionale.

Gli altri interventi si sono mossi quasi in un unico alveo. La partecipazione allo sciopero è considerato un dovere morale al quale noi lavoratori non possiamo sottrarci in uno dei frangenti più neri sia per la realtà socio-economica della Sicilia sia per il ruolo dell’Amministrazione regionale ridotta a una torre di Babele conquistata da una armata Brancaleone di terz’ordine.

Il sentimento che largamente prevale è di scoramento nei confronti … di un governo della macchina regionale pressochè inesistente e precarizzato, … di un trattamento del dipendente regionale ai limiti del linciaggio morale, … di una mancanza di futuro per l’Ente regione e per la Sicilia.

La maggioranza di coloro che hanno partecipato all’incontro, che certamente non sono rappresentativi dell’universo Regione, ritengono che, nonostante gli errori di strategia e di tattica commessi dal sindacato nel suo complesso, la partecipazione allo sciopero è un’occasione più unica che rara per esternare tutta la rabbia e il disprezzo che i dipendenti regionali provano per una classe politica regionale, e non solo, incapace di essere portatrice di un reale progetto di cambiamento per garantire un futuro alla Sicilia, ai siciliani e, perchè no, ai dipendenti dell’Ente Regione e, perchè no, a quel mondo di varia umanità che gravita attorno all’Ente Regione.

Alcuni amici hanno rappresentato il disagio di alcuni colleghi di partecipare allo sciopero che verrà utilizzato dal sindacato per passare alla “cassa” del governo per strappare qualche concessione che non sia a vantaggio di tutti i dipendenti. Speriamo che questo non succeda, ma l’occasione comunque non va persa e anche se si corre questo rischio … il rischio va corso!

Per chi non si sente rappresentato dal sindacato che non è riuscito a gestire il cambiamento, sia a livello nazionale sia regionale, determinando un arretramento dei diritti dei lavoratori abbiamo deciso di procedere alla stesura di un manifesto di rivendicazione nel quale si possano identificare coloro che si sentono “stretti” nelle rivendicazioni del sindacato e di organizzare una presenza “distinta” all’interno della manifestazione del 29 aprile che possa mettere in evidenza lo stato di disagio di una parte dei lavoratori della Regione, una minoranza sicuramente, nei confronti sia del governo regionale sia del sindacato.

Noi dipendenti della Regione Siciliana ci stupiamo che contro questa legge di bilancio e questa legge di stabilità siamo gli unici a mobilitarsi, come se i tagli di bilancio previsti e la mancanza di prospettive di investimenti colpiscano noi e non tutto il mondo delle imprese siciliane e tutti i siciliani in generale!

Noi non scioperiamo per rivendicare misure per favorire il pensionamento o per ottenere rinnovi contrattuali migliori di quelli rivendicati da tutto il mondo del pubblico impiego italiano.

Noi scioperiamo perchè il Governo regionale non ha un progetto per il futuro dell’Ente Regione e se non ha futuro l’Ente Regione nemmeno i suoi dipendenti hanno futuro! Non vogliamo fare la fine dei colleghi dipendenti delle oramai ex Province regionali!

Noi scioperiamo perchè non accettiamo le offese e le calunnie alle quali siamo costantemente sottoposti da parte di un Governo regionale che prova soltanto ad allontanare da sé le proprie gravi responsabilità in oltre 2 anni di gestione fallimentare.

Noi scioperiamo perchè pretendiamo un progetto per il futuro della Sicilia e dei siciliani!

Noi scioperiamo perchè l’Ente Regione venga organizzato negli uffici che servono … non ai politici e agli amici dei politici!

Noi scioperiamo perchè il Governo regionale pretenda dal Governo nazionale quello che spetta alla Sicilia per Statuto e come sancito dalle sentenze della Corte Costituzionale … il sig. Rosario Crocetta non ha diritto a rinunciare a quanto spetta alla Sicilia e ai siciliani!

Noi scioperiamo perchè il Governo regionale non può dire di tagliare sprechi per miliardi di € nel proprio bilancio e poi rinunciare a miliardi di € che lo Stato deve alla Sicilia costringendola a non poter svolgere il proprio ruolo a causa della mancanza di risorse finanziarie anche per il proprio funzionamento.

Noi scioperiamo perchè una volta per tutte si azzerino gli incarichi di governo a soggetti non eletti dal popolo, in quanto costituiscono un aggravio di spesa!

Noi scioperiamo perchè una volta per tutte si azzerino gli incarichi dirigenziali a soggetti esterni ai ruoli dell’Amministrazione regionale, in quanto costituiscono un aggravio di spesa!

Noi scioperiamo perchè una volta per tutte si azzerino le consulenze e gli incarichi a soggetti esterni per compiti che posso essere svolti dal personale di ruolo della Regione e dei suoi Enti, in quanto costituiscono un aggravio di spesa!

Noi scioperiamo perchè la politica regionale non può scaricare sui lavoratori dell’Amministrazione regionale le proprie gestioni dissennate in materia di gestione dei rifiuti, di gestione dell’acqua, di società partecipate, che nel loro complesso hanno generato e generano miliardi di € di debiti e di veri sprechi!

Noi scioperiamo perchè la politica regionale non può guardare al comparto della Regione Siciliana come una sorta di bancomat al quale rivolgersi per pagare le proprie cambiali … non si possono tutelare i diritti dei senza diritti a danno di coloro che i diritti li hanno!

 

Se io sciopererò … , del 21.04.2015, martedì

Aprile 21, 2015 in Noi non facciamo sindacato, Prima Pagina

Se io sciopererò … Paolo a Marina di Cottone

di Paolo Luparello

Sono ancora molto perplesso sulla decisione di aderire allo sciopero di mercoledì 29 aprile 2015, proclamato da tutte le sigle sindacali dei dipendenti della Regione Siciliana.
La voglia di protestare è tanta. La voglia di farmi sentire è tanta. La voglia di manifestare lo sdegno per il trattamento che questi governi regionali ci stanno riservando è tanta.
Ma il mio sciopero a chi serve? Serve a me e ai miei colleghi?
Se deciderò di scioperare non lo farò per difendere chissà quali privilegi, privilegi che stanno più nella mente di neo demagoghi piuttosto che di seri governanti.
Se deciderò di scioperare lo farò perchè questi governi regionali non mi offrono nessun futuro. Non hanno a cuore un progetto di riforma dell’Amministrazione regionale finalizzato allo sviluppo sociale ed economico della Sicilia. Pensano soltanto a tirare dalla loro parte una coperta oramai troppo corta e stracciata da più parti. L’unico obiettivo al quale puntano questi governi è tirare a campare, rinviando problemi insolubili di un anno ancora, se non di pochi mesi … il tempo di riprendere fiato! Fiato che si vuole sottrarre a chi continua a essere additato come un privilegiato da parte di quegli stessi governi che non sono disposti a cedere nulla del loro dorato soggiorno nelle stanze del potere.
Se io deciderò di scioperare lo farò per chiedere una politica seria … fatta di uomini e programmi seri!
Se io deciderò di scioperare lo farò per chiedere un progetto serio di riforma della Regione Siciliana!
Se io deciderò di scioperare lo farò perchè sono stanco di ascoltare fanfaronate da parte di persone incapaci!
Se io deciderò di scioperare non sarà certamente per difendere la famigerata clausola di salvaguardia della dirigenza!
Se io deciderò di scioperare non sarà certamente per avere riconosciuto un “privilegio” pensionistico!
Se io deciderò di scioperare non sarà certamente per oppormi al riconoscimento del merito all’interno della Regione Siciliana!
Ma se deciderò di scioperare cosa potrò ottenere?
Ne parliamo giovedì pomeriggio prossimo (23 aprile 2015)!
Luogo e ora dell’incontro lo comunicherò tramite mail ai destinatari della newsletter!

Mi è permesso di scioperare?, di Paolo Luparello, del 20.03.2015, venerdì

Marzo 20, 2015 in Noi non facciamo sindacato, Prima Pagina

Mi è permesso di scioperare? Paolo a Marina di Cottone

di Paolo Luparello

Io oggi ho aderito allo sciopero dei dipendenti della Regione Siciliana.
E’ stata una bella giornata di sole. E’ stata una bella giornata di confronto con i tanti amici che ho incontrato alla manifestazione. Chi dei miei amici e conoscenti che ha aderito allo sciopero non lo ha fatto per rispondere a degli “ordini di scuderia” … lo ha fatto, così come me, perchè sentiva il bisogno di manifestare il proprio dissenso contro un governo regionale che vuole fare strame dei diritti dei lavoratori della Regione, e degli Enti, e che non ha mai parlato del futuro della Regione Siciliana in quanto Ente regolatore ed erogatore di servizi.
Contro ogni previsione, considerate le sigle che hanno confermato lo sciopero, siamo stati più di “quattro gatti” a scendere in piazza. Vedremo cosa sapranno fare le altre organizzazioni sindacali quando sarà il loro turno proclamare lo sciopero e … farlo!
Essersi sottratti allo sciopero in forza del protocollo di intesa proposto dal governo Crocetta ed emendato in forza delle loro richieste, troppo prontamente accettate dal Governo, lo ritengo, da lavoratore, un errore. Il sindacato ha certamente centrato il suo obiettivo, portare al tavolo di contrattazione il Governo, ma al di là del riconoscimento del ruolo a cosa potrà portare quel confronto?
Quali sono i punti sui quali il Governo si è dimostrato disponibile al dialogo? Nessuno.
Quale valore potrà avere un accordo siglato con l’Aran Sicilia in materie che esulano dalla sua mission istituzionale che ricordo è la stipula di contratti … non di mediatore per conto del Governo?
Il protocollo di intesa non ha alcuna utilità per i lavoratori … solo una mobilitazione massiccia potrà convincere il Governo, e soprattutto la sua maggioranza, a stralciare quelle norme che sono una vera aggressione alle tasche dei dipendenti e dei pensionati della Regione … e non mi riferisco ai permessi sindacali, alle assenze per malattia, alla “famigerata” clausola di salvaguardia … ma al futuro pensionistico di tanti lavoratori sulla pelle dei quali si vuol scaricare di tutto e di più.
Personalmente quello che più mi indigna come dipendente di questa Regione Siciliana è la mancanza di progettualità sul futuro della Regione … la politica del governo vuole continuare a giocare a un puzzle modificando continuamente il disegno … disegno che si abbozza nella mente di non si sa chi e non si sa secondo quale modello … salvo intuire esigenze di collocare pedine nella scacchiera del potere regionale.
L’ultima ciliegina di Crocetta è quella sul presunto riconoscimento del contratto 2006-2009 … dice che ci darà più soldi … ma sta scherzando lui o chi gli va appresso? Dove li prenderebbe i soldi? Sarebbero gli stessi soldi che hanno avuto i colleghi degli Enti locali o dei Ministeri? O sarebbe una operazione di facciata, fatta pagare a valere sulla vacanza contrattuale che già percepiamo e buona per farci additare come i soliti privilegiati ai quali si riconosce un contratto quando a tutto il resto del mondo è negato?
L’unica cosa che il sindacato deve pretendere è una vera stagione delle riforme. Una finestra temporale di massimo 6 mesi durante i quali ridisegnare la struttura degli assessorati e dei dipartimenti, le loro competenze e individuare i percorsi di crescita del personale rimasto, facendo ricorso a rivitalizzanti innesti di linfa fresca e incentivando alla fuoriuscita chi ha perso, o gli è stato fatto perdere, ogni stimolo.
Ma per fare questo avremmo bisogno di un sindacato … diverso!
Oggi è stata una giornata positiva … per me … ci vediamo al prossimo sit-in sotto Palazzo dei Normanni!
P.S. Non vi sentite in dovere di commentare quanto da me scritto, il mio non è un esempio di celodurismo!

 

Non riduciamo questa occasione a … trenta denari!, di Paolo Luparello, del 19.03.2015, giovedì

Marzo 19, 2015 in Noi non facciamo sindacato, Prima Pagina

Non riduciamo questa occasione a … trenta denari!Paolo a Marina di Cottone

di Paolo Luparello​

Dico subito che il 20 marzo 2015, venerdì, sciopererò. Lo sciopero è stato proclamato da Cgil-Cisl-Uil, vi hanno aderito le sigle autonome dei dipendenti della Regione Siciliana, ma dopo il sit-in del 17 marzo e l’incontro Governo-Sindacati del 18 marzo, soltanto Cgil e Uil hanno deciso di non sospendere lo sciopero, a differenza di tutte le altre sigle, in quanto non convinte della proposta avanzata dal governo. Le altre sigle hanno deciso di “andare a vedere” la proposta del Governo, pur mantenendo lo stato di agitazione.
Questi i fatti.
Ho letto il protocollo di intesa Governo-Sindacati.
Non mi convince.
Non mi convince la volontà della controparte di addivenire a un accordo con i sindacati. Quali promesse il Governo ha mantenuto fino a oggi?
Non mi convince il dover inserire in finanziaria l’esito di un accordo sottoscritto dall’ARAN Sicilia e dai sindacati. Stiamo accettando che il rapporto di lavoro privatizzato venga regolamentato con legge?
Non mi convince l’idea che il Governo sia disposto a riconoscere il Contratto Collettivo per il quadriennio 2006-2009 (riconosciuto a tutti i lavoratori del pubblico impiego d’Italia tranne che a quelli della Regione Siciliana) in un momento in cui si cerca di tagliare ogni spesa possibile (costi della politica esclusi) … già vedo i titoli dei giornali … “mentre si taglia la spesa sociale i Regionali passano alla cassa”!
Non mi convince che si possa raggiungere un accordo sui temi del protocollo d’intesa entro il 10 aprile. Il confronto sarebbe sottoposto a un countdown improponibile!
Uno sciopero compatto, molto partecipato, domani, avrebbe dato un chiaro segnale a tutte le forze politiche che la misura è colma … che i dipendenti regionali sono stanchi di tutti questi attacchi, di questa demagogia, di questa gogna continua.
L’obiettivo dello sciopero non poteva che essere un confronto sulle norme sul pensionamento e lo stralcio di tutte le norme contrattuali che si sarebbero dovute rinviare alla sede dell’ARAN Sicilia per una vera contrattazione e la sigla di un contratto vero.
Domani sciopererò perchè non credo nella volontà di questo Governo di onorare un impegno e voglio che questo messaggio arrivi forte e chiaro non soltanto al presidente della Regione ma anche, e soprattutto, ai parlamentari della maggioranza.
Il protocollo di intesa e il confronto all’ARAN Sicilia rischia di farci perdere tempo prezioso … si rischia che ci sia un calo di attenzione da parte delle forze politiche che entro fine aprile dovranno esitare le legge di stabilità 2015 … pena il commissariamento della Regione. Il Governo potrà dire alla sua maggioranza di aver dialogato con il sindacato ma che le richieste non erano in linea con i vincoli romani.
Io domani non sciopererò per difendere la norma di salvaguardia dei dirigenti, i permessi sindacali e le assenze per malattia … io domani sciopererò perchè la politica di questo governo non è equa e non è trasparente … io domani sciopererò perchè questo governo non ha un progetto per quello che dovrà essere la Regione del futuro … io domani sciopererò perchè il governo si appresta alla ennesima macelleria organizzativa per distruggere definitivamente l’Ente Regione … io domani sciopererò perchè questa Regione non offre un futuro ai suoi lavoratori e alle donne e agli uomini di Sicilia. Non riduciamo questa occasione a … trenta denari!

 

Venerdì 20 portiamoci una scarpa!, di Paolo Luparello, del 17.03.2015, martedì

Marzo 17, 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Venerdì 20 portiamoci una scarpa!

di Paolo LuparelloPaolo a Marina di Cottone

Era un sit in. Eravamo “coperti” da un permesso “assemblea”. Ma eravamo tanti, come tanta è stata l’acqua che è piovuta su Palermo durante quasi tutto il sit in. Tante colleghe e colleghi hanno raggiunto Palermo dalle province … quattro pullman da Agrigento e un pullman da Trapani, quelli di cui mi hanno riferito i tanti amici che ho incontrato.
E’ stato bello incontrare amiche e amici che non vedevo da tanto tempo.
Abbiamo parlato del passato e del presente … e soprattutto dei timori per il futuro.
Chi è a un passo dalla pensione spera di non incorrere in passi falsi … ne ha abbastanza di quello che è diventata la Regione Siciliana.
Chi non può sperare nella pensione o chi ha ancora voglia di dare qualcosa per questa Regione teme per quello che è diventata e per quello che potrà ancora diventare se anche questo governo deciderà di attuare l’ennesima riforma utile solo a generare scompiglio e confusione.
La Regione viene trattata alla stregua di qualsiasi carrozzone messo su dalla politica o di una delle tante sacche di precariato. Si parla solo di costi e di tagli. Nessun progetto. Nessuna idea di quello che sarà l’Ente nel 2016 … figurarsi nel 2020 o nel 2030 … esisterà ancora o faremo la fine dell’EAS e dei suoi pensionati costretti a pietire il loro diritto al pagamento di una pensione dopo aver lavorato una vita … trattati quasi con disprezzo come se si fosse usurpato qualcosa.
Tutto è affidato all’improvvisazione, al capetto di turno, al consenso elettorale … a nessuno frega niente di far funzionare l’Ente, di erogare servizi, di snellire le procedure, di creare una amministrazione veramente digitale … nonostante le centinaia di milioni di euro “pompate” nella madre di tutti gli sconci!
La Regione di oggi si regge grazie alla buona volontà di tanti colleghi che sono costretti a “tassarsi” per le spese di pulizia, per acquistare la cancelleria, per piccole riparazioni … pur di continuare a tenere aperti gli uffici.
C’è proprio da essere stanchi. La voglia di mandare tutto e tutti a quel paese è forte. Il senso di vomito è sempre più frequente … ogni volta che gli adepti del cerchio magico sproloquiano in nome della legalità e dell’antimafia usate come clave contro coloro che non sono disposti a prostituirsi per pietire quelli che sono dei sacrosanti diritti.
Ma non possiamo dargliela vinta.
Io oggi non lotto per difendere dei privilegi. Io non ho privilegi. Si vuol far credere che io sia un privilegiato.
Io lotto perchè l’Amministrazione possa continuare a funzionare nel rispetto dello Statuto e delle leggi … uguali per tutti!
Mi sento un po’ Don Chisciotte … ma meglio Don Chisciotte che mercenario al soldo di qualcuno! Purtroppo per me … “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli.” (C.A.Dalla Chiesa).
Se sarà confermato, il 20 marzo, venerdì, io sciopererò e il mio sciopero avrà lo stesso significato della scarpa lanciata da un giornalista al presidente George W. Bush nel corso di una conferenza stampa … venerdì portiamoci una scarpa!!!

E’ sciopero, e ogni altra forma di protesta è cosa buona!, di Paolo Luparello, del 10.03.2015, martedì

Marzo 10, 2015 in Noi non facciamo sindacato, Prima Pagina

E’ sciopero, e ogni altra forma di protesta è cosa buona!,

di Paolo LuparelloPaolo a Marina di Cottone

Come c’era da aspettarsi il governo dei renziani siciliani è sordo a ogni richiesta di dialogo. Si è individuata nella categoria dei dipendenti della Regione Siciliana la fonte di tutti gli sprechi e la si dà in pasto al popolo per distrarne l’attenzione dai problemi reali dei siciliani ai quali continua a non dare risposte.

Il modello Renzi applicato anche in Sicilia svuota il ruolo dei sindacati e dei contratti collettivi di lavoro. Ma il modello Renzi siciliano non gode degli stessi consulenti romani e continua a prendere sberle dai giudici amministrativi (Muos, Nomine in sanità) e contabili (assunzioni in Sicilia e-Servizi) e a quanto pare anche da quelli della magistratura ordinaria (ancora assunzioni in Sicilia e-Servizi). Da una simile “armata” che tipo di dialogo ti aspetti? Dovranno essere ancora i diversi ranghi della magistratura a dover rendere giustizia delle norme capestro che si vogliono approvare con il ddl di stabilità 2015.

Un governo che in oltre due anni di mandato ha dimostrato tutta la sua incapacità persegue l’opera di demolizione di quel poco che nella Regione ancora funzionava e tutto questo lo si fa passare per riforma della pubblica amministrazione! Gente incapace di gestire un piccolo ente di provincia si è trovata a gestire una macchina complessa come una Regione … con i risultati ai quali stiamo assistendo.

Un governo che non ha il coraggio di accompagnare le proposte di legge con le valutazioni di ordine finanziario connesse e che vuole far credere che tagliando un po’ di grasso ai “regionali” (oramai stanno raschiando l’osso ma questo non lo dicono!) potranno far quadrare i conti!

Un governo che non rinuncia agli assessori tecnici (costi aggiuntivi), ai consulenti (costi aggiuntivi), ai dirigenti generali esterni (costi aggiuntivi) chiede sacrifici ai propri dipendenti … e i parassiti sarebbero i dipendenti regionali?

Oggi il sindacato sembra avere armi spuntate ma è l’ultimo strumento che ci rimane per organizzare il malcontento e far sentire la nostra voce.

Facciamo sentire tutta la nostra rabbia partecipando alle iniziative di protesta dei prossimi giorni!

Di seguito il comunicato stampa dei sindacati in merito all’esito del confronto odierno con il governo regionale!

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COMUNICATO STAMPA

Legge sul personale: rottura di tutti i sindacati con il governo Crocetta. Autonomi e confederali uniscono la protesta.

Respingiamo con forza il testo del ddl di stabilità 2015 presentato oggi. Passiamo subito alla protesta e allo sciopero. Rottura di tutti i sindacati confederali e autonomi con il governo regionale sul tema del pubblico impiego. Stamattina COBAS-CODIR, SADIRS, SIAD, FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, UGL e DIRSI sono stati convocati a Palazzo d’Orleans per il seguito della trattazione del disegno di legge sul personale “Il Governo regionale – commentano i segretari generali e di categoria della funzione pubblica di tutti i sindacati – non recepisce alcuna proposta formulata nei giorni scorsi. Abbiamo sperato nella possibilità di un dialogo, ma dobbiamo prendere atto che con questo governo ogni interlocuzione è inutile. Allora abbiamo deciso di unire le forze e ci faremo sentire in modo unitario a cominciare dal SIT IN del 17 marzo  sotto Palazzo d’Orléans”.

È stata anche ribadita la data dello sciopero del~20 marzo~che coinvolgerà, anche in questo caso, tutti i sindacati unitariamente.

Nello specifico, i sindacati autonomi e confederali contestano che le misure di contenimento della spesa previste tagliano diritti senza conseguire alcuna maggiore efficienza della pubblica amministrazione.

“Quel disegno di legge – dichiarano i segretari di tutti i sindacati – nasce con la pretesa di “riformare” l’amministrazione regionale mentre in realtà ne depotenzia il ruolo lasciando in primo piano solo dei semplici tagli lineari. Si interviene pesantemente – aggiungono – su materie contrattuali e sulla struttura dell’amministrazione al di fuori di un reale confronto con le parti sociali”. Ma non solo,  quel testo “riformerebbe il sistema previdenziale con formulazioni retroattive che espongono la Regione ad una moltitudine di contenziosi che graveranno negli anni a venire sul bilancio regionale e interviene sugli stipendi del personale tecnico del Corpo Forestale nonostante la giurisprudenza già consolidata confermi la legittimità dell’indennità specifica percepita”. “Alla Sicilia – insistono i responsabili Sindacali -~occorre una seria riforma della pubblica amministrazione siciliana, condivisa con le organizzazioni sindacali che intervenga sui veri sprechi e che investa sul merito e la riqualificazione del personale. Basta con gli slogan e la caccia alle streghe”.~

Insomma, una bocciatura su tutta la linea. Anche perché nessuna delle proposte delle sigle è stata accolta in quel testo: dallo sblocco dei contratti, alla riclassificazione di tutto il personale del comparto e riordino della dirigenza, allo stralcio della norma che riguarda il Corpo forestale fino al ricorso del sistema di pensionamento “pre-Fornero”. “Il dialogo si interrompe qui – concludono i sindacati – il 17 marzo sarà Sit in e il 20 sarà sciopero”.

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e altri commenti …

Palermo, inchiesta Helg: nuovi indagati. Pm: “centrale estorsiva” in aeroporto … un caso isolato? Purtroppo non sembra essere così, altrimenti non si spiegherebbe l’accanimento con il quale “cani e porci” cercano un incarico pubblico qualsiasi … tutti animati dalla tensione per il bene comune?

Fondi Ue: stop Commissione a 834 milioni pagamenti 2007-2013 … una volta tanto la Sicilia non è nell’elenco dei cattivi … per ora! Ma di fronte alla fame di lavoro, al bisogno di opere pubbliche, alla necessità di investimenti, come può la politica giustificare questi suoi continui fallimenti?

Prestigiacomo e il caso Agrigento “Necessaria una verifica” … litigano sul piano degli investimenti pubblici? O forse sul modello di welfare che voglio per i siciliani? O forse sul modello di sviluppo per la Sicilia 2.0? No … litigano per chi deve comandare!

Crocetta replica ai sindacati “Stiamo salvando la Sicilia” … ma chi gli passa i numeri a Crocetta! L’unica cosa che sta salvando è la poltrona sulla quale è seduto lui e la sua cerchia … ed è meglio non aggiungere altro!

Promotor, da Istat doccia gelata a speranza ripresa – Economia – ANSA.it … ma se questi signori scambiassero due chiacchiere con Crocetta forse gli farebbero capire che la previsione di un incremento dell’1,5% del PIL regionale nel 2015 è degna di Alice nel Paese delle Meraviglie … chi è il cappellaio matto? Chi è Alice?

Roberto Helg, come nascono le carriere nei salotti di Palermo … quindi a Palermo ci sarebbero dei salotti buoni? Io avevo sentito parlare, al massimo, di qualche tinta segreteria politica!

Germania, nasce il supermercato sostenibile: qui solo prodotti sfusi … non rivelate questa notizia ai politici siciliani! Rischierebbero un infarto! Un paese senza “munnizza” … come potrebbero sopravvivere loro e i loro amici imprenditori della munnizza?

Elisoccorso da Alghero a Palermo, “Ha chiamato il direttore, organizzate il viaggio” … secondo me all’assessorato alla salute qualcuno è ancora convinto che si sia trattata di una “best practice”!

Viadotto Scorciavacche, il rapporto degli ispettori: “Carenze strutturali e costruttive” … e dopo quello della sanità anche quello delle infrastrutture è un settore che ci fa dormire sonni … agitati!

Manager della sanità, il Tar dà torto a Crocetta sulle nomine revocate … sentenza esemplare alla quale non si sarebbe dovuti giungere se la vicenda fosse stata affidata a un qualsiasi funzionario anche appena assunto e che abbia dimestichezza con i primi rudimenti del diritto! Certo, se poi ci mettiamo in mezzo dei “tecnici” … arrivano le sentenze del TAR!

Gravissimo per influenza suina da virus H1N1 ricoverato all’Ismett … guarda guarda, solo all’Ismett lo possono curare! Abbiamo gente che viene spedita a casa dai pronto soccorso e poi muore e in alcuni casi invece si trova, guarda caso, l’unico posto dove un simile malato può essere curato! Miracolo o marketing?

Dalla carta alla rete 65 milioni di fatture. La rivoluzione sta per arrivare … e noi saremo pronti! Vero? Se poi ne volete sapere di più … Fattura elettronica. Dal 31 marzo l’invio va fatto solo online

La parabola (discendente) di Antonio Ingroia … per vivere si deve fare pur qualcosa … il magistrato non bastava?

Emergenza povertà in Italia, Poletti: “Un piano di contrasto entro giugno” … purtroppo i problemi possono essere affrontati una alla volta … adesso forse è il turno dei poveri … di quelli almeno che sono sopravvissuti all’indifferenza di questi anni!

Crocetta: il bilancio non sarà impugnato Nessuno scontro, era solo un equivoco …. ah ecco! E’ proprio vero, a Roma non capiscono una mazza … adesso glielo spiega lui il bilancio … e a lui?

La cultura, asse portante di una nuova economia … e noi, infatti, abbiamo Crocetta! No Croce … Crocetta!

Gli affitti d’oro del M5S (pagati con i soldi dello Stato) per lo “staff della comunicazione” di Casaleggio … seee! Quelli del M5S che fanno queste cose?

Assente a scuola, ma lavora come medico: denunciato … la gente si industria per sbarcare il lunario e li si denuncia pure? Ditelo allora!

Regione Siciliana, Il dado è tratto … sembra!, del 29.01.2015, mercoledì

Gennaio 28, 2015 in Noi non facciamo sindacato

Il dado è tratto! Dopo “soli” due anni di prove di dialogo miseramente fallite il sindacato prende, finalmente, l’iniziativa. Ritroveremo l’orgoglio di una appartenenza? Lo spero, per il nostro bene e delle nostre famiglie!

Inutile dire che io ci sarò!1943-Sciopero-per-pace-e-pane

Di seguito il comunicato FP CGIL, CISL FP E UIL FPL relativo agli esiti dell’assemblea sindacale tenutasi oggi … buona lettura!

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Regione Siciliana, La dirigenza, una parte, torna a scioperare!, del 11.05.2014, domenica

Maggio 11, 2014 in Noi non facciamo sindacato

La dirigenza della Regione, solo una parte però, torna a scioperare. Protesterà per una questione di soldi anche se ci sarebbe stato motivo per protestare anche per tanto altro. Solo le sigle sindacali autonome hanno indetto lo sciopero, e i sindacati confederali?

Il 19 maggio 2014 la dirigenza della Regione Siciliana tornerà a scioperare. Non tutta però!

Solo quella del Dipartimento regionale tecnico a cui fanno capo gli uffici del Genio civile della Sicilia e gli UREGA (gli uffici che si occupano delle gare di appalto).

In questi uffici prestano servizio alcune centinaia di dirigenti.

Motivazioni dello sciopero?

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Tenitimi … tenitimi … sembra dire!, del 10.02.2014, lunedì

Febbraio 10, 2014 in Noi non facciamo sindacato

L’amico G.A. svolge un importante azione di informazione e nonostante non sia iscritto al suo sindacato ricevo regolarmente le sue comunicazioni. L’ultima in ordine di tempo è quella che vi propongo di seguito.

“Gentili  colleghe e colleghi  del Dipartimento Regionale Tecnico, in allegato trasmetto la lettera  a firma congiunta …  indirizzata  e spedita in pari data alle autorità competenti , relativamente a quest’altra  fase ( tentativo di conciliazione  interna direttamente con l’Amministrazione) del percorso intrapreso, così come previsto dalla normativa vigente in materia,  finalizzato allo sciopero.

Qualora questo tentativo di conciliazione non dovesse andare a buon fine, nei termini prescritti riportati nella lettera, si passerà ad avviare la successiva  fase del procedimento presso il Prefetto di Palermo.

Se anche la conciliazione presso il Prefetto non dovesse sortire gli effetti sperati, a questo punto  e soltanto a questo punto, la legge permette di proclamare lo sciopero con un preavviso scritto minimo di almeno 10 giorni rispetto alla data in cui si è deciso effettuare lo sciopero e comunque nel rispetto della “regola  della rarefazione oggettiva”, ossia che la data di effettuazione dello sciopero deve essere temporalmente distante  di almeno 10 giorni dalle date di attuazione di altri scioperi.  La legge determina anche  che “il primo sciopero, all’inizio di ogni vertenza, non può essere superiore ad una giornata lavorativa (24 ore)”  e che “successivamente per la medesima vertenza, gli scioperi non possono avere una durata superiore a due giornate lavorative ( 48 ore consecutive)”. Questo sommariamente in sintesi  per dovere di informazione.

Ovviamente, come al solito, vi terrò aggiornati di quello che succederà. Con cordialità”

Leggendo il testo della mail ho l’impressione di quei litiganti che vengono tenuti per evitare che giungano al contatto fisico e che inveiscono contro chi li trattiene gridando “Lassatemi … lassatemi” … anche se in questo caso sembrerebbe più appropriato il “Tenitimi … tenitimi”!

Scherzi a parte, ma se è così difficile ( e lo so per esperienza ) proclamare uno sciopero, siamo sicuri che non ci siano altre azioni eclatanti che possano far raggiungere lo scopo, in tempi più brevi e senza ricorrere allo sciopero che certamente ha un costo ma che non è detto possa sortire l’effetto sperato?

Medici … scioperano … avvertono la crisi! Noi invece …, del 21.07.2013, domenica

Luglio 21, 2013 in Post ad hoc

 
 
A proposito dello sciopero dei medici segnaliamo l’articolo …  Pochi, con i capelli bianchi  e mal pagati: la rabbia dei medici    … pubblicato su “La Stampa” dal quale evidenziamo …
 
“Sono i medici che domani incroceranno le braccia per 4 ore in tutte le Asl e gli ospedali d’Italia. Uno stop che farà saltare 30mila interventi chirurgici e ben 500mila visite specialistiche. Molti disagi per protestare «contro una politica che sta mandando a picco la sanità pubblica» dicono i sindacati medici. Che ce l’hanno anche contro una normativa che li fa lavorare oramai con il fiato sul collo degli avvocati. Un problema, quello delle cause facili in sanità, che spinse il governo Monti a rendere obbligatoria l’assicurazione (costosissima) per l’attività privata dei medici. E su questo punto i camici bianchi l’hanno spuntata perchè l’obbligo che doveva scattare il prossimo mese sarà rinviato di un anno per decisione del Parlamento. Ma i dottori chiedono ben altro: il rinnovo del loro contratto di lavoro scaduto dal 2009, un blocco che in 4 anni farà perdere loro circa 30mila euro in termini di potere d’acquisto. Una situazione che li accomuna anche ad insegnanti ed altri dipendenti pubblici. Con una differenza: loro hanno perso meno potere d’acquisto perché partivano da retribuzioni molto più basse.” 
 
e in particolare evidenziamo in rosso una passaggio che troviamo singolare! Che ne pensate?
Se una simile affermazione l’avessimo fatta noi dipendenti della Regione … apriti cielo! Di quanta considerazione godono i medici … anche quelli che fanno la professione privata “abusiva” …
 
 

 

La curiosità del giorno, del 30.06.2013, domenica

Giugno 30, 2013 in La curiosità del giorno

 

 

 

 

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